Forza o Diplomazia?
Gli europei sono rimasti alla politica della cannoniera…
Quando il 9 novembre 1989, cadde il muro che divideva Berlino in due, era il mondo che si apriva alla possibilità di cambiare l’assetto che fino a qual momento “governava” il pianeta. Quell’assetto, anche se convenzionalmente lo pensavamo figlio del secondo dopoguerra e serviva da equilibrio tra il blocco Sovietico e noi… in realtà era un assetto “storico” che vigeva da millenni!
L’assetto non era null’altro che l’equilibrio di due possibilità,
Forza e Diplomazia, dove la Diplomazia, era subordinata alla Forza… militare
naturalmente. Così da sempre, dalla nascita della prima civiltà storicamente
riconosciuta, quella dei Sumeri in Mesopotamia fino a quel 9 novembre!
Era quindi logico pensare ed aspettarsi che l’umanità, dopo circa 7.000 anni di sviluppo ed esperienze, avrebbe fatto finalmente ammenda di sé, concentrandosi sulla Diplomazia per risolvere le questioni ancora aperte, ed i problemi, tanti, che ancora attanagliavano il nostro mondo nella sua globalità.
Basta guerre, basta dissidi tra i popoli, basta visioni
nazionalistiche nel senso più letterale del termine nella risoluzione di
problemi che, visti nella sua interezza e globalità appunto, potevano
addirittura non essere più problemi ma opportunità. Pensiamo ad una ricerca
scientifica non più divisa per ragioni politiche in tante strade parallele, ma
incanalata tutta un’unica grande via “veloce” verso “la soluzione” definitiva!
Un sogno insomma!!!
In quel periodo, ci fu anche chi profetizzò addirittura la
fine della storia. Francis Fukuyama, politologo statunitense.
Costui, l’attimo dopo la caduta stessa della prima pietra del muro, fu probabilmente
il primo a sbagliare! Fukuyama, partendo dal presupposto che il processo
di evoluzione sociale, economica e politica dell’occidente,
aveva raggiunto il suo apice, suppose che tutte le differenze sociali,
politiche ed economiche presenti tra i popoli, si sarebbero uniformate liberamente
verso quella stessa forma politica ed economica da lui ritenuta “superiore”.
Errava naturalmente, per supponenza e per mancanza di rispetto verso tutte
quelle società, che nelle loro differenze credevano!
La logica di una sola umanità “uniformata” che procede
verso lo sviluppo ed il progresso era quindi già fallita al suo nascere?
Rispondere si, sembra la risposta corretta e logica, non
fosse altro per i risultati ottenuti a quarant’anni di distanza, ma non è così!
La realtà è ancora peggiore di quello che possiamo
immaginarci. Intanto in questa mia riflessione devo calarmi nella mia realtà.
Io sono Italiano, aimè legato all’Unione Europea e peggio ancora legato a
doppio spago agli stati Uniti d’America. La mia analisi quindi non può che
prescindere da questo “punto di vista”!
Per intenderci, il punto di vista di un cinese, di un
brasiliano, o di un sud africano è sicuramente diverso!
Se per la nostra storia, fino al 1989, la Forza era paritariamente
opzionale alla Diplomazia nei rapporti con il blocco sovietico e/o comunista,
dopo il biennio 1989 - 1991, questa Forza divenne dominante. Le guerre si
moltiplicarono, e l’unica super potenza rimasta, invece di contribuire ad eliminare
le differenze sociali tra i popoli, uso queste differenze a suo vantaggio per
accaparrarsi - con la Forza appunto - ogni risorsa, ogni vantaggio! La
Diplomazia per vent’anni buoni, servì soltanto a ratificare ciò che la Forza si
prendeva da sé. E in questo schifo, abbiamo una grossissima responsabilità noi
europei (quindi anche noi italiani), che per comodità, abbiamo avallato e
legittimato una serie di ingiustizie e abomini quasi infiniti.
Nel frattempo il resto del mondo comprese ciò e prese
nota: la Cina iniziò il suo sviluppo economico, la Russia dopo gli errori di
Gorbaciov ed Eltsin, tirò i remi in barca e prese la sua via di ricostruzione
interna. A loro esempio, molti altri popoli, hanno cercato una loro via, per
quanto possibile “diversa” da quella imposta dalla classica “politica della
cannoniera occidentale”!!!
Oltre a Cina e Russia, non sono poche le nazioni che un
passo alla volta si sono affrancati in parte o del tutto dal sistema imperante
liberal capitalistico occidentale: tra i principali, India, Iran, parte del Sud
America e dell’Africa tra i principali.
