giovedì 25 ottobre 2018

Dalla retorica all’orgoglio di essere italiani


Dalla retorica all’orgoglio di essere italiani

La retorica pacifista, globalista, modernista o qualunquista, inquinerà anche quest’anno, l’anniversario della nostra vittoriosa quarta guerra di indipendenza nazionale, …leggasi, prima guerra mondiale. Anzi proprio perché sarà il centesimo anniversario di questo importante avvenimento nazionale, verrà obbligatoriamente decontestualizzato dal suo periodo storico e ideologizzato secondo il pensiero unico dominante oggi. Il politicamente corretto!


Se amiamo la verità, se proviamo l’orgoglio di essere italiani nonostante tutto, se siamo donne e uomini che si sentono tali però, queste buffonate non devono turbarci, ma, non devono nemmeno renderci insensibili al torto che verrà compiuto nei confronti di chi allora, è morto o è rimasto seriamente ferito e mutilato per la Patria!
Perché scrivo questo? Perché da anni, parlare di Vittoria nella grande guerra, non è di moda. Suona male. Appare sporco, negativo!
Oggi si può parlare di ogni cosa. Ad esempio, si può essere considerati esempi per le nuove generazioni, parlando di uso depenalizzato delle droghe leggere, oppure di diritto all’aborto, così come non si fa peccato a ridicolizzare la nostra tradizione cristiana… guai però a provare il giusto senso di orgogliosa appartenenza ad una comunità che trae forza e valori, ricordando chi seppe vincere con la volontà e il sacrificio, la grande guerra mondiale 1915 - 18!
Qualche tempo fa, un ridicolo giornalista di una ridicola testata a tiratura nazionale, osò scrivere che la prima guerra mondiale, non era stata una guerra di eroi, ma solo una guerra di individui costretti con la forza a farsi ammazzare in nome delle logiche e degli interessi delle classi al potere. Costui non solo si sbagliava storicamente, discriminando le migliaia di figure che eroicamente avevano deciso di immolarsi volontariamente in nome e per amore della nostra Patria, (due nomi su tutti, Nazario Sauro e Cesare Battisti) ma si sbagliava anche a livello generale. Imperdonabile e ancor più grave il suo errore da questo punto di vista, perché se e vero che molte persone erano state costrette a combattere e morire in battaglia contro la loro volontà, proprio a loro spetterebbe il titolo di eroi. Non di meno e non di più.
Cento anni fa è stata scritta un’epopea che non abbiamo il diritto di mortificare con le assurdità e le vergognose lagnanze d’oggi. A noi oggi, forse uomini e cittadini migliori (ma non credo) spetta, il compito di ricordare con la mente aperta, non di giudicare con mente ottenebrata dalle ideologie e dalle mode correnti.
Siate coscienti: il quattro novembre quest’anno, si ricorderà che un secolo fa prese avvio una nuova era. Fu il momento in cui tutti gli italiani si sentirono tali e scoprirono di essere un popolo compiuto, al pari di altri popoli d’Europa. Anzi più degli altri popoli, perché avevamo finalmente tirato una riga sotto al computo di oltre 25 secoli di storia e civiltà ininterrotte. Questi, sono valori che non passano di moda. Questi sono valori, che dovrebbero (se valorizzati) permetterci di dare il giusto peso e corretta importanza a chi pretende di giudicarci sulla base dei risultati elaborati da un’agenzia di rating, dalla Commissione europea o da uno dei suoi arroganti e folcloristici galoppini.
Desidero concludere, citando le parole, sempre valide, di uomo, che dall’alto dei suoi 152 cm di statura, ha dimostrato con la sua virile volontà di essere una spanna abbondante al di sopra di tanti blasonati suoi e nostri contemporanei:  
“Italiani, cittadini e soldati !
Siate un Esercito solo. Ogni viltà è tradimento, ogni discordia è tradimento, ogni recriminazione è tradimento. Questo mio grido di fede incrollabile nei destini d'Italia suoni così nelle trincee come in ogni più remoto lembo della Patria; e sia il grido del popolo che combatte e del popolo che lavora.”
Lo stesso popolo che vinse allora, a distanza di un secolo, è chiamato a combattere e a lavorare con orgoglio perché l’Italia possa vincere anche oggi, per tutti gli italiani!

Aberto Conterio - 25.10.2018

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