mercoledì 31 ottobre 2007

Solidarietà agli esuli Istriani !

Dopo anni di sofferenze e di impegno per onorare e ricordare questa dolorosa pagina di storia nazionale, gli esuli istriani, erano quasi riusciti ad ottenere una loro piccola soddisfazione, un riconoscimento : far stampare dal poligrafico dello Stato un Francobollo commemorativo a loro dedicato. “Fiume - Terra orientale già italiana” recitava una scritta in alto sul valore bollato di 0,65 Centesimi di Euro.
La data di emissione prevista per la mattina del 30.10.2007, ieri insomma !
Purtroppo, un dispaccio urgente governativo giunto alle ore 22.00 del giorno precedente ha bloccato tutto, annullando ogni cosa.
Cosa è successo ? Semplice, il Governo (di sinistra) figlio della peggiore demagogia politica e figlioccio di chi baciò orgogliosamente la bara di Tito (infoibatore di gran parte degli Italiani istriani e dalmati che non erano riusciti a fuggire esuli in Italia), ha calato i pantaloni (scusatemi la volgarità), …ha calato le braghe di fronte ad una nota di protesta del Governo Croato !
Inutile precisare che mi sento vicino e solidale a quanti hanno sofferto in esilio e da ieri vedono riaperta una ferita grave che mai potrà essere sanata per questa vergognosa marcia indietro delle Istituzioni.
Sono le stesse istituzioni repubblicane che avrebbero volentieri rinunciato alla riunione di Trieste all’Italia se non fosse stato per l’orgoglioso senso di appartenenza alla nostra patria dei Triestini, che oggi hanno rinunciato ad un altro pezzetto della nostra sovranità nazionale sottostando ad un’imposizioni straniera.
Verrebbe da scendere in piazza per manifestare tutto il disappunto provato, ma servirebbe solo a far sorridere i membri dell’attuale governo. Noi non facciamo parte dei centri sociali che possono permettersi di aggredire i parrocchiani fuori dalla chiesa dopo la messa della domenica.
Come collezionista di francobolli però, una piccola, umile e silenziosa protesta la posso comunque portare avanti. Da oggi, tutte le nuove emissioni di francobolli italiani non mi vedranno più acquirente. Sono stufo di raccogliere pezzetti di carta che ricordano gli insulsi trionfi dei campionati di calcio e sconosciuti quanto inutili personalità politiche di questa decadente repubblica.

Alberto Conterio - 31.10.2007

lunedì 29 ottobre 2007

Parliamo del 4 novembre...

(Lettera inviata alla Stampa locale della regione Piemonte)

