giovedì 16 settembre 2010

L'implosione di una società


L’Italia, l’Europa, il mondo globalizzato

Guardando alla situazione politica ed economica del nostro Paese, viene da scrivere che questa nazione sia ormai arrivata alla fine della sua storia. Siamo stati una meteora meravigliosa, che ha descritto in cielo una traiettoria ampia. Per alcuni istanti, la sua luce ha offuscato tutte le altre, poi il declino verso l’orizzonte. L’oscurità prenderà presto il sopravvento ?
È difficile fare una previsione. Intanto guardando al resto del pianeta, ci si rende conto che la crisi economica in corso, non investe tutti allo stesso modo. Anzi, essendo onesti, gran parte della popolazione di questo pianeta, sta oggi sviluppandosi in modo energico e travolgente. Basti pensare alla Cina, l’India, ma anche Brasile, Sud Africa e Russia hanno tutti ritmi elevatissimi di crescita e future possibilità di sviluppo ulteriore. La realtà è che a soffrire la crisi, è solo la tanto decantata civiltà occidentale, ed in essa soprattutto la vecchia Europa.


L’Europa, vera locomotiva trainante mondiale fino al termine del primo grande conflitto, ha operato sensibili cambiamenti evolutivi della sua civiltà generale (di insieme) per tutto il diciannovesimo e ventesimo secolo. Ricordiamo brevemente il passaggio dalle monarchie assolute, a quelle liberali, poi l’avvento delle ideologie politiche. Questi sono stati tutti cambiamenti che hanno portato in dote o dietro di se, cambiamenti epocali, che prevedevano l’azzeramento (o quasi) del sistema precedente anche nelle piccole cose di tutti i giorni e per tutte le fasce della popolazione.
Nel modo di vestire, di pensare, di gestire la ricchezza, di porsi di fronte ai problemi, e nel modo di risolverli. Politicamente soprattutto, la democrazia, pur con tutti i suoi limiti e le sue intrinseche debolezze si è affermata e ha portato - assieme a qualche effetto collaterale dannoso - indubbi vantaggi. La democrazia insomma ha dato forma e forza alla politica, che grazie ad essa è stata in grado di fare progetti a lungo termine, basati su un’idea superiore (ideologica).
Tutto ciò, si è interrotto quando è crollato il muro di Berlino.
Ho vissuto quel momento con stupore e gioia. Così io, così milioni di persone, non abbiamo però compreso, che al cedere di una ideologia o di un sistema basato sulle ideologie occorreva sostituire il vuoto con un sistema ideologico diverso.
E così come era successo alla caduta dell’Impero Romano, nel vuoto causato dal tonfo, ci abbiamo buttato ieri ed oggi, piè illusioni che non hanno evitato all’epoca l’oscurantismo medievale ed oggi il caos.
La libertà di circolazione, la libertà politica, la pace globale, …tutti teoremi magnifici sulla lavagna, quanto inconcludenti nella pratica, hanno permesso che nel vuoto dei campi non più coltivati sia presto cresciuta l’erbaccia, quella cattiva !.
Così il degrado della nostra democrazia. È chiaro a tutti, che la democrazia di cui potevamo far uso 30 anni fa, oggi sia solo un ricordo. È chiaro a tutti che la volontà di un popolo oggi sia molto più velleitaria di quella degli italiani di 50 anni fa. Mi sono chiesto il perché, e la risposta non mi è piaciuta. Perché in nome del compromesso (su ogni cosa), abbiamo ceduto pezzi della nostra sovranità a coloro che appropriandosene, oggi decidono per noi, al di sopra delle nostre opinioni.
Di fatto siamo involuti nella oligarchia più becera e materiale.

Ecco perché da persona che non mai ha visto di buon occhio il socialismo reale ad esempio, rimpiango oggi quell’ideologia (per folle e fallita che fosse) perché ci costringeva a rispondere con altra ideologia uguale e contraria. Questo testa a testa tra le ideologie (grandi progetti politici di società, grandi idee) ha permesso all’Europa di progredire velocemente negli ultimi due secoli e di primeggiare nel mondo. La borghesia contro l’aristocrazia della monarchia assoluta, così come il capitale opposto al socialismo sono stati il motore della nostra “civiltà”
Oggi invece, parlare di ideologie è male, brutto, fuori moda. Con il politicamentecorretto si può non essere d’accordo, ma è meglio non esagerare, non avere opinione troppo diversa per non turbare gli equilibri. Ma di quale equilibrio stiamo parlando ? Il vuoto può rappresentare un equilibrio ?
Di fatto questo mondo lo immaginiamo e lo vorremmo senza più guerre e senza differenze, di benessere per tutti, dove tutti possono dire e scrivere ciò che vogliono, dove tutti possono fare il lavoro che desiderano tra le infinite possibilità offerte da un mondo senza più barriere e pregiudizi.
Sembra quasi che, i “sogni deliranti” del comunismo oltrecortina imploso su se stesso 20 anni fa, continui a vivere in tutti noi e tutti i giorni no ?

