martedì 13 novembre 2018

Altro che pericolo per la libertà di stampa


Denunciato l’inganno
Altro che pericolo per la libertà di stampa

In occasione delle “storiche” buffonate, promosse in passato dai giornalisti in Italia a favore della libertà di stampa, mi ero già negativamente espresso a suo tempo, parlando di “giornalai e interessi di parte”.
È così che, quando il vice Premier Di Maio qualche giorno fa, si è scagliato con veemenza contro i media nel nostro Paese, ho provato soddisfazione, perché come giornalista non mi sono sentito offeso dalla verità! 


Parlare di libertà di stampa a rischio, quando in televisione imperano persone del calibro di Parenzo, Telese, Fazio, Floris, Santoro, Gruber, Annunziata e tutta un serie di lacchè e pennivendoli di grado inferiore che quotidianamente insultano la professione nobile del giornalista, su ogni rete e canale, sia essa Rai, Fininvest o altre minori, equivale a recitare una barzelletta, alla quale ormai nessuno crede più. È non è neppure una novità degli ultimi anni, in quanto dalla notte dei tempi ad esempio, i torinesi hanno sempre identificato il quotidiano cittadino La Stampa (a tiratura nazionale) con il significativo appellativo di “Busiarda” …bugiarda!
Vero è, che negli ultimi lustri, “grazie” alle nuove tecnologie, fare il copia incolla delle notizie “preparate in laboratorio” e pubblicare infinite volte le stesse, o dargli maggior risalto, è diventato estremamente facile, divertente anche. E se prima ciò doveva necessariamente passare dal responsabile di una redazione, oggi, per servire l’obbligo della “velocità” anche l’ultimo giornalista in erba può intervenire direttamente nell’arena dell’informazione senza quasi nessun controllo. O meglio, sotto controllo!
Situazione annosa, che un vero professionista dell’informazione quale il nuovo quanto già osteggiato Presidente della Rai, Marcello Foà, ha ben tracciato ed evidenziato nel suo recente libro “Gli stregoni della notizia - Atto secondo”. Quindi l’ipocrisia di queste ore, di scandalizzarsi alle dichiarazioni di Di Maio, non hanno fondamento alcuno, se non evidenziare una volta ancora, l’isterismo nel quale “il sistema” è caduto dopo il 4 di marzo di quest’anno… presidente della repubblica in primis!
Non facciamoci quindi ingannare da chi spernacchierà in piazza in questi giorni a favore della libertà di stampa, contro il rischio di dittatura e altra aria fritta similare. Ridiamoci su…
Chi di bufale ferisce, di bufale perisce.
Stiamo attenti invece, attentissimi, a chi, in nome delle “Fake News”, cioè delle balle spacciate per verità in rete, vorrebbe mettere un bavaglio alla rete stessa.
Costoro, guidati dalla Commissione Europea, sono “il pericolo” alla libertà e alla democrazia, non il vice premier Di Maio!

13.11.2018 - Alberto Conterio
 

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