Interviste ad Alberto Conterio

venerdì 3 novembre 2017

Catalogna: dall'ordine conosciuto ad una nuova Era a venire



Catalogna: dall'ordine conosciuto ad una nuova Era a venire
Il processo di disgregazione europea è entrato nella sua fase finale

Le notizie che giungono a tratti concitate dalla Spagna dopo il pronunciamento popolare catalano pro indipendenza, dovrebbero far riflettere, ancora una volta sulla nocività delle istituzioni sovranazionali europee più che focalizzare la nostra attenzione invece, sull’evolversi del fatto in se.
Occorre premettere, che non ci troviamo certo di fronte ad un popolo che chiede giustizia e libertà perché vessato. Al contrario ci troviamo di fronte alla parte della popolazione spagnola che gode del maggior sviluppo e benessere. La popolazione che ha goduto dei più ampi finanziamenti statali per la costruzione e ricostruzione in questi anni delle proprie infrastrutture e servizi.
Facendo un parallelismo tra Catalogna e la nascita in Italia del fenomeno Lega Nord negli anni '80, non possiamo non notare questa incongruenza, che va contro le logiche della storia...


Un popolo lotta contro un sopruso o una ingiustizia che limita il benessere o la libertà delle persone. Normalmente la storia insegna che un popolo non lotta perché è il più opulento o il più sviluppato!
Dunque i catalani come i lombardo veneti, perché dovrebbero lottare per l'indipendenza?  
Come ho scritto in apertura, per avere risposte, occorre guardare all'Unione Europea. L'UE ha una grossa responsabilità in questo "processo" di disgregazione nazionale di cui siamo oggi sconcertati testimoni.
E' un risultato che viene da lontano, tutto orientato a fare del cittadino "nazionale", un individuo senza storia, senza legami con la propria terra, senza identità, senza Patria insomma. Un individuo che si senta "cittadino del mondo"; grottesca quanto ridicola e rivoltante definizione per indicare una persona che non si identifichi in nessun punto di riferimento fisso per operare le sue scelte e le sue decisioni. Persona quindi facilmente orientabile verso punti mobili di interesse, che variano al variare del mercato, della moda, del politicamente corretto se necessario.
Abbiamo abbattuto le frontiere, senza renderci contro di aver abbattuto contemporaneamente in noi la percezione dei limiti, la percezione delle differenze e delle diversità culturali che hanno fatto grande questo continente.
Il Progetto Erasmus ad esempio, che prevede la mobilità degli studenti all'interno dell'UE, non è altro che una colonna di questo progetto. Con il pretesto di fornire agli studenti maggiore conoscenza, si limita di fatto la conoscenza di parti importanti della loro cultura nazionale. E ciò non è un bene, perché per saper comprendere una cultura diversa, devo innanzitutto avere coscienza della mia di cultura! Non dimentichiamo infine, il sempre valido proverbio popolare, che recita: "chi di spada ferisce, di spada perisce". E non ci sono dubbi che la Spagna, con il resto dell'Europa e della Nato (il gregge che si muove dietro alla coda padrone, gli Stati Uniti d'America) abbia approvato e riconosciuto a suo tempo la dichiarazione di indipendenza unilaterale del Kosovo dalla Serbia, addirittura in pregio alla legge internazionale e al consiglio di sicurezza dell'ONU, che invitava ad essere cauti. Il Presidente Putin prendendo atto di questa insensatezza ebbe parole profetiche al riguardo: "il Kosovo vi si ritorcerà contro..." dichiarò. Quanto aveva ragione! Nel Febbraio del 2008, venne di fatto aperto il vaso di Pandora, e ufficialmente iniziò una nuova era. La disgregazione dell'Europa ebbe inizio.
Ora possiamo anche immaginare che tutto si possa risolvere con la repressione e con qualche disordinata quanto poco convinta condanna (del giorno dopo) del Parlamento europeo o di qualche "pezzo grosso" della politica comunitaria: ma la strada è segnata. Le persone private dei valori sacri del patriottismo, restano succubi di questi giochi di prestigio allestiti contro se stessi e il loro benessere dagli interessi della finanza e delle multinazionali. Riflettiamo: il Presidente Catalano Puigdemont, per sfuggire alla giustizia spagnola ha forse preso un volo per la Corea del Nord? Nossignore, si è recato a Bruxelles… sarà un caso?
Mettendo fine oggi agli intrallazzi europei che mirano a destabilizzare le Nazioni in favore dell’Impero globalizzato, servirebbero venti o trent'anni di nuovo acculturamento ai vecchi ed intramontabili valori nazionali per sopire queste pulsioni secessioniste.
Ma chi è in grado di invertire questo processo?
Intanto dalla Scozia fanno sapere di essere nuovamente in moto per ottenere l'indipendenza e poi i fiamminghi in Belgio. Anche il Galles, da sempre fedele alla Corona d'Inghilterra appare irrequieto. Possiamo immaginare che gli alto Atesini in Italia non prenderanno la pala al balzo? Il Lombardo Veneto si accontenterà del referendum per l'autonomia? ...e la Sardegna? …per citare i maggiori esponenti di questo nuovo corso storico; di questa nuova era.
A chi può giovare ciò? La finanza, la globalizzazione dei mercati, lo sfruttamento della manodopera e delle popolazioni future, avevano ancora un ostacolo nonostante tutto. Un ostacolo che proprio negli ultimi anni s’è fatto più fastidioso: Gli stati nazionali e sovrani! Gli esempi in Europa non mancano, la Gran Bretagna ha recentemente rimarcato la sua sovranità dal resto dell’Unione, e poi l’Ungheria di Orban, gelosa della sua cultura e delle sue particolarità. Lo spezzettamento degli Stati quindi, è visto come arma finale al conseguimento dello status necessario al business continuo e senza rischi: Il caos generale, l'instabilità, l'insicurezza, la debolezza delle istituzioni, la mancanza di politiche nazionali di un certo peso e valore, volte a garantire i popoli dai soprusi e dalle violenze dei più forti!  Ci stiamo incamminando verso un nuovo medioevo dove il Signorotto locale tornerà ad avere il potere. Un potere che grazie ad un lungo e sanguinoso cammino era passato al popolo garantito dagli Stati nazione.
Per concludere, non credo che basterà più il discorso di un Sovrano, per quanto sensato e corretto, e non credo che basteranno politici onesti e preparati, così come non credo che basterà infine, un dissenso popolare di sottofondo, operante nel contesto delle regole e delle leggi che ci siamo dati, perché sono leggi a geometria variabile, tanto dure e repressive con i deboli, quanto accomodanti con i potenti. Nel frattempo, il fronte mediatico, mentre tace sulle irregolarità ed illegalità del voto catalano, così come tace sulle manifestazioni oceaniche a favore della Spagna unità, insiste nel dar fiato alle dichiarazioni dei portavoce catalani, che definiscono il governo centrale "fascista e franchista"! A quale padrone rispondono questi mentitori seriali?

03.11.2017 - Alberto Conterio