martedì 22 luglio 2014

La guerra, da “fredda” diventa “sporca”



La guerra, da “fredda” diventa “sporca”
La lotta per la supremazia mondiale si fa sempre più cinica

di Alberto Conterio - 22.07.2014

La veemenza con cui il presidente Obama si è messo a strillare come una vecchia zitella acida all’alba del disastro aereo del volo MH.17 della Malesia in Ucraina è a mio avviso, quanto mai  sospetto, soprattutto se consideriamo le prove provate fino a questo momento raccolte.
Appare sospetto ancor più se, allargando lo sguardo, oltre che allo spazio (geografico) anche al tempo (storico), arrivando a considerare altri “strani” incidenti, quali quello del USS Maine nel 1889, l’affondamento del Lusitania nel 1917, lo stesso attacco giapponese di “sorpresa” a Pearl Harbor nel 1941, e non ultimo, l’attacco alle torri gemelle di New York del 2001, sul quale le ombre stese sulle responsabilità reali, sono tutt’altro che dissolte.


In questo contesto, puntando il dito sull’area orientale, appare chiaro e risaputo, che da tempo gli analisti delle forze Nato, davano per certo un possibile intervento diretto delle forze russe in Ucraina per mettere fine al conflitto aperto tra le forze separatiste filo russe o russofone appunto, e il governo di Kiev. Concentramenti militari russi ai confini, rilevati da sondaggi satellitari particolareggiati, non potevano essere ignorati, e a una eventuale mossa russa in tal senso, quale poteva essere la contromossa occidentale?
Si badi che ancora oggi a distanza di mesi ormai, le sanzioni commerciali proposte, non hanno sortito effetti concreti a causa delle resistenze interne ai paesi che, maggiormente, dovrebbero metterle in atto, per tutta una serie di ragioni e interessi economici: parliamo di Francia, Germania e Italia ad esempio, ma anche del Giappone ad est! Figuriamoci quindi a dove fronteggiare un’azione militare diretta!
Per cui, dovendo scongiurare preventivamente questa situazione, appare logico, nella logica della super potenza statunitense, agire nell’ombra, nel campo della spettacolarizzazione mediatica, provocando un incidente eclatante e di forte impatto emotivo che arrestasse l’azione russa per una ri-considerazione generale del piano.
Non voglio dire che sia davvero successo ciò, ma desidero far presente che ciò potrebbe essere plausibile considerando un quadro geostrategico un poco più ampio e complesso di quello che ci viene “recitato” sul “sistema informativo pubblico” rappresentato da radio, tivvù e giornali stampati; un sistema appunto!
E allora, che vi sia la possibilità di caricare un aereo di turisti e la stiva di valige con la giusta quantità di esplosivo, non deve apparirci “fantascienza” e tanto meno scandaloso, ma la normale routine di come “vanno le cose”!
Del resto, mi domando perché nessuno abbia chiesto pubblicamente ragione alla compagnia Malese interessata, del perché, nonostante il pericolo potenziale, impegnasse quelle rotte; la ragione del risparmio di qualche migliaio di euro di combustibile non è sufficiente a fugare dubbi e perplessità.
Se in una piazza due schieramenti contrapposti ingaggiano uno scontro a fuoco, un buon padre di famiglia, attraversa sereno la piazza con la sua autovettura per portare i figli a scuola, oppure prende un’altra strada?
Di fronte ad una tragedia simile, occorre porsi a mio avviso, domande semplici!
Torniamo quindi a guardare con nuove lenti alla veemenza di Obama: appare sospetta o no, quando a pochissime ore dal disastro si scaglia contro il presidente russo Putin? Nessun dubbio sulle responsabilità perché ha le prove, oppure perché le prove le organizzate con largo anticipo?
E se le prove – quelle reali – esistono, non è il caso di consegnarle immediatamente alle autorità competenti prima di lanciarsi in spettacolari accuse verbali?
La lotta per il mantenimento della supremazia mondiale ingaggiata dagli Stati Uniti d’America molti decenni fa, non è terminata con la caduta del muro di Berlino, occorre farsene una ragione, e alla luce di ciò, qualche dubbio sui fatti di questi giorni dobbiamo porcelo, se pensiamo di essere ancora liberi d’avere un’opinione nostra… credo.