lunedì 30 giugno 2008

Italiani : sfiducia nelle Istituzioni

Archiviato il Campionato europeo di calcio , sostituito lo sfortunato Donadoni con la “volpe” Lippi, la massa degli italiani si ritrovano a dover ripiegare la brava bandierina tricolore nel cassetto per i prossimi due anni. A firma Alberto Calle intanto, mi e capitato di leggere un interessante articolo sul Corriere della sera di ieri 29 giugno.
In esso l’Eurispes fotografa una realtà preoccupante nella quale i cittadini di questa repubblica (quasi il 50%) hanno visto diminuire negli ultimi 12 mesi, la loro fiducia nelle Istituzioni.
Già, perché noi italiani, siamo i cittadini europei che pagano le tasse più alte della media europea e guadagnano molto meno degli altri per mantenere una classe politica di privilegiati, che da sinistra a destra dell’intero arco politico le hanno già promesse tutte, senza averne mai mantenuta una !
Si potrebbe obiettare che è mancato il tempo… e qualcuno lo ha anche sottolineato.
In effetti tra un litigio e l’altro, un’intercettazione, uno scandalo, una polemica ed un ribaltone sarebbe utopia credere possa restare il tempo da dedicare al popolo, se non fosse che di anni dall’avvento di questa repubblica ne sono passati oltre 60.
Nel lontano 1946, fu promesso di “modernizzare il Paese”, di “ridurre gli sprechi”, di “moralizzare le Istituzioni”, di “rendere al popolo la sua sovranità”. Dunque ?
Noi Monarchici italiani, pur dispiaciuti, restiamo attenti osservatori di tanto sfascio.
Anche se emarginati come “infetti” e confusi nella nebbia dell’oblio programmato, non smetteremo di puntualizzare le responsabilità di tanto regresso nella società d’oggi.
Siamo altresì fiduciosi che presto o tardi, per il bene del nostro Paese, la verità dovrà essere affrontata. Sarà il giorno in cui stretti intorno ai nostri “simboli” e da essi garantiti, potremo finalmente confrontarci ad armi pari con le migliori Democrazie di questo nostro continente.

29.06.2008 - Alberto Conterio

venerdì 20 giugno 2008

Gli obiettivi Monarchici

Periodicamente, il mondo Monarchico italiano si mette in fibrillazione parlando di traslazione in Italia delle salme dei Sovrani ormai scomparsi e tumulati all’estero.
Ci sono momenti in cui tutto sembra volgere al meglio, altri in cui si fa presto a farsi prendere dalla depressione più cupa.
Facendo un discorso crudo e dal più ampio orizzonte, possiamo dire che questo argomento fa parte dello storico programma socio-politico dell’Associazionismo Monarchico italiano come fa e faceva parte dei programmi di tutti i movimenti e partiti politici dichiaratamente Monarchici di oggi e di ieri :

Rientro dei Principi in esilio
Abrogazione e/o modifica costituzionale al riguardo dell’Articolo 139.
Traslazione delle Salme in Italia dei Sovrani tumulati all’estero

Sappiamo bene che la strada fatta è stata difficile (o inconcludente) ed è oggi più faticosa ed in salita che mai. Vediamo i punti…

I Principi in esilio sono rientrati da tempo, ma sbagliano coloro che attribuiscono meriti a questo o quel politico e/o esecutivo di Governo. I Principi non potevano più essere tenuti in esilio, perché il tribunale Europeo sui diritti dell’uomo, avrebbe di li a poco sentenziato quanto anacronistica e draconiana fosse la pretesa di questa repubblica “della democrazia e delle libertà” di non osservare i Diritti Umani sanciti dalla Convenzione Europea firmata dalla stessa repubblica Italiana in Roma il 4 Novembre 1950.
La repubblica ha proceduto quindi facendo la minor brutta figura possibile di fronte al mondo, concedendo una deroga alla XIIIa disposizione “transitoria”.
I Principi infatti risultano essere ancora dei cittadini di serie B, preclusi nei diritti più elementari, quali la proprietà privata. Sappiamo bene inoltre, come le Istituzioni ed i media abbiamo lavorato all’unisono alcuni anni dopo questo evento nel ridurre la crescente popolarità degli eredi di Umberto II, screditandoli ingiustamente agli occhi dell’opinione pubblica a colpi di macete !

