Interviste ad Alberto Conterio

lunedì 27 aprile 2026

Gli europei sono rimasti alla politica della cannoniera…

Forza o Diplomazia?

Gli europei sono rimasti alla politica della cannoniera…

Quando il 9 novembre 1989, cadde il muro che divideva Berlino in due, era il mondo che si apriva alla possibilità di cambiare l’assetto che fino a qual momento “governava” il pianeta. Quell’assetto, anche se convenzionalmente lo pensavamo figlio del secondo dopoguerra e serviva da equilibrio tra il blocco Sovietico e noi… in realtà era un assetto “storico” che vigeva da millenni!

L’assetto non era null’altro che l’equilibrio di due possibilità, Forza e Diplomazia, dove la Diplomazia, era subordinata alla Forza… militare naturalmente. Così da sempre, dalla nascita della prima civiltà storicamente riconosciuta, quella dei Sumeri in Mesopotamia fino a quel 9 novembre!

Era quindi logico pensare ed aspettarsi che l’umanità, dopo circa 7.000 anni di sviluppo ed esperienze, avrebbe fatto finalmente ammenda di sé, concentrandosi sulla Diplomazia per risolvere le questioni ancora aperte, ed i problemi, tanti, che ancora attanagliavano il nostro mondo nella sua globalità.

Basta guerre, basta dissidi tra i popoli, basta visioni nazionalistiche nel senso più letterale del termine nella risoluzione di problemi che, visti nella sua interezza e globalità appunto, potevano addirittura non essere più problemi ma opportunità. Pensiamo ad una ricerca scientifica non più divisa per ragioni politiche in tante strade parallele, ma incanalata tutta un’unica grande via “veloce” verso “la soluzione” definitiva!

Un sogno insomma!!!

In quel periodo, ci fu anche chi profetizzò addirittura la fine della storia. Francis Fukuyama, politologo statunitense. Costui, l’attimo dopo la caduta stessa della prima pietra del muro, fu probabilmente il primo a sbagliare! Fukuyama, partendo dal presupposto che il processo di evoluzione sociale, economica e politica dell’occidente, aveva raggiunto il suo apice, suppose che tutte le differenze sociali, politiche ed economiche presenti tra i popoli, si sarebbero uniformate liberamente verso quella stessa forma politica ed economica da lui ritenuta “superiore”. Errava naturalmente, per supponenza e per mancanza di rispetto verso tutte quelle società, che nelle loro differenze credevano!

La logica di una sola umanità “uniformata” che procede verso lo sviluppo ed il progresso era quindi già fallita al suo nascere?

Rispondere si, sembra la risposta corretta e logica, non fosse altro per i risultati ottenuti a quarant’anni di distanza, ma non è così!

La realtà è ancora peggiore di quello che possiamo immaginarci. Intanto in questa mia riflessione devo calarmi nella mia realtà. Io sono Italiano, aimè legato all’Unione Europea e peggio ancora legato a doppio spago agli stati Uniti d’America. La mia analisi quindi non può che prescindere da questo “punto di vista”!

Per intenderci, il punto di vista di un cinese, di un brasiliano, o di un sud africano è sicuramente diverso!

Se per la nostra storia, fino al 1989, la Forza era paritariamente opzionale alla Diplomazia nei rapporti con il blocco sovietico e/o comunista, dopo il biennio 1989 - 1991, questa Forza divenne dominante. Le guerre si moltiplicarono, e l’unica super potenza rimasta, invece di contribuire ad eliminare le differenze sociali tra i popoli, uso queste differenze a suo vantaggio per accaparrarsi - con la Forza appunto - ogni risorsa, ogni vantaggio! La Diplomazia per vent’anni buoni, servì soltanto a ratificare ciò che la Forza si prendeva da sé. E in questo schifo, abbiamo una grossissima responsabilità noi europei (quindi anche noi italiani), che per comodità, abbiamo avallato e legittimato una serie di ingiustizie e abomini quasi infiniti.

Nel frattempo il resto del mondo comprese ciò e prese nota: la Cina iniziò il suo sviluppo economico, la Russia dopo gli errori di Gorbaciov ed Eltsin, tirò i remi in barca e prese la sua via di ricostruzione interna. A loro esempio, molti altri popoli, hanno cercato una loro via, per quanto possibile “diversa” da quella imposta dalla classica “politica della cannoniera occidentale”!!!

Oltre a Cina e Russia, non sono poche le nazioni che un passo alla volta si sono affrancati in parte o del tutto dal sistema imperante liberal capitalistico occidentale: tra i principali, India, Iran, parte del Sud America e dell’Africa tra i principali.

Per tutto questo tempo, mentre in occidente si pensava a come mantenere l’egemonia, spendendo migliaia di miliardi di dollari in armi, guerre e complotti contro i governi di mezzo mondo, dirottando il lavoro nei più sperduti angoli del pianeta per interesse e delegando ad altri ogni tipo di attività non riconducibile alla finanza, gli attori principali di quel mondo che “resisteva” a questo sistema distopico, ha giocato sul tavolo dei rapporti tra Paesi con le carte della Diplomazia, per costruire quella “forza diffusa” fatta di cultura, economia, tessuto sociale e militare che potesse confrontarsi con l’occidente, almeno su un piano di parità.   

