venerdì 3 novembre 2017

Catalogna: dall'ordine conosciuto ad una nuova Era a venire



Catalogna: dall'ordine conosciuto ad una nuova Era a venire
Il processo di disgregazione europea è entrato nella sua fase finale

Le notizie che giungono a tratti concitate dalla Spagna dopo il pronunciamento popolare catalano pro indipendenza, dovrebbero far riflettere, ancora una volta sulla nocività delle istituzioni sovranazionali europee più che focalizzare la nostra attenzione invece, sull’evolversi del fatto in se.
Occorre premettere, che non ci troviamo certo di fronte ad un popolo che chiede giustizia e libertà perché vessato. Al contrario ci troviamo di fronte alla parte della popolazione spagnola che gode del maggior sviluppo e benessere. La popolazione che ha goduto dei più ampi finanziamenti statali per la costruzione e ricostruzione in questi anni delle proprie infrastrutture e servizi.
Facendo un parallelismo tra Catalogna e la nascita in Italia del fenomeno Lega Nord negli anni '80, non possiamo non notare questa incongruenza, che va contro le logiche della storia...


Un popolo lotta contro un sopruso o una ingiustizia che limita il benessere o la libertà delle persone. Normalmente la storia insegna che un popolo non lotta perché è il più opulento o il più sviluppato!
Dunque i catalani come i lombardo veneti, perché dovrebbero lottare per l'indipendenza?  
Come ho scritto in apertura, per avere risposte, occorre guardare all'Unione Europea. L'UE ha una grossa responsabilità in questo "processo" di disgregazione nazionale di cui siamo oggi sconcertati testimoni.
E' un risultato che viene da lontano, tutto orientato a fare del cittadino "nazionale", un individuo senza storia, senza legami con la propria terra, senza identità, senza Patria insomma. Un individuo che si senta "cittadino del mondo"; grottesca quanto ridicola e rivoltante definizione per indicare una persona che non si identifichi in nessun punto di riferimento fisso per operare le sue scelte e le sue decisioni. Persona quindi facilmente orientabile verso punti mobili di interesse, che variano al variare del mercato, della moda, del politicamente corretto se necessario.
Abbiamo abbattuto le frontiere, senza renderci contro di aver abbattuto contemporaneamente in noi la percezione dei limiti, la percezione delle differenze e delle diversità culturali che hanno fatto grande questo continente.
Il Progetto Erasmus ad esempio, che prevede la mobilità degli studenti all'interno dell'UE, non è altro che una colonna di questo progetto. Con il pretesto di fornire agli studenti maggiore conoscenza, si limita di fatto la conoscenza di parti importanti della loro cultura nazionale. E ciò non è un bene, perché per saper comprendere una cultura diversa, devo innanzitutto avere coscienza della mia di cultura! Non dimentichiamo infine, il sempre valido proverbio popolare, che recita: "chi di spada ferisce, di spada perisce". E non ci sono dubbi che la Spagna, con il resto dell'Europa e della Nato (il gregge che si muove dietro alla coda padrone, gli Stati Uniti d'America) abbia approvato e riconosciuto a suo tempo la dichiarazione di indipendenza unilaterale del Kosovo dalla Serbia, addirittura in pregio alla legge internazionale e al consiglio di sicurezza dell'ONU, che invitava ad essere cauti. Il Presidente Putin prendendo atto di questa insensatezza ebbe parole profetiche al riguardo: "il Kosovo vi si ritorcerà contro..." dichiarò. Quanto aveva ragione! Nel Febbraio del 2008, venne di fatto aperto il vaso di Pandora, e ufficialmente iniziò una nuova era. La disgregazione dell'Europa ebbe inizio.
Ora possiamo anche immaginare che tutto si possa risolvere con la repressione e con qualche disordinata quanto poco convinta condanna (del giorno dopo) del Parlamento europeo o di qualche "pezzo grosso" della politica comunitaria: ma la strada è segnata. Le persone private dei valori sacri del patriottismo, restano succubi di questi giochi di prestigio allestiti contro se stessi e il loro benessere dagli interessi della finanza e delle multinazionali. Riflettiamo: il Presidente Catalano Puigdemont, per sfuggire alla giustizia spagnola ha forse preso un volo per la Corea del Nord? Nossignore, si è recato a Bruxelles… sarà un caso?
Mettendo fine oggi agli intrallazzi europei che mirano a destabilizzare le Nazioni in favore dell’Impero globalizzato, servirebbero venti o trent'anni di nuovo acculturamento ai vecchi ed intramontabili valori nazionali per sopire queste pulsioni secessioniste.
Ma chi è in grado di invertire questo processo?
Intanto dalla Scozia fanno sapere di essere nuovamente in moto per ottenere l'indipendenza e poi i fiamminghi in Belgio. Anche il Galles, da sempre fedele alla Corona d'Inghilterra appare irrequieto. Possiamo immaginare che gli alto Atesini in Italia non prenderanno la pala al balzo? Il Lombardo Veneto si accontenterà del referendum per l'autonomia? ...e la Sardegna? …per citare i maggiori esponenti di questo nuovo corso storico; di questa nuova era.
A chi può giovare ciò? La finanza, la globalizzazione dei mercati, lo sfruttamento della manodopera e delle popolazioni future, avevano ancora un ostacolo nonostante tutto. Un ostacolo che proprio negli ultimi anni s’è fatto più fastidioso: Gli stati nazionali e sovrani! Gli esempi in Europa non mancano, la Gran Bretagna ha recentemente rimarcato la sua sovranità dal resto dell’Unione, e poi l’Ungheria di Orban, gelosa della sua cultura e delle sue particolarità. Lo spezzettamento degli Stati quindi, è visto come arma finale al conseguimento dello status necessario al business continuo e senza rischi: Il caos generale, l'instabilità, l'insicurezza, la debolezza delle istituzioni, la mancanza di politiche nazionali di un certo peso e valore, volte a garantire i popoli dai soprusi e dalle violenze dei più forti!  Ci stiamo incamminando verso un nuovo medioevo dove il Signorotto locale tornerà ad avere il potere. Un potere che grazie ad un lungo e sanguinoso cammino era passato al popolo garantito dagli Stati nazione.
Per concludere, non credo che basterà più il discorso di un Sovrano, per quanto sensato e corretto, e non credo che basteranno politici onesti e preparati, così come non credo che basterà infine, un dissenso popolare di sottofondo, operante nel contesto delle regole e delle leggi che ci siamo dati, perché sono leggi a geometria variabile, tanto dure e repressive con i deboli, quanto accomodanti con i potenti. Nel frattempo, il fronte mediatico, mentre tace sulle irregolarità ed illegalità del voto catalano, così come tace sulle manifestazioni oceaniche a favore della Spagna unità, insiste nel dar fiato alle dichiarazioni dei portavoce catalani, che definiscono il governo centrale "fascista e franchista"! A quale padrone rispondono questi mentitori seriali?