Gentile Sig. Direttore, mi appello a Lei per ricordare degnamente sulle pagine del suo giornale la data Eroica del 4 novembre 1918.
Potrebbe infatti essere l’ultima volta che ne avremo motivo pratico. Scrivo infatti, spinto dalla volontà di rendere noto un provvedimento che presto diventerà operativo in Trentino Alto Adige, ma ancora sconosciuto ai più.
Servirà un poco di tempo, e forse servirà anche un buon logopedista per sciogliere i nodi della lingua e rendere agile la dizione, ma alla fine tutti quanti riusciremo chi più, chi meno, a chiamare la Vetta d’Italia col suo “vero” nome : Glockenkaarkofl.
Così sarà sulle cartine geografiche, sui cartelli stradali, sui libri di scuola, sui documenti ufficiali. Dovremo farci solo l’abitudine e l’orecchio. Presto infatti, una legge dell’Alto Adige eliminerà per sempre la versione italiana dei nomi dalle località in quella regione. Assieme alla Vetta d’Italia, saranno abbattuti altri ottomila nomi in lingua tricolore. Ottomila sui novemila esistenti circa
Siamo alle ultime fasi del progetto, che, nell’indifferenza babbea e indolente delle attuali Istituzioni repubblicane, ricostruirà il Italia una piccola Austria.
È il trionfo del bricolage dell’autodeterminazione, che ormai va avanti da 50 anni.
I nipoti di coloro che fecero carte false per appartenere all’Italia quando erano Sudditi Austriaci, stanno realizzando il loro vergognoso sogno : ripristinare l’Austria, là dove una guerra l’aveva sfrattata, e grazie pure ai quattrini Italiani… “isole comprese”, diceva la nota pubblicità di Aiazzone.
Inutile ripercorrere la storia dai dopoguerra ad oggi, fatta di trattati per salvare i tralicci, o di tralicci per favorire i trattati. Resta comunque una storia che ha portato in questi luoghi tanti privilegi e tanto benessere a spese di altre regioni italiane molto meno fortunate.
Alla repubblica la totale responsabilità di questa cancrena, e l’ardimentoso Durnwalder, leader della Svp, Partito Popolare Sudtirolese, cresciuto d’opportunismo e di bassezze si accinge a raccogliere tutti i frutti sperati. Il suo partito infatti ha pronto un disegno di legge, e non dubitiamo che abbia a passare. Passerà, in quanto il suo gruppo di tre Senatori (da osteria) valgono quanto un premio Nobel per la Medicina a tenere in vita il carrozzone di Prodi e possono chiedere qualunque cosa, nel silenzio assenso del Presidente della repubblica, che non può deludere (neppure lui) i suoi elettori. E allora al diavolo la toponomastica, al diavolo la perdita di sovranità e l’integrità nazionale, ed al diavolo pure i 650 mila morti che la Grande Guerra ha comportato per rendere completa e orgogliosa la nostra Patria e la nostra italianità… Il bilinguismo si riteneva sufficiente a garantire gli interessi di tutti, ma questo provvedimento lo salta a piè pari, ed ha un solo scopo : sradicare in quei luoghi ogni riferimento all’unità italiana o all’Italia in generale. È facile prevedere, che se Durnwalder non fa marcia indietro, presto l’Italia si fermerà a Trento. Oltre a questa città, l’impronta nazionale resterà riconoscibile soltanto nei fondi pubblici che le indefesse Istituzioni di questa repubblica allo sbando continueranno ad elargire da Roma capitale, per autoalimentare se stesse e questa follia, nella disgregazione di ogni valore storico e morale.
Per concludere, propongo in futuro l’abolizione di ogni festeggiamento in questa data, non sarebbe altro che un costoso esercizio di ipocrisia collettiva !

Alberto Conterio - 29.11.2007

venerdì 19 ottobre 2007

Come rifarsi il trucco !

(Lettera inviata alla Stampa locale della provincia di Biella)

Gentilissimo Sig. Direttore, spero voglia darmi ospitalità perché vorrei con questa mia proporre a tutti i suoi lettori lo stato d’animo di chi non si lascia abbagliare dalle luci psichedeliche ed fastidiosissime della politica italiana. Dopo l’euforia per gli esempi di “democrazia” rappresentati dai pasticci o brogli nel referendum sindacale sul protocollo del Welfare e dalle problematiche elezioni primarie per designare il segretario del “nuovo” soggetto politico della sinistra (almeno nella nostra provincia), la grande agitazione nel mondo politico italiano creata da Grillo prima e da tutti coloro che subito hanno tentato di cavalcare l’onda di indignazione della gente catalizzata negli show del comico, sembra già chetarsi.
Le “originali” idee della Brambilla, Capezzone e soprattutto di Veltroni (che ripropone per il neonato PD la maggior parte delle proposte di Bossi e della Lega Nord vecchie di dieci anni) sembra vogliano ribaltare il mondo ma sono in pratica un fumosissimo orizzonte lontano.
Bossi stesso che è tornato di recente a minacciare la secessione ha poi concluso invitando i suoi seguaci a cambiare benzinaio. Pare sia servito a rinsaldare le fila, …ed è tutto dire !
Tutti insomma minacciano sfracelli per cambiamenti che (come diceva il Principe di Salina) sembra servano soltanto a lasciare tutto com’è.
Intanto questi agitatori, creano un diffuso senso di delusione ed impotenza nella gente, ma appaiono anche loro e sempre più le pedine sapientemente manovrate in un processo che porta ad una “utile” assuefazione, riuscendo nel contempo a rafforzare soltanto i detentori del potere. Il mostro invisibile e responsabile di ciò, che si muove tra le ombre dei palazzi è sempre lo stesso. Si chiama repubblica !
Un’entità astratta che non è riconducibile ad un chiaro punto di riferimento. La repubblica infatti è il regime in cui le colpe sono opportunamente distribuite su tutti, affinché nessuno possa sentirsi l’unico colpevole. Ricordo ancora le parole di Craxi, quanto a processo, si discolpava dei suoi malfatti attribuendoli ad abitudine del sistema stesso.
Intanto in questo carosello infernale che ci porta sempre più in basso, apprendiamo dall’OCSE, che l’Italia risulta il paese in cui le tasse sono aumentate di più tra il 2005 ed il 2006 ! E i servizi pure ? Ridiamoci sopra per non disperare !
Restiamo desti. Non facciamoci ingannare un’altra volta. Non addormentiamoci ancora alla prima ninnananna, il sistema non può essere modificato dall’interno, perché è il sistema stesso che non lo vuole. La seconda o al terza repubblica (?) che viviamo va sostituita, ma non basta rifargli il trucco cambiandogli il numerale !

