giovedì 30 settembre 2010

Elezioni subito


Settimane intere di discussioni, insulti, sproloqui e tanta tanta demagogia, non hanno portato a nessun apprezzabile miglioramento nella politica interna italiana.
La crisi economica che ci attanaglia da anni e ben lontana dall’essere passata, eppure l’immobilismo più esasperato sembra aver fermato tutto e tutti. Per carità, la gente anche se sfiduciata e con meno soldi in tasca continua ad andare al lavoro la mattina e pure a giocare al superenalotto, ma quanto potrà durare questa deriva ?
Negli ultimi 10 anni, il potere d’acquisto degli operai è calato di circa 5400 Euro, ma mentre 10 anni fa ci si poteva illudere che prima o poi il motore Italia sarebbe ripartito, oggi questa ipotesi appare molto meno probabile. Un giovane su 4 non trova lavoro, e la popolazione invecchiata ha ormai perso la reattività necessaria ai cambiamenti.


Questo infatti è un Paese immutato da anni, dove la mentalità delle persone, invece di evolversi perché sollecitato da una politica previsiva di medio e lungo periodo, si è fossilizzata dietro a steccati ideologici fuori dal tempo. Altre volte ho affermato che con la caduta del muro di Berlino, le ideologie caddero con esso, ma mentre in Europa, si è tentato di andare oltre le ideologie puntando sul libero mercato e la globalizzazione unilaterale – strada che in questi anni ha mostrato tutti i suoi limiti – in Italia siamo rimasti radicati alle ideologie morte pre ’89.
Ciò ha portato all’aggravamento delle frizioni interne, e ci troviamo oggi con una popolazione impreparata ad affrontare il cambiamento, perché è chiaro che occorre cambiare. Oggi poi per recuperare è necessario cambiare molto e in fretta.
La responsabilità del trauma che presto dovremmo affrontare in conseguenza al cambiamento che sarà necessario attuare, è tutto dei politicanti attuali e della loro politica espressa in questi ultimi 10 anni.
Con “mani pulite”, la Magistratura volle spazzare la parte “avversaria”, non tutta la vecchia politica, ed in questo vuoto s’è inserita una nuova classe dirigente di avventurieri, pressappochisti, arruffoni.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Non salverei nessuno, e se spinto dalla possibilità di giudicare persona per persona, potessi dare un voto a queste : potrei distribuire dei 4, 3 e 2 per tutti, senza dubbio alcuno !
Da sinistra a destra, questi individui hanno pensato solo a ricreare per se stessi, quello che prima di “tangentopoli” era stato creato per i partiti. E’ ciò è più grave ancora, perché è stato perso il senso dell’insieme, la panoramica completa della situazione. Non è un caso che i costi della politica siano cresciuti senza controllo, che lo sviluppo delle infrastrutture si sia bloccato, che l’occupazione abbia continuato a scendere nonostante l’invecchiamento della popolazione abbia ridotto il numero delle persone in età lavorativa, e che le aziende – quelle che non hanno cessato l’attività – abbiamo cercato di produrre all’estero. I servizi pur potendo contare su nuove tecnologie sono calati in numero e qualità, e la popolazione si sente sempre più sola di fronte alla società ed allo Stato.

