Interviste ad Alberto Conterio

lunedì 27 aprile 2026

Gli europei sono rimasti alla politica della cannoniera…

Forza o Diplomazia?

Gli europei sono rimasti alla politica della cannoniera…

Quando il 9 novembre 1989, cadde il muro che divideva Berlino in due, era il mondo che si apriva alla possibilità di cambiare l’assetto che fino a qual momento “governava” il pianeta. Quell’assetto, anche se convenzionalmente lo pensavamo figlio del secondo dopoguerra e serviva da equilibrio tra il blocco Sovietico e noi… in realtà era un assetto “storico” che vigeva da millenni!

L’assetto non era null’altro che l’equilibrio di due possibilità, Forza e Diplomazia, dove la Diplomazia, era subordinata alla Forza… militare naturalmente. Così da sempre, dalla nascita della prima civiltà storicamente riconosciuta, quella dei Sumeri in Mesopotamia fino a quel 9 novembre!

Era quindi logico pensare ed aspettarsi che l’umanità, dopo circa 7.000 anni di sviluppo ed esperienze, avrebbe fatto finalmente ammenda di sé, concentrandosi sulla Diplomazia per risolvere le questioni ancora aperte, ed i problemi, tanti, che ancora attanagliavano il nostro mondo nella sua globalità.

Basta guerre, basta dissidi tra i popoli, basta visioni nazionalistiche nel senso più letterale del termine nella risoluzione di problemi che, visti nella sua interezza e globalità appunto, potevano addirittura non essere più problemi ma opportunità. Pensiamo ad una ricerca scientifica non più divisa per ragioni politiche in tante strade parallele, ma incanalata tutta un’unica grande via “veloce” verso “la soluzione” definitiva!

Un sogno insomma!!!

In quel periodo, ci fu anche chi profetizzò addirittura la fine della storia. Francis Fukuyama, politologo statunitense. Costui, l’attimo dopo la caduta stessa della prima pietra del muro, fu probabilmente il primo a sbagliare! Fukuyama, partendo dal presupposto che il processo di evoluzione sociale, economica e politica dell’occidente, aveva raggiunto il suo apice, suppose che tutte le differenze sociali, politiche ed economiche presenti tra i popoli, si sarebbero uniformate liberamente verso quella stessa forma politica ed economica da lui ritenuta “superiore”. Errava naturalmente, per supponenza e per mancanza di rispetto verso tutte quelle società, che nelle loro differenze credevano!

La logica di una sola umanità “uniformata” che procede verso lo sviluppo ed il progresso era quindi già fallita al suo nascere?

Rispondere si, sembra la risposta corretta e logica, non fosse altro per i risultati ottenuti a quarant’anni di distanza, ma non è così!

La realtà è ancora peggiore di quello che possiamo immaginarci. Intanto in questa mia riflessione devo calarmi nella mia realtà. Io sono Italiano, aimè legato all’Unione Europea e peggio ancora legato a doppio spago agli stati Uniti d’America. La mia analisi quindi non può che prescindere da questo “punto di vista”!

Per intenderci, il punto di vista di un cinese, di un brasiliano, o di un sud africano è sicuramente diverso!

Se per la nostra storia, fino al 1989, la Forza era paritariamente opzionale alla Diplomazia nei rapporti con il blocco sovietico e/o comunista, dopo il biennio 1989 - 1991, questa Forza divenne dominante. Le guerre si moltiplicarono, e l’unica super potenza rimasta, invece di contribuire ad eliminare le differenze sociali tra i popoli, uso queste differenze a suo vantaggio per accaparrarsi - con la Forza appunto - ogni risorsa, ogni vantaggio! La Diplomazia per vent’anni buoni, servì soltanto a ratificare ciò che la Forza si prendeva da sé. E in questo schifo, abbiamo una grossissima responsabilità noi europei (quindi anche noi italiani), che per comodità, abbiamo avallato e legittimato una serie di ingiustizie e abomini quasi infiniti.

Nel frattempo il resto del mondo comprese ciò e prese nota: la Cina iniziò il suo sviluppo economico, la Russia dopo gli errori di Gorbaciov ed Eltsin, tirò i remi in barca e prese la sua via di ricostruzione interna. A loro esempio, molti altri popoli, hanno cercato una loro via, per quanto possibile “diversa” da quella imposta dalla classica “politica della cannoniera occidentale”!!!

