martedì 31 maggio 2011

Germania, addio al nucleare

Germania, addio al nucleare

30 maggio 2011

La Germania fermerà il suo ultimo reattore nucleare nel 2022, diventando così la prima potenza industriale a rinunciare all'energia atomica. Lo ha annunciato oggi il ministero dell'Ambiente tedesco. I tre reattori più moderni del Paese di fermeranno al più tardi a fine 2022, ha dichiarato il ministro Norbert Rottgen (Cdu) dopo una riunione tra i leader della coalizione e la cancelliera Angela Merkel. Otto dei 17 reattori tedeschi già tagliati, dopo la catastrofe di Fukushima, dalla produzione di energia elettrica non saranno più riattivati, ha aggiunto Rottgen, definendo la decisione "irrevocabile".


Già da quest'anno saranno necessarie delle alternative: gran parte dei reattori tedeschi sarà disattivato entro quest'anno mentre una prima parte - i reattori costruiti prima del 1980 - erano stati spenti subito dopo il disastro giapponese. Ne rimarranno attivi quindi solo tre che funzioneranno per altri 11 anni al massimo. Il ministro ha spiegato che gli otto reattori dei 17 che non sono collegati alla rete di produzione di energia elettrica non saranno più riattivati.

L'annuncio segue la tempistica anticipata da un articolo pubblicato sulla Bild: entro inizio giugno, scriveva il giornale, lo coalizione liberal democristiana avrebbe iniziato a lavorare all'alternativa energetica al nucleare. Uno dei pilastri del nuovo piano è l'eolico, con nuove aree designate per ospitare gli impianti e turbine eoliche ancora più efficienti.

Tratto da : www.avvenire.it/

Osservazioni mie personali…

Alcuni appunti su questo articolo di sicuro effetto propagandistico… Tanto per cominciare la prima potenza economica industriale a rinunciare all’energia dall’atomo è stata l’Italia. Non che vi sia da vantarsi ma semplicemente per la storia, …non credo che ciò si possa smentire !
Non riusciamo insomma a mostrare un briciolo di patriottismo neppure di fronte ad una evidenza.
Altra cosa; le decisioni irrevocabili sono tali per le persone che le prendono oggi, e sono irrevocabili per le società che economicamente oggi possono permettersele. Domani si vedrà, anche perché, il 25 % del fabbisogno nazionale tedesco, non si “inventa” dall’oggi al domani, neppure in Germania dove, pare siano i primi della classe !
Tanto è vero che l’articolo non nasconde l’incognita nella quale i tedeschi si sono lanciati : “già da quest’anno saranno necessarie misure alternative” è scritto !
Il progresso non si può sboccare, e poggiarlo sul pilastro dell’eolico è un bell’azzardo oltre che un disastro ambientale e paesaggistico annunciato !
Auguri agli “amici” tedeschi e complimenti per lo spot referendario di Avvenire, molto ben modulato in vista del 12 - 13 giugno.
Sui petrolieri non è necessario scrivere o aggiungere nulla, negli ultimi 40 anni infatti, sono i protagonisti assoluti !

31.05.2011 - Alberto Conterio

Monarchici in Rete: Riflessioni di un monarchico sul voto amministrati...

Monarchici in Rete: Riflessioni di un monarchico sul voto amministrati...: "Nulla che cambi in meglio per noi monarchici. Se a Destra nessuno ci dà retta a Sinistra troviamo solo ostilità ottusa e preconcetta per cu..."

mercoledì 18 maggio 2011

Valori e simboli per guarire una politica arruffona

Italia, maggio 2011 !
Valori e simboli per guarire una politica arruffona

Dare un giudizio sulle parziali elezioni amministrative dell’ultimo fine settimana è un esercizio difficile ed allo stesso tempo inconcludente per molti motivi; il campo governativo pur scosso dal parziale flop - peraltro intuibile ed auspicato - ha la fortuna di sopravvivere a livello nazionale grazie all’assoluta inconsistenza della “proposta” offerta dal Partito Democratico, che non esprime altro che opposizione alla figura fisica di Berlusconi. Dopo aver bruciato una quantità folle di nomi alla Segreteria, Bersani pare l’ennesima offerta sacrificale, in attesa del messia !
Vendola e Grillo, pur dissimili tra loro, rappresentano in fondo la stessa faccia della medaglia, l’estremismo di sinistra !


