giovedì 26 luglio 2012

L’economia va male!


L’economia va male!

L’economia va male! Con questa affermazione ogni quotidiano negli ultimi anni apre la sua prima pagina, così come sono diventate le parole scontate di apertura, pronunciate dai vari conduttori nei telegiornali in tuvvù. Poi giù a inondarci di dati sugli andamenti borsistici, previsioni sul rating, cambi e differenziali Spred, titoli sovrani e chi più ne ha ancora. Una mole impressionante di parole vuote, che non dicono nulla, non servono a nulla. Paroloni che non avrebbero nessun peso reale se, non vi fosse la volontà politica, comprovata in vent’anni di amare esperienze, di dare importanza a questo catafalco, definito “economia” dietro al quale si nasconde solo la finanza dei banchieri europei e dell’Euro, contro ogni logica e soprattutto contro l’Italia ed il popolo italiano.


Riflettendo meno del tempo necessario ad un battito di ciglia, posso affermare con buona sicurezza che, non mi stupisce che ciò possa accadere. Nelle Università italiane, in cui si è formata e si forma tutt’ora la classe dirigente e politica della Nazione, vengono infatti retribuite per insegnare, persone come l’attuale Presidente del Consiglio e la sua “squadra” di governo.

A costoro, sono voluti otto mesi di lavori, per partorire, in un Decreto sviluppo, tardivo e crediamo ormai inconcludente, un provvedimento elementare di straordinaria efficacia. Ho il timore che deve essere stato un errore o un equivoco non voluto, che verrà presto rettificato : si tratta di revocare o ridurre talune agevolazioni fiscali a quelle imprese che delocalizzano il lavoro italiano all’estero. Non serviva una pletora infinita e ben remunerata di Professori e Tecnici attempati per giungere a ciò, era sufficiente dar retta ad un idiota analfabeta. Credetemi!

Quando l’interesse di un’impresa coincide con l’interesse della comunità che la circonda, o più genericamente coincide con l’interesse delle famiglie, abbiamo un effetto positivo per l’interesse nazionale e la sua economia reale. Quando questo non avviene, per i più diversi motivi, primo e più importante tra tutti appunto, la delocalizzazione del lavoro altrove, le famiglie soffrono e l’Italia economica entra in crisi.
È una regola universale, valida dal paleolitico. Una regola che non ha perso il suo valore neppure attraversando la rivoluzione industriale : se non lavoro, non mangio, e se non mangio, mi duole lo stomaco perché ho fame e mi passa la voglia di guardarmi intorno! Questa è “Economia”, e ho voluto parlarne con termini semplici credo, comprensibili dalla gente semplice e soprattutto reale. Spero di esserci riuscito!

Cosa avverrà in futuro? Ha poca importanza ormai, perché il danno fatto da questi mariuoli è in gran parte irreversibile, e ci troviamo oggi in una condizione assai peggiore di quella in cui si trovavano gli italiani subito dopo la guerra.
Non ho quindi fiducia nel futuro, e forse si tratta di ricostruire non solo imprese sane, ma proprio la fiducia e l’entusiasmo perso dal popolo italiano. Come?
Il provvedimento varato ieri, se non verrà emendato per qualche interesse cinico, è un buon inizio… finalmente!

Alberto Conterio - 26.07.2012

venerdì 13 luglio 2012

Movimento cinque stelle


Movimento cinque stelle

Cominciamo male. Non potevamo proprio cominciare peggio di così. Ci sono voluti più di quaranta giorni al Sindaco Pizzarotti di Parma per formare la sua Giunta, riportandoci alla memoria l’andazzo clientelare della prima repubblica, ed alla loro prima delibera, avallano un aumento dei compensi a consiglieri ed assessori!
Salutato qualche mese fa come il nuovo “che avanza”, questo Movimento doveva essere una vera e propria crociata di pulizia etica e morale contro la Casta, il malcostume, l’arroganza della politica corrotta e degli sprechi. Mi sbaglio forse ?


Sembra invece di poter affermare che così non è, e che il Movimento “avanza” soltanto, nel senso che potevamo farne tranquillamente a meno, questa repubblica era già ben fornita di suo, dall’origine!
Del resto, chi fa il comico, faccia il comico. Oggi avere un lavoro sicuro, non è da tutti… ma attenzione, perché grazie al Sindaco Pizzarotti, abbiamo capito che far ridere la gente non è poi così difficile come vogliono farci credere; stia in campana messer Grillo!

Alberto Conterio - 13.07.2012

mercoledì 4 luglio 2012

Non più cittadini d’Italia, ma condannati d’Europa


Non più cittadini d’Italia, ma condannati d’Europa

Mentre in America festeggiano il giorno dell’indipendenza, in Italia alcuni giornali riportano la notizia della possibilità che la nostra Patria possa diventare un protettorato dell’Unione Europea.
Bastano queste poche parole, due righini stringati per fornirci l’esatta fotografia della tragedia immane che sta affossando questo Paese.
Purtroppo dobbiamo ripeterci, rischiando d’essere noiosi, ma questa repubblica nata male, anzi contro il volere del popolo per sopire la sete di potere di una classe politica di inaudita arroganza e incuranza dei più elementari principi democratici, ci sta portando al baratro dopo essersi saziata della carne della sua gente come un avvoltoio di una carogna al sole.


Abbiamo cominciato coll’ammainare la bandiera del Risorgimento e dell’unità nazionale il 13 giugno del 1946, per poi cedere o svendere via via, le nostre capacità, idee, propositi, imprese ed ora anche la sovranità, fino a ridurci ad essere gli zimbelli d’Europa, senza più valore.
Paesi di nessun peso economico, che la Storia con la esse maiuscola ha relegato a comparse da decine di anni o che non ha mai ammesso tra le potenze di questo pianeta per la pochezza del loro essere, come Austria, Olanda o Finlandia si permettono di dettarci regole, porre veti!
Non basta, infatti, nessuno di coloro che ci rappresenta (senza averne un democratico mandato del resto) ha replicato in merito, ha tentato una difesa o uno scatto d’orgoglio.
Un povero Paese davvero questa Italia nostra, “guidato” da ex comunisti, tecnocrati della teoria, marionette di euroburocrati e lobby di speculazione finanziaria.

Mi sveglio la mattina e mi sento stanco d’aspettare… quando giungerà la mannai benedetta a farla finita, spiccandoci la testa?
Giungerà di certo, …ma non ha il condannato il diritto almeno, di conoscere il giorno della sua fine?

Alberto Conterio - 04.07.2012