Il resto è storia recente… dal 2014 in avanti l’occidente ha incespicato ovunque, rendendosi conto che la musica era cambiata. Ancora una volta però, invece di scegliere una strada che portasse ad un adeguamento alla nuova situazione multipolare, di collaborazione, di sviluppo e progresso, ha scelto lo scontro.

L’Unione Europea, ancor più degli Stati Uniti d’America, rappresenta un caso limite di questo ragionamento malato. Ogni volta che ci è stata offerta l’opportunità di deviare da questo percorso di imbarbarimento, abbiamo operato scelte ideologiche contro noi stessi umiliando la Diplomazia. In quarant’anni abbiamo pensato solo a creare denaro dal nulla con una aspetto finanziario totale e prioritario su ogni altro aspetto della nostra società. Facendo affidamento sulle armi d’America, abbiamo rinunciare anche alla maggioranza della nostra Forza perché ritenuta un costo e negli ultimi vent’anni abbiamo distrutto addirittura la nostra base industriale con scienza ideologica. Oggi l’Unione europea rappresenta ormai solo una scatola vuota! Senza Forza, senza risorse, senza amici, senza argomenti, conservando però, la mentalità di coloro che in passato hanno saputo solo dominare!

In un contesto storico come il presente, dove ogni centesimo rimasto del nostro denaro dovrebbe essere utilizzato per un piano di sviluppo economico serio, cercando di rompere Diplomaticamente il nostro totale isolamento dal resto del mondo, siamo al contrario, riusciti soltanto a varare un piano di riarmo generale, con lo scopo dichiarato più volte ed istituzionalmente di “entrare in guerra contro la Russia nei prossimi anni”!

Sembra impossibile vero?

Se pensiamo che l’Unione Europea possiede molto probabilmente la classe dirigente più inutile e dannosa della storia dell’umanità, e che la sua Diplomazia comunitaria e delle singole Nazioni riflettono questa pochezza di vedute, tutto diventa possibile, anche l’impossibile purtroppo!!!

Pensiamo a Kaja Kallas, estone (paesi baltici) nominata alta rappresentante dell’unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza della Commissione nel 2024. Poteva essere una persona obiettiva, orientata a politiche di pace nei confronti della Russia? Pensiamo a Luigi Di Maio, nominato nel 2023 e confermato nel 2025, Rappresentante speciale dell’Unione europea per il Golfo Persico, un’area di importanza vitale per l’Europa, soprattutto dopo le scelte in campo energetico dovute alla guerra in Ucraina. Vi sembra una scelta ragionata, conseguenza delle sue specifiche capacità e conoscenze geopolitiche?

Dove possiamo pensare di andare quando a livello Nazionale la politica estera è stata riposta nelle mani di

Antonio Tajani, che durante una puntata della trasmissione televisiva di Porta a Porta nell'ottobre 2025, sull’argomento “Gaza” è riuscito a dichiarare che: "il diritto internazionale è importante ma fino a un certo punto"?

La domanda a questo punto dovrebbe essere: possibile che i popoli europei non possano aspirare democraticamente ad avere rappresentanti più capaci?

Invece occorre porgersi quest’altra domanda: dopo decenni di propaganda martellante, saranno capaci i popoli europei di capire - prima o poi - che occorre aspirare ad avere rappresentanti più capaci?

I risultati delle ultime elezioni in Ungheria e Bulgaria hanno dato risultati controversi tra loro, ma occorre essere positivi, perché in caso contrario, abbiamo solo una certezza: il tempo stringe e la guerra incombe!

Alberto Conterio - 27.04.2026 

mercoledì 22 aprile 2026

Facciamo il punto sulla libera informazione

Facciamo il punto sulla libera informazione

Quale pericolo corriamo?

La guerra con l’Iran, ha fatto uscire dai radar dell’informazione di regime la guerra tra Russia e Ucraina, come questa aveva a sua volta sostituito dal palco della propaganda l’affare del Covid 19.

Ciò, però, non vuol dire che il problema sia risolto, anzi…

Deve essere ben chiaro che una possibile soluzione del conflitto tra Russia e Ucraina, molto difficilmente sarà possibile per tutta una serie di  ragioni, di fatti ed interessi che non ho intenzione di trattare in queste poche righe. Per fare un breve cenno, scriverò semplicemente che agli americani, chiudere la faccenda non è conveniente. In fondo loro guadagnano una montagna di denaro con la vendita agli europei di armi (da girare all’Ucraina) ed energia (in sostituzione delle forniture russe). Anche ai russi in fondo, non conviene far vedere che sono interessati ad un accordo. Da una posizione di vantaggio tattico e strategico, la guerra che stanno portando avanti, risulta sostenibile per la loro economia e per ora, anche dalla loro opinione pubblica. Ogni concessione in sede di trattativa, anche la più banale, sarebbe per loro una sconfitta morale.

