venerdì 25 febbraio 2011

Le fanfaluche di Gheddafi …e le responsabilità della repubblica italiana

Le fanfaluche di Gheddafi
…e le responsabilità della repubblica italiana

Libia… terra d’oltremare travagliata da anni di regime, ha finalmente trovato la forza di ribellarsi al suo dittatore. Costui non è un dittatore “normale”, gode infatti della fiducia della repubblica italiana, da quando, con un colpo di stato, ha detronizzato il legittimo Re Idris. Tra repubbliche ci si intende meglio quando c’è da fare affari, e così, viva il dittatore Gheddafi. Politica inaugurata dallo stesso Aldo Moro sul finire degli anni ’60 e mai più abbandonata da tutti i governi che si sono succeduti da allora, …Amato, Ciampi, Prodi, D’Alema e Berlusconi compresi.
Berlusconi poi ha il “merito” di aver reso palese, anzi plateale questa vergogna, facendo del “beduino sudato”, un amico personale, permettendogli di piantare la sua tenda in Roma capitale come fosse un Imperatore di ritorno dalle conquiste.


In difficoltà, costui ha fiuto pratico. Inizialmente, potendo contare sul tacito appoggio del silenzio italiano, ha accusato l’occidente e la stessa Italia di aver sobillato il suo popolo per “rovinare” la rivoluzione, poi, quando anche l’Italia di fronte ai fatti, ha dovuto prendere una posizione, ha cambiato versione. Trovatosi di fatto solo, di fronte alla rivolta del suo popolo, con delle forze armate non proprio fedeli, sta tentando la carta di figurare vittima del fondamentalismo islamico, fidando sulle paure ancestrali dell’occidente, nel tentativo d’essere favorito con aiuti esterni, che gli consentano di restare a galla in nome dell’anti radicalismo islamico. Non sono fanfaluche le ultime esternazioni nella quale, il “colonnello” accusa Bin Ladel di aver fomentato la rivolta, ma sono un preciso calcolo opportunista.
Gheddafi però, viene smentito dal suo popolo, che dopo le rivolte in Tunisia ed in Egitto, si stà comportando altrettanto dignitosamente. Non si sono bruciate bandiere di Israele o degli Stati Uniti in queste settimane, ed il fondamentalismo islamico, è stato anch’esso preso in contropiede e superato dalla voglia di libertà, giustizia e di progresso sociale soltanto !
A Bendasi, dove il popolo dopo aver cacciato i repressori ha formato un comitato di 15 saggi, con il compito di governare la transizione politica, Bin Laden ed il fondamentalismo islamico non hanno alcun ruolo !!!
È un fatto evidente al mondo intero.
Alla radio italiana poi, dopo giorni di notizie tra il tragico ed il confuso, non si è potuto nascondere che in Libia vi sono state diverse manifestazioni pro-monarchiche (anche importanti) con lo sventolio della bandiera del Regno Unito di Libia di Re Idris. La stessa cosa è accaduta pure davanti all’ambasciata libica di Stoccolma.
Insomma il dittatore, sembra cotto e decotto, e le stragi che sta provocando con criminale cinismo nel tentativo di non farsi impiccare, non fanno altro che allargare il fossato esistente, tra il suo regime ed il popolo libico.

Tremenda vergogna alla repubblica italiana, che giunta per ultima ad una posizione sui fatti libici, per bocca del Presidente del Consiglio e di un Ministro degli Esteri Frattini, anche peggiore di D’Alema, hanno auspicato genericamente che si giunga a ristabilire la calma sociale per poter intraprendere un percorso di riforme utili al progresso sociale. Come dire, che si punta ancora “sull’amico Gheddafi” per non perdere la priorità acquisita nei rapporti con l’altra sponda del mediterraneo. Una cosa vomitevole, pari soltanto agli accordi tra i due Paesi preparati dal governo Prodi e legittimati dal governo Berlusconi con tanto di baciamano al dittatore, …secondo solo al bacio di Pertini sulla bara dell’infoibatore e dittatore comunista Tito.

Comunque vadano le cose, i punti che resteranno lampanti sono :
1)      che le dittature in questi paesi nord africani, sono venute tutte dopo che le legittime istituzioni monarchiche sono state rovesciate con cruenti colpi di stato
2)      che i buoni rapporti tra il Colonnello libico ed il nostro Paese passano attraverso gli interessi espressi dalla partitocrazia della nostra repubblica
3)      che la nostra classe dirigente trema di fronte alla possibilità di veder giungere sulle coste italiane migliaia di poveri disperati, dopo che negli ultimi 40 anni, se prodigata per interesse a rendere questa condizione possibile avallando le follie di un dittatore
4)      che il fallimento della politica estera di questa repubblica - fatta di concessioni senza dignità - ed il conseguente fallimento della politica anti immigrazione sono evidentissime  
5)      che la connivenza delle istituzioni repubblicane italiane nelle stragi di questi giorni in terra di Libia pesano come macigni sulla nostra dignità