Male, anzi, molto male l’Italia dei Valori e la Lega Nord, che fanno effettivamente un passo indietro rispetto alle consultazioni regionali di un anno fa. Il popolo padano ha cominciato a capire che la Lega ladrona a Roma ci si trova benissimo, così come l’elettore medio ha pesato il “valore” di Di Pietro. Il suo pupillo De Magistris a Napoli si inserisce bene - l’eccezione che conferma la regola - tra una sinistra che ha portato al disastro rifiuti, ed una destra che in tre anni ha fatto molti annunci, senza peraltro risolvere il problema.
Non era proprio possibile presentare una lista a Napoli, con il nostro storico simbolo ?
E il terzo polo ? …intanto occorre capire cos’è e dov’è, inoltre appare chiaro che le ultime costole distaccate dai partiti “madre”, l’API di Rutelli e l’FLI di Fini contano zero. Casini non ha avuto giovamento alcuno da questi sostegni. Il terzo polo in realtà è lontano dall’essere realtà, …ma forse nessuno ne sente davvero la necessità.
Siamo anche giunti alla fine della corsa per quanto riguarda la figura “chiave” di Berlusconi. Screditato 1000 volte, impossibilitato a mettere in pratica ciò che desiderava per una serie infinita di contingenze, obblighi, ipocrisie e possibilità reali, pare sul punto di… essere costretto a reggere ancora le sorti del PdL, in quanto non vi sono sostituti in grado di assicurare continuità e la forza aggregante necessaria per scongiurare lo sfascio del partito un minuto dopo il suo abbandono !
E’ un quadro di completo sconforto, che ci accompagnerà ormai fino alle prossime elezioni politiche in programma tra due anni. La Lega Nord è legata a filo doppio con il PdL. Solo la fedeltà loro a Berlusconi, permette a questa legislatura di trascinarsi stanca; l’alleanza è cementata dalla necessità di attuazione del federalismo.
Un federalismo qualsiasi naturalmente, anche se inutile o peggio dannoso, un federalismo da sbandierare come obiettivo narcotizzante all’ignoranza del popolo padano in vista del prossimo turno elettorale.
In tanto buio, rimane accesa una fioca luce… un recente sondaggio effettuato sul sito di Sky, ha evidenziato a fine aprile, che il 32 % circa degli italiani vedrebbe con favore il ripristino della Monarchia nel nostro Paese !
In presenza di un ambiente assolutamente ostile a questa eventualità istituzionale, in presenza della sistematica demonizzazione politica e storica praticata sulla Monarchia in generale e particolarmente su Casa Savoia, senza che da anni vi sia una campagna preparatoria onesta di sensibilizzazione su questa tematica, il risultato appare in tutta la sua eccezionalità, dando l’impressione del miracolo. Dobbiamo essere coscienti insomma che ci troviamo di fronte ad uno zoccolo duro composto da oltre il 30 % circa di cittadini, che pur senza aver vissuto il periodo monarchico, pur soffrendo una informazione “partigiana” e contraria, pur lontani due generazioni dai 10.700.000 sicuri elettori monarchici del 1946, continua a ritenere migliore uno Stato rappresentato da un Sovrano.
La Monarchia quindi, al pari dell’unità del nostro Paese sono presenti nel DNA degli italiani, nonostante tutto e nonostante tutti, piaccia o non piaccia !!!
Ripeto, è un dato di fatto che ha del miracoloso, in grado di fornirci quella dose di entusiasmo necessario a proseguire con più energia ancora, la nostra opera di propaganda a favore.
In un recente articolo in occasione delle nozze Reali avvenute a Londra, pubblicato su “Repubblica”, la giornalista  Natalia Aspesi in data 30 aprile, ha scritto :
“E se la monarchia fosse addirittura meglio? Forse, chissà, perché no, certo dipende dalla monarchia. E se il suo potere solo apparente nel Regno Unito, finisse per dar lustro anche alla politica?” …ecco appunto, forse gli italiani chiedono questo al più alto rappresentante dello Stato.
Basta con gli inconcludenti prediche “domenicali”, serve invece l’esempio dato dai simboli e dai valori che solo un Sovrano possiede e può rappresentare. Simboli capaci di soggiogare nel timore referenziale la superbia e l’appetito dell’attuale classe dirigente nazionale, valori capaci di indurre la politica nazionale ad auto limitare la continua sfilata dei suoi rappresentanti di governo e opposizione, con battute sempre inappropriate, arroganti, senza mai un tocco di eleganza o di fascino.