Poi viene l’Unione Europea: Né carne né pesce, questo pachidermico sistema di pura ideologia, burocrazia e lobbismo, sembra vivere una realtà parallela del tutto distaccata dalla realtà, in cui i propri cittadini vengono tenuti all’oscuro dei pericoli che questa situazione comporta, al solo scopo di reiterare errate scelte politiche e geopolitiche che se sconfessate, a distanza di 4 anni, minerebbero la carriera di una intera classe dirigente e il futuro della stessa Unione di cui sopra, con tutti i relativi interessi!

Risulta quindi palese che tra tutte le parti in causa, è proprio l’Unione Europea a dimostrare la volontà quasi assoluta di continuare questo scontro all’infinito… come per Benjamin Netanyahu ed Israele.

“Finché c'è guerra c'è speranza” disse tra l’ironico ed il serio, Alberto Sordi in un memorabile film denuncia del 1974!

Ma il pericolo per i cittadini non è più solo una possibilità, di questo passo, diventa una realtà. Ormai non si tratta più di avere una remota possibilità di ritrovarci in una guerra diretta con la federazione Russa, ma della certezza assoluta che questo succederà. È la stessa Unione Europea che auspica ciò, entro il 2030!!!

Non c’è occasione pubblica, intervista o intervento istituzionale in cui i principali Leader di questa accozzaglia di idioti, non parli della futura guerra contro la Russia! Mai un ragionamento pacato e distensivo, un’affermazione di speranza, una parola di pace…

Di fronte a questo muro, che giorno dopo giorno diventa più alto e più robusto, cosa possono pensare in Russia? Quali sono le alternative che gli offriamo? E noi, rispondendo a queste domande con pragmatismo, cosa possiamo pensare che possa succedere?

I russi, per bocca di influentissimi personaggi, da anni ormai ci stanno mettendo in guardia sull’imminente pericolo, e la dottrina militare e nucleare russa è chiara in proposito.

Sergej Karaganov, politologo, Vladimir Solov'ëv giornalista e conduttore televisivo (versione russa dell’americano Tucker Carlson), Dmitrij Medvedev  già Presidente russo ed ora Vicepresidente del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa ed anche il Ministro degli Esteri in carica Sergej Lavrov, diplomatico di lunghissima carriera tra i più preparati a livello internazionale, ci hanno avvertito e continuano a farlo che il pericolo si avvicina, che la pazienza russa è ormai al lumicino.

In Europa, varando un piano plurimiliardario di riarmo generale, facciamo finta di credere che la futura guerra tanto auspicata contro i russi, verrà avviata da noi, quando ci sentiremo pronti e sarà condotta con le modalità dell’attuale guerra in ucraina o comunque secondo una modalità scelta da noi, ma non sarà così…

Ci è stato confermato più volte. La Russia può gestire un conflitto come quello ucraino in modo convenzionale, ma non può gestire una guerra totale come quella ipotetica contro le nazioni europee su un fronte che va dall’estremo nord della Finlandia alla Romania, o peggio alla Turchia. Lo scontro quindi non potrà che essere nucleare e saranno proprio i russi a scegliere il momento che riterranno opportuno per sferrare l’attacco.

E noi siamo degli ingenui se pensiamo che gli Stati Uniti d’America verranno a difenderci rischiando la catastrofe nucleare sul loro territorio! Lo stesso Trump ci ha illuminato più di una volta sulla possibile interpretazione che si può dare dell’Articolo 5 del trattato NATO, …e poi, per quanto ancora la Nato sopravviverà nell’attuale formato di alleanza?

Non è un caso che si parli del disimpegno da essa degli Stati Uniti d’America???

Sono argomenti che vengono dibattuti ad alto livello anche tra gli idioti che compongono la classe dirigente europea, ma costoro, come anticipato in apertura di questa esposizione, non hanno nessun interesse a informarci in proposito. In questo, gli organi di informazione nostrani, che ancora ci ostiniamo a credere liberi e onesti, hanno una grossa responsabilità.

Dovrebbero essere loro a mettere in guardia la popolazione dei Paesi europei sul rischio al quale vengono sottoposti. Se l’opinione pubblica fosse informata puntualmente da questi lacchè, e maturasse la consapevolezza del rischio oggettivo di essere spazzati via nel giro di qualche minuto, vaporizzati, cancellati dalla faccia della terra, senza avere la possibilità di sopravvivere anche se non direttamente colpiti in testa, a causa della follia ideologica di un gruppetto di burattini al potere, le cose potrebbero cambiare in fretta e tutte in meglio sicuramente. Nessuno ha interesse ad una guerra nucleare. Nessuno!!!