Gli unici fatti positivi, ci vengono da una serie di nuove attività, di nicchia, che fondano il loro successo sull’estremismo della particolarità offerta. Buon per loro, ma sento di dover esternare anche in questo la mia più profonda preoccupazione. Torno a ripetere, la popolazione si sente sempre più sola di fronte alla società ed allo Stato. In parole povere, anche questi fortunati, che si sono inventati il loro lavoro di nicchia particolarissimo, saranno i primi a difendere questa posizione acquisita da ogni futuro cambiamento, e non potendo contare su una fascia di popolazione parimenti interessata a quel settore perché sono gli “unici”, confinati o auto confinati in quella nicchia per sopravvivere, si difenderanno con ogni mezzo, anche i più estremi.
Da ciò traggono beneficio la moltitudine dei partiti e movimenti territoriali. I grossi Partiti nazionali, capaci di politiche discutibili forse, ma di respiro nazionale e di lungo periodo stanno morendo. È storia di questi giorni !
La Lega Nord, uscita dall’aula ieri, 29 settembre, dopo aver incassato una fiducia parlamentare di 342 voti assieme al Presidente Berlusconi, è stata la prima a parlare di nuove elezioni in primavera.
E si può ben capire… Questo Governo ormai risponde alla logica dell’immobilismo indotto dalla sua stessa nuova composizione. Questa si regge da ieri su tre gambe. Al centro della maggioranza, la massa di manovra dei deputati e senatori del Pdl, il numero più grosso, ma inutile.
Ieri la direzione era quella indicata dalla Lega, oggi invece, con due cocchieri, di segno contrario, la carrozza e condannata a restare ferma sul posto. 
Il grosso degli elettori moderati, non vede alternative all’attuale Governo è vero, ma il numero di coloro che passano la linea dell’estremismo è in continuo aumento, e la Lega Nord, non può permettersi di attendere la fine della legislatura per dover tirare le somme e capire che il suo elettorato è rimasto deluso perché in 5 anni s’è portato a caso poco o nulla.
Lo stato di cose attuale però fornisce a questo movimento l’ulteriore occasione di fare cassetta. Andando a votare oggi o domani, può ancora pensare di ingannare il proprio elettorato e magari agganciare le quote di elettorato meno moderato del Pdl. Ad oggi infatti la favola da recitare, ci racconta che le promesse non sono state mantenute appieno a causa d’altri. Colpa di Fini, di Di Pietro, o di Bersani non ha importanza. La responsabilità non è loro e basta ! Il popolo Padano è pronto a credere, non ha alternative !!!
Anche l’Italia potrebbe non avere alternative. Dopo Caporetto potemmo contare sul Re e su Casa Savoia, dopo il 25 luglio 1943, potemmo contare ancora sul Re e su Casa Savoia.
Ora dobbiamo renderci conto tutti, che questa classe dirigente, è al comando dei bottoni da oltre 10 anni, nessuno escluso, senza aver risolto uno solo dei problemi ormai cronici del nostro Paese. L’immigrazione clandestina, l’integrazione degli extracomunitari, il lavoro, la sanità, la giustizia, la carenza di infrastrutture nel mezzogiorno, la criminalità organizzata nei territori decentrati, l’organizzazione territoriale dello Stato e la sua fiscalità, i servizi di base a tutti i cittadini, la scuola ecc. ecc.
Nel frattempo apprendiamo che i rifiuti a Napoli - notizia di questi giorni - sono tornati a ricoprire le strade !
Siamo stati presi in giro insomma…
Ci troviamo coinvolti in una spirale al ribasso che si avvita su se stessa senza mai giungere al fondo. Per interrompere ciò è necessario inceppare il meccanismo. Come ?  evitando di autoalimentare la politica malata di questa repubblica. Occorre evitare il voto. Non serve votare scheda bianca o nulla, occorre proprio non presentarsi alle urne ! Facendo ciò, si ottiene un duplice risultato. Il messaggio di chiara protesta popolare giungerà forte e chiaro, delegittimando di fatto, non tanto chi, dovesse comunque vincere le elezioni, ma tutta la classe politica. In secondo luogo, i rimborsi elettorali spettanti ai Partiti sono proporzionali al numero totale dei votanti. Meno votanti alle urne, meno denari ai Partiti.

Ed ora meditando, restiamo in attesa di sviluppi !

Alberto Conterio - 30.09.2010

sabato 25 settembre 2010

Errore !!!


Errore !!!
Quanto ci è costato e ci costerà ?