Alberto Conterio - 19.10.2007

mercoledì 10 ottobre 2007

E la chiamano Democrazia

Ancora brogli, sempre brogli ! Si resta increduli alle dichiarazioni (ben documentate) di Marco Rizzo dei Comunisti italiani, circa la truffa delle votazioni multiple anche in occasione del referendum tra i lavoratori ed i pensionati relativo alla bontà del protocollo sul welfare firmato tra governo e sindacati nei giorni scorsi.

Questa infatti è la repubblica delle truffe, che fin dall’alba dei suoi giorni, non ha saputo far altro che rimestare nel torbido, usando tutto, destra e sinistra, onesti (all’insaputa) e meno onesti per i suoi scopi. Il ciclico ritorno di fiamma dei “Qualunquisti” figli di Guglielmo Giannini oggi identificati in Beppe Grillo, saranno presto riassorbiti dal regime, dal sistema, dalla repubblica. Questo è il sistema che trae forza non dai suoi pregi, ma dai suoi difetti, e così anche la parola Democrazia, che in Europa viene abbinata a paesi che risultano tra i più avanzati e progrediti socialmente (quasi tutti Monarchici), in Italia, per bocca di una delle più alte cariche dello Stato, viene abbinata ad una pseudo consultazione elettorale truccata. Fausto Bertinotti infatti ha definito quest’occasione " (…) un esercizio di democrazia straordinario.”

Ritengo invece che la Democrazia, essendo un principio, fondato soprattutto sull’autodisciplina dei singoli e su garanzie istituzionali, non possa essere abbinata ad un “qualcosa” che sia anche solo lontanamente sospettabile d’essere poco corretto. Pena il valore stesso del principio che rappresenta.
E se è vero che la Democrazia (dal termine di derivazione greca demos, cioè “popolo”, e kratein, ovvero “potere”) indica un sistema politico basato sulla sovranità dei cittadini, nella repubblica Italiana, indica da oltre 60 anni un sistema finto, che induce la gente a credere d’essere protagonista delle proprie scelte, legittimando di fatto una Classe di arroganti arrivisti a governarci per loro esclusivo interesse. Ciò è noto, ma non essendoci altro garante per i cittadini che il Presidente della repubblica, ulteriore politico, eletto dai politici stessi, il cerchio si chiude, e il sistema (grazie all’articolo 139 della costituzione) diventa immutabile, …eterno !

A poco serve quindi la mobilitazione di qualche comico, soprattutto quando le proposte, invece d’essere interessanti, fanno ridere assai. Che importa quanto tempo stanno al parlamento i politici, ciò che conta è la loro capacità. Perché mai sostituirli dopo due mandati con altri meno bravi se sono validi ? Inoltre, se un politico ha un orizzonte di due solo legislature, non sarà portato a far “cassetta” nel più breve tempo possibile ?
Per quel che riguarda i politici condannati in via definitiva potrei essere d'accordo, certo, ma solo se avessimo una Giustizia che funziona, ma purtroppo sappiamo che così non è.
In Italia la Giustizia è profondamente malata. Questo è il paese in qui la Giustizia è un'arma per eliminare l' avversario, per conquistare il potere, per fare carriera, per comparire in tv o giornali...
Condivido di sicuro invece il punto che vuole che i parlamentari debbano essere scelti dai cittadini con la preferenza diretta. Ma per capire ciò, serve un comico ?