Per noi di Alleanza Monarchica - Stella e Corona, tutto ciò, è un buon auspicio e un gran bel risultato !

Alberto Conterio - 18.05.2011 

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venerdì 13 maggio 2011

Cultura, educazione e comportamento

Cultura, educazione e comportamento
Studenti al pascolo

Desidero affrontare quello che oggi è considerato ormai un tabù, come poteva esserlo il sesso ad inizio novecento. Si tratta dell’educazione e del comportamento dei nostri figli, dei ragazzini di questa Italia insomma, di coloro che domani dovranno perpetuare l’italianità nel mondo.
Costretto a fare un lungo tragitto in auto per recarmi e tornare dal lavoro, ho spesso la possibilità di osservare frotte di ragazzini che ogni mattina si recano a scuola mentre transito davanti ad un istituto oppure mentre attendo semplicemente il mio turno ad un semaforo.
Mi spiace dover scrivere che al posto di ragazzini, pare di assistere ad una claudicante mandria di animali che si recano al pascolo nella più assoluta maleducazione e disordine.


Visto che la nostra Patria è da sempre considerata la terra della cultura, dell’arte e della poesia, viene da chiedersi come ciò sia possibile di fronte a tanto scempio nella “materia prima”. Cultura, arte e poesia infatti, non possono trovare terreno fertile in una società dove le regole quotidiane della convivenza civile (come stare a tavola, come parlare a una persona sconosciuta, camminare per la strada, come vestire per le diverse occasioni della vita e della giornata, quale contegno tenere nei luoghi pubblici o come manifestare il proprio dissenso nel corso di una conversazione) sono disattese, dove comportamenti scorretti e volgari - insulti, parole forti e bestemmie - e atteggiamenti chiassosi, sono ormai considerate “normalità” e regole di vita.
Non facciamo fatica ad individuare i responsabili di tanta decadenza nella classe dirigente espressa dalla repubblica degli ultimi trent’anni, nella scuola post sessantotto che non insegna nulla per “favorire” la creatività individuale, nelle famiglie con genitori abbruttiti dalla fretta, da anni di conflittualità permanente sul lavoro, da innumerevoli casi di ingiustizia, corruzione politica e molti altri “esempi” proposti a tamburo battente dalla televisione.

Scandalizzarsi quindi, per i tagli di oggi alla cultura in un Paese come il nostro è curioso, ed il rimedio della tassa sulla benzina per finanziarla non mi ha sorpreso affatto, in quanto non si può pretendere di risolvere un problema se il problema non lo si conosce ...partendo dalle radici. E come pretendere insomma, che i maiali in presenza di perle preziosissime, non le ingoino al posto delle ghiande. Maiali sono !
Torniamo ai ragazzini di oggi; domani potrebbero diventare ministri. Sarebbe forse opportuno, educarli meglio.

Un tempo venivano osservate le regole dettate dal manuale di buon comportamento, “Galateo” si chiamava. Esso stabiliva una linea di condotta esemplare, mutuata sull’esempio dato dal corpo dirigenziale del Paese stesso, aristocratico o dell’alta borghesia che fosse. E’ chiaro che con gli esempi che abbiamo oggi a disposizione, non vi sia nulla da imparare, ma ritengo che molto si potrebbe fare e con poco sacrificio per ridare dignità alla nostra società, invertendo la tendenza che nella massima libertà di espressione, identificava il nuovo cittadino standard, con i risultati che possiamo ammirare !