Passato qualche giorno dalla notizia, è mia intenzione tornare sull’assoluzione di SAR il Principe Vittorio Emanuele di Savoia, non tanto per esternare la gioia in merito - incontenibile - e nemmeno per scrivere “l’avevamo detto noi”, …in questa società lobotizzata infatti, non ne vale la pena.
Lo faccio invece perché mi sembra giusto approfondire con una riflessione quanto detto dallo stesso Principe al Tg1 delle 20.30 di mercoledì 22 settembre, commentando brevemente l’assoluzione. Egli ha dichiarato di ringraziare la magistratura italiana, una magistratura sulla quale aveva posto la sua fiducia, una Magistratura che non ha avuto bisogno dei riflettori per lavorare bene !


Sono state davvero poche parole, quelle che Vittorio Emanuele è riuscito a pronunciare prima che il collegamento venisse interrotto. Dopo il danno d’immagine che questa pagliacciata ha provocato alla sua figura di Principe, ed al suo animo di uomo però, ci saremmo attesi un po’ più di 15 secondi scarsi di commento. Quello dedicato dal Tg1 infatti ci appare un tempo ridicolo. Desidero comunque far notare che le parole sono state ugualmente significative e molto pesanti, anche se ingentilite dal fare pacato, dignitoso e signorile di Vittorio Emanuele.

Ascoltando quelle parole, non è stato difficile collegare la “pagliacciata” al Pubblico Ministero Woodcock di Potenza,. Ora trasferito a Napoli.
Viene da chiedersi se il trasferimento sia stata una punizione, ma la stessa destinazione ci fa capire che non è così. Napoli infatti, è sicuramente una “piazza” più importante di Potenza. Con questo si viene a capire che il trasferimento non è stata una punizione.
Quando un bimbo fa una sciocchezza, lo si rimprovera, e quando la sciocchezza è più grossa, gli si infligge una piccola punizione… è una regola valida sempre, in tutto il mondo, applicata a tutte le età, non solo ai bambini.
La magistratura italiana, che si serve dei riflettori per lavorare però, sembra non rispondere a questa semplice regola. Ed allora soprassediamo - che pena - e concentriamoci sul costo. Abbiamo pensato quanto è costata all’erario, e quindi a tutti noi questo errore giudiziario, l’ennesimo pare, del PM Woodcock ?
Qualcuno se lo sarà certamente chiesto, ma la risposta non l’avrà mai, perché questa è una repubblica dove spese così scellerate sono considerate un investimento al buon mantenimento della stessa e del suo sistema corrotto. Non è un mistero infatti che il Principe Vittorio Emanuele stesse, nel 2006 vivendo un periodo di estrema popolarità, dopo il suo rientro in Patria in deroga al forzato quanto draconiano ed illegale esilio, prescritto dalla costituzione delle libertà nata dalla resistenza. Ed allora gli “anticorpi” della repubblica, hanno fatto il loro lavoro, quello sporco. E se questo lavoro ha un costo, …chissenefrega, il risultato è stato raggiunto, …il Principe anche se innocente, è stato reso inguardabile !

Chiudo lo sfogo pensando a tutte le persone che in questi anni hanno dovuto subire angheria simili, famose, meno famose e anche semplicissime, solo perché avevano creduto nelle libertà democratiche di questa Italia del dopoguerra.

Alberto Conterio - 24.09.2010

giovedì 16 settembre 2010

L'implosione di una società


L’Italia, l’Europa, il mondo globalizzato

Guardando alla situazione politica ed economica del nostro Paese, viene da scrivere che questa nazione sia ormai arrivata alla fine della sua storia. Siamo stati una meteora meravigliosa, che ha descritto in cielo una traiettoria ampia. Per alcuni istanti, la sua luce ha offuscato tutte le altre, poi il declino verso l’orizzonte. L’oscurità prenderà presto il sopravvento ?
È difficile fare una previsione. Intanto guardando al resto del pianeta, ci si rende conto che la crisi economica in corso, non investe tutti allo stesso modo. Anzi, essendo onesti, gran parte della popolazione di questo pianeta, sta oggi sviluppandosi in modo energico e travolgente. Basti pensare alla Cina, l’India, ma anche Brasile, Sud Africa e Russia hanno tutti ritmi elevatissimi di crescita e future possibilità di sviluppo ulteriore. La realtà è che a soffrire la crisi, è solo la tanto decantata civiltà occidentale, ed in essa soprattutto la vecchia Europa.