Il qualunquismo rappresentato da queste proposte insomma, hanno una dignità solo in una paese come il nostro, allo sbando, dove la debolezza delle Istituzioni e la crisi della politica raggiungono valori limite.
La politica diventata spettacolo, …è alla fine messa in crisi da un comico. Divertente no ?
L'aspetto più inquietante per noi tutti, e che Democrazia in Italia oggi, è più che altro evocata, ma non più garantita. Questo vuol dire alla resa dei conti, mancare di libertà, e come ebbe a dire SM il Re Umberto II di Savoia, “Con la libertà, tutto e possibile, senza libertà tutto e perduto…”

Alberto Conterio - 10.10.2007

Nascita di "Opinioni Monarchiche"

Non è stato sufficiente a questa repubblica fingere che la Monarchia in Italia non sia mai esistita. Non è stato neppure sufficiente denigrare il precedente ordinamento Monarchico o falsificare la verità riguardante Casa Savoia.
Io sono Monarchico ugualmente, non perché nostalgico di antichi privilegi, ma perché stufo dei nuovi privilegi, stabiliti da questa repubblica di corruzione e di ogni altra inimmaginabile vergogna.

La domanda più comune che la gente mi rivolge quasi fosse un’ automa al sapere delle mie convinzioni Monarchiche è sempre la stessa : “come si può essere Monarchici negli anni 2000 ?” Questa domanda è di per se significativa ed illuminante di quando poco la gente stessa sappia sulla Monarchica, e di quanto ignori della Storia del nostro Paese e dei Paesi più progrediti che ci stanno attorno in Europa e nel Mondo. In questa Italia che viviamo infatti, la repubblica sembra un monolito inattaccabile. La repubblica ha riempito ogni spazio. La repubblica che ci informa anche del fascismo, ci nasconde invece il passato Monarchico. Il Regno d’Italia nato il 17 marzo 1861 non è mai esistito …sembra. La stessa data del 17 marzo che dovrebbe essere davvero la festa di tutti gli italiani è sconosciuta. Proviamo a chiedere fuori da una scuola a dei ragazzini di 14 o 15 anni ! Proviamo a fermare per strada un passante qualsiasi ! Non viene da chiedersi perché ?
E’ questa la domanda che mi sono posto quando frequentavo io stesso le scuole, e che mi ha spinto a leggere ad informarmi a studiare, facendomi infine un’idea mia.
La seconda domanda che mi viene fatta invece, è posta da quelle persone che mosse da ideologia anti-monarchica a prescindere, vuole metterti in difficoltà. Vuole insomma stabilire immediatamente che nel dialogo appena aperto, egli occuperà il gradino più alto. Egli insomma si sente nel diritto di stabilire subito cosa è bene e cosa e male : “come si può credere nella Monarchia che si basa su un privilegio ereditario ? Non sono tutti uguali gli uomini ?” Ad essa, si risponde addirittura meglio e prima della precedente.
Non è la repubblica che può apparire migliore su questo argomento infatti… La Malfa figlio, Craxi figlio, Berlinguer fratello, Bossi fratello ecc.ecc. In repubblica sono diventati ereditari anche gli attori: Gasmann figlio, De Sica figlio, Celentano figlia, Morandi figlio, ecc.ecc..
Sono pochi esempi davvero, che dimostrano che l’ereditarietà è pratica comune anche in repubblica !
La maggior parte delle persone oggi, è repubblicana per forza, perché non le è stata offerta altra possibilità di valutare una alternativa. Giustamente non tutti, hanno l’interesse ad approfondire questo tipo di argomento, certo, …ma il pregiudizio “costruito” ad arte però è comunque presente in tutti loro o quasi. Nessuno insomma sfugge al pregiudizio contro la Monarchia.
Eppure nessuno oggi può dirsi soddisfatto della società e del Paese (l’Italia) in cui vive.
Per migliorare questo stato di cose dobbiamo avere il coraggio di abbandonare i “vecchi” schemi mentali pre-costituiti e abbandonare i residui ideologici del dopoguerra su cui si basa il carrozzone repubblica Italiana.
E' inutile negarlo, fra 20, 30, o 40 anni saremo un paese ancora diverso. Una parte ancora maggioritaria etnicamente originaria vecchia e decrescente, un'altra parte (che tutto lascia presagire tendente a crescere numericamente) etnicamente extra comunitaria.
Questo può piacere o meno, ma non cambierà il risultato, …così sarà.
Può darsi che non vi saranno scontri violenti tra le due etnie di cittadini italiani futuri, ma sicuramente contrapposizione. Diverse le culture di origine, differenti i livelli sociali, le possibilità e le aspettative.
