martedì 25 marzo 2014

Clima europeo: Cicloni e nebbie fitte



Clima europeo: Cicloni e nebbie fitte

Il ciclone provocato dai positivi risultati di Merine Le Pen alle elezioni amministrative francesi non è passato inosservato e si è già scatenata furiosa la controffensiva degli europeisti (a costo della vita…) suddivisi in euro-sognatori e euro-tecnocrati. Il “nostro” presidente della repubblica non ha perso – anche in questo caso – l’occasione di fare una figura rispettabile e rispettosa tacendo; preso dalla rabbia per il suo bel giocattolo scheggiato ha dovuto dar voce al sua dissenso. Non pago d’aver smentito mille volte la sua funzione super partes nel nostro Paese, facendo spudorata politica di parte fin dall’inizio del suo primo mandato, ieri si lasciato andare in commenti vergognosi contro la democratica scelta operata dal popolo francese: "Attenzione a chi attacca la Ue", questa la minaccia!
Una pagina che non avremmo voluto vedere e che denota ormai il terrore cieco di questi oscuri figuri all’approssimarsi della fine, non solo della moneta unica, l’euro, ma grazie a di Dio della stessa Unione Europea, voluta e attuata da un’elite di burocrati e bamboccioni viziati, abituati a servire le lobby finanziarie al di sopra della volontà popolare.


Purtroppo costoro, che da mesi ormai subodoravano questo campanello d’allarme, ostacolo al loro criminale proposito di euro-impoverimento del vecchio continente, in Italia hanno già avviato il piano d’emergenza. Gettato Enrico Letta come un calzino usato ad inizio anno, dopo avergli fatto fare per nove mesi la marionetta, e promosso “sul campo” Matteo Renzi senza neppure avere avuto il buongusto di farlo transitare dalle urne o come fatto per Mario Monti, avergli fornito una qualche legittimazione con la nomina a Senatore a vita, si propone ormai da settimane e in ogni occasione possibile, radio, tivvù, carta stampata e online la sua figura, un mantra capace di ogni miracolo.
l’uomo nuovo del cambiamento, colui che ha in atto una serie di riforme e di cambiamenti epocali.

La serie degli interventi naturalmente prevede tutti i punti sensibili del comune sentire della gente …ma questo non è populismo, giammai.
Lo scopo è chiaro, confondere ancora una volta le acque, creare la nebbia a colpi di auto blu, enti inutili, super stipendi manageriali, privilegi del sindacato, della confindustria, la riduzione degli sprechi, dei costi della politica per terminare con la chimera degli ottanta euro in busta paga ai lavoratori. Una nebbia artificiale fittissima che ha il solo scopo di attirare su di Renzi l’attenzione e i voti “europei” di chi avendo ormai compreso cosa rappresenta l’Europa, si troverà ad operare una scelta tra “l’uomo del fare”, l’ennesimo agnello sacrificale e il “salto nel buio” di chi dice basta all’aborto europeista! .
Il pericolo per noi euro-contrari è serissimo, perché al contrario, senza la presenza di Renzi, il voto di protesta anti europeo sarebbe stato univoco, trasversale ed eclatante.

La “toppa” Renzi quindi potrebbe ancora mitigare per qualche tempo l’ondata della protesta popolare, non populista, perché come abbiamo visto il populismo, quello vero, risiede altrove!
E al populismo più becero appartiene anche la tragicommedia del terrorismo mediatico divulgato per descrivere appunto il “salto nel buio” di chi dice basta all’euro: vengono previste le piaghe d’Egitto …cavallette, l’acqua che si trasforma in sangue, la morte dei primogeniti e avanti di questo passo, passando per le cariole cariche di biglietti di banca inflazionati come successo nella Repubblica di Waimar. Questo non è populismo?