03.11.2017 - Alberto Conterio

martedì 18 luglio 2017

Opinioni Monarchiche: Italia: la misura è colma

Opinioni Monarchiche: Italia: la misura è colma: Italia: la misura è colma Sondaggi truccati e tensioni sociali, analisi della politica possibile Fare l’analisi della situazione ...

Italia: la misura è colma



Italia: la misura è colma
Sondaggi truccati e tensioni sociali, analisi della politica possibile

Fare l’analisi della situazione politica interna italiana non è facile mai. Negli ultimi mesi però, il quadro generale si è parecchio semplificato. E’ diventato ormai evidente a tutti, che il Partito Democratico e in generale tutte le forze appartenenti all’establishment che detengono il potere e l'attuale status quo, abbiamo cominciato a comprendere - soprattutto dopo gli ultimi negativi risultati elettorali alle amministrative - che l'eventuale prossimo voto politico, varrebbe per loro la sicura estromissione dal governo del Paese. Così, in modo strisciante, tra una battuta ed un’altra, è cominciata un’opera di riposizionamento nella speranza di ingannare ancora una parte dell'elettorato. Questo aggiustamento, avviato dall’ex presidente Renzi, si basa per ora, sulla goffa mutuazione del programma politico della Lega di Salvini. Renzi, bugiardo seriale acclarato, è arrivato infatti ad affermare che gli immigrati devono essere aiutati a casa loro e che il nostro Paese non può farsi carico di tutte le persone che continuano a giungere dal mare. 


Ma non è tutto, infatti, all'interno della compagine governativa, i trattati europei ed in particolare il Fiscal Compact, sono ormai chiaramente criticati. Si pensi che, questo scellerato provvedimento, era stato presentato e voluto fermamente da questi stessi signori solo alcuni anni fa, come la panacea a tutti i nostri problemi, di debito pubblico, di bilancio e di economia.
E' chiaramente un atteggiamento grottesco, dettato dal panico: pare infatti che gli ultimi sondaggi siano per queste forze politiche particolarmente impietosi. I risultati, valuterebbero che la somma di tutte le forze europeiste, liberiste e mondialiste, da Sinistra italiana, al PD, passando per i vari detriti lasciati dalla “salita” in politica di Monti, per giungere ai prefissi telefonici di Casini e Alfano, e poi oltre ancora a comprendere addirittura Forza Italia, non sarebbero sufficienti a raggiungere la maggioranza in Parlamento.
Ma la situazione è ancora peggiore di quanto è fatta trapelare dai mas media di regime: pare infatti che i sondaggi, siano anche truccati. Nella realtà dei numeri, il Movimento 5 Stelle starebbe ben 5 punti percentuali davanti al PD, che viene valutato dagli stessi meno di quanto oggi gli è attribuito di facciata.
Stesso criterio "interpretativo" per quanto riguarda la Lega di Salvini e Forza Italia. Ufficialmente le due forze risulterebbero in parità, mentre la realtà, vedrebbe una sensibile differenza in favore della Lega Nord.
Alla luce di ciò, e ricordando quanto avevamo già scritto ad inizio anno, facendo una analisi del dopo voto al Referendum del 4 dicembre scorso, la suddivisione dell’arco politico in Italia, non vede più la diarchia destra/sinistra, ma conferma invece una suddivisione più trasversale al vecchio schema, tra chi è pro o contro la globalizzazione dell'economia. Ciò implica, che Berlusconi si colloca politicamente ormai più lontano dal duo Salvini - Meloni, che dal PD di Renzi.
Ciò vuol dire, che se si votasse a breve, l'unico governo che potrebbe avere la fiducia in Parlamento, dovrebbe o potrebbe essere formato soltanto dal M5S e i movimenti definiti sovranisti o nazionalisti: Lega Nord e Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni! Queste forze tra loro non sono certo omogenee e sovrapponibili, ma i loro programmi prevedono una serie di punti di contatto importanti, che agirebbero da catalizzatori per un governo a termine, di emergenza o di salvezza nazionale!
Berlusconi e Forza Italia secondo la nostra opinione hanno davvero esaurito ogni possibilità di poter dare un contributo positivo, soprattutto alla luce dell’ultima proposta: quale candidato unitario per il centro destra, l’anziano leader ha designato la persona di Sergio Marchionne.
Ma davvero Berlusconi crede che Marchionne possa salvare l’Italia?
Ricordiamo che l’Amministratore Delegato di Fiat Chrysler Automobiles, dopo aver usufruito di ingentissime somme di denaro prelevate ai contribuenti italiani, ha pensato vantaggioso per lui e per l’azienda privata che rappresenta e dirige, trasferire all’estero la sede, pagando le tasse in Olanda!
L'interessato peraltro, ha già risposto negativamente, mettendo fine alla barzelletta, ed in evidenza se ancore ve ne fosse bisogno, l'enorme distanza esistente ormai tra Berlusconi appunto, e il Paese reale oggi!
Seguendo l’analisi fin qui tracciata, è doveroso e necessario scrivere che il prossimo governo italiano (democraticamente eletto) sarà quindi sicuramente formato da forze avverse al sistema attuale. Potrà essere un governo di coalizione come scritto poc'anzi, oppure essere un governo tutto M5S operante con l'aiuto esterno di Lega e Fratelli d'Italia sui provvedimenti o le riforme ritenute indispensabili alla sopravvivenza della Nazione.
In ogni caso, se dovessero tenere fede al loro programma politico (in antitesi al sistema) avranno di fronte sfide ardue e durissime. Il loro avversario mortale, e le loro principali preoccupazioni, non verranno certo dal PD di Renzi, ma dall’intero establishment europeo e/o mondialista. Qualche avvisaglia di ciò si può cogliere quotidianamente dalle notizie che giungono dal Regno Unito. I tentativi, le minacce e intimidazioni quotidiane per far deragliare i propositi del governo di Teresa May che si muove legittimato da un regolare voto popolare, sono tanto evidenti quanto preoccupanti.
Preoccupanti perché, l’ipotesi che il prossimo governo italiano, forte del mandato popolare per spazzare via il liquame neo-liberista al comando, possa cadere nella tentazione di facilitarsi la permanenza a Palazzo Chigi, scendendo a patti, ammorbidendo le posizioni, o peggio proseguendo sul solco obbligato, tracciato da Bruxelles, potrebbe portare ad un pericoloso innalzamento delle tensione sociali.   
E qui è opportuno citare altri due sondaggi, che sono stati effettuati senza troppa pubblicità, uno a livello europeo ed uno in Italia. I risultati sono a dir poco scioccanti! Il primo, effettuato sui giovani di tutta Europa, stabilisce che oltre il 50% di essi non ritiene più la democrazia, il miglior sistema per risolvere i problemi sentiti dalla gente. Il secondo, ancora peggio, ha stabilito che in Italia il 70% degli intervistati auspica ed appoggerebbe un golpe militare che si riappropri della sovranità perdute, per traghettare l'Italia a nuove elezioni politiche. Insomma la misura è colma!
Per concludere, diventa chiaro che di fronte a questi scenari, il compito del prossimo governo Italiano, non solo è difficile, ma è anche obbligato. Se qualche cosa di poco chiaro, dovesse turbare il lavoro per il quale otterrà il mandato popolare, le elezioni che ci accingiamo a svolgere, potrebbero davvero essere le ultime.