Non ne hanno gli americani che guadagnano dall’attuale situazione, non ne hanno i cinesi e ogni altro Paese dell’oriente, non ne hanno bisogno i russi che hanno tutto ciò di cui hanno bisogno in casa senza guardare ad occidente. Un Occidente di degrado e problemi senza fine.

Occorre una rinascita delle coscienze, occorre che la gente ricominci a farsi domande, abbiamo bisogno di una stampa libera davvero, solo così possiamo sperare di avere un futuro!

Alberto Conterio - 22.04.2026


martedì 21 aprile 2026

I grandi meriti di Trump…

I grandi meriti di Trump…

È riuscito dove nessuno poteva anche solo immaginare!

Cominciamo con farci una bella risata, perché parlare di Trump è come raccontare una barzelletta…

Il Presidente americano ci ha abituato a tutto e il contrario di tutto. È capace di fare una dichiarazione oggi e di smentirla domani, anzi di più: è riuscito addirittura a smentirsi nello stesso discorso, tra i primi concetti esposti e gli ultimi pensieri che componevano il suo monologo. Quindi non bisogna scandalizzarsi più del dovuto. Quest’uomo è fatto così. Non che gli americani in generale siano diversi da lui, ma Donald ha il pregio assoluto di non nascondersi dietro ad un dito quando parla o si muove. Lui si comporta com’è esattamente e dice esattamente quello che prova e che pensa, senza nessun filtro. Non ne è capace!

Tornano alla mente le parole di Putin di circa 2 anni fa, quando intervistato sulla campagna elettorale presidenziale americana, dichiarò, che per la Russia era preferibile avere a che fare con Biden anziché con Trump, per via della sua imprevedibilità.

La tracotanza americana ha avuto con Trump la possibilità di manifestarsi appieno, mettendo insieme l’arroganza appunto, la poca cultura, l’assenza di storia, l’idea infine che il denaro e la forza militare possano appianare qualsiasi ostacolo sulla strada che gli Stati Uniti d’America devono percorrere, anche e soprattutto per necessità messianica.

Da qui gli errori del passato degli americani che ricordiamolo sempre, …dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ad oggi, sono usciti sconfitti da ogni singola guerra che hanno cominciato e combattuto:

Dalla Corea al Vietnam, dall’Afghanistan all’Iraq, dalla Somalia alla Libia. Sempre sono riusciti ad andarsene dal teatro dei combattimenti lasciando dietro di loro situazioni ben peggiori di quando ci erano arrivati, proprio - a sentire loro - per migliorare le stesse.

Il Pregio di Trump come abbiamo detto è quello di dire e fare ciò che crede senza memoria di quanto asserito due ore prima e di farlo con la massima schiettezza e mancanza di vergogna.

Siamo così testimoni quasi giornalmente di situazioni surreali!

Pensiamo che in questi giorni ha accusato l’Unione Europea di tradimento, cioè di non voler dare una mano per la riapertura dello stretto di Hormuz, quando lo stesso stretto - prima transitabile senza problemi - è stato “chiuso” al transito proprio a causa del suo operato. Ricordiamo inoltre che l’Unione Europea era fino a qualche mese fa, il suo avversario sul campo della Groenlandia. Quindi è riuscito a stupirsi del mancato aiuto di una Unione Europea sua avversaria, per risolvere un problema che senza il suo avventato intervento, semplicemente non era un problema per nessuno! Un capolavoro no?

Senza parlare degli affronti personali a Starmer Primo Ministro del Regno Unito, apostrofato con uno sbrigativo “non sei certo Winston Churchill” e a Macron Presidente della Francia, che ha deriso affermando che “non si è ancora ripreso dalle sberle di sua moglie”!!!

Ma non è finita qui, lo stesso personaggio si è recato al forum Future Investment Initiative di Miami, evento sponsorizzato da denaro saudita, presenti i rappresentanti di tutti i paesi del golfo, a dichiarare che il principe ereditario Mohammed bin Salman “non pensava di dover essere così accomodante” e che ora “deve esserlo” fino al punto di “dovermi baciare il culo”. Sono parole sue! Un “arabo”, soprattutto del calibro del Principe saudita non può dimenticare un affronto simile, anche quando in fondo, rende semplicemente evidente una situazione conosciuta nei rapporti tra i due Paesi.

Altra dichiarazione “illuminate” del Presidente americano, quella sul Papa Leone XIV, dove ha affermato che il Pontefice è solo un “debole, senza di me non sarebbe in Vaticano”. Probabilmente, anche in questo caso viene alla luce una mezza verità che si intuisce da tempo, ma proferita con la volgarità e la noncuranza di un cafone qualsiasi.

E prepariamoci, perché a metà del prossimo mese, dovrà recarsi in Cina in visita la Presidente Xi Jinping. L’argomento più importante sarà quello relativo all’Iran e alla situazione nel golfo.