L’Europa, vera locomotiva trainante mondiale fino al termine del primo grande conflitto, ha operato sensibili cambiamenti evolutivi della sua civiltà generale (di insieme) per tutto il diciannovesimo e ventesimo secolo. Ricordiamo brevemente il passaggio dalle monarchie assolute, a quelle liberali, poi l’avvento delle ideologie politiche. Questi sono stati tutti cambiamenti che hanno portato in dote o dietro di se, cambiamenti epocali, che prevedevano l’azzeramento (o quasi) del sistema precedente anche nelle piccole cose di tutti i giorni e per tutte le fasce della popolazione.
Nel modo di vestire, di pensare, di gestire la ricchezza, di porsi di fronte ai problemi, e nel modo di risolverli. Politicamente soprattutto, la democrazia, pur con tutti i suoi limiti e le sue intrinseche debolezze si è affermata e ha portato - assieme a qualche effetto collaterale dannoso - indubbi vantaggi. La democrazia insomma ha dato forma e forza alla politica, che grazie ad essa è stata in grado di fare progetti a lungo termine, basati su un’idea superiore (ideologica).
Tutto ciò, si è interrotto quando è crollato il muro di Berlino.
Ho vissuto quel momento con stupore e gioia. Così io, così milioni di persone, non abbiamo però compreso, che al cedere di una ideologia o di un sistema basato sulle ideologie occorreva sostituire il vuoto con un sistema ideologico diverso.
E così come era successo alla caduta dell’Impero Romano, nel vuoto causato dal tonfo, ci abbiamo buttato ieri ed oggi, piè illusioni che non hanno evitato all’epoca l’oscurantismo medievale ed oggi il caos.
La libertà di circolazione, la libertà politica, la pace globale, …tutti teoremi magnifici sulla lavagna, quanto inconcludenti nella pratica, hanno permesso che nel vuoto dei campi non più coltivati sia presto cresciuta l’erbaccia, quella cattiva !.
Così il degrado della nostra democrazia. È chiaro a tutti, che la democrazia di cui potevamo far uso 30 anni fa, oggi sia solo un ricordo. È chiaro a tutti che la volontà di un popolo oggi sia molto più velleitaria di quella degli italiani di 50 anni fa. Mi sono chiesto il perché, e la risposta non mi è piaciuta. Perché in nome del compromesso (su ogni cosa), abbiamo ceduto pezzi della nostra sovranità a coloro che appropriandosene, oggi decidono per noi, al di sopra delle nostre opinioni.
Di fatto siamo involuti nella oligarchia più becera e materiale.

Ecco perché da persona che non mai ha visto di buon occhio il socialismo reale ad esempio, rimpiango oggi quell’ideologia (per folle e fallita che fosse) perché ci costringeva a rispondere con altra ideologia uguale e contraria. Questo testa a testa tra le ideologie (grandi progetti politici di società, grandi idee) ha permesso all’Europa di progredire velocemente negli ultimi due secoli e di primeggiare nel mondo. La borghesia contro l’aristocrazia della monarchia assoluta, così come il capitale opposto al socialismo sono stati il motore della nostra “civiltà”
Oggi invece, parlare di ideologie è male, brutto, fuori moda. Con il politicamentecorretto si può non essere d’accordo, ma è meglio non esagerare, non avere opinione troppo diversa per non turbare gli equilibri. Ma di quale equilibrio stiamo parlando ? Il vuoto può rappresentare un equilibrio ?
Di fatto questo mondo lo immaginiamo e lo vorremmo senza più guerre e senza differenze, di benessere per tutti, dove tutti possono dire e scrivere ciò che vogliono, dove tutti possono fare il lavoro che desiderano tra le infinite possibilità offerte da un mondo senza più barriere e pregiudizi.
Sembra quasi che, i “sogni deliranti” del comunismo oltrecortina imploso su se stesso 20 anni fa, continui a vivere in tutti noi e tutti i giorni no ?