Per tutto questo tempo, mentre in occidente si pensava a
come mantenere l’egemonia, spendendo migliaia di miliardi di dollari in armi,
guerre e complotti contro i governi di mezzo mondo, dirottando il lavoro nei
più sperduti angoli del pianeta per interesse e delegando ad altri ogni tipo di
attività non riconducibile alla finanza, gli attori principali di quel mondo
che “resisteva” a questo sistema distopico, ha giocato sul tavolo dei rapporti
tra Paesi con le carte della Diplomazia, per costruire quella “forza diffusa”
fatta di cultura, economia, tessuto sociale e militare che potesse confrontarsi
con l’occidente, almeno su un piano di parità.
Il resto è storia recente… dal 2014 in avanti l’occidente
ha incespicato ovunque, rendendosi conto che la musica era cambiata. Ancora una
volta però, invece di scegliere una strada che portasse ad un adeguamento alla
nuova situazione multipolare, di collaborazione, di sviluppo e progresso, ha
scelto lo scontro.
L’Unione Europea, ancor più degli Stati Uniti d’America,
rappresenta un caso limite di questo ragionamento malato. Ogni volta che ci è
stata offerta l’opportunità di deviare da questo percorso di imbarbarimento, abbiamo
operato scelte ideologiche contro noi stessi umiliando la Diplomazia. In
quarant’anni abbiamo pensato solo a creare denaro dal nulla con una aspetto
finanziario totale e prioritario su ogni altro aspetto della nostra società.
Facendo affidamento sulle armi d’America, abbiamo rinunciare anche alla
maggioranza della nostra Forza perché ritenuta un costo e negli ultimi
vent’anni abbiamo distrutto addirittura la nostra base industriale con scienza
ideologica. Oggi l’Unione europea rappresenta ormai solo una scatola vuota!
Senza Forza, senza risorse, senza amici, senza argomenti, conservando però, la
mentalità di coloro che in passato hanno saputo solo dominare!
In un contesto storico come il presente, dove ogni
centesimo rimasto del nostro denaro dovrebbe essere utilizzato per un piano di
sviluppo economico serio, cercando di rompere Diplomaticamente il nostro totale
isolamento dal resto del mondo, siamo al contrario, riusciti soltanto a varare un
piano di riarmo generale, con lo scopo dichiarato più volte ed
istituzionalmente di “entrare in guerra
contro la Russia nei prossimi anni”!
Sembra impossibile vero?
Se pensiamo che l’Unione Europea possiede molto
probabilmente la classe dirigente più inutile e dannosa della storia
dell’umanità, e che la sua Diplomazia comunitaria e delle singole Nazioni
riflettono questa pochezza di vedute, tutto diventa possibile, anche
l’impossibile purtroppo!!!
Pensiamo a Kaja Kallas, estone (paesi baltici) nominata alta
rappresentante dell’unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza
della Commissione nel 2024. Poteva essere una persona obiettiva, orientata a
politiche di pace nei confronti della Russia? Pensiamo a Luigi Di Maio,
nominato nel 2023 e confermato nel 2025, Rappresentante speciale dell’Unione
europea per il Golfo Persico, un’area di importanza vitale per l’Europa, soprattutto
dopo le scelte in campo energetico dovute alla guerra in Ucraina. Vi sembra una
scelta ragionata, conseguenza delle sue specifiche capacità e conoscenze
geopolitiche?
Dove possiamo pensare di andare quando a livello
Nazionale la politica estera è stata riposta nelle mani di
Antonio Tajani, che durante una puntata della
trasmissione televisiva di Porta a Porta
nell'ottobre 2025, sull’argomento “Gaza” è riuscito a dichiarare che: "il diritto internazionale è importante
ma fino a un certo punto"?
La domanda a questo punto dovrebbe essere: possibile che
i popoli europei non possano aspirare democraticamente ad avere rappresentanti
più capaci?
Invece occorre porgersi quest’altra domanda: dopo decenni
di propaganda martellante, saranno capaci i popoli europei di capire - prima o
poi - che occorre aspirare ad avere rappresentanti più capaci?
I risultati delle ultime elezioni in Ungheria e Bulgaria
hanno dato risultati controversi tra loro, ma occorre essere positivi, perché
in caso contrario, abbiamo solo una certezza: il tempo stringe e la guerra
incombe!
Alberto Conterio - 27.04.2026

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