Non ho idea di cosa sarà in grado di dichiarare in proposito. Del resto, sull’Iran ha già dichiarato di tutto negli ultimi 40 giorni: gli Stati Uniti d’America hanno già vinto tutto quello che c’era da vincere, hanno distrutto tutto quello che serviva distruggere, hanno ucciso metà della classe dirigente del regime, lo stretto di Hormuz lo possono riaprire in un giorno quando lo vogliono, e la civiltà persiana potrebbero cancellarla in un’ora, …salvo poi chiedere aiuto a mezzo mondo per cercare una soluzione ad un problema che ha creato la sua amministrazione!

Senza ritegno e vergogna, ad uso e consumo di un popolo di ignoranti!

Ma ridiamoci sopra… sono americani no?

Alberto Conterio - 21.04.2026 

lunedì 13 aprile 2026

Ma di quale “momento storico” parliamo?

Missione Artemis II

Ma di quale “momento storico” parliamo?

Nella notte tra il 10 e l’11 aprile 2026, la capsula Orion del programma Artemis ha concluso con successo la missione con un ammaraggio nell’Oceano Pacifico. La missione era cominciata il primo di aprile con mille dubbi e domande per via dei test e delle prove effettuate, non tutte proprio completate con pieni successi negli anni precedenti, tra rinvii e ritardi.

La missione in sé comunque, è stata chiaramente un successo, ma non esagererei nel dichiarare trionfalmente che ha segnando un momento storico per l’esplorazione spaziale umana.

Intanto gli americani dovrebbero smettere di fingere di essere gli unici sulla terra a segnare momenti storici dell’esplorazione spaziale e poi a ben vedere, questa missione non ha nemmeno pareggiato in importanza le missioni lunari del programma Apollo, che dal 1969 al 1972 hanno portato - quelle si - l’uomo a camminare e a scorrazzare con un mezzo ruotato sulla superfice lunare!

Le cose sono due, o le missioni Apollo, non hanno avuto il successo dichiarato al tempo dalla Nasa, oppure l’attuale missione Artemis II non è il “momento storico” che vogliono farci credere!

Delle due l’una, ma non è questo l’argomento di questa mia riflessione…

Quando sui diversi canali informativi online ho potuto vedere e vivere le ultime fasi del rientro della capsula Orion, non ho provato le stesse emozioni che avevo avuto da piccino quando venivano riproposte le immagini delle varie missioni Apollo allora appena concluse. Non ho provato neppure l’emozione improvvisa al disastro del 28 gennaio 1986 quando lo Space Shuttle Challenger esplose durante le fasi iniziali della sua salita poco dopo il lancio.

Devo dire insomma, di essere rimasto abbastanza deluso. Dall’ultimo volo di uno Space Shuttle avvenuto nell’agosto 2011 in avanti, il progresso nell’esplorazione spaziale non solo sembra essersi fermato, ma addirittura di essere tornato indietro nel tempo. Mi spiego: con gli Shuttle, ci eravamo abituati all’idea che l’equipaggio, “rientrava a casa da solo” con un mezzo che assomigliava ad una nave spaziale, che di li a qualche tempo, poteva riprendere il volo per un’altra missione come il Capitano James T. Kirk dell’astronave Enterprise insomma!

Vedendo invece dondolare l’Orion appeso a tre paracaduti fino allo splash in acqua ho avuto l’impressione di essere tornati ai primi anni ’70 del secolo scorso. Quando gli astronauti a stelle e strisce, venivano caricati come pacchi postali in una capsula, che cadeva in acqua a missione compiuta senza controllo… Poi la squadra di sommozzatori, arpionava ciò che restava della capsula ed estraeva l’equipaggio in una operazione che era più simile ad un salvataggio in mare di profughi.

Questa immagine, mi ha fatto immediatamente pensare a una infinità di altri argomenti, in cui lo sviluppo dell’umanità al pari dell’esplorazione spaziale, segna il passo, nonostante ci trastulliamo pensando di essere progrediti perché abbiamo in tasca uno smartphone oppure perché possiamo conferire i nostri rifiuti in un cassonetto messo sotto chiave!

La verità è che siamo fermi, …siamo al palo da oltre 50 anni su ogni argomento degno di nota per la vita su questo pianeta:

-          Le principali malattie che minavano la vita delle persone ad inizio del ventesimo secolo sono ancora tutte presenti in misura più o meno grave, alla quale si sono aggiunte però patologie che prima erano solo marginali e che oggi invece imperversano… pensiamo alla piaga dell’autismo o a particolari forme di tumore, oppure ancora alle malattie cardiovascolari.

-          L’anzianità media di donne e uomini e si aumentata, ma pare che serva solo a farci lavorare precariamente 15 o vent’anni di più... a beneficio di chi?

-          La fame nel mondo miete ancora la vita ogni giorno di oltre 24.000 persone, la metà sotto i 5 anni di età, nonostante si produca cibo per oltre 12 miliardi di persone.

-          L’accesso all’acqua, non solo non è stato esteso alla totalità della popolazione come un diritto inalienabile, ma è diventato in molte parti del pianeta un bene a pagamento.