Facciamo alcuni esempi di comportamenti ritenuti “normali”oggi, con i dovuti suggerimenti :

1)      Quando si attraversa la strada (sulle strisce pedonali) perché un auto ci ha ceduto il “passo”, cerchiamo di farlo in modo sollecito e ricordiamoci di accennare un ringraziamento. Non è dovuto, ma è educato, e contribuisce alla qualità della vita di tutti. Domani potremmo essere noi alla guida dell’auto.
2)      Sui mezzi pubblici, nelle sale di attesa ed in qualsiasi altro luogo, sforziamoci di cedere il posto, o la precedenza alle donne, alle persone più anziane, ai malati. Nessuno di noi, può ritenersi sufficientemente stanco da ritenersi esentato da ciò, anche dopo 10 ore di lavoro. È un’azione cortese, che prima o poi ci verrà ricambiata.
3)      Insegniamo ai nostri ragazzini che quando si saluta una persona adulta, a maggior ragione se non la si conosce, si dice “buongiorno” e non “ciao”. Non toglie nulla alla spontaneità del minore, ma lo presenta meglio e lo prepara in futuro a ragionare autonomamente.
4)      Non si urla per strada. Ciò, non solo perché impedisce la libertà altrui di riposare ma anche perché è estremamente volgare.
5)      In prossimità di una fermata del tram, del bus o del metrò, non ci si siede per terra nell’attesa. Intanto perché non è igienico - con gli stessi vestiti potremmo sederci alcuni minuti dopo su una poltrona o una sedia di casa nostra - e poi perché evidenzia indolenza, e incapacità della persona di pazientare pochi minuti. Assenza di autocontrollo insomma.
6)      Quando si cammina sarebbe il caso di guardare avanti, senza ciondolare la testa e le spalle come vacche al pascolo. Sforziamoci inoltre di camminare eretti, …è una capacità acquisita dall’uomo in tempi primordiali e che lo distingue dagli animali. Curiamo inoltre l’apertura della punta dei piedi rispetto ai talloni, …il servizio di rimozione della neve sui marciapiedi è un servizio fornito dal Comune. Per l’andatura, che dovrebbe tener conto di svariate variabili, è sufficiente evitare la baldanza del cow boy appena sceso dal cavallo.
7)      Se indossiamo un berretto, che sia calzato nel verso giusto, altrimenti non serve a nulla, e fornisce di noi un immagine disordinata.
8)      Gli occhiali da sole - utilissimi per carità - vanno immediatamente tolti quando si entra in un luogo chiuso o si accenna a chiedere informazioni o a dialogare con qualcuno. I nostri occhi sono uno specchio, e noi abbiamo il dovere di dimostrare che non nascondiamo nulla. È veramente odioso dialogare con una persona o rispondere ad una informazione per strada senza poter vedere gli occhi del nostro interlocutore.
9)      In mancanza di un cestino dell’immondizia, ciò che abbiamo tra le mani da buttare, va conservato con cura fino a quanto non si trova ciò che serve… cioè un cestino dell’immondizia !

Potrei continuare con altri 10, 100 o 1000 esempi ma sarebbe noioso.
Qualcuno ora potrebbe obiettare che il mio desiderio è di militarizzare il comportamento dei nostri “poveri ragazzini” limitando il loro modo di essere, la spontaneità e la loro creatività.
A costoro non ho problema a rispondere che si sbagliano, e che al contrario sono proprio loro (i ragazzini) con un comportamento “di gruppo” standardizzato al peggio, volgare, maleducato e indolente a limitare la loro creatività e spontaneità.
È pur vero, che una laurea a pieni voti, apre molte porte e possibilità nella vita, e che per studiare non è necessario essere educati, ma è pur vero che, a questi laureati, capiterà prima o poi di dover partecipare ad un pranzo di lavoro, ad un convegno all’estero, ad un viaggio di rappresentanza, a dover supervisionare un gruppo di collaboratori. Bene… in quel momento, il valore della laurea andrà di pari passo con la capacità di comportarsi con autocontrollo, in modo civile ed educato !

In mancanza di una scuola pubblica adeguata, che il Ministro Gelmini Mariastella non ha saputo riformare (l’ennesimo fiasco) spetta a noi genitori fare la differenza.
È un dovere nei confronti dei nostri figli e nostra Patria. L’Italia !

