giovedì 29 gennaio 2015

Le elezioni della vergogna



Le elezioni della vergogna

L’elezione del “nuovo” Presidente della repubblica, riporta – dal mio punto di vista – in evidenza la contraddizione principale della logica repubblicana, che vede primeggiare il compromesso sulla meritocrazia, al contrario di quanto viene furbescamente propagandato.
In questi anni, i seguaci della setta mazziniana, hanno invano tentato di lavarci il cervello asserendo che la repubblica è da preferirsi alla Monarchia in quanto la scelta del Presidente cade sulla migliore personalità del momento. A smentire ciò, basta ricordare persone piccine piccine come Saragat, Pertini, Scalfaro e Napolitano. Non credo fossero il meglio delle possibilità disponibili nelle loro rispettive epoche. Con questo non desidero fare la critica alle persone, che nel ruolo assegnatogli, hanno dato “il massimo”. Voglio fare invece, una critica al sistema…  

Da bambino, il nonno mio, mi portava spesso al mercato del bestiame di Chivasso, che al tempo era ancora una piazza importante per tutti gli allevatori dell’alto Piemonte che volessero vendere o comprare delle vacche. Tra una stretta di mano, un promessa verbale e un bicchiere di vino, nell’arco temporale di una mattinata si facevano gli affari, e poi si andava, contenti e meno contenti, in osteria a fare pranzo. 



Questo sembra l’elezione del Presidente della repubblica. Un mercato della vacche, dove chi vende e chi compra, ha un solo scopo: fare il proprio interesse. 

Ora cari amici repubblicani, se il senso della vergogna non vi ha ancora sfiorato per l’imbroglio al referendum istituzionale del 1946, se non vi ha segnato il carattere l’elezione di personaggi discutibili come Pertini e Scalfaro, e se non vi ha lasciato un segno sul fisico l’aver dovuto sopportare per  nove lunghi anni il Senatore Napolitano con le sue petulanti predice, credo che l’Italia e il popolo italiano non meriti il mercato di palazzo di questi giorni di gennaio 2015.

Il tempo sprecato nel cercare la “persona giusta” per essere sufficientemente di parte, sufficientemente interessata ai privilegi del palazzo stesso, sufficientemente impreparato da non essere in grado di intervenire in difesa del popolo su scelte impresentabili o sufficientemente preparato per guidare il corso della politica italiana verso obiettivi tracciati fuori dall’Italia stessa, nell’interesse di tutti tranne che del popolo su citato, non sarebbe dovuto se avessimo ancora la nostra Monarchia. La Monarchia Sabauda che l’Italia ha unito dal nulla, e che ancor oggi resiste unita nonostante la repubblica.

In Paesi come Spagna e l’Olanda, dove i rispettivi Capi di Stato hanno avuto l'intelligenza disinteressata di mettersi da parte quando hanno compreso che il loro tempo era passato, è stata necessaria una sola sessione mattutina dei rispettivi Parlamenti per ratificare la salita al trono del nuovo Sovrano.
A questi popoli è stato risparmiato il triste e vergognoso spettacolo nostrano del mercato delle vacche. A questi popoli è stato garantito in automatico il rispetto delle regole democratiche sulle quali tutti i Paesi civili dovrebbero poter sempre contare, anche quando non fa comodo alla casta della politica.

Pertanto, essendo assolutamente disinteressato “all’evento”, che giudico dannoso almeno quanto l’epidemia di influenza spagnola di storica memoria, desidero fare tanti auguri a tutti coloro che ancora credono all’utopia mazziniana, e allo stesso modo, tanti auguri ai bambini che credono in Babbo Natale.
Se venisse eletto Topolino o Pippo, almeno a loro strapperemmo un sorriso sincero!

Alberto Conterio - 29.01.2015

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