martedì 30 giugno 2009

La gran cassa del regime, ...corre ai ripari !

La gran cassa del regime repubblicano impersonata nel bene, ma soprattutto nel male dal quotidiano “La Repubblica” di Ezio Mauro corre ai ripari…
Berlusconi infatti regge benissimo l’urto portato dal quotidiano romano a colpi di prostitute. L’idea “repubblicana” (in generale) di questi giorni appare sfocata ed in difficoltà. Gli esempi non sono pochi, l’accanimento terapeutico a sostenere la nostra repubblica senza rispetto da parte dell’ammirevole Napolitano, sono una inezia al confronto della neo repubblica del Nepal… in procinto di una guerra civile.
La repubblica Islamica dell’Iran nel caos, e i più recenti fatti nella repubblica dell’Honduras poi, danno una cattiva immagine. Spetta a questi giornalai quindi metterci una pezza, per distrarci la mente, per non farci riflettere, …o più semplicemente per ingannarci e basta.
L’argomento di queste menti malate ed invidiose di mestiere, è sempre lo stesso e senza fantasia : “i costi della la Monarchia”.
La Regina Elisabetta poi si presta benissimo all’insulto, …nessun rischio quindi d’essere contraddetti, in quanto dall’alto della Sua Maestà, mai si abbasserebbe a ribattere, a rispondere, a spiegare a simili “poveretti”.
Ella risponda al suo Popolo per fortuna, che la sua sovrana se la tiene ben stretta, con punte di popolarità che superano costantemente il 65 - 70 % ! E a quanto sappiamo, non è un caso isolato nel mondo.

"L'attuale appannaggio non copre nemmeno le spese correnti"
Da anni Elisabetta II è costretta a mettere mano ai "risparmi"
Buckingham Palace è al verde e la Regina chiede l'aumento
dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI…”
titola la testata…

E’ davvero un peccato vedere profuso tanto prezioso tempo nel divulgare con astuzia machiavellica delle curiosità tanto inutili quanto risapute cercando di farle apparire scandalose. Esse al contrario, possono insegnarci tanto…
Ma veniamo al contenuti dell’articolo, che è possibile leggere al seguente link http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/esteri/regina-aumento/regina-aumento/regina-aumento.html

Esso rivela quanto ingenuo o più verisimilmente, quanto in malafede sia il Sig. Franceschini Enrico nello scrivere ciò che ha pubblicato con l’intento palese di farci indignare…

Veniamo a sapere infatti che SM la Regina Elisabetta II chiede un aumento di stipendio dopo che l’ultimo Le è stato accordato 20 anni fa ! …forse il Sig. Franceschini non sa che il nostro Presidente Napolitano ed il Suo entourage ricevono aumenti annuali ? Crisi o non crisi, vacche grasse, o vacche magre come quest’anno.
E’ vero però, che Napoletano non vive in un castello, ma è anche vero che il palazzo del Quirinale fa apparire Buckingham Palace una stamberga improponibile ai nostri standard di Arte e Cultura.
Ed infatti il nostro Giorgio nazionale, all’erario non costa “solo” 45 milioni di Euro, ma qualcosa più di 230 milioni di Euro. Vale a dire 5 volte tanto !!!

Inutile dire che anche in Italia, quella repubblicana il Capo dello Stato può vantare qualche residenza estiva, …Castelporziano e Villa Rosebery. Chi è stato in visita a Balmoral in Scozia e conosce le residenze italiane su citate, può dare un giudizio dopo aver fatto il confronto… Assicuriamo che anche in questo caso, non è una magra figura quella che facciamo. Anzi !

Ma questi soldi - torna a ribadire il Sig. Franceschini - non bastano più per pagare i 298 dipendenti”. Questa “poverina” (la Regina) deve mettere i soldi mancanti, di tasca propria !!!

Ora tutto si spiega.
Ecco perché gli Inglesi vogliono tanto bene alla loro Regina. In Italia dove lo troviamo un fesso, che paga di tasca propria il segretario ?

Scommetto che, se questi “sudditi” conoscessero l’italiano per capire quanto scritto dal Sig. Franceschini, si farebbero prendere alla svelta dalla vergogna e dal loro proverbiale orgoglio britannico, e ripianerebbero di persona il “buco” della povera Regina dovuto all’intransigenza di un Governo - quello britannico - che nel frattempo si fa rimborsare dall’erario anche il costo delle borse di polietilene per i suoi funzionari meno “corretti”.
Ci chiediamo inoltre con curiosità se un Inglese può sopportare l’onta d’avere una Sovrana servita “solo” da 298 persone quando il Presidente italiano ha alle sue dipendenze oltre 900 persone (sicurezza esclusa).
Solo i Corazzieri sono circa 160. Quel mentecatto di SM il Re Umberto I di Savoia che li istituì sul finire del 1800 ne aveva appena 100 !

Certo al Quirinale come dice il Sig. franceschini con sarcasmo, non abbiamo ciambellani, valletti e palafrenieri, ma senza saper contare, possiamo confermare la presenza di stallieri, e di maggiordomi in quantità sufficiente.
Portaborse e frotte di lacchè ereditari poi, fanno rimpiangere l’invadenza delle zanzare !
Chiudiamo divertiti questa denuncia sui “costi della Monarchia” usando le stesse parole del Sig. Franceschini : “perché il contribuente ha altro a cui pensare” …soprattutto quello italiano e repubblicano aggiungiamo noi !

L’intento del Sig. Franceschini di farci indignare però è andato a buon segno… Ci siamo indignati infatti, …nei confronti di questa repubblica di Presidenti spendaccioni.