Alberto Conterio - 13.05.2011

lunedì 2 maggio 2011

Opinioni preconcette e libertà

Opinioni preconcette e libertà

Al giorno d’oggi, nel nostro Paese, definirsi pubblicamente “monarchici”, vuol dire sfidare l’opinione preconcetta della quasi totalità dei nostri connazionali. Come dichiararsi pro-nucleare dopo il fattaccio di Fukushima insomma. Un sorrisetto isterico, è il minimo che occorre saper sopportare dagli interlocutori più educati e tolleranti, …qualche battuta, quando non un insulto invece, debbono essere considerate reazioni “normali” !


Eppure la monarchia, così ben rappresentata nella nostra vecchia Europa, gode di fondato rispetto in quasi tutte le nazioni civili, siano esse istituzioni monarchiche o repubblicane.
Che la monarchia ereditaria e costituzionale sia da preferire sempre ad un sistema elettivo è un dato di fatto, comprovato dal maggior grado di tolleranza e democrazia espresso dai Paesi così organizzati istituzionalmente, e non solo in Europa.

Dall’inizio di questo 2011 poi, stiamo assistendo ad una serie quasi ininterrotta di sommovimenti popolari che interessano tutti i Paesi che si affacciano sul mediterraneo dal nord africa al medio oriente, contro i loro rispettivi “presidenti”. No, non ho scritto contro i loro dittatori, perché pur avendo già dimostrato che la stessa figura del Dictator, fu inventata nella Roma repubblicana per necessità di comando e potere, in questi casi, è corretto parlare di normali presidenti, legittimati, onorati e rispettati dalla comunità internazionale, al pari del Re di Svezia o del Presidente Napolitano !
Le nazioni civili e democratiche dell’occidente, non dialogano con i Dittatori, …giusto ?
Assistiamo quindi al fallimento in serie di tutte le repubbliche sorte dopo la seconda guerra mondiale in queste terre. Niente progresso, niente giustizia sociale, pochi diritti - specie per le donne - poca uguaglianza e libertà per il popolo.
Tutte bandiere sventolate con energia, ipocrisia e tanta demagogia da coloro che, ad ogni passaggio da una monarchia ad un repubblica, salutano “il progresso raggiunto” !

Da tanto scempio, sono escluse le uniche nazioni rette da Sovrani; Re Mohammed VI del Marocco e Abdallah II di Giordania.
Sovrani che non ho fatica a definire illuminati, come furono illuminati i Sovrani Europei all’alba del processo di democratizzazione che prese avvio quando le follie rivoluzionarie francesi e Napoleoniche ebbero termine, di cui Carlo Alberto di Savoia fu uno degli artefici maggiori.

Il compito di queste monarchie non è facile ed si svolge su un duplice campo, interno contro l’estremismo radicale religioso e contro le più contorte tradizioni tribali, ed esterno, contro gli interessi internazionale delle nazioni più progredite e sviluppate, che in questi Sovrani vedono un ostacolo “naturale”al loro appetito. Non è un caso, che in Libia, Mohammed al-Senoussi, principe ereditario del deposto Re Idriss, pur essendosi proposto dall’esilio, per fare di tutto in favore della creazione di uno Stato democratico, ed essere pronto a servire il popolo libico almeno per un periodo di transizione, non è stato neppure preso in considerazione dai Paesi interessati alle risorse energetiche la presenti… Francia Gran Bretagna, Stati Uniti ed Italia. Molto meglio dare l’appoggio ad un gruppo di sconosciuti interlocutori, che domani, spartendosi il potere tra loro, saranno certamente meglio disposti a concedere favori allo straniero che maggiormente li ha appoggiati !
È la storia di sempre insomma, quando si parla di denaro e potere, “una” repubblica appare in vantaggio sulla stabilità, la giustizia, e le maggiori garanzie di liberta e democrazia offerte dalla monarchia.

Romania, Bulgaria ed Albania in Europa, così come in Afganistan, dove la restaurazione monarchica sembrava possibile, al bene del popolo abbiamo anteposto gli interessi internazionali. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, ecco perchè continuerò a sfidare i sorrisi di sufficienza e le battute saccenti dei miei acculturati interlocutori senza problemi.
È giusto però che queste popolazioni debbano soffrire per la loro supponenza e ignoranza ?

Alberto Conterio - 02.05.2011
anche su : Politicamentecorretto

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