-          L’istruzione superiore di qualità continua ad essere un privilegio di alcune classi sociali.

-          La qualità del lavoro, invece di nobilitare le persone, continua a degradarsi rendendo i lavoratori sempre più simili a bestie da soma

Insomma, solo per non dilungarmi in questo elenco dell’orrore, tengo ancora ascrivere che il tenore di vita medio della popolazione mondiale è peggiorato con evidenti passi indietro proprio tra i paesi che 50 anni fa rappresentavano l’avanguardia di un progresso che doveva diventare un diritto “per tutti”, e che invece è tornato ad essere solo privilegio “per pochi”.

Questo è il quadro desolante che ho visto mentre l’Orion spenzolava sotto ai paracadute, prima di fare splash in acqua.

Voi direte che sono il solito pessimista, ma quando ero ragazzino, pensavo al futuro come all’Eden, oggi invece guardo al futuro e provo un brivido, sperando di non cadere all’inferno.

L’inferno della guerra, della fame, della carenza di energia, della riduzione delle libertà personali in nome di una sicurezza globale che diventa invece ogni giorno più vaga, della carenza di lavoro ormai demandato ai robot, e della fine delle culture e delle civiltà, sostituite dall’opera ammorbante ed uniformante dell’intelligenza artificiale.

Questo purtroppo, è il “progresso” che ho intravisto con il rientro in atmosfera dell’Orion, altro che “momento storico” dell’esplorazione del cosmo!

Alberto Conterio - 13.04.2026 

venerdì 10 aprile 2026

Covid: Non possiamo scordarci di loro

Covid: Non possiamo scordarci di loro

Ieri l’altro discutendo con una persona che conosco da anni, dopo aver toccato diversi argomenti, dalla nuova guerra di aggressione statunitense al risultato del referendum sulla giustizia, siamo caduti ancora una volta sull’argomento Covid.

MI spiace doverlo scrivere, ma ancora una volta mi sono ritrovato davanti ad un muro. E se 5 anni fa il muro era propagandistico e serviva ad attaccare l’interlocutore che non cadeva nella trappola vaccinale, ora il muro viene eretto per la difesa di coloro che un tempo erano convinti attaccanti. Insomma, sono passati anni, ma ancora non si riesce ad avere un semplice scambio di opinioni su questo argomento.

Dopo alcune piccate battute, il mio interlocutore, vista la mia volontà di ribattere ad ognuna di esse, ha dovuto ripiegare, adducendo che era passato molto tempo, e non era certo il caso di discuterne ancora. Insomma, “chi ha avuto ha avuto, chi ha data ha dato e scordammuce u passato!!!”

E scordiamoci il passato un bel cazzo proprio invece… perché passato il terrore indotto che avevano, gli ex idioti di quel periodo, detti anche Covidioti, quando hanno realizzato di essere stati presi in giro, costoro, si guardano indietro con un certo imbarazzo.

Oggi quindi questi “poveri diavoli” (non tutti ma diversi) dichiarano: "ho fatto 3 dosi ma adesso basta", senza accorgersi di essere ridicoli.

Molti di essi, coloro che si credono più furbi, fingono sorpresa, come se avessero compreso il senso di quanto successo in questi ultimi minuti. Allo stesso tempo, però, la maggioranza di costoro, ancora oggi, ritengono di essersi comportati in modo accettabile, date le circostanze. In fondo era l‘unica cosa che si poteva fare no? …e certo, l’aperitivo chiamava! Potevamo rinunciare ad un aperitivo?

In questo modo si sentono sostanzialmente scusati autoassolvendosi, senza rimorsi insomma.

Contemporaneamente non si ricordano, o non desiderano ricordare di essere stati proprio loro a discriminare e perseguitare le persone che avevano osato un pensiero critico.

Chiaramente non si sentono responsabili di ciò che è successo. La paura che provavano giustifica tutto quello che fecero e che avallarono in quei mesi terribili.

Sono state queste persone con la loro paura e la loro volontà di non voler disturbare “il manovratore” a legittimare la violenza e l’ingiustizia che noi, abbiamo subito!

Che personcine per bene però… oggi, vogliono soltanto guardare avanti e dimenticare questo periodo. Acqua passata no? Non serve più ricordare certe cose…

E invece no, saremo noi, a ricordarci di tutto e soprattutto di loro.

Eccome se ci ricorderemo di loro: sono quelli che sotto nella Germania nazista avrebbero denunciato l'ebreo, sotto lo stalinismo il contro-rivoluzionario, che nella Francia del Terrore repubblicano, il "monarchico".

Ognuno ha scoperto di che pasta è fatto e non è sufficiente girare pagina, per ritrovarsi “vergini”.

Mi spiace, ma noi faremo tutto il possibile perché la violenza che abbiamo subito, non sia dimenticata. Siete avvisati!

Alberto Conterio - 10.03.2026 

L’occidente si dibatte dentro una tonnara.