In realtà ci siamo ingabbiati in un “sogno” e ci sentiamo tutti soli, perché non possiamo più sentirci parte di “progetto” !

Non è un caso che dal 1989 in avanti, sono aumentate le frizioni tra i vari paesi Europei. All’interno dell’area EU, nonostante i nuovi ingressi e le aperture ad est, si parla sempre più spesso di club dei più forti o di gruppi a diversa velocità. All’interno degli stessi stati membri poi, lo scontro di classe  è stato sostituito da più scontri sociali, che vede (per fare degli esempi limpidi) i liberi professionisti contro i dipendenti, ma tra i dipendenti, coloro che operano nel settore privato sono ai ferri corti con coloro che fanno parte del comparto pubblico. Poi i dipendenti a contratto indeterminato sono contro i precari, così come i commercianti sono contro gli ambulanti. Stiamo insomma vivendo la guerra di tutti contro tutti, dove a guadagnarci immensamente sono pochi oligarchi fuori controllo, non solo del sistema democratico di ogni stato, ma addirittura dei governi degli stessi stati sovrani.

Per cercare di inquadrare una situazione che ritengo scandalosa, un ultimo esempio… quando la Grecia ad inizio 2010, è diventata un problema europeo, (e ci sarebbe da scrivere un libro sul come lo è diventato) il popolo greco, non solo non ha potuto dir nulla e decidere nulla, ma ha anche dovuto subire l’onta, di vedere il proprio governo, prendere dei rimproveri e attuare interventi dettati da organi soprannazionali potentissimi (vedi BCE) che nessuno ha mai eletto.
Ora si può pensare che i governi greci abbiano sbagliato negli ultimi tempi, ma siccome la Grecia da anni fa parte della Comunità Europea, dove la BCE, fa e disfa il bello e il cattivo tempo, diventa difficile credere che coloro che dovevano ieri operare il controllo, oggi si ergano al di sopra di tutti rimproverando e applicando punizioni senza avere interesse.
E ancora, …è possibile che in una società che si definisce democratica, la BCE stia al di sopra della volontà popolare… addirittura sopra alla volontà dei governi senza che i suoi responsabili siano controllati o gestiti tramite elezioni da nessuno ?
Ma il diritto divino ed ereditario sempre imputato alla monarchia quale difetto originale, per questi signori e questi organismi, non vale ? Dove sono finiti i nostri “amici” repubblicani ?

Passo a passo questi oligarchi, hanno preso possesso della nostra “civiltà del compromesso”, ed in silenzio hanno sostituito una società basata sul lavoro delle persone e di scontri sulle idee in una società sul guadagno delle imprese prima e della finanza poi, dove gli scontri sono ormai localizzati sulle differenze tra singoli individui. In questa società il popolo vale meno di un titolo in tracollo alla Borsa di Londra, perché quello (il titolo), con la giusta soffiata della lobby interessata, domani più valere una fortuna.
Occorre quindi riappropriarci della nostra democrazia, “inventando” un sistema diverso, perché non è più possibile tornare al vecchio, in quanto il mondo nel frattempo è andato avanti, è cambiato si è evoluto !
Per fare ciò, almeno nel nostro Paese, occorre qualche punto fermo. Un’idea di lungo periodo per attuare una politica pacata ma ben definita e netta nelle scelte, che non tenga conto dei bisogni e dei guadagni immediati, che permetta alla gente di sentirsi coinvolta nel tempo, che provi insomma l’orgoglio di sentirsi parte di un’idea comune.
La stabilità istituzionale offerta da una moderna monarchia che tragga legittimità dalla difesa del giusto, insensibile agli interessi della politica, la consapevolezza dell’origine cristiana dalle nostre radici, l’orgoglio dato dalla nostra storia che ci rende adulti in questo mondo di esordienti, ed un progetto nazionale che miri nuovamente al lavoro della gente non al guadagno della finanza sono la base di partenza minima indispensabile.
Occorre avere questo coraggio, perché non abbiamo altre possibilità. Non sarà politicamentecorretto certo, …ma la selezione naturale non è stata abolita, anzi resta una delle “leggi” più efficienti della natura, e noi dobbiamo sottrarci ad essa mutando secondo necessità !

Alberto Conterio - 16.09.2010

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