giovedì 28 giugno 2012

Italia batte Germania… come sempre !


Italia batte Germania… come sempre !

Sarà forse una magra consolazione, o forse anche soltanto l’esultanza di un popolo frustrato, ma sconfiggere i vicini tedeschi (baldanzosi ed anche un tantino urticanti), mette in corpo quella sana energia che ti permetterebbe di scalare l’Everest di rincorsa senza bisogno di campi base a quote differenziate.
Saranno forse più bravi di noi, saranno pure più belli…alti e biondi, più organizzati, più laboriosi ed intelligenti, ma resta il fatto che ogni qual volta tra l’Italia e la Germania vi è uno scontro diretto nel quale la parte migliore della nostra Patria può battersi senza essere ostacolato dalla nebbia della politica, sia in campo sportivo, che in campo culturale, economico o militare, l’Italia ha sempre prevalso. Sarà soltanto fortuna? Io non lo credo!


Comunque i nostri vicini teutonici, restano un esempio da seguire per molti altri popoli. Per fortuna come italiani possiamo farne tranquillamente a meno …dall’alto dei nostri 25 secoli ininterrotti di civiltà, non abbiamo bisogno di loro e del loro esempio. Loro si invece. Avranno pure inventato la gabbia dell’euroburocrazia, ma senza i paesi mediterranei e la succube classe politica italiana degli ultimi trent’anni, quella gabbia resterebbe vuota e così le loro tasche. La loro invenzione insomma non sarebbe altro che un balocco guasto! Qual è la morale? Non sono i tedeschi che sono migliori di noi, è quest’Italia repubblicana dimessa e senza orgoglio che fa apparire i tedeschi meglio di noi!

“HIC PATRIAE FINES SISTE SIGNA HINC
CETEROS EXCOLVIMVS LINGVA LEGIBVS ARTIBVS “  

Sta scritto sul monumento alla Vittoria di Bolzano

« Qui [sono] i confini della Patria. Pianta le insegne!
Da qui educammo tutti gli altri alla lingua, al diritto, alle arti »

Cara Sig.ra Merkel… prrrrrrrrrrrrrr (un bel pernacchione) e ci saluti l’amico Sarko… che già da un pezzo non ride più !!!

Alziamo il capo, siamo l’Italia!

Alberto Conterio - 28.06.2012

mercoledì 13 giugno 2012

L’indignazione del perbenismo ipocrita e politicamente-corretto


L’indignazione del perbenismo ipocrita e politicamente-corretto

Povero Cassano. Non sono un esagerato tifoso calcistico, e le vicende della nazionale di calcio italiana ai campionati europei di quest’anno, mi incuriosiscono quel tantino necessario a rinsaldare il sentimento di orgogliosa italianità che DEVE essere presente in tutti i buoni cittadini di questa, che per ora è ancora una Nazione indipendente e sovrana. Ma quest’oggi, desidero prendere salda posizione in difesa dell’attaccante Antonio Cassano in merito alla tanto chiacchierata conferenza stampa di ieri martedì 12 giugno, in cui lo stesso, sembra, abbia mancato di rispetto alla “categoria” degli omosessuali.