30.06.2009 - Alberto Conterio

Pubblicato anche su : Politicamentecorretto.it

martedì 23 giugno 2009

Democrazia ? "se sonino più piano le campane"

Secondo l’Unione europea, l’Italia risulta il Paese Comunitario dove è più alto il carico fiscale sul lavoro.
A renderlo noto oggi martedì 23 giugno 2009 è l’Eurostat in base al confronto effettuato sui dati relativi al 2007. In Italia, secondo Eurostat, le tasse e i contributi sociali rappresentano il 44% del costo del lavoro.

Da italiani, non possiamo che rammaricarci di ciò, l’ennesima notizia negativa di questo Paese in via di disfacimento, mentre da Monarchici italiani, fedeli a Casa Savoia che l’Italia l’anno fatta, proprio 150 anni fa, sui campi di battaglia a San Martino, vogliamo invitare gli amici di fede repubblicana a prendere appunti…
L’attuale costituzione del 1948, da tutti o quasi tutti ritenuta ormai un documento datato e da rivedere come un abito vecchio e logoro, all’Articolo 1, ci parla di “una” repubblica democratica fondata sul lavoro.
Siamo onesti con i cittadini, è evidente che questo è uno dei punti da revisionare quanto prima, al massimo visto quanto sopra, possiamo scrivere, che questa repubblica “democratica” è fondata sulle imposte che gravano sul lavoro …dei cittadini.
Fatto questa dovuta correzione, ci verrebbe subito spontanea una domanda.
Visto che, sempre secondo questo Articolo 1 “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” non sembra anche a voi che i padri fondatori di questo “nuovo” Paese siano stati un tantino irrispettosi nel riguardo del popolo stesso ?
Questo popolo lo consideravano forse un insieme di idioti ?
Pare di si. Secondo costoro evidentemente, …un popolo sovrano, sarebbe contento di auto tassare il sudore della propria fronte pur essendo libero di pensare ad altro !
Risulta subito evidente che così non può essere.
Quindi questa repubblica, che la democrazia non l’ha certo introdotta in Italia, ma solo ereditata da Casa Savoia, ne ha fatto fin dalla nascita un uso “interessato” e smodato.
Concludendo in questa repubblica, come ebbe a scrivere in una nota poesia il rimpianto attore Aldo Fabrizi “se sonino più piano le campane” anche della tanto sbandierata quanto bistrattata democrazia.

23.06.2009 - Alberto Conterio

Pubblicato su : Politicamentecorretto

venerdì 5 giugno 2009

Pechino come Napoli

Ieri è stato commemorato il ventesimo anniversario dei tragici fatti di piazza Tiennanmen del 4 giugno 1989 a Pechino.
La notizia dovuta e pubblicata senza grandi clamori da tutti i media nazionali non è stata certo al centro dell’attenzione.
Internazionalmente parlando, ci si è affidati ad una dichiarazione dell’ex degli ex presidenti americani, …il super trombato Bill Clinton. Questi ha offerto il duplice vantaggio all’amministrazione americana di dissentire comunque attraverso una “personalità”, ma anche di poter smentire la stessa in qualsiasi momento.
L’uovo di Colombo …come si usa dire.

In casa nostra invece, dove la Cina rappresenta un simbolo pseudo religioso, la ricorrenza di qualche centinaio di morti in piazza non deve rischiare d’alterare lo status quo delle relazioni. Questo pegno (i morti), può quindi essere offerto in sacrificio alle due principali linee di pensiero in cui si dividono le nostre istituzioni “democratiche”. La prima riguarda le immense possibilità commerciali del mercato cinese, molto ben puntualizzate alcuni anni fa dal Presidente Ciampi, …la seconda riguarda il tabù del comunismo reale, che ancora ha tanti estimatori e importanti rappresentanti istituzionali nel nostro paese, che dall’invasione dell’Ungheria del 1956, ha costretto loro a far finta di non vedere le brutalità e gli evidenti soprusi perpetrati in ogni angolo del pianeta in nome di una ideologia malata.
Una commemorazione scomoda insomma.
Infatti, tolto l’annuale piagnisteo del povero Pannella, Franceschini si è concentrato sui gossip di Berlusconi, e Berlusconi ha optato in chiusura di campagna elettorale di rubacchiare qualche voto al “fedele” alleato Bossi, parlando a Milano dei troppi africani presenti ! A sera, tolto il dente, tolto il dolore della commemorazione.
La nostra repubblica non è nuova a questi sistemi. La manipolazione della storia e degli avvenimenti, la memoria corta e il silenzio umiliante del “muro di gomma”, sono infatti le colonne su cui si regge dalla nascita.
E’ quindi controcorrente, che noi vogliamo invece ricordare e puntualizzare questa data, che ci ricorda tra l’altro i giorni della repressione avvenuta a Napoli nel giugno del 1946 in Via Medina.
Erano i giorni 9, 10 e 11 giugno di quell’anno. Stessi principi e modalità, …il popolo fedele alla libertà e alla democrazia da poco riconquistata si oppose alla frode dei brogli elettorali di un governo di truffatori, facendo scudo alla corona ed alla Monarchia che questi principi aveva garantito fino ad allora con il proprio corpo.
E furono massacrati.
9 i morti e oltre 150 feriti, tutti di parte Monarchica, caduti tra la folla che invocava all’ingiustizia che si voleva legittimare. Falciati come animali dalle armi degli ausiliari rossi venuti dal nord e schiacciati ferocemente dalle autoblindo della Polizia.
E allora, se tanto mi da tanto, non passerà molto tempo, prima che i fatti di Pechino, vengano completamente “dimenticati” come i fatti di Napoli.
Commemorazioni scomode alla repubblica, pertanto non commemorabili !

05.06.2009 - Alberto Conterio

Pubblicato su Politicamentecorretto.com