Oltre a Cina e Russia, non sono poche le nazioni che un passo alla volta si sono affrancati in parte o del tutto dal sistema imperante liberal capitalistico occidentale: tra i principali, India, Iran, parte del Sud America e dell’Africa tra i principali.

Per tutto questo tempo, mentre in occidente si pensava a come mantenere l’egemonia, spendendo migliaia di miliardi di dollari in armi, guerre e complotti contro i governi di mezzo mondo, dirottando il lavoro nei più sperduti angoli del pianeta per interesse e delegando ad altri ogni tipo di attività non riconducibile alla finanza, gli attori principali di quel mondo che “resisteva” a questo sistema distopico, ha giocato sul tavolo dei rapporti tra Paesi con le carte della Diplomazia, per costruire quella “forza diffusa” fatta di cultura, economia, tessuto sociale e militare che potesse confrontarsi con l’occidente, almeno su un piano di parità.   

Il resto è storia recente… dal 2014 in avanti l’occidente ha incespicato ovunque, rendendosi conto che la musica era cambiata. Ancora una volta però, invece di scegliere una strada che portasse ad un adeguamento alla nuova situazione multipolare, di collaborazione, di sviluppo e progresso, ha scelto lo scontro.

L’Unione Europea, ancor più degli Stati Uniti d’America, rappresenta un caso limite di questo ragionamento malato. Ogni volta che ci è stata offerta l’opportunità di deviare da questo percorso di imbarbarimento, abbiamo operato scelte ideologiche contro noi stessi umiliando la Diplomazia. In quarant’anni abbiamo pensato solo a creare denaro dal nulla con una aspetto finanziario totale e prioritario su ogni altro aspetto della nostra società. Facendo affidamento sulle armi d’America, abbiamo rinunciare anche alla maggioranza della nostra Forza perché ritenuta un costo e negli ultimi vent’anni abbiamo distrutto addirittura la nostra base industriale con scienza ideologica. Oggi l’Unione europea rappresenta ormai solo una scatola vuota! Senza Forza, senza risorse, senza amici, senza argomenti, conservando però, la mentalità di coloro che in passato hanno saputo solo dominare!

In un contesto storico come il presente, dove ogni centesimo rimasto del nostro denaro dovrebbe essere utilizzato per un piano di sviluppo economico serio, cercando di rompere Diplomaticamente il nostro totale isolamento dal resto del mondo, siamo al contrario, riusciti soltanto a varare un piano di riarmo generale, con lo scopo dichiarato più volte ed istituzionalmente di “entrare in guerra contro la Russia nei prossimi anni”!

Sembra impossibile vero?

Se pensiamo che l’Unione Europea possiede molto probabilmente la classe dirigente più inutile e dannosa della storia dell’umanità, e che la sua Diplomazia comunitaria e delle singole Nazioni riflettono questa pochezza di vedute, tutto diventa possibile, anche l’impossibile purtroppo!!!

Pensiamo a Kaja Kallas, estone (paesi baltici) nominata alta rappresentante dell’unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza della Commissione nel 2024. Poteva essere una persona obiettiva, orientata a politiche di pace nei confronti della Russia? Pensiamo a Luigi Di Maio, nominato nel 2023 e confermato nel 2025, Rappresentante speciale dell’Unione europea per il Golfo Persico, un’area di importanza vitale per l’Europa, soprattutto dopo le scelte in campo energetico dovute alla guerra in Ucraina. Vi sembra una scelta ragionata, conseguenza delle sue specifiche capacità e conoscenze geopolitiche?

Dove possiamo pensare di andare quando a livello Nazionale la politica estera è stata riposta nelle mani di

Antonio Tajani, che durante una puntata della trasmissione televisiva di Porta a Porta nell'ottobre 2025, sull’argomento “Gaza” è riuscito a dichiarare che: "il diritto internazionale è importante ma fino a un certo punto"?

La domanda a questo punto dovrebbe essere: possibile che i popoli europei non possano aspirare democraticamente ad avere rappresentanti più capaci?

Invece occorre porgersi quest’altra domanda: dopo decenni di propaganda martellante, saranno capaci i popoli europei di capire - prima o poi - che occorre aspirare ad avere rappresentanti più capaci?

I risultati delle ultime elezioni in Ungheria e Bulgaria hanno dato risultati controversi tra loro, ma occorre essere positivi, perché in caso contrario, abbiamo solo una certezza: il tempo stringe e la guerra incombe!

Alberto Conterio - 27.04.2026 

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