Alla luce di ciò, mi chiedo, se non è il caso di annullare o azzerare quello che abbiamo pensato fino ad oggi. Perché non valutare nuove situazioni ?
Nuova fu la Monarchia Sabauda rispetto a quelle pre rivoluzionarie, nuova fu quella di Carlo V rispetto a quella medioevale, nuova fu quella di Carlo Magno rispetto a quella dei principi barbari.
20 anni fa, nessuno poteva immaginare la caduta del muro di Berlino, la fine dell’Unione Sovietica, della guerra fredda, l’11 settembre…
Questi cambiamenti epocali hanno smosso la storia.
Il mondo che conoscevamo è cambiato, e il processo non è ancora finito.
Quanti sono i monarchici oggi ?
Non è importante !
I soliti ben pensanti sorridono e si divertono con le battutine sui quattro gatti…
In realtà furono oltre dieci milioni, ma non proponendo nulla a causa del mancato ricambio generazionale, si sono ridotti al lumicino. E’ vero questo, ma ricordiamo anche che coloro che ieri riempivano le piazze con l’ideologia di destra e di sinistra hanno fallito ! Tutto cambia e cambia in continuo.
Ecco perché proprio oggi, ritengo la Monarchia una valida alternativa istituzionale, capace d’essere indipendente dalla politica e dai poteri forti dello Stato, e di fare da garante alla gente comune. E’ in questa gente che ho fiducia, e ritengo che essa a fronte di una proposta seria, metterà da parte il passato prossimo ed i pregiudizi.
Molto pragmaticamente, si vedono Monarchie che sono riuscite a conciliarsi con l'inconciliabile.
Il nord Europa vede Monarchie che garantiscono principi socialisti. In Spagna fu la Monarchica a difendere i principi democratici appena acquisiti dopo la morte di Franco.
La Monarchia è la vittoria, secondo me, del pragmatismo. Non mi spaventa l'idea del Re pazzo, quanti presidenti folli abbiamo conosciuto nell’arco del XX secolo ?
Siamo nel 2007 è vero, ma proprio per questo i Monarchici hanno il diritto di portare avanti la loro aspirazione, così come hanno il dovere di farla diventare una proposta interessante e meritevole di attenzione.
Se parleremo alla gente di titoli nobiliari o di beghe dinastiche resteremo vittime di noi stessi.
Se parleremo di come affrontare le sfide del futuro, di come salvare e trasmettere una cultura e una civiltà millenaria ad una Italia probabilmente diversa da quella che conosciamo oggi allora la gente ci darà attenzione, forse ci ascolterà, magari si sentirà nel dovere essa stessa di sostenerci.
Un amico che negli anni 80 era presidente di seggio, mi ha raccontato che trascorse un pomeriggio leggendo le schede dc dc dc dc pci pci psi dc pci pci dc msi dc... ad un certo punto uscì una scheda (l'unica di quella tornata elettorale in quel seggio) "lega lombarda". Tutti risero. Pochi anni dopo però, in quel seggio le schede Lega Lombarda erano la maggioranza !
Sta a noi Monarchici quindi, fare delle proposte, proposte serie, proposte fondate, proposte calate nella realtà. Proponiamo di instaurare una novità a questa repubblica di bla bla bla, dobbiamo essere capaci di farla diventare la Monarchia di tutti. Non nascondiamoci, dobbiamo esternare sempre le nostre aspirazioni con orgoglio, dobbiamo farci riconoscere dalla gente ed allo stesso tempo dobbiamo essere capaci di infondere in loro la storia la cultura e le tradizioni che ci accompagnano.
Il futuro possiamo ancora deciderlo da protagonisti.
Onestamente, piuttosto che un virtuoso presidente cresciuto di politica e in politica, rappresentante di una parte di quella stessa politica, preferisco avere a mia garanzia un Sovrano. Un Re magari banale come persona, ma che tragga legittimità e la sua capacità di imparzialità, da ragioni diverse dalle elezioni farsa tra i meno peggio del momento o peggio ancora da accordi politici e/o di lobby di potere. Un Re insomma legittimato dalla storia stessa del Paese che rappresenta e che da esso si sente rappresentato.
Forse prendendo coscienza che un Monarchico oggi, è persona pragmatica e mossa da cuore e buon senso, potrebbe aiutarci a comprendere d’essere noi stessi possibili Monarchici.
Almeno questo è il mio intento è la mia speranza…

Nasce così oggi, 10 ottobre 2007 "Opinioni Monarchiche", nuovo Blog destinato a dare fiato alle Opinioni di un Monarchico d'oggi. Mi auguro diventi uno spazio costruttivo per molti e fonte di apprendimento comune !

Un cordiale saluto a tutti Voi !

Alberto Conterio - 10.10.2007