venerdì 19 aprile 2013

Ipocriti senza buon gusto



Ipocriti senza buon gusto

19 aprile 2013

Assistiamo da settimane allo spassoso quanto deleterio teatrino dei politicanti di questa repubblica e da ieri giovedì 18 aprile, si è aggiunto lo spettacolo (quasi in diretta tivvù) delle vergognose elezione del Presidente della repubblica.
La prima votazione, preceduta da qualche settimana di intensi sotterfugi, addomesticamenti, accordi, scambi di favori, balletti e cotillon, seguiti, pubblicizzati e divulgati dagli organi di informazione supini al regime, come un varietà o un cabaret (purtroppo mancano le ballerine seminude: prego prendere nota per la prossima volta…) non hanno portato a nulla, tanto che oggi venerdì 19, alla quarta votazione la confusione tra i partiti è stato l’unico vero risultato.


Inutile ricordare che, il programma offerto da questa repubblica, soprattutto negli ultimi 15 mesi, è di uno squallore disarmante, …direi incredibile. Tutti urlano, tutti hanno ragione, tutti vorrebbero, ma nessuno sembra in grado di fare qualcosa per evitare che il mondo intero rida di noi o ci prenda in giro. Silenzio assoluto naturalmente sul duplice colpo di Stato dell’attuale Presidente Giorgio Napolitano, il primo per insediare Mario Monti (senza essere stato eletto) a Presidente del Consiglio - in spregio al voto popolare - nel novembre 2011, il secondo, da marzo 2013, nel prorogare (anche questa volta, in spregio al voto popolare) con ogni mezzo possibile lo stesso governo del Professore, ormai fuorilegge anche per i costituzionalisti di manica più larga.
Questa è la repubblica incensata sui libri di scuola!?

A causa di questa “religione”, di questo virulento malanno, le parole liberta, legalità e fraternità, hanno perso completamente il loro primitivo valore facendo risaltare senza ombre la superiorità dell’istituto monarchico, che grazie all’ereditarietà della carica del Sovrano a Capo di Stato, o meglio alla rappresentanza super partes dell’intera Nazione, evita il mesto spettacolo e le spese che abbiamo l’onere di dover sopportare ogni sette anni. Una barbarie, totalmente separata dalle necessità e dal sentire comune, lontana chilometri dall’idea stessa di democrazia.
Le elezioni del Presidente, sono quindi una vergognosa recita, per “onorare” il dogma repubblicano di “scegliere il migliore”, soltanto per poter continuare indisturbati a curare gli interessi delle parti e del potere…
Un sistema ideologico obsoleto, al collasso, soprattutto in questo momento di grave crisi. Un momento storico, in cui sarebbe necessario poter disporre davvero di un arbitro sopra alle parti nell’interesse della gente soltanto.

Che trionfi il “mortadella” dunque, o che svetti il “baffino”, oppure che venga eletto il Conte Mascetti, …quello della supercazzola, poco importa a me e a buona parte degli italiani, che nel Quirinale di oggi, non si riconosce più. Persone disilluse che vedono in questa repubblica, soltanto un costo ed un impedimento, non un valore aggiunto. Quest’anno il 2 giugno, si suonino più piano le campane, non c’è davvero nulla da festeggiare.
Mentre isserò come ogni anno, il tricolore del Risorgimento e del Regno, sentirò si forte e profondo, l’orgoglio di essere monarchico.

Viva il Re, viva l’Italia, viva Casa Savoia!

Alberto Conterio

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