Un’altra sconfitta.

L’occidente si dibatte dentro una tonnara.

A leggere le prime pagine dei giornali italiani e a sentire gli affezionati servi di regime, il presidente americano, ha raccolto una fulminante vittoria totale.

Questo burlone, ci aveva mandati a dormire il giorno 7 aprile, “cullandoci” con dichiarazioni allucinanti che sembravano ricordare il diluvio universale di biblica memoria, e invece ci siamo svegliati il giorno 8 con un nulla di fatto. L’Iran non è stato cancellato. Ci ha ripensato? Non proprio… ma non desidero parlare di ciò, voglio invece fare una riflessione su cosa siamo diventati:

intanto sembra ormai inutile parlare di questi argomenti con le “normali” persone che puoi incontrare sull’autobus, al supermercato o per strada. Costoro, completamente assuefatte dalla propaganda di regime, si sono bevute anche la vittoria americana nel golfo. Pensate!!!

Incapaci anche di discernere le burle dalle bufale spacciate per notizie, rientrano quasi tutti in un cliscé di opinioni pre-impostate, che esaltano alcuni tra i più diffusi luoghi comuni presenti sull’Islam.

Vengono così a crearsi convinzioni sciocche, che risultano impossibili da scalzare e rendono ogni discussione o dibattito uno sterile esercizio.

Una delle convinzioni più ridicole e dure a morire, vede la necessità di una guerra all’Iran! Questa è cosa buona e giusta, perché viene vista come necessario contrasto all'islamizzazione dell'Europa.

Può sembrare assurdo, ma queste persone ritengono che bombardare Teheran sia il modo migliore per fermare il proliferare delle moschee nelle nostre città e di conseguenza bloccare il proselitismo degli Imam.

Di fronte ad affermazioni del genere, tentare di spiegare che la guerra di aggressione scatenata dalla coalizione Epstein nel golfo, causa esattamente l'opposto, è inutile! …nessuno arriva a immaginare e a credere reale il fatto che questo modo di fare nella regione medio orientale non fa altro che radicalizzare l’idea islamista, creare nuove crisi migratorie (tradotto: altri clandestini per le vie e i parchi delle nostre città) e il pericolo di attivare qualche cellula terroristica, esasperata dalla situazione presente nei paesi d’origine e vogliosa di vendetta!

Ma di fronte all’oscurantismo di questo “occidente”, vale comunque sempre la pena, cercare di spiegare alcune cosette, tanto per…

-          L'Iran i terroristi li ha combattuti, a partire dall'Isis e da Al Nusra, mentre Qatar, Arabia Saudita e USA risultano tra i fiancheggiatori e i finanziatori di tali gruppi.

-          I soldi per la costruzione delle moschee in Europa non arrivano dall'Iran bensì dalla Turchia, dal Qatar e dagli immancabili sauditi. Cioè dal mondo islamico di matrice sunnita. Sempre!

-          La presa dell’Islam sull’Europa, non è quasi mai causato dai primi due punti sopra evidenziati, ma è dovuto soprattutto agli errori fatti in passato (per puro interesse) e dal vuoto nichilista dell'Occidente. Un vuoto culturale, religioso, economico anche, alimentato da un sistema mediatico che trae origine dagli stuti cinematografici di Hollywood, che ha falsificato ogni “verità”.

Una civiltà la nostra, ormai ridotta ad un circo, che ha sostituito la cultura greco-romana evoluta nel cristianesimo con la cultura del McDonald’s e delle finzioni cinematografiche.

Resta poi il fatto che autodefinendoci democratici, inclusivi e tolleranti, non dovremmo neanche pensare di poter giudicare il tipo di governo che si sono dati iraniani, perché sono fatti loro! Costoro poi, dovrebbero avere in sacrosanto diritto di poter vivere la loro vita senza essere “guidati” da sanzioni e bombardamenti!

Dovremmo poi metterci il cuore in pace e accettare che ci siano persone nel mondo, che non aspirano in alcun modo ad assomigliarci, anzi… queste aspirano a tramandare alle loro future generazioni qualche cosa di più che le nostre cazzate gender, i nostri dogmi ambientali e l’odio atavico verso il diverso in generale!

A riportarci alla realtà nei prossimi mesi ed anni, dovrebbero contribuire i risultati delle due guerre, in cui la nostra in-civiltà del nulla, ha cercato di sottomettere una civiltà diversa: la civiltà russa e la civiltà persiana in scontri esistenziali che abbiamo perso rovinosamente. Sconfitti davanti ad un mondo che esprime una pluralità di altre civiltà, che non vedono l’ora di liberarsi per sempre dal giogo degli sceriffi del mondo, che a conti fatti, con la loro arroganza, agiscono come una cosca mafiosa.

E con queste guerre, non abbiamo perso solo la nostra credibilità.

Non basterà far finta di nulla questa volta!

