lunedì 11 gennaio 2010

Istituzioni, l'anomalia italiana della rispettabilità

Sono sempre più disturbato in queste settimane, dalle continue comparse in tivvù del nostro Capo dello Stato. Nulla di personale, ci mancherebbe. Anzi nonostante i suoi non certo positivi trascorsi politici, devo dire di ritenerlo persona a modo.

Ciò nonostante, i suoi appelli all’Unità, al rispetto delle regole, ad abbassare i toni degli scontri, la sua strenua difesa nei confronti della Costituzione che deve garantire d’ufficio, sono tanto invasivi e continui, che anche uno sprovveduto di questi tempi se ne può accorgere. Viene quindi da chiedersi cosa ci sia di tanto grave che non vada. Siamo forse in emergenza ? Quale emergenza ?

Pare ormai assodato che si tratti di un’emergenza di rispettabilità istituzionale.

Viene da chiedersi polemicamente del perché. Del resto, non viviamo noi in una seconda repubblica, dopo che la prima è miseramente crollata sotto al peso degli inganni e della corruzione che seppe produrre in 50 anni di malcostume accertato in tangentopoli (e mai riscontrato prima).

Non siamo noi un Paese alla moda e pure ecologista ?

Questa “seconda” repubblica, dovrebbe certo essere migliore della prima, e quindi perché dunque dobbiamo essere preoccupati ?

Perché, l’abbiamo già scritto altre volte, non basta cambiare di numerale a queste istituzioni credendo di allontanare automaticamente da esse la patologia, che la repubblica si porta in dote.

Sornioni, sono coloro, che accortisi di ciò, e volendo proteggere ideologicamente a prescindere la repubblica ed il suo innaturale sistema, scaricano sul popolo le responsabilità. Essi asseriscono demagogicamente, che è il popolo che fa lo Stato e la sua rispettabilità.

Personalmente non lo credo.

Ritengo al contrario che un Paese, nella globalità del suo insieme, abbia nelle Istituzioni l’ossatura, il telaio portante, sulla quale poggiano o sono fissati di volta in volta, tutte le pedine che lo compongono. Popolo compreso.

E’ in questo modo che su fondamenta malsane, la Giustizia non funziona, la Politica non pensa al benessere ed allo sviluppo della gente, e che lo stesso Popolo vaghi ormai da decenni disorientato senza valori e solidi principi.

Vi sono poi altri individui, che avvedutesi dell’anomalia repubblicana, ma più furbe e subdole, tentano di sviare il discorso su una questione di costume generale. Per costoro, la società occidentale tutta, è malata. In questo modo, non ha importanza la questione sul modello istituzionale. La rispettabilità o meno delle istituzioni, siano esse repubblicane o monarchiche sono quindi da ricercarsi nel degrado generale della stesa civiltà definita genericamente “occidentale”.

Tentativo smascherato tanto pregevole quanto ingannevole, di svalutare tutto e tutti per apparire meglio o meno peggio di quel che si è nella realtà !

Noi monarchici altrimenti, staremo da quasi 64 anni, a parlare del colore della facciata di un edificio ?

Niente affatto, noi vogliamo puntare il nostro dito sulle sue fondamenta !

Noi possiamo edificare un palazzo con materiali economici, ma se questi poggiano su solide fondamenta (sistema istituzionale), risulterà comunque un edificio sicuro e duraturo nel tempo. In caso contrario, pur utilizzando materiali nobili e costosi, quest’edificio costruito ingannevolmente sulla sabbia, risulterà instabile e pericoloso. Così quest’Italia del dopoguerra, fatta repubblica per l’interesse di pochi, contro il volere popolare !

Certo, possiamo sperare che Berlusconi appenda il suo orgoglio al chiodo e lasci spazio ad altri, come possiamo sperare che la Giustizia si renda finalmente indipendente dalla politica, ma l’ossatura dello Stato – le istituzioni – su cui questi “particolari” sono appesi resterà traballante, perché sono fondamenta costruite male e pericolanti dalla nascita. Fosse anche la terza o la quarta repubblica.

Lodevoli e comprensivi quindi gli appelli dell’attuale Capo dello Stato, ma fastidiosi, perché inconcludenti ed inutili. Essi infatti sono un continuo svalutare la rimasta rispettabilità di questo povero Paese.

Buon 2010 a tutti !


Alberto Conterio - 11.01.2010