Altra storia riguarda l’Articolo 139 della costituzione repubblicana. Esso recita testualmente “La forma repubblicana dello stato non può essere oggetto di revisione”.
Le speranze nostre, di vederlo abrogato sono pari a quelle di riportare in vita i dinosauri estinti da 180 milioni di anni, e non illudiamoci che… l’eventuale rivisitazione del documento costituzionale del 1948 in versione pseudo federalista possa portare a noi Monarchici uno spiraglio sufficiente a poter ripetere il Referendum del giugno 1946.
E poi, anche se fosse, quale potrebbe mai essere il risultato ?
Ricordiamoci che contro la Monarchia Sabauda è in atto da oltre 60 anni un infame processo extra-giudiziario pilotato, con metodi stalinisti, da una coalizione di nemici di Casa Savoia che abbraccia tutto l’arco politico nazionale, dall’estrema sinistra all’estrema destra. Così come è in atto nel nostro Paese una criminalizzazione della Monarchia in generale. Avendo la possibilità costituzionale di riportare gli italiani al voto referendario sul quesito Istituzionale, occorrerebbero da oggi, almeno 10 anni di riabilitazione sociale e culturale di un popolo vessato e pilotato, per rimettere le carte in pari e giocare la partita “referendum” con le stesse possibilità. Per fare ciò, non basta la nostra buona volontà, …ci vuole una volontà Istituzionale sopra alle parti, che abbia a cuore la giustizia, l’onestà, la democrazia, il rispetto della sovranità popolare ed il rispetto della storia del nostro Paese.
Mera illusione di qualche sprovveduto !

Resta quindi per ora, di concentrarsi sulla traslazione in Italia delle Salme dei Sovrani deceduti in esilio e tumulati all’estero. Obiettivo ristretto al quale occorre puntare nel medio periodo per appianare un torto e per restare “visibili”.

Su questo argomento, sono convinto che mi farò dei nemici per quanto scriverò di seguito : dissento nel modo più assoluto da tutti coloro che sarebbero propensi a rinunciare al Pantheon pur di poter pregare in Italia sulla tomba dei nostri Sovrani.
Occorre essere onesti in proposito, e così dichiaro anche che sono propenso a credere che quasi certamente queste persone si dividono in due correnti.
La prima, in coloro che mossi da estrema innocenza e bontà “credono” giusta e vantaggiosa questa soluzione di accomodamento, la seconda, da coloro che mossi da freddo calcolo politico “sperano” di colpirci definitivamente al cuore nascondendo alla maggioranza del popolo italiano una parte della nostra gloriosa Storia impersonata dagli Augusti Sovrani in esilio e discriminati ancora oltre la morte.

Secondo costoro, sarebbe opportuno in segno di distensione e per poter affermare d’aver portato a casa un risultato, dover accettare una traslazione a Superga sulla collina di Torino delle spoglie mortali di quattro Sovrani d’Italia (due Re e due Regine) lontani dai riflettori e senza troppo disturbare il cammino incespicante di questa repubblica di corrotti e disonesti. Questo quando, perfino per le spoglie mortali del Faraone Ramsete II trasportato in Francia dall’Egitto per “cure” al suo corpo mummificato, la repubblica francese decretò al suo arrivo all’aeroporto internazionale Charles de Gaulle gli onori di Stato, con picchetti militare e rombi di cannone dovuti al suo rango di Capo di Stato.
No signori, e in questo chiedo perdono per l’insolenza che posso rappresentare invitando Casa Savoia a tenere ben alta la testa su questo argomento senza cedere alle false lusinghe di nessuno
Re Vittorio Emanuele III e Re Umberto II così come le loro consorti Regine non sono stati condannati da nessun tribunale. Essi non hanno colpe da espiare venendo nascosti di soppiatto sulla collina torinese, magari con un auto finanziamento dell’Associazionismo Monarchico .
A loro spetta di diritto il Pantheon di Roma capitale ed il Pantheon soltanto, con una cerimonia pubblica e di rango sufficiente a ricordare ed onorare il loro glorioso passato ed il loro status di Capi di Stato. Niente di meno può essere accettato da noi Monarchici restando fedeli alla Corona, così come niente di meno possiamo accettare da semplici cittadini italiani se abbiamo a cuore la nostra Storia, il nostro Paese ed il nostro futuro.

