domenica 2 maggio 2010

Spicciola situazione di una politica malata

Se la campagna elettorale delle “regionali” si era trascinata stanca, appena ravvivata dagli scandali sulle liste in Lombardia e Lazio, il dopo elezioni si rivela invece elettrizzante.

Certo gli elettori della compagine di “centrodestra” appaiono i più confusi.

Fini Gianfranco e Berlusconi Silvio si son dati da fare per calamitare l’attenzione. Che fossero gelosi della Lega Nord ? Abbiamo visto in diretta la baruffa di vertice al consiglio direttivo del Pdl. Uno spettacolo poco edificante, soprattutto se si pensa al calibro politico di Fini. Non pare vero, che si sia ridotto a tanto, ma quando un uomo, per restare in sella, da anni svende i suoi valori di origine, attaccarsi alle briciole per litigare con il Presidente del Consiglio appare davvero stupido. Questa e la politica espressa dalla “nostra” repubblica evidentemente !

Tra gli oppositori, Di Pietro, detto anche “discorotto” …non ha cambiato il suo brano musicale. Il PD invece… pure ! I suoi uomini “migliori” infatti, neppure sui problemi interni del Pdl, riescono a dire due parole due in accordo tra loro. Non resta che ridere ? …al contrario invece, occorre piangere, perché gli unici che traggono ancora profitto da ciò, sono gli uomini della Lega Nord.

Alla Lega Nord infatti, il vantaggio è dato dalla semplicità primordiale della loro sub-cultura locale e localistica, che vede nel litigio interno dei due ultimi e più grossi movimenti politici a respiro nazionali, l’occasione di strappare altri voti, per poterli in futuro raggiungere se non superare.

Sciolti questi, al popolo italiano non restano che gli urlatori di paese, pronti a sbranarsi ognuno per il proprio campanile o per il proprio miserevole cortiletto.

Cantano felici “uber ales” i cugini tedeschi, che divisi per anni, si sono volentieri riuniti - mica imbecilli loro - per poter pappare il resto della finta Europa pezzo a pezzo, anzi pezzettino a pezzettino. Dopo la Grecia strangolata, hanno già inquadrato bene nel mirino la loro prossima vittima. Tolto l’ingombro dell’Unità Nazionale, alla nostra penisola non resterà che ricominciare a servire come un tempo, il padrone straniero.

Ma agli elettori italiani sembra importare nulla. La disaffezione provocata nella gente da queste istituzioni repubblicane li ha resi ormai insensibili e privi di idee. Auguri, ne abbiamo tanto bisogno.

02.05.2010 - Alberto Conterio

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