18.07.2017 - Alberto Conterio

martedì 4 luglio 2017

Politica: il fallimento dei moderati



Politica: il fallimento dei moderati

La politica, quella vera, è sempre stata scontro di idee e di ideologie. Gli ultimi trent’anni di politica italiana, ma non solo italiana invece, sono improntati alla moderazione. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: non si capisce più nulla, e in questo caos a perderci è lo sviluppo della Nazione e con esso il benessere dei cittadini.
Poteva dare fastidio negli anni ’60 e ’70, la conflittualità permanente tra destra e sinistra, dove per destra si intendevano i reduci e gli affiliati a ciò che restava della repubblica sociale e a sinistra, i comunisti veri, quelli senza compromessi. Alla luce di quanto succede oggi però, occorre dire con sincerità che si sente la nostalgia di quei tempi… come si sente la nostalgia e il bisogno fisico della nostra Monarchia Sabauda.


Oggi in piazza ad esempio, si manifesta trasversalmente ai partiti pro o contro l’immigrazione o pro e contro i diritti dei gay, pro o contro la famiglia. Ieri si manifestava in piazza - anche con scontri fisici e violenti - per ottenere una maggiore dignità sul lavoro, un migliore contratto dal punto di vista economico, l’estensione a fasce sempre più ampie della popolazione di diritti sociali cardini della nostra civiltà, come il diritto allo studio o alle prestazioni sanitarie gratuite. La moderazione diventata poco a poco, pensiero unico, è ormai utile soltanto ad addomesticare l’opinione pubblica, ad evitare gli scontri, cioè ad evitare che l’interesse dei più grandi e potenti, sia turbato.
Credo fermamente, che per tornare a parlare seriamente di programmi politici occorra tornare agli scontri in piazza, ai comizi con servizi d’ordine, alle assemblee urlate, dove tra gli oratori e la moltitudine del popolo, si sentiva forte la tensione, la rabbia anche. Occorre cioè tornare a quel sano scontro che alimenta le idee e accelera la necessità verso la soluzione dei problemi.
Poteva esserci intesa tra Almirante e Berlinguer? Sicuramente no, ma il rispetto tra avversari era una costante alla quale nessuno si sottraeva. Oggi purtroppo, proprio perché nessuno ha più rispetto del proprio avversario, ogni accordo è possibile, anche il più innaturale!
E quando la politica non ci parla più seguendo una linea di principio, ma segue uno dei tanti interessi, da perseguire al di sopra dei principi, “la politica” perde ogni valore e si trasforma soltanto in un metodo, un meccanismo che si autoalimenta di se stesso, nel silenzio assenso delle masse addomesticate, senza guida e senza principi.
Si dice che il ventesimo secolo sia stato il secolo delle ideologie totalitarie, alludendo ad un fatto estremamente negativo della storia umana. Si dimentica anche che è stato il secolo del più alto sviluppo della stessa umanità. Siamo passati da una alfabetizzazione elitaria, ad una alfabetizzazione per tutti, abbiamo visto introduzione di elettrodomestici nella vita quotidiana, siamo passati da una esistenza votata esclusivamente al lavoro per la sola sussistenza, ad una società che finalmente tornava ad avere tempo libero, così come abbiamo visto nel volgere di 25 anni, passare dai biplani di legno e tela ai bombardamenti nucleari di Hiroshima e Nagasaki. E’ nella natura dell’Uomo dare il meglio di se nello scontro, nella necessità primordiale della sopravvivenza. Quando per i più svariati motivi o intendimenti, ciò si assopisce, tutto si assopisce.
Per il bene di questo Paese quindi, dobbiamo fare lo sforzo di dire basta alle ammucchiate di idee, ai compromessi, alle grandi coalizioni, alla retorica degli accomodamenti. Dobbiamo tornare a farci dei nemici in nome di un principio che consideriamo sacro e necessario:  La parola “moderazione” non può più far parte del dizionario politico. L’etichetta di moderato, dovrebbe offendere il politico capace, come oggi può offendere il politico onesto l’etichetta di “ladro”!
Sentiamo la necessità di avere chiarezza nelle politiche, di chiamare le cose con il loro nome. Gli italiani sono stufi e disinteressati al discernimento e alla “corretta interpretazione” delle idee da parte degli intellettuali. Questi devono pensare a proporre le idee; all’interpretazione, vogliamo pensarci noi!
Ne siamo capaci e ne sentiamo la necessità.
Per concludere, ai “giocolieri” della politica, non chiedo di lavorare gratis, non chiedo di essere onesti, non chiedo di abbandonare i privilegi… chiedo invece con forza, di abbandonare i tatticismi, i compromessi, le mezze ragioni, la riduzione del danno. Agli “uomini” della politica insomma, chiedo la coerenza di portare avanti un’idea, un principio sopra agli altri, se necessario, contro gli altri: l’Italia innanzitutto!!!



03.07.2017 – Alberto Conterio
 

lunedì 3 luglio 2017

Immigrazione e relativismo, portano alla guerra!



Immigrazione e relativismo, portano alla guerra!

Non che fosse necessario, ma gli ultimi attentati di Londra e di Parigi, devono indurci ad una riflessione: la società occidentale è lanciata come un treno a grande velocità contro un muro. L’impatto imminente non sarà lieve e potrebbe stravolgere per sempre le nostre vite e la nostra scala di valori.

Il prolungato momento economico di crisi potrebbe portarci a credere che la priorità oggi l’abbiano altri argomenti, come il lavoro, il sistema di tassazione, la sanità o l’istruzione, ma non è così.
Solo 6 anni fa, quando in Gran Bretagna e prima ancora in Francia ci furono rivolte, roghi e guerriglia urbana da parte delle popolazioni non autoctone residenti in quelle nazioni, alzammo le spalle credendo il pericolo lontano.
L’Italia non presentava ancora quello stato avanzato di degrado. I fatti di Rosarno in Calabria erano stati marginali, ma eravamo ad una svolta senz’altro.



I sociologi hanno continuato ad mentire a noi e a se stessi, facendo tutti i dovuti distinguo tra quanto era successo in Gran Bretagna e Francia e quanto era successo in Italia. A distanza di pochi anni, avendo fatto esperienza, pare ormai evidente anche alla maggioranza degli italiani, il fallimento completo del progetto multi culturale. Rosarno per l’Italia ha rappresentato l’aperitivo…
Già avevamo scritto in passato che non può esistere una società multiculturale in quanto la società che mai dovesse raggiungere questo malaugurato traguardo sarebbe una nuova società edificata sulle ceneri di tutte le altre culture distrutte e sostituite. Ripeto, oggi ne abbiamo conferma.
Se è vero che i fenomeni migratori in passato sono stati inarrestabili e naturali, è altrettanto vero che oggi questi flussi sono in gran parte manovrati, e resi strumento per destabilizzare intere aree geografiche. L’Italia negli ultimi quattro anni è diventata la vittima sacrificale di questa manovra, grazie - nella migliore delle ipotesi - a politici marionetta, oppure colpevoli per qualche danaro, di tradimento verso la Patria.
Recentissimamente da Montecitorio è stato poi lanciato da parte del Partito Democratico, come un anatema, il grido di battaglia “Jus soli subito: una legge di civiltà”, argomentando che per mettere le cose a posto occorre regolamentare questa gente con la cittadinanza italiana permettendo così la corretta integrazione. C’è addirittura chi ha sproloquiato che lo Jus soli ci garantirebbe un futuro esente da attentati, rendendo palese - se non si fosse ancora compreso - che siamo ormai sotto ricatto! 
Ciò ha provocato tutto un fiorire di interventi, trasmissioni e articoli mediatici, che tentano il lavaggio del cervello della buona gente italiana. La stessa Cei, Conferenza Episcopale Italiana è intervenuta, approvando questa follia. Secondo il Presidente, l’Arcivescovo Gualtiero Bassetti, l’integrazione sarà reale solo quando tutti i cittadini godranno degli stessi diritti.
Ma come può esserci integrazione su questa base,  quando per cultura la maggioranza di queste persone giungono in Italia con aspettative e consuetudini palesemente in contrasto con le nostre?
Come vi può essere integrazione e società multiculturale in senso lato, se tra i diversi gruppi etnici, religiosi e culturali hanno aspettative di vita ed obiettivi sociali differenti?
Facciamo un esempio semplice, che non può essere smentito da nessuno: se per noi “occidentali” è chiaro che le donne sono paragonabili in tutto e per tutto agli uomini, e altrettanto vero che per la totale maggioranza delle persone di religione islamica non è così! Provatemi il contrario…
