mercoledì 14 gennaio 2009

Gli anni cambiano, le repubblicha mai !

In questa apertura d’anno, tra le innumerevoli notizie che giornalmente ci piombano addosso riguardanti la malridotta politica interna, il maltempo, la crisi mondiale e l’ultima rappresaglia armata israelita sul Libano, la mia attenzione viene attirata da una breve notiziola riguardante il Nepal.
Questo piccolo paese, fuori dagli interessi energetici occidentali, e troppo vicino agli interessi strategici cinesi, ha goduto negli anni passati, (soprattutto 2007 e 2008) di una notevole notorietà grazie all’occasione propizia offerta a tutti i lacchè di questa repubblica di scagliarsi contro il Re e la Monarchia morente fintanto che era possibile.
Trattandosi ormai di una repubblica infatti, il Nepal non fa più notizia, o meglio diventa una notizia “grama” per gli stessi lacchè dell’edera universale.
Leggo comunque su uno sconosciuto sito (equilibri.net) un trafiletto a firma di Luca Viganò : “Nepal: sei mesi difficili per il governo Prachanda
La neo-Repubblica Federale del Nepal si trova in un delicato momento politico. Le difficili situazioni sociali che caratterizzano il paese, le recenti dispute sulle questioni religiose, i gruppi di maoisti ormai al di fuori dalla sfera di controllo di Prachanda, leader del Partito Comunista Nepalese (Maoista), non fanno che alimentare i dissidi, già forti in precedenza, all’interno dell’Assemblea Costituente che ha il compito di redigere la Carta Costituzionale del paese asiatico, momento necessario, che segnerà la conclusione di un percorso iniziato più di un decennio fa con la rivoluzione intrapresa da Prachanda e dai suoi compagni maoisti.”
Riflettendo su di essa…
ma allora, il problema del disordine e del malcontento popolare non era rappresentato dal Re e dalla Monarchia ! Sbaglio ?
I disordini ed il malcontento all’interno del Paese ed attribuiti all’arretratezza della Monarchia Nepalese sono presenti anche dopo la proclamazione della repubblica, anzi veniamo a sapere da questa onesta “firma” che si è creato anche un fronte di proteste religioso (prima inesistente), che si affianca intrecciandosi al problema politico.
Il capo dei Maoisti di ieri, e presidente della repubblica oggi, non ha più il controllo dei suoi terroristi con cui ha “realizzato” la repubblica.
I dissidi all’interno dell’Assemblea che deve redigere un documento costituzionale aumentano invece di sopirsi.
Siamo insomma di fronte, ad una situazione che definire critica è davvero poco.
Mi auguro di sbagliare, ma essendo scarse le tradizioni democratiche di questa piccola neo-repubblica, prevedo in ordine, una rapida involuzione in guerra civile prima e in dittatura poi. Logica conseguenza di ogni repubblica in preda al caos determinato dagli insaziabili interessi di potere che scaturiscono all’alba della loro distribuzione, dovuti al vuoto istituzionale creato e dalla mancanza di un arbitro super partes sempre necessario al buon funzionamento di una società.
Quando ciò avrà a succedere, oltre al popolo, che pagherà come sempre il prezzo più alto per l’arroganza altrui, avranno a pagare anche tutti coloro che sulle ali dell’opportunismo politico hanno voltato le spalle alla Monarchia secolare del Nepal, aprendo colpevolmente le porte ai terroristi, ed all’ideologia dell’inganno repubblicana.

14.01.2009 - Alberto Conterio