Altro che colonialismo ! 
Ma l’Italia non è stata in passato la vergogna che conosciamo oggi, nel 1889, l’Italia - quella monarchica e demonizzata - istituiva la “Società antischiavista”. Era il primo paese al mondo ad abolire con legge dello Stato la schiavitù.
Nel 1919, Cirenaica e Tripolitania (proprio le terre oggi insanguinate dal “pazzo di Tripoli” amico di Berlusconi) svennero considerate Province italiane ed i suoi abitanti cittadini italiani a tutti gli effetti. I famosi italiani della quarta sponda. E poi nel 1921, sempre l’Italia definita “italietta” dai soloni di oggi, aprì in Cirenaica il primo Parlamento democraticamente eletto d’Africa, concedendo a quella grossa provincia italiana larga Autonomia legislativa ed amministrativa. Con Presidente, e maggioranza dei 69 deputati di razza, lingua e religione araba.
Fatti questi, che riempirebbero d’orgoglio qualunque popolo al mondo. Noi italiani invece, grazie a questa repubblica delle “liberta” (di fare affari) complice di quanto sta accadendo al di là del mare, possiamo solo vergognarci.

Chiudo disgustato, augurandomi che il popolo libico, ritrovi presto la sua dignità e noi la nostra !

Alberto Conterio - 25.02.2011

lunedì 21 febbraio 2011

Che festa la festa !

Ancora una volta, dobbiamo evidenziare che non c’è limite al brutto, al ridicolo ed alla vergogna per questa repubblica.
E’ stata istituita la festa del 17 marzo, ma soltanto per quest’anno, e alcuni ministri hanno avuto il coraggio di votato contro al decreto. Un poco come dire, siamo ministri, ma non ministri italiani, …abbiam giurato fedeltà alla repubblica, mica all’Italia. Insomma, l’esatto contrario di quanto ci ha sempre insegnato SM il Re Umberto II di Savoia, che ponendo davanti ad ogni cosa l’Italia, sciolse dal giuramento di fedeltà alla Corona tanti bravi servitori dello Stato, perché, pur essendo monarchici, potessero continuare a servire ugualmente l’Italia fattasi repubblicana.
Altro stile, altra cultura, altre persone.
Oggi viviamo all’ombra della vergogna perenne, e occorre adeguarsi a ciò ogni momento della giornata e far buon viso a cattiva sorte. Una sorte grama, che il 2 giugno di 65 anni fa, c’è stata assegnata per facilitare gli interessi della partitocrazia sul popolo, …anzi contro il popolo !


L’ex presidente Ciampi, quando mesi fa lasciò la presidenza del comitato dei garanti per i festeggiamenti del 150° anniversario “dell’Unità italiana”, sapeva quel che faceva, o meglio sapeva quel che non poteva fare, ed allora con la scusa dell’età, ha lasciato l’incombenza ad Amato. Costui,  ex Presidente del Consiglio, perfettamente integrato, ha continuato a sonnecchiare stancamente fino alla passata settimana, e avrebbe continuato a farlo ancora ! È toccato così al Presidente Napolitano dare un segno, per evitare la certificazione di questo fiasco tanto voluto.
Perfino a lui, che in gioventù questa Italia l’avrebbe volentieri svenduta al Soviet, deve essere parsa poca cosa l’organizzazione “nazionale”, tra silenzi per non dire e occultamenti della verità storica. Ci voleva un fatto eclatante, un appuntamento valido per tutti gli italiani, perché contemporaneamente si sentissero, dalle Alpi a Pantelleria “spinti” a ricordare. L’istituzione della festa del 17 marzo, non ha altro scopo. Non ci ricorda il fatto storico in se, perché non abbiamo neppure avuto il coraggio di chiamarlo con il suo vero nome “proclamazione del Regno d’Italia”, e non può ricordarci neppure la semplice verità, che solo con  Casa Savoia fu possibile, il miracolo della creazione dello Stato nazionale. Non potevamo forse prevedere questa data nel programma ufficiale con molto anticipo evitando le polemiche di questi giorni ? Certo, …se ci fosse stato un programma. Dal momento che il programma non c’era, s’è dovuti intervenire d’urgenza con un decreto, come fosse un’emergenza, un’alluvione, un’epidemia, una tragedia imprevista, altro che festa.
In questi mesi, abbiamo sostituito tutti i valori, abbiamo rifatto la storia, abbiamo dato aria al risentimento egoistico di pochi, all’orgogliosa baldanza di chi si sente superiore invece che italiano, e ci ritroviamo tra le mani un decreto, non un festa, con la possibilità d’essere pure contrari.
Chi si sarebbe mai sognato un tempo, d’essere contrario al 4 novembre, o al giorno di Pasqua, nessuno; invece contro un decreto è possibile essere contrari, anzi diventa motivo d’orgoglio, chiosare su di esso, come fosse un provvedimento qualsiasi.