Resta quindi uno sterile esercizio proferire belle parole in merito nascondendo la verità: chi intende la condizione femminile in diverso modo non potrà mai godere degli stessi diritti perché semplicemente non saprà che farsene. Far finta di nulla è criminale, perché espone la nostra società al pericolo di dover riconsiderare quanto avevamo dato per assodato ormai da generazioni, e contemporaneamente usa violenza contro queste persone allontanandoli di fatto dall’integrazione da noi auspichiamo.
Da questo esempio, possiamo comprendere quanta ipocrisia vi sia nel nostro buonismo e nell’ideologia multiculturale.
Provo orrore e tristezza per come la politica italiana ha portato avanti la questione, inoltre sono molto inquieto per l’obiettivo finale che sicuramente viene perseguito. Si diceva che la nostra era una società obsoleta, perché monoculturale, che perpetuava l’idea della civiltà occidentale come superiore, che era patriarcale. Per distruggere tutto ciò negli ultimi vent’anni ci hanno costretti a pensare negativo il nostro passato, a creare e vivere in un ambiente amorfo. L’ideale città postmoderna aperta a tutte le culture. Così, le città maggiormente popolate soprattutto, sono diventate laboratori a cielo aperto, dove ogni cultura avrebbe dovuto crescere nel proprio spazio, per godere dei frutti della cooperazione sociale. Abbiamo creato invece un sistema dove la cultura maggioritaria è stata marginalizzata a favore delle minoranze anche quando in contrasto con le nostre secolari tradizioni. Si pensi al Santo Natale o alla Santa Pasqua, in alcuni casi sostituite o abolite per non offendere gli altri credo religiosi.
In questo modo, quello che il multiculturalismo ha sancito, non è l’integrazione ma la distruzione della cultura pubblica condivisa e il diritto al rispetto, creando un grande vuoto. Il risultato è il relativismo sociale, dove tutti si sentono di rappresentare la verità.

Torniamo quindi all’immigrazione. Si potrebbe arrestare il flusso impiegando la metà dei soldi che oggi buttiamo alle ortiche (sono oltre quattro miliardi di euro) per l’accoglienza stupida e buonista in favore dei bilanci delle Cooperative adibite allo scopo, invece viene lanciato un ultimo e più distruttivo slogan per incrementare ancora le partenze (e gli affari): “cittadinanza per tutti!!!”

Questo crimine prima o poi si rivolterà contro di noi, perché sul lungo periodo diventerà sconveniente anche per coloro che, nonostante tutto, riusciranno ad ottenere l’agognata cittadinanza. Si ritroveranno presto a vivere in un Paese desertificato e senza futuro, come già avviene oggi per i nostri poveri giovani costretti a migrare all’estero.

Aspettiamoci quindi che il livello di insopportazione e di scontri tra le diverse etnie cresca ancora portandoci alla sola opzione che si renderà necessaria: ridurre i diritti e le libertà di tutti facendo violenza, ai “nuovi cittadini”, ma soprattutto alle popolazioni ospitanti, che hanno tutto il diritto di continuare a comportarsi come hanno sempre fatto, secondo le proprie secolari tradizioni, parlando la propria lingua, osservare senza imbarazzo le proprie leggi e religione, seguendo le proprie consuetudini, sicuri nella società che avevano creato e in cui credevano da generazioni. Inutile dire che a quel punto, sarà ciò che non avremmo mai più voluto vedere: la guerra! 
L’attuale decadente classe politica italiana è e sarà sempre più responsabile di questo orrore, e ne risponderà senza dubbio alle future generazioni.

23.06.2017 - Alberto Conterio