Comincerei col definire vergognoso chi, a seguito di quella conferenza a infierito sul giocatore, sul suo modo di esprimersi e soprattutto, ha auspicato seri provvedimenti della Federazione Giuoco Calcio nei suoi confronti. E’ un fatto inaudito e di una violenza – questa si – che non avrei mai immaginato potesse verificarsi nei confronti di chi, interrogato, ha risposto secondo la sua personalità e sapere. Parlo chiaramente dei giornalisti che, alla televisione si sono permessi di giudicare un calciatore per aver espresso un’opinione che, pur avendo riascoltato più volte in serata, non ho trovato volgare o mancante di rispetto per nessuno.
Il Sig. Cassano, che di professione è calciatore professionista, sarà pure un personaggio pubblico come lo hanno etichettato, ma il suo mestiere è quello di giocare a calcio, ed in conferenza stampa post o ante partita, il suo compito è quello di rispondere a domande o esporre questioni tecniche inerenti il giuoco del calcio. Non altro.
Per quanto ne so inoltre, per giocare a calcio, ancora non è richiesta una Laurea in scienze politiche o in sociologia, e quindi non mi sorprendo che, una persona semplice possa e debba esprimersi spontaneamente come sa fare e con la dovuta sincerità.
Detto questo però, anch’io desidero manifestare la mia indignazione per il crescente perbenismo ipocrita e politicamente-corretto, tanto ossessionante e limitativo delle nostre libertà e delle nostre opinioni da risultare da tempo ormai, fastidioso al pari delle zecche.
Fino a qualche anno fa, si parlava ancora con la bocca, per lasciare alla mente il tempo di riflettere sul significato del messaggio che si desiderava trasmettere. Personalmente mi comporto ancora in questo modo, e quando voglio parlare di un tale che pulisce in terra i giardini pubblici della mia città, suo il termine di spazzino, perché usare il termine di operatore ecologico mi sembra surreale quanto definire una prostituta …alias “zoccola” con il termine “Escort”, che tutt’al più mi fa pensare alla più classica delle berline Ford. E così se penso ad un omosessuale, può e deve potermi uscire dalla bocca il termine “frocio” senza che ole starnazzanti di falsi galantuomini si scandalizzino per ciò. Vorrei essere definito “uomo” semplicemente, e non un eterosessuale di genere maschile a caso. Questo si mi scandalizzerebbe!
Ora si usa parlare soppesando i termini con il bilancino da farmacista, per non disturbare la sensibilità di nessuno, mentre si demolisce nel silenzio assordante dell’ipocrisia generale ciò che resta dei sani valori presenti in questo Paese e nel mondo in generale. Coloro che si scandalizzano per il termine di “frocio”, si scandalizzano anche della possibilità che un domani, nel nostro Paese, un minore possa essere affidato ad una coppia di omosessuali? Non ha il minore, anch’esso il diritto d’avere una famiglia secondo natura?!
E che dire del Codacons, che ha invitato gli omosessuali ad intentare una causa per danni al povero Antonio?
Che il Codacons non abbia nulla di più utile da fare nel nostro Paese è uno scandalo… questo si!
Ma ci sarà qualcuno in questa Italia, …pardon, in questa repubblica – come ormai amano puntualizzare i politici e gli intellettuali maggiormente “inseriti nel sistema” – che abbia il coraggio di ribaltare i termini di questo episodio (le dichiarazioni di Cassano a seguito delle rivelazioni di Cecchi Paone) e chiedersi cosa può interessare agli sportivi tifosi di calcio, se il Sig. Cecchi Paone s’è trombato uno o più giocatori della Nazionale ? Ma saranno fatti suoi o DEVONO diventare fatti nostri che al contrario, vorremmo solo guardarci una partita in pace !
E se questi presunti giocatori omosessuali – ammesso che non sia una trovata pubblicitaria – avessero voluto mantenere riservata la sfera privata della loro vita, si saranno offesi per le parole di Cassano o per la presuntuosa rivelazione di Cecchi Paone ?
E adesso prendetevela anche con me… chissenefrega !

Alberto Conterio - 13.06.2012

lunedì 4 giugno 2012

Valori intramontabili


Valori intramontabili

Negli ultimi dieci o vent’anni ormai, ci sarà capitato mille volte di sentir affermare che la nostra società - che amiamo definire occidentale – ha perso i valori di riferimento sulla quale si è evoluta. Personalmente ritengo che ciò, non sia del tutto veritiero.
Infatti, nonostante il profondo stato di crisi non solo economico ma soprattutto morale della società che conosciamo, la parte sana del popolo (che per fortuna, è ancora maggioranza) quando ha la possibilità di manifestare liberamente i valori in cui crede, ci sorprende per la fedeltà e la passione che dimostra, simile ad un istinto primordiale del cuore.

Parlo chiaramente delle ultime due grandi manifestazioni popolari di questi primi giorni di giugno 2012, in cui Sua Santità il Papa Benedetto XVI e Sua Maestà la Regina Elisabetta II sono stati omaggiati ed onorati da immense folle festanti.
Proprio ieri infatti, mentre in Italia ancora non si erano placate le annuali quanto rituali polemiche per la “festa” della repubblica, che trova ogni anno un diverso modo di dividere questo nostro Paese, presso la località di Bresso in provincia di Milano, oltre cinquecentomila fedeli - molti dei quali, nonostante il tempo inclemente, hanno atteso nel prato l’intera notte – hanno assistito al discorso del Papa focalizzato sulla salvaguardia della famiglia naturale. Folla oceanica questa, bissata a Londra, dove un’ancor più numerosa folla di persone si è assiepata lungo le rive del Tamigi, sotto una pioggia battente fin dalle prime ore della mattina per assistere al passaggio della propria Sovrana in omaggio al suo lungo Regno.

Il Papa e la Regina che rappresentano con la loro persona fisica, la fede e la legittimità del potere, non hanno avuto bisogno di pronunciare roboanti discorsi per farsi ascoltare o per tentare di convincere l’immensa platea presente. Al contrario hanno semplicemente ribadito, con il verbo nel primo caso e con la sua sola presenza nell’altro, i due principali valori su cui si basa la nostra società, così come tutte le società e civiltà di questo pianeta : La famiglia e l’unità del popolo.

L’apparente semplicità nelle parole del Papa, non sminuiscono l’energia del suo messaggio. Egli ha ribadito nel suo discorso, che la famiglia naturale, formata da un uomo ed un donna resta il fondamento della società, così come la semplice e sola presenza della Regina, ha inteso rimarcare nel popolo britannico lo stesso valore fondante. Ambedue, il Papa e la Regina, hanno così testimoniato che l’unità di intenti e la concordia, sono la più efficace “arma” in favore della pace, dello sviluppo e del progresso sostenibile. Ieri, oggi e domani!

Il popolo, che vede in queste due “icone” l’incarnazione dei suoi valori più cari, ha risposto spontaneo all’appello dei simboli che queste istituzioni rappresentano, perché come abbiamo premesso sono i simboli istintivi dettati dal cuore per il cuore. Simboli di cui tutti gli esseri umani si nutrono al di sopra delle ideologie.
Queste ideologie, tutte figliastre della rivoluzione francese, repubblicane per definizione, alle quali si accompagnano sempre più spesso estremismi atei o anarchici, dopo due secoli di menzogne, disinformazione, soprusi e violenze contro il Cristianesimo e contro l’istituto Monarchico, nulla hanno potuto.

Sul prato di Bresso, così come sulle sponde del Tamigi, il valore delle radici cristiane e il valore rappresentato dalla primogenitura del diritto mantengono intatto il loro superiore significato; due segni evidenti di quanto questi valori non sono solo apprezzati, ma estremamente necessari, oggi più che mai.
L’appartenenza ad una Storia e a delle precise Tradizioni con l’esaltazione del ruolo fondamentale della Famiglia rappresentano ancor oggi, e ci indicheranno sempre più nel prossimo futuro, la differenza tra un civiltà rispettosa ed evoluta e la non civiltà rappresentata dal caos dell’anarchia degli estremismi politici e religiosi, mettendoci al riparo nel contempo dall’ingerenza arrembante delle multinazionali che la globalizzazione o mondializzazione intende propinarci quali surrogati istituzionali planetari.

Valori questi - Cristianesimo e Monarchia - non si basano sull’impiego ideologico ed ipocrita della Democrazia, legittimata da elezioni “guidate”, ma sono loro stessi garanzia perpetua della vera libertà in quanto trasversali ed indipendenti dalle elezioni, grazie alla quale anche la parola vuota di Democrazia acquisisce valore reale.
Questo è il loro indiscutibile vantaggio.

Alberto Conterio – 04.02.2012

venerdì 1 giugno 2012

2 giugno, tenetevi aggiornati !


2 giugno, tenetevi aggiornati !