In realtà ci siamo ingabbiati in un “sogno” e ci sentiamo tutti soli, perché non possiamo più sentirci parte di “progetto” !

Non è un caso che dal 1989 in avanti, sono aumentate le frizioni tra i vari paesi Europei. All’interno dell’area EU, nonostante i nuovi ingressi e le aperture ad est, si parla sempre più spesso di club dei più forti o di gruppi a diversa velocità. All’interno degli stessi stati membri poi, lo scontro di classe  è stato sostituito da più scontri sociali, che vede (per fare degli esempi limpidi) i liberi professionisti contro i dipendenti, ma tra i dipendenti, coloro che operano nel settore privato sono ai ferri corti con coloro che fanno parte del comparto pubblico. Poi i dipendenti a contratto indeterminato sono contro i precari, così come i commercianti sono contro gli ambulanti. Stiamo insomma vivendo la guerra di tutti contro tutti, dove a guadagnarci immensamente sono pochi oligarchi fuori controllo, non solo del sistema democratico di ogni stato, ma addirittura dei governi degli stessi stati sovrani.

Per cercare di inquadrare una situazione che ritengo scandalosa, un ultimo esempio… quando la Grecia ad inizio 2010, è diventata un problema europeo, (e ci sarebbe da scrivere un libro sul come lo è diventato) il popolo greco, non solo non ha potuto dir nulla e decidere nulla, ma ha anche dovuto subire l’onta, di vedere il proprio governo, prendere dei rimproveri e attuare interventi dettati da organi soprannazionali potentissimi (vedi BCE) che nessuno ha mai eletto.
Ora si può pensare che i governi greci abbiano sbagliato negli ultimi tempi, ma siccome la Grecia da anni fa parte della Comunità Europea, dove la BCE, fa e disfa il bello e il cattivo tempo, diventa difficile credere che coloro che dovevano ieri operare il controllo, oggi si ergano al di sopra di tutti rimproverando e applicando punizioni senza avere interesse.
E ancora, …è possibile che in una società che si definisce democratica, la BCE stia al di sopra della volontà popolare… addirittura sopra alla volontà dei governi senza che i suoi responsabili siano controllati o gestiti tramite elezioni da nessuno ?
Ma il diritto divino ed ereditario sempre imputato alla monarchia quale difetto originale, per questi signori e questi organismi, non vale ? Dove sono finiti i nostri “amici” repubblicani ?

Passo a passo questi oligarchi, hanno preso possesso della nostra “civiltà del compromesso”, ed in silenzio hanno sostituito una società basata sul lavoro delle persone e di scontri sulle idee in una società sul guadagno delle imprese prima e della finanza poi, dove gli scontri sono ormai localizzati sulle differenze tra singoli individui. In questa società il popolo vale meno di un titolo in tracollo alla Borsa di Londra, perché quello (il titolo), con la giusta soffiata della lobby interessata, domani più valere una fortuna.
Occorre quindi riappropriarci della nostra democrazia, “inventando” un sistema diverso, perché non è più possibile tornare al vecchio, in quanto il mondo nel frattempo è andato avanti, è cambiato si è evoluto !
Per fare ciò, almeno nel nostro Paese, occorre qualche punto fermo. Un’idea di lungo periodo per attuare una politica pacata ma ben definita e netta nelle scelte, che non tenga conto dei bisogni e dei guadagni immediati, che permetta alla gente di sentirsi coinvolta nel tempo, che provi insomma l’orgoglio di sentirsi parte di un’idea comune.
La stabilità istituzionale offerta da una moderna monarchia che tragga legittimità dalla difesa del giusto, insensibile agli interessi della politica, la consapevolezza dell’origine cristiana dalle nostre radici, l’orgoglio dato dalla nostra storia che ci rende adulti in questo mondo di esordienti, ed un progetto nazionale che miri nuovamente al lavoro della gente non al guadagno della finanza sono la base di partenza minima indispensabile.
Occorre avere questo coraggio, perché non abbiamo altre possibilità. Non sarà politicamentecorretto certo, …ma la selezione naturale non è stata abolita, anzi resta una delle “leggi” più efficienti della natura, e noi dobbiamo sottrarci ad essa mutando secondo necessità !

