martedì 2 settembre 2008

Riflettendo su Mazzini e le presidenziali USA

Quasi una barzelletta le presidenziali americane mettono bene in risalto (in chi vuol vedere) l’assurdità odierna del sistema repubblicano. Pur immaginando di non dover subire l’ormai giornaliero collegamento di aggiornamento dagli USA con l’evidentissimo trattamento di riguardo offerto dai nostri media per Obhama, (perdendo l’ennesima occasione d’apparire sopra le parti) non si può non sorridere schifati da tanta ipocrisia e spreco di oltre oceano. Mc Cain ed i Repubblicani non ci è dato di conoscerli , ma per quanto riguarda i Democratici sappiamo che sono stati spesi ad oggi decine di milioni di dollari in questi mesi in battaglie verbali tra Lady Clinton e Obhama, per poi stringere tra essi un accordo. Hanno detto e dichiarato tutto ed il contrario di tutto alla ricerca del sesso degli angeli che permettesse di accaparrarsi il voto singolo necessario a prevalere l’uno sull’altra pomposamente mossi dal vento della “Democrazia” che appare sempre più spesso (soprattutto in USA), un accordato strumento pubblicitario per costringere i cittadini a “comprare” il prodotto più Trend del momento.
Di fronte a tanto squallore e a tanta manifesta ignoranza di un popolo senza storia e senza cultura si fa più forte in me, l’invidia per quei popoli che evitano tutto ciò stretti intorno ai loro Sovrani.
Perfino il mercanteggio e gli intrallazzi della nostra più gretta, radicata ed interessata classe politica diventano seri nell’elezione dovuta ogni sette anni per il Quirinale.
Voltandomi verso quelle Democrazie che compiute davvero e garantite dai correttivi offerti alla partitocrazia ed agli interessi delle multinazionali ormai veri surrogati dello Stato nello Stato dall’Istituto Monarchico, non temo d’essere smentito dichiarando quanta meno giustizia e più spreco rappresentino le Repubbliche nel mondo, inficiando il funzionamento corretto dello Stato ed in definitiva minando di fatto la libertà stessa dei cittadini.
Compatendo il povero Mazzini per ora, non ci resta che riflettere.

02.09.2008 – Alberto Conterio

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