20.06.2008 - Alberto Conterio


giovedì 19 giugno 2008

Emergenza esami di Maturità

Questa settimana, l’emergenza sono gli esami di maturità ! Dopo l’emergenza rifiuti, Alitalia, e mozzarella di bufala, questa repubblica già caduta negli anni su ogni argomento ed in ogni occasione, cade anche sugli esami di maturità.
Siamo ormai ai livelli di “allegria” di una sagra paesana dove gli insegnati in aula sono costretti a correggere autonomamente gli errori nei testi o le parziali mancanze pervenute dal Ministero come meglio possono e secondo le loro attitudini.
Da lunedì 16, giorno di inizio delle prove scritte, ad oggi giovedì 19.06.2008, non c’è giorno che non veniamo informati di errori nei testi, mancanza di parti nelle tracce, e indiscrezioni sul web in anticipo di ore prima dell’apertura delle famose buste sigillate. Uno spettacolo indecoroso !
Ora, che dal Ministero della pubblica istruzione non si riesca neppure a scrivere correttamente la traccia di un tema o di un compito, è normale dal momento che la totalità dei dirigenti scolastici oggi in attività risale al post 1968 e alla sua demagogica “rivoluzione” contro Ancien régime scolastico preesistente, ma che secoli di cultura vengano presi a calci e schiaffoni dalle Istituzioni in questo modo plateale e provocatorio è quantomeno indecente, soprattutto agli occhi di chi ancora serba il ricordo, o il ricordo dei racconti di un’Italia che fu. Un’Italia forse più povera materialmente, ma infinitamente più ricca di valori, di cultura e di professionalità e dignità in ogni campo.
Ma diamine, se la commissione incaricata di redigere i testi per gli esami non è più in grado di fare il suo lavoro, chiediamo un aiuto, …una consulenza. Utilizziamo consulenti per ogni cosa come ha denunciato il Ministro Brunetta…
Questi benedetti esami, facciamoli scrivere e preparare in Cina, se non altro, loro sono più bravi di noi a mantenere il “riserbo” sulla rete internet !

19.06.2008 - Alberto Conterio

lunedì 16 giugno 2008

Democrazia e repubblica

Che in una repubblica come la nostra, la Democrazia sia una leggenda metropolitana era già dato per certo fin dalla sua nascita, ma in questi anni, cullati di idiozie e falsità ci siamo addormentati tranquilli sulla parola di una classe politica falsa e corrotta, che di recente, e a conferma di quanto scrivo è stata definita Casta.
Grazie alla carica più alta dello Stato però, abbiamo in questi giorni l’occasione di risvegliarci da questo “sogno”, da questo torpore malato, da questo credo per noi insultante e soffocante.
Ci siamo appena rimessi dall’ubriacatura annuale dei festeggiamenti alla repubblica infatti, che dobbiamo registrare quanto falsi e ideologici siano i concetti di Democrazia e Sovranità popolare in questa nostra povera Italia.
L’Irlanda ha appena detto NO al trattato Europeo di Lisbona, e tutti i canali tivvù, si scatenano sulla falsariga delle parole del Capo dello Stato, “lasciare fuori” chi blocca costruzione europea. E poi ancora “Non si puo pensare - afferma il Presidente - che la decisione di poco più della metà degli elettori di un Paese che rappresenta meno dell'1% della popolazione dell'Ue possa arrestare il processo di riforma” !!!
Intanto le percentuali non sono quelle dichiarate, in quanto l’Irlanda si aggiunge alla Francia, l’Olanda e la Danimarca che hanno già detto di NO ad altri documenti in altre date, e poi in Italia, come in altre realtà, dove queste burocratiche ratifiche non sono proposte al popolo, quale sarebbe stato il risultato su una analoga consultazione ? E’ corretto fingere che sarebbe stato molto diverso ?
Proprio in Italia dove la sovranità popolare è incantata ad arte e “richiesta” soltanto per avallare ciò che la classe politica non giudica pericoloso o dall’esito scontato, questi trattati sono stati approvati da un Parlamento che rappresenta ben meno dell’ 1 % della popolazione nazionale o no ?
Ma quanto dobbiamo ancora farci prendere in giro per capire che questa decantata Democrazia da “commemorazione” non è altro che una mascherina per impedirci di vedere la verità. La Sovranità Popolare è sovrana sempre non solo quando fa comodo. A questi cittadini Irlandesi dovremmo se non altro portare rispetto. Questo è forse un concetto troppo alto e difficile per le nostre Istituzioni repubblicane ?