Alberto Conterio - 16.09.2010

mercoledì 8 settembre 2010

L'8 settembre repubblicano !


L’8 settembre repubblicano !!!

Leggendo l’articolo di Federico Geremicca su La Stampa di oggi 8 settembre, risulta evidente che il momento di confusione politica ed istituzionale è grosso.
Intanto non saranno gli ultimi giorni di Pompei come giustamente asserito, ma dalla stesse righe apprendiamo che la seconda repubblica è in declino. Intanto sarebbe opportuno sapere preventivamente quando è finita la prima e quando è cominciata la seconda, ma di certo sappiamo che la repubblica in Italia, sia essa la prima, la continuazione della prima o la seconda è indubbiamente in declino.


La contraddizione più grossa sta nel fatto, che il Presidente Napolitano rifacendosi alla Costituzione, fa sapere - nel caso il Governo dovesse cadere - che c’è spazio per una consultazione dei gruppi politici parlamentari per verificare la possibilità di avere in aula una nuova maggioranza, mentre Berlusconi da Palazzo Chigi, invoca in quel caso nuove elezioni, sulla base del “Porcellum” ovvero, la legge elettorale di questa repubblica. Questa, che blocca gli schieramenti politici prima delle elezioni, legittima a Governare lo schieramento preferito dagli elettori con il voto… e non altri.
Nella pratica, non si capisce come Berlusconi in effetti, perdendo la sua maggioranza in Parlamento per la defezione di Fini e del suo nuovo gruppo di seguaci, possa ritrovarla nella stessa in aula senza far salire sul suo carro una componente politica diversa da quella votata dagli elettori nell’aprile 2008. Impossibile poi immaginare un Governo in cui Berlusconi non sia più Leader, sarebbe il rovesciamento (peraltro già visto alcuni anni fa) del principio ispiratore del bipolarismo negativo e malato di questa repubblica.
Tirando le somme, anche se la Costituzione ha, come principio, un valore assoluto, “comandando” quindi su tutto il resto, non c’è dubbio che ci troviamo di fronte ad un bel pasticcio.

Tornando poi sulle parole “…lo scrupolo che il Presidente avrà nel tentare di tener fuori il Quirinale dallo sport preferito in questo declino di Seconda Repubblica: e cioè il «tiro alle istituzioni» (…)” e significativo far notare che, quando in Gran Bretagna qualche mese fa, Gordon Brown si trovò in difficoltà, a nessuno venne in mente di asserire o scrivere che la Monarchia Britannica era in declino. Cosa voglio evidenziare con questo paragone ? Semplice… che in una Monarchia, le Istituzioni (la Corona) ed il Governo (la politica) sono entità ben separate e distinte, mentre in questa nostra repubblica in declino, no !
In Italia infatti, la repubblica ci ha insegnato che politica ed istituzioni non hanno confini, perché chi è politico oggi, può essere istituzione domani e viceversa, in un guazzabuglio caotico dove nessuno più fa il suo dovere e tutti pretendono di fare quello di una terza persona, a solo scopo di perseguire i propri immediati vantaggi.

Ora noi monarchici abbiamo oggi, una grossa responsabilità, che è quella di far sentire la nostra voce con giudizi netti, gridando forte il dissenso nostro per tutto ciò. Ci troviamo in fondo a raccogliere in terra ciò che è stato seminato oltre 64 anni fa, altro che 8 settembre…
Non possiamo che prenderne atto !

Alberto Conterio - 08.09.2010