Mai come in queste settimane si sta giocando sul nostro avvenire e su quello dei nostri figli. Noi abbiamo la responsabilità di non farci ingannare. L’obiettivo deve essere uno, fuori dall’euro prima possibile! Tutto il resto può attendere, perché tutte le riforme nazionali possibili non servono nulla se non torniamo a possedere per interno la nostra sovranità monetaria e la nostra libertà. Raggiungere questo obiettivo, non è una politica o un obiettivo di destra o di sinistra, è un obiettivo trasversale di tutti coloro che vogliono bene al proprio Paese e all’Europa come continente da sempre faro della civiltà. Un fronte comune quindi, che Grillo e Casaleggio del Movimento 5 Stelle non hanno compreso e non intendono attuare, come non hanno compreso e attuato molte cose in questi primi 12 mesi di permanenza in Parlamento. Incapaci di darsi un obiettivo che non sia la protesta fine a stessa..
Da parte mia, se sarà necessario, come Patriota, sono pronto a votare anche Lega Nord o Rifondazione Comunista! Viva l’Italia sempre!

Alberto Conterio – 25.03.2014

venerdì 21 febbraio 2014

Matteo Renzi: notaio dell’inevitabile declino?



Ai posteri l’ardua sentenza
Matteo Renzi: notaio dell’inevitabile declino?

In questi ultimi 10 giorni, sono stati in molti a scrivere di Matteo Renzi, di destra e di sinistra, nel bene e nel male; pertanto non pretendo di essere originale, ma una riflessione occorre farla.
Paradossalmente, è stata più la stampa orientata a destra che ha scritto bene di Renzi rispetto alla tradizionale stampa di sinistra. La cosa non deve stupirci visto le modalità operative che hanno condotto il Sindaco di Firenze in circa un anno a rottamare (sono parole sue) intere schiere di dinosauri e burocrati d’apparato del partito approdando, senza passare dal voto a Palazzo Chigi. 


Ringraziamo Matteo Renzi di averci sollevato dal dover sopportare in tivvù persone come la Bindi, Finocchiaro, l’ombra grigia di D’Alema e le incomprensibili battute di Bersani, oppure di averci evitato di fare maggior conoscenza di Cuperlo e Pippo Civati, una statua di cera il primo, un esagitato estremista il secondo, ma desideriamo anche essere chiari: al momento questa rispettabilissima figura politica in ascesa, non ci ha ancora dimostrato nulla, o meglio ha dimostrato di essere un ottimo parlatore, divulgatore di idee (anche di ovvietà), così come ha dimostrato di non avere paure referenziali nei confronti di nessuno, ma tutte queste innegabili qualità, non hanno impedito ai lavoratori delle aziende di trasporto del comune di Firenze di alzare una forte protesta il giorno stesso che il presidente della repubblica gli ha affidato l’incarico della presidenza del consiglio. Quindi, non è propriamente vero, che Firenze sotto la guida di Matteo Renzi si è trasformata in un Eden come si cerca di far credere. Vi sono grosse sacche di malcontento. È un fatto provato, anche se pochissimo pubblicizzato. Comprendiamo, ma lo evidenziamo.
Alla luce di ciò, possiamo stabilire che anche Matteo Renzi è umano. È un primo passo, che ci porta alla necessità di dare una risposta alla domanda: in cosa potrà effettivamente migliorare sotto la sua guida, questa Italia stanca e senza verve!
I paletti europei sulla gestione dell’economia restano ben fissi, Pier Carlo Padoan, tecnico europeista farà buona guardia con soddisfazione di madan Merkel. Il presidente della repubblica è quello di sempre, e non si può certo pensare che abbia cambiato le sue idee, quindi?
Quindi è come pretendere di rianimare un malato terminale con una mezza bottiglia di acqua gasata. Il risultato non potrà che essere un fiasco, ed è un peccato, perché pur con tutte le riserve che abbiamo sulle convinzioni politiche di Renzi, resta un personaggio sicuramente intraprendente ed interessante come non se ne vedevano da anni in Italia.
Messo nelle condizioni di poter decidere liberamente, potrebbe fare del bene al Paese, oppure anche sbagliare più di quanto si sia sbagliato in questi anni, ma avremmo avuto una possibilità. In questa gabbia invece si rischia di rimbalzare da una parete all’altra procurandosi dei lividi in più senza riuscire ad avere neppure la speranza di poter intervenire e risolvere i guai che ci attanagliano.
Facciamo i nostri migliori auguri a Matteo Renzi, ne ha davvero bisogno… ai posteri l’ardua sentenza!

Alberto Conterio - 21.02.2014