martedì 1 febbraio 2011

Diciamo la verità sulla Comunità Europea !

Diciamo la verità sulla Comunità Europea !

I documenti pubblicati dall’ On. Oreste Rossi, membro della Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare al Parlamento Europeo di Strasburgo, di cui alleghiamo per brevità la sola lettera riassuntiva,  che dimostrano quanto poco conveniente sia per l’Italia far parte dell’Unione Europea, dovrebbero farci sorgere la sola domanda logica possibile :

Se ogni Paese appartenente alla Comunità Europea pretendesse di incassare quanto versato, a cosa servirebbe mai la Comunità Europea ? Ognuno si tiene quel che ha e tanti auguri a tutti !


Riflettere su questa semplice domanda porta in risposta a comprendere un’altra banalità taciuta o accuratamente occultata dalla politica asservita alla finanza… e cioè che a bilancio pari a zero, tra dare e avere, la Comunità Europea non serve a nulla ! Compreso ciò, dovremmo poi riflettere e comprendere pure che :

1)      che la legge dei fluidi e dei vasi comunicanti trova applicazione nella Comunità Europea, perché dovremmo sapere che, se mettiamo in comunicazione nello stesso calderone alcuni paesi ricchi (tra cui l’Italia) e alcuni paesi poveri (l’elenco è lungo) non otteniamo che tutti i paesi diventano ricchi, ma al contrario, otteniamo che tutti “fanno la fame” mentre le banche si arricchiscono di più e più in fretta di prima.
2)      che il progetto della Comunità Europea è un aborto, perché in cambio della “pace perpetua” tra i paesi comunitari, permette ai signori della finanza di comandare, mentre i popoli che oltre alla ricchezza, perdono anche la loro sovranità e dignità, si avviano in futuro allo strisciante scontro sociale globale e continuo.

Visto che quanto ho scritto sopra non può essere smentito in quattro parole, ma occorre una conferenza con svariati relatori del calibro dialettico di Giuliano Amato per darci l’impressione momentanea che l’Unione Europea è conveniente soprattutto per noi italiani (guarda caso), sarebbe il caso che cominciassimo a chiedere o meglio a pretendere di avere nomi e cognomi dei criminali responsabili di questo disastro planetario. Ho scritto planetario, perché quando il bubbone scoppierà, non vi saranno confini europei che tengono, e tutta la nostra “civiltà” sarà travolta e rimessa in discussione, come le nostre utopiche libertà, la nostra ricchezza, il nostro sistema sociale, la nostra religione e la nostra sovranità ! Qualche avvisaglia l’abbiamo avuta di recente con la povera Grecia, e un forte ridimensionamento delle aspettative degli irlandesi. A proposito, abbiamo la possibilità di conoscere quanto le lobby finanziarie di questi paesi hanno realmente perso in questo frangente ?

Non sono un appassionato di cinema, ma ricordo un film di fantascienza di tanti anni fa, di quando cioè ero un ragazzino di 14 o 15 anni ! Due pianeti abitati e orbitanti vicini alla stessa stella, erano stati nei millenni in perenne guerra tra loro con enormi distruzioni e spargimenti di sangue. Diventati sempre più progrediti, i rispettivi governanti, stabilirono di regolare la guerra su nuove regole. Più nessun attacco indiscriminato e imprevisto, ma una conta ipotetica di morti e distruzioni operata da due computer comunicanti tra loro a cadenza prestabilita. Le persone ipoteticamente morte nell’attacco virtuale, venivano scelte a caso tra la popolazione del pianeta, e spontaneamente queste, si recavano negli smaterializzatori per essere igienicamente eliminate, senza procurare disturbo e reali distruzioni per coloro che restavano.

Ecco, …questa è la Comunità Europea, ci hanno tolto la dignità della competizione tra Nazioni con la scusa della pace, per poter gestire indisturbati e totalmente senza rischi, la loro finanza, e con essa tutto il potere disponibile o che si renderà disponibile in futuro.
E’ una vergogna da denunciare ogni volta possibile, …sono 10 anni che scrivo e ripeto che non mi sento Euroscettico, semplicemente perché sono sempre stato e sono ora sempre più convintamene Eurocontrario !

Alberto Conterio – 01.02.2011

Nessun commento: