venerdì 10 gennaio 2014

Sul Messaggio di fine anno del Principe Vittorio Emanuele



Sul Messaggio di fine anno del Principe Vittorio Emanuele

Passati 10 giorni ormai dalla fine dell’anno 2013, dopo aver letto più volte lo splendido messaggio di fine anno di SAR Vittorio Emanuele diSavoia, ho creduto opportuno scrivere una riflessione in merito:

Il messaggio di quest'anno mi è parso subito particolarmente significativo in quanto tratta diversi argomenti "scoperti" che la politica italiana... anzi repubblicana stenta non solo a risolvere ma addirittura a trattare. Per vergogna forse.


Mi riferisco alla situazione del governo attuale naturalmente. È chiaro a tutti sanno che quello che abbiamo non è un governo, ma un direttorio imposto dall'Europa, e viviamo con la paura (inventata) che tornare al voto sarebbe una sciagura. Bene, Vittorio Emanuele, restituendo simbolicamente la sovranità al popolo d’Italia e all'Italia stessa scrive chiaramente " ...senza avere timore di ricorrere a elezioni anticipate qualora ve ne fosse necessità." Ritengo che sia una frase di una importanza incredibile, non solo perché ci restituisce la democrazia oltre alla sovranità, ma sbugiarda il presidente della repubblica e il presidente del consiglio quando asseriscono (convinti?) il contrario!

Altro argomento: ci siamo davvero dimenticati dei nostri soldati in India. E' ormai evidente. Questa repubblica, non solo non è stata capace di recuperare i due servitori suoi, ma fa di tutto per dimenticarseli. Bene, Il Principe scrive " Casa Savoia vi è vicina..." Attenzione, non ha scritto “io vi sono vicino”, ma Casa Savoia, cioè la monarchia per eccellenza, …insomma, l'opzione a questa repubblica.

Personale opinione poi, che un altro passaggio importantissimo, sia la commemorazione del 100° Anniversario della Grande Guerra. Utilizzato da SAR Vittorio Emanuele per sottolineare, come il nostro passato non possa colpevolmente essere dimenticato, ricordando che Re Vittorio Emanuele III, risulta ancora esiliato. Anche su questo punto, il nostro Principe, non ha fatto un appello generico affinché i Sovrani sepolti all’estero siano riportati in Italia, ma ha rimarcato che il Re Soldato, cioè il Sovrano simbolo della nostra storia e delle salme di tutti i Sovrani italiani in esilio, non riposa ancora al Pantheon di Roma!

In chiusura, un veloce riferimento alla recente sciagura della Sardegna e all’Arma dei Carabiniere completano il messaggio, facendo in modo che l’intera popolazione Italiana e tutti i servitori fedeli dello Stato si sentano parte integrante della Patria nel suo insieme. Una comunità.

Sono passaggi a mio parere molto importanti e profondi, che fanno di questo Messaggio di fine anno uno dei migliori degli ultimi anni. Forse il vento comincia a cambiare davvero, e la parola "speranza" che il Principe nostro ha citato nelle prime righe del suo scritto, torna per suo merito ad essere presente nel nostro vocabolario.

Che il Signore onnipotente protegga la vita, la salute e le fortune del nostro Principe e quindi della nostra Patria.

Alberto Conterio - 10.01.2014