Come ogni anno, alla vigilia della commemorazione della più grossa sciagura della nostra Patria, mi accingo ad un minuto di raccoglimento per ricordare quanti sono morti in grazia d’essa e quanti, l’infausto 2 giugno del 1946, non tradirono il Re e Casa Savoia che la Patria avevano contribuito a costruire per noi.
Sessanta secondi che passano rapidi, perché i pensieri sono un torrente in piena, in cui la rabbia prende il posto dell’acqua tumultuosa che scorre veloce a valle.
Risulta così interessante, soffermarsi sulla quantità delle notizie, che ci vengono inoculate ventiquattro ore al giorno, rischiando il paradosso di “informarci” poco o nulla.
Ho scritto “informarci” tra virgolette, perché le notizie oggi, sono elargite o come su scritto inoculate con attenzione certosina, per confonderci e tenerci lontani dalle verità scomode al regime.


Da un’occhiata veloce ai giornali d’oggi, apprendiamo che le loro prime pagine aprono sul “problema” Euro o Spred - e dire che Berlusconi ha smesso da tempo i panni del capro espiatorio - sul terremoto in Emilia (e ci mancherebbe) o addirittura sulla libertà o meno di un certo Sig. Buffon - libero cittadino - di poter scommettere il proprio denaro (anche costui in fondo guarda la pubblicità sulla tivvù di Stato no?) relegando ai trafiletti interni i numerosi “scheletri nell’armadio”.
Uno di questi, …è una notizia recentissima, ci aggiorna circa gli sviluppi del caso “Margherita”, o meglio del Senatore Lusi, perché alla Margherita… non sapevano nulla, e pretendono d’essere parte Lesa !!!
L’inchiesta, oltre ad aver accertato ormai senza ombra di dubbio, ammanchi o illeciti impieghi di denaro per circa 20 milioni di Euro (non stiamo parlando di noccioline) starebbe valutando l’ipotesi per altri 50 milioni, di cui pare si siano perse le tracce prima dei fatti già accertati.
Ora se tutto dovesse essere confermato, siamo giunti alla somma di 70 milioni di Euro. Visto che sono un normale cittadino, anzi un povero tapino che le vacanze (molto meno costose di quelle del Sig. Formigoni) usa ancora pagarsele da se, non posso nemmeno immaginare il valore di questa cifra senza ricorrere ad una comparazione pratica. E allora, ci viene in aiuto il recentissimo sisma in Emilia appunto. Una sommaria valutazione dei danni alle sole abitazioni private, è stata stimata in circa 500 milioni di Euro.

Ecco, ora abbiamo un valore di riferimento, per comprendere che il Senatore Lusi, la Margherita, tutti i compari che ne fanno parte, l’insieme dei partiti e della classe dirigente responsabile e dei lacchè che sostengono il regime di questa repubblica sono dei ladri matricolati.
Quanto prima il buon popolo d’Italia capirà questa cosa, quanto prima comprenderà che non è più una questione di mele marce, ma dell’intero cesto infetto che raccogliendo queste mele, …le fa marcire tutte assieme. Solo allora l’Italia finirà di strisciare come una serva oppressa e riprenderà a camminare libera, dritta e a testa alta.

Domani quindi, visto che la “parata militare” è una delle colonne portanti ed irrinunciabili di questa repubblica del malaffare, godiamoci lo spettacolo, pensando alla terza repubblica che le oligarchie al potere pensano di varare in futuro… per noi!

Personalmente, non desidero essere un complice di ciò, e non solo mi asterrò dal sostenere questi mariuoli, ma continuerò a pensare ad una monarchia costituzionale quale fondamento della nuova Italia che auspico. Un’Italia meno gridata e più pulita.
Attualizzando ciò che disse Vittorio Emanuele II in occasione dell’inaugurazione della prima legislatura del Parlamento italiano in data 2 aprile 1860, chiuderei questa riflessione scrivendo che l’Italia che sogno, “non è più quella dei Romani (dei politicanti del malaffare), né quella del medioevo (delle oligarchie e delle caste di regime), non deve essere più il campo aperto alle ambizioni straniere (delle lobby finanziarie europee), ma deve essere bensì l'Italia degli Italiani".

Sabato 2 giugno quindi, viva l’Italia innanzitutto, viva il Re e viva Casa Savoia sempre !

Conterio Alberto - 01.06.2012