mercoledì 3 dicembre 2008

Il monito di Napolitano

Suonano davvero male per la politica e le Istituzioni le parole ultime del Presidente Napoletano in visita lunedì e martedì alla sua città natale, Napoli.
In questa nuova visita infatti, il Presidente ha voluto invitare gli amministratori ed i politici locali a fare autocritica, ponendo dubbi sugli ultimi 15 anni di governo e di amministrazione della cosa pubblica in quell’area. “Stop a corruzione e clientelismo” ha dichiarato, svelandoci nel contempo il suo forte turbamento per la morte dell’ex assessore Nugnes.
Poi partendo da una considerazione sul ruolo delle fondazioni culturali, ha dichiarato solennemente : “Questa e altre fondazioni hanno assoluta necessità di ripensare il rapporto cultura-politica e di reagire a fenomeni sempre più pesanti e niente affatto nuovi. Io lo scrissi nella conclusione provvisoria della mia autobiografia politica (nel 2005, ndr) parlando di impoverimento culturale e morale della politica, fenomeno che è sotto gli occhi di tutti. Si fa enorme fatica a dirlo e a reagire”
E certo che si fa fatica a dirlo, …non possiamo che dargli piena ragione.
Egli infatti, non può certo dimenticare che fino a ieri era un politico e che non ha mai fatto altro che politica in questa repubblica. Ogni decisione presa, e ogni impoverimento avuto in questi anni, sono anche una sua responsabilità. Personalmente continuo a ripetermi “impoverimento culturale e morale della politica, fenomeno che è sotto gli occhi di tutti” innegabilmente sotto gli occhi di tutti, come è innegabile che questo processo è nato e si è sviluppato soprattutto negli ultimi 15 anni grazie quindi a queste Istituzioni repubblicane. Possiamo negarlo ?
“Si fa enorme fatica a dirlo e a reagire”. Dirlo si può, pur essendo difficile, ma diventa impossibile reagire senza abbandonare l’attuale ideologia preconcetta sulle possibili scelte Istituzionali a noi precluse da 60 anni.
Occorre avere il coraggio di dire basta a corruzione e clientelismo senza dissociare questi termini dalla madre loro, che è la repubblica.
Per reagire quindi occorre avere la possibilità di dare un colpo di spugna a questo scellerato stato di cose (la repubblica) e instaurare una novità, una nuova Monarchia Costituzionale.
Modifiche costituzionali, federalismo, processi giudiziari spazzapolitici e cambio di numerale dell’attuale repubblica non sono sufficienti. Sono ormai venti anni che ci raccontiamo queste ipocrisie per poi dover assistere a simili dichiarazioni dal più alto rappresentante della repubblica stessa ?
Facciamola finita. Se vogliamo bene a questo Paese torniamo almeno ad essere credibili !

Alberto Conterio - 03.12.2008

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