Finita la “festa” domani, torneremo ognuno di noi a fare il nostro mestiere di sempre. I politici torneranno ad arricchirsi in pace anche quelli che non si sentono italiani. Gli altoatesini poi potranno riprendere ad incassare e spartirsi milioni di ero senza dover neppure fare finta di dire grazie all’Italia, mentre gli italiani, potranno tornare a sognare una Patria migliore di quella che hanno dovuto commemorare, nonostante tutto; …facciamo in fretta, per carità festeggiamo e facciamola finita !

Alberto Conterio - 21.02.2011

martedì 1 febbraio 2011

Diciamo la verità sulla Comunità Europea !

Diciamo la verità sulla Comunità Europea !

I documenti pubblicati dall’ On. Oreste Rossi, membro della Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare al Parlamento Europeo di Strasburgo, di cui alleghiamo per brevità la sola lettera riassuntiva,  che dimostrano quanto poco conveniente sia per l’Italia far parte dell’Unione Europea, dovrebbero farci sorgere la sola domanda logica possibile :

Se ogni Paese appartenente alla Comunità Europea pretendesse di incassare quanto versato, a cosa servirebbe mai la Comunità Europea ? Ognuno si tiene quel che ha e tanti auguri a tutti !


Riflettere su questa semplice domanda porta in risposta a comprendere un’altra banalità taciuta o accuratamente occultata dalla politica asservita alla finanza… e cioè che a bilancio pari a zero, tra dare e avere, la Comunità Europea non serve a nulla ! Compreso ciò, dovremmo poi riflettere e comprendere pure che :

1)      che la legge dei fluidi e dei vasi comunicanti trova applicazione nella Comunità Europea, perché dovremmo sapere che, se mettiamo in comunicazione nello stesso calderone alcuni paesi ricchi (tra cui l’Italia) e alcuni paesi poveri (l’elenco è lungo) non otteniamo che tutti i paesi diventano ricchi, ma al contrario, otteniamo che tutti “fanno la fame” mentre le banche si arricchiscono di più e più in fretta di prima.
2)      che il progetto della Comunità Europea è un aborto, perché in cambio della “pace perpetua” tra i paesi comunitari, permette ai signori della finanza di comandare, mentre i popoli che oltre alla ricchezza, perdono anche la loro sovranità e dignità, si avviano in futuro allo strisciante scontro sociale globale e continuo.

Visto che quanto ho scritto sopra non può essere smentito in quattro parole, ma occorre una conferenza con svariati relatori del calibro dialettico di Giuliano Amato per darci l’impressione momentanea che l’Unione Europea è conveniente soprattutto per noi italiani (guarda caso), sarebbe il caso che cominciassimo a chiedere o meglio a pretendere di avere nomi e cognomi dei criminali responsabili di questo disastro planetario. Ho scritto planetario, perché quando il bubbone scoppierà, non vi saranno confini europei che tengono, e tutta la nostra “civiltà” sarà travolta e rimessa in discussione, come le nostre utopiche libertà, la nostra ricchezza, il nostro sistema sociale, la nostra religione e la nostra sovranità ! Qualche avvisaglia l’abbiamo avuta di recente con la povera Grecia, e un forte ridimensionamento delle aspettative degli irlandesi. A proposito, abbiamo la possibilità di conoscere quanto le lobby finanziarie di questi paesi hanno realmente perso in questo frangente ?

Non sono un appassionato di cinema, ma ricordo un film di fantascienza di tanti anni fa, di quando cioè ero un ragazzino di 14 o 15 anni ! Due pianeti abitati e orbitanti vicini alla stessa stella, erano stati nei millenni in perenne guerra tra loro con enormi distruzioni e spargimenti di sangue. Diventati sempre più progrediti, i rispettivi governanti, stabilirono di regolare la guerra su nuove regole. Più nessun attacco indiscriminato e imprevisto, ma una conta ipotetica di morti e distruzioni operata da due computer comunicanti tra loro a cadenza prestabilita. Le persone ipoteticamente morte nell’attacco virtuale, venivano scelte a caso tra la popolazione del pianeta, e spontaneamente queste, si recavano negli smaterializzatori per essere igienicamente eliminate, senza procurare disturbo e reali distruzioni per coloro che restavano.

Ecco, …questa è la Comunità Europea, ci hanno tolto la dignità della competizione tra Nazioni con la scusa della pace, per poter gestire indisturbati e totalmente senza rischi, la loro finanza, e con essa tutto il potere disponibile o che si renderà disponibile in futuro.
E’ una vergogna da denunciare ogni volta possibile, …sono 10 anni che scrivo e ripeto che non mi sento Euroscettico, semplicemente perché sono sempre stato e sono ora sempre più convintamene Eurocontrario !

Alberto Conterio – 01.02.2011