Veneto: approvata la legge sul fine vita
Una società allo
sbando verso l’estinzione
La notizia nuda e cruda e che il Consiglio Regionale del Veneto ha approvato la legge di iniziativa popolare sul fine vita, segnando una prima assoluta per una Regione guidata dal centrodestra. Il provvedimento ha ottenuto il sostegno di Lega e Forza Italia, insieme ai consiglieri del centrosinistra, mentre Fratelli d’Italia ha votato contro.
La legge è stata approvata con 32 voti favorevoli, 14 contrari e 5 astensioni. A sostenerla anche l’attuale presidente Alberto Stefani e Luca Zaia, presidente del Consiglio Regionale.
Personalmente non ho un’opinione precisa e definita
sull’argomento così come non ne ho su altri argomenti di carattere etico e
morale, perché ritengo che tanto dipenda da una cornice di contesto, e da variabili
e fattori quasi infiniti, …però qualche domanda me la pongo e in fondo a
pensarci, sono domande che guidano in ultima analisi la mia stessa opinione.
La prima domanda che mi pongo è la seguente: gli elettori di centro destra - o quella cosa lì - avevano eletto questo Consiglio Regionale, votando per Zaia ed i suoi accoliti perché avevano letto e approvato un programma politico che prevedeva la necessità di un tale provvedimento?
No, vero? Infatti questo provvedimento non faceva parte
del programma politico della Lega e della coalizione che hanno portato al
potere Zaia in Veneto, …e allora, con quale diritto è stata approvata? È questo
il livello di democrazia che desideriamo per il nostro Paese?
Poi mi chiedo: com’è possibile che un provvedimento di
questo genere possa essere deciso autonomamente da una regione? Siamo forse un
Paese federalista? Ciò vuol dire che se io vengo ricovero in Veneto posso
ottenere qualche cosa che non posso ottenere in un’altra regione? Non è
discriminazione questa?
Infine mi vengono alla mente alcune considerazioni di
diverso carattere…
Si comincia con i malati terminali per pietà - poi come
in Canada - ad un anziano all’ospedale, visto l’alto costo, gli offriremo di
farla finita …per risparmiare? Ma lo sappiamo che dopo 7 anni dall’approvazione
di quella legge in Canada, l’anno passato si sono registrate più di 16.000
morti assistite? …la quarta causa di morte del Paese!!! Erano tutte persone
malate terminali che avevano il solo desiderio di morire o a maggioranza erano
persone alla quale lo Stato e la Società risultante da questo Stato, non hanno
dato loro altre possibilità che farla finita?
Questa legge dunque, subito dipinta come una conquista di
libertà, è a mio avviso la porta alla schiavitù!
Perché si comincia così, con il sorriso sulle labbra… basta
esserne consapevoli!
Vi faccio un altro esempio terra terra e più o meno sullo stesso argomento: la moda della cremazione dopo la morte, è forse da ritenersi una consapevole presa di posizione della popolazione, o il risultato di anni di propaganda subdola mirante a liberare spazio nei cimiteri?
Provate a pensarci… è una nostra consapevole necessità
impellente e ragionata quella di richiedere la cremazione una volta defunti? Ne
siete sicuri? Dov’è finito il rispetto sacro del corpo di un defunto che fa
parte della nostra millenaria cultura?
E avanti di questo passo!
Con la dovuta “preparazione” dell’opinione pubblica
potremmo presto ritrovarci alla presentazione di Leggi che prevedano la morte
assistita per “vita completata”, come succede in Olanda ad opera del partito
D66, il partito dei democratici liberali olandesi. Costoro hanno presentato in
Parlamento una nuova versione della legge per il suicidio assistito per “vita
completata”, già tentata e bocciata in passato. Se approvata, consentirà l’aiuto
di stato alla morte a persone di almeno 75 anni che non hanno i requisiti per
accedervi - non sono malate - ma mostrano un desiderio “attentamente
considerato” di morire perché ritengono che la loro vita sia conclusa e che
vivere non abbia più alcun senso. Nel maggio del 2022, il Consiglio di Stato
aveva dato un parere negativo al testo di legge, chiedendo più tutele per chi
chiedesse di morire, perché si disse, era necessario dare più tempo per la
riflessione e accertare che il suicidio fosse davvero l’unica soluzione alla
sofferenza di vivere.
Chiaro il concetto? Il Consiglio di Stato di questo
modernissimo e sviluppatissimo e “democratico” Paese occidentale non ha stabilito
che la proposta di Legge non era compatibile con una società sana, come sarebbe
naturale pensare, no, ha semplicemente chiosato sul tempo di riflessione!
Così la nuova proposta, presentata dalla deputata
Anne-Marijke Podt (che a mia umile e modesta opinione deve essere una persona
disturbata fin dalla più giovane età) aumenta da due a sei mesi il periodo di
riflessione, e prevede anche il coinvolgimento nella procedura di “consulente
di fine vita”, che dovrà accertare che la richiesta di morte sia “ponderata,
volontaria e sostenibile”!
Anche in questo caso, desidero essere più chiaro
possibile: Lo Stato, nato per difendere i cittadini - soprattutto i più deboli
- invece di creare eventualmente figure professionali che aiutino le persone
anziane che hanno dei problemi (di qualunque genere essi siano) preferisce
pagare qualcuno che “accerti” che la richiesta di morte sia “ponderata,
volontaria e sostenibile”! Ok? Tutto chiaro?
Di fronte a questa deriva, che considero inumana,
anti-storica, illogica e in prospettiva contro la sopravvivenza stessa del
genere umano, possiamo apprendere dell’approvazione della Legge sul fine vita
in Veneto, considerando il fatto come una notizia positiva?
Considerando lo stato delle casse dell’INPS e la
riduzione costante dei fondi per la Sanità pubblica, potremmo presto dare ai
pensionati meno fortunati due opzioni: la prima prevede l’indigenza in
solitudine, la seconda, prevede una bella iniezione gratis, per mettere fine
alle sofferenze di una vita di merda, passata a lavorare 50 anni come precari per
una ciotola di riso!
Dopotutto a cosa serve il progresso?
E in tutto questo, il Papa e il Vaticano hanno intenzione di dire qualche cosa oppure va bene così?
04.09.2026 - Alberto Conterio