16.06.2008 - Alberto Conterio

martedì 3 giugno 2008

Società repubblicana e sicurezza

Troppo spesso i questi anni, la gente è sempre più portata a generalizzare su cose, fatti e persone. Ciò è dovuto a innumerevoli fattori certamente, alcuni innegabili, quali un sempre minor tempo libero da dedicare alla riflessione, in un mondo votato alla frenesia ed alla diversificazione degli interessi personali, altri invece indotti dalla società stessa.
Provando a dare dei limiti a questo nostro ragionamento, sentiamo dire ovunque, che la gente si sente meno sicura di un tempo. E’ sicuramente un’affermazione pesante, e avendo il tempo di poter visionare attentamente dati e statistiche degli ultimi 30 – 40 anni, si avrà la sorpresa di apprendere che è anche falso, o comunque errato per la parte di sicurezza che tutti noi intendiamo o crediamo di intendere.
Quando si sente dire che ci si sente meno sicuri infatti, la nostra mente visualizza stancamente un incremento della malavita (scippi, furti, violenze sulle donne in strada, rapine, atti vandalici ecc.) E’ pure di moda scaricare una buona dose di questi fatti sugli extra comunitari, ma in ogni caso commettiamo un errore di valutazione. Purtroppo, questo modo di pensare (semplicistico) è fuorviante ci impedisce di vedere oltre il nostro orticello. Questo ristretto modo di intendere la sicurezza, porta il cittadino, a chiudersi ulteriormente in se aumentando di molto il senso percepito della sua insicurezza.
Se 30 anni fa il problema sicurezza nella società era riconducibile in gran parte, o nella sua quasi globalità a scippi, furti, violenze e vandalismo, oggi non è più così.
Al senso di sicurezza percepito dalla gente infatti, concorrono oggi molte e diverse voci. Si parla ormai quotidianamente di sicurezza sul lavoro, di sicurezza alimentare, di sicurezza sanitaria ecc. Se si analizzano i dati relativi ai soli fatti relativi al richiamo immediato del nostro subconscio quando parliamo di sicurezza, apprendiamo ad esempio che le rapine (quelle classiche alla posta in banca o in gioielleria sono in calo, e che normalmente sono compiute da italiani, così come sono in calo i furti negli appartamenti (pare siano il 40% meno che negli anni ’80). Risultano in calo anche gli scippi, come i piccoli furti in auto, il borseggio sui tram o nei negozi.
La malavita organizzata che si muove nell’ombra ha subito in questi anni forti ridimensionamenti nonostante il pizzo sia ancora molto diffuso, e se quantifichiamo i delitti per mafia, troviamo ancora dati in calo. Quasi del tutto estirpato il fenomeno terrorismo, che negli anni ’70 e ’80, faceva davvero paura. Ciò che pare in aumento è la microcriminalità.
Non credo quindi che un quadro così presentato possa portarci a credere che sia aumentata la nostra insicurezza.
Cos’è allora che ci induce a pensarlo ? E un discorso ad ampio raggio con fattori molteplici che concorrono, diversificati e concomitanti a rendere il risultato nella sua globalità negativo.
Innegabile è la perdita di sovranità dello Stato e quindi del cittadino di fronte alla globalizzazione dei mercati e della società. Un tempo il cittadino trovava nelle Istituzioni Comunali il suo punto di riferimento. Erano rari i viaggi e gli spostamenti sul territorio, così come la necessità di ottenere il proprio sostentamento da merci che giungono da lontano. Dal dopoguerra ad oggi invece, gli orizzonti si sono allargati, anzi sono dilatati, ed in questo lo Stato è colpevole di non aver accresciuto con essi, i suoi servizi di sostegno al cittadino, la sorveglianza a difesa della sua sovranità ecc..
E’ un paradosso, ma il cittadino d’oggi, immerso nell’informazione di minuto in minuto, con le possibilità offerte dalle più svariate forme di comunicazione personale, e nella possibilità di spostarsi autonomamente, si sente molto più solo di un tempo. Il cittadino oggi, sente in ogni momento di essere abbandonato a se stesso. E’ una sensazione perversa, ma occorre dire che è tutt’altro che immaginaria.
Nonostante il progresso economico e della società, possiamo ignorare il problema della solitudine degli anziani ?
Nonostante il benessere globalmente raggiunto, possiamo ignorare il malessere giovanile, l’aumento delle depressioni e dei suicidi ?
Nonostante la globalizzazione già citata, che sulla carta amplia le nostre possibilità di lavoro all’intero pianeta, possiamo far finta di non sapere che se un cittadino con oltre quarant’anni perde il lavoro, difficilmente potrà sperare di trovarne un altro ?
Per quanto riguarda la salute poi, il progresso della medicina, e accompagnato da un effettivo progresso del servizio completo offerto al cittadino ?
Possiamo ignorare che molti, troppi cittadini del nostro paese devono ricorrere a viaggi lontano dal luogo di residenza per essere curati ? Possiamo dire di affrontare serenamente la necessità di dover prenotare una visita specialistica presso il servizio sanitario nazionale ? A tutte queste domande noi non siamo in grado di rispondere positivamente neppure facendo ricorso ad una robusta dose di ottimismo. Questo implica in noi, come crediamo nella maggioranza dei cittadini italiani il malessere “negativo” che porta a pensare che la nostra sicurezza sia inferiore.
Non è quindi una questione di aumento della delinquenza, ma una questione di minor presenza delle Istituzioni e dei servizi offerti dalle Istituzioni stesse.
Del resto sono Istituzioni che per decenni hanno dolosamente promosso la cancellazione della nostra identità di popolo privandoci della nostra Storia, delle nostre tradizioni, favorendo la corruzione, le frodi, gli inganni. Dove si premiano normalmente i furbi e si colpevolizza l’onesta e la trasparenza degli ideali quando scomodi.
Il nostro è un paese che non festeggia la sua data di nascita, ma festeggia volentieri eventi pagani di provenienza estera, o eventi politici strumentalizzati.
Il nostro è un paese che sa accogliere demagogicamente profughi e clandestini di tutto il mondo, dimenticando per il mondo stesso milioni di italiani veri, di ieri e di oggi.
Il nostro è il paese dove l’ipocrisia politica può arrivare a rivalutare personaggi anche discutibili di contraria fede ideologica purché servano al mantenimento degli equilibri raggiunti per meglio spartirsi il potere, così come viene mantenuto alto dallo stesso potere politico l’odio ed il timore nei confronti di Casa Savoia, rappresentato dall’esilio voluto di quattro Sovrani sepolti in terra straniera. Una ferocia ed un rancore che non trova riscontri in altri paesi che amano definirsi “democratici”
E’ in questo quadro, o dire in questo “specchio” che, nasce, cresce e vive il cittadino italiano. Sradicato della sua storia e della sua cultura è stato buttato nell’arena del progresso, della globalizzazione, e dei profondi cambiamenti che abbiamo avuto in questi anni e che nei prossimi dovremo sopportare ancora, così come si buttavano i cristiani in mezzo ai leoni nella Roma antica.
Possiamo stupirci di ciò che pensa e di ciò che prova ? Abbiamo il diritto di redarguirlo o di schernirlo come usano fare i politicanti più sfrontati esibendo patenti di solidarietà e buonismo o apponendo marchi di retrograda ignoranza e razzismo ? Ma… l’esempio non viene sempre dall’alto ?
E allora se parliamo d’esempio, ci fu chi preferì promuovere il caos agli interessi suoi e di parte, e chi invece preferì l’esilio per non turbare l’interesse dell’Italia “innanzitutto”

Quando il corso della nostra Storia potrà riprendere serenamente, senza imposizioni ed interessi, i cittadini torneranno ad avere fiducia, a sentirsi meno vuoti moralmente e più sicuri, in un’Italia che saprà trovare un posto ben definito nel contorno di un pianeta globalizzato, nel rispetto delle proprie tradizioni e della propria secolare cultura.

03.06.2008 - Alberto Conterio