Alberto Conterio - 08.04.2026


lunedì 30 marzo 2026

Torniamo alla politica

Torniamo alla politica

Bipolarismo malato e carte da giocare

Da mani pulite in avanti siamo stati bombardati da informazioni e slogan che veicolavano e tutt’ora veicolano una linea di pensiero che vede nella politica il male assoluto. Passati più di 35 anni, possiamo scrivere senza ombra di dubbio che il risultato di tale propaganda si vede…

L’esito del recentissimo referendum sulla giustizia, al netto di ciò personalmente posso pensare, ha rappresentato l’apice di questo “andazzo” definito da molti “situazione Derby”, dove il bipolarismo, spadroneggia come unica chance politica. Un bipolarismo ideologico in veste minimalista in funzione di “riduzione del danno”: Meno partiti, meno politica, meno sprechi e altre amenità simili!


Il risultato referendario è quindi figlio di questa mentalità malata, da tifosi ultrà, dove destra e sinistra, rappresentano le due facce della stessa medaglia (o proposta politica).

E parlando di proposta politica, il centro destra, alle elezioni politiche del 2022, vinse grazie al voto di persone che non sapendo leggere un programma votò contro il centro sinistra a prescindere, così come oggi, al referendum, il centro sinistra vince grazie al voto di persone che non hanno letto e compreso una riforma votando contro il centro destra a prescindere anch’esse!

Per quanto riguarda quest’ultimo appuntamento, vede una differenza tra pro e contro (se vogliamo anche irrisoria) pagata dal centro destra da una pessima campagna elettorale sicuramente, ma anche e soprattutto (a mio modesto parere) da una politica estera e governativa nel suo complesso, contradditoria e contraria alle necessita e alle aspettative della gente.

Dall’adesione al Mercosur, alla fornitura di armi e finanziamenti all’Ucraina, dalla rottura dei buoni rapporti con la Russia, all’appoggio incondizionato di Israele, dalla poca lungimiranza sulla guerra all’Iran, ad una mancata riforma delle pensioni. Vogliamo parlare dell’adesione ideologica tout court alle politiche UE e della NATO? …oppure considerare una mancata politica di interesse popolare nei confronti di banche, assicurazioni, multinazionali e colossi dell’energia?

Il merito della riforma poteva essere corretto (mettere un freno al potere delle correnti all’interno della magistratura) ma il metodo, improntato allo scontro, ha portato gli elettori a sentirsi parte di un tifo da curva calcistica!

Per uscire da questa en pass che ormai ci attanaglia da decenni, bloccando ogni tentativo di progresso e sviluppo del nostro Paese, occorre proporre con urgenza, una diversa qualità e una proposta politica generale senza riguardo alla tenuta del sistema bipolare. Anzi, se questo sistema dovesse crollare, dando maggior spazio ai particolarismi che la politica italiana ha sempre saputo rappresentare durante la prima repubblica, ben venga! Favorirà sicuramente una maggior partecipazione della gente alla politica (sana) e un ritorno dell’elettorato al voto.

Ad oggi, cercando di capire se l’incapacità di intercettare l’attenzione del cosiddetto non voto è genuina diventa prioritaria una riflessione puntigliosa di quanto successo: ad esempio, si tenta di occultare l’analisi del voto. Maggiormente favorevoli alla riforma sono state le regioni più produttive del paese (Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia) ed anche, sociologicamente, nel lavoro autonomo rispetto a quello privato e pubblico. La percezione di necessità al cambiamento che si può avere dalle classi medie e dal lavoro autonomo non può essere ignorata da chi avrà l’ardire di offrire una proposta elettorale alternativa rispetto al bipolarismo presente oggi. Ripensiamo una politica estera, che sappia essere autonoma ed intelligente, legata a quella economica ed energetica interna, che sulla base delle guerre in corso, sia in grado di destreggiarsi con intelligenza per raggiungere obiettivi “sentiti” dalla gente, necessari ai loro interessi e di conseguenza agli interessi dell’Italia stessa, tornado così a coltivare il nostro prestigio internazionale, da troppo tempo trascurato!

Di carte da giocare, l’Italia ne avrebbe molte, si tratta di trovare giocatori coraggiosi disposti a giocare fuori dagli schemi prestabiliti di Bruxellese e Washington!

Alberto Conterio - 30.03.2026 

venerdì 27 marzo 2026

Referendum sulla Giustizia

Referendum sulla Giustizia

Cara Giorgia, “A scatola chiusa, compro solo Arrigoni”

A distanza di qualche giorno dall’esito del Referendum sulla giustizia, desideravo dire la mia sull’argomento.

La cosa più paradossale di questo “incontro” tra la politica ed il popolo, è che quasi nessuno ha votato sulla giustizia in se. Pochissimi coloro che hanno letto cosa proponeva la riforma del Governo e quali erano le motivazioni pratiche di coloro che parteggiavano per la bocciatura della stessa.

Nella pratica, il voto è stato chiesto per avallare o meno le buone e sincere intenzioni del governo di riformare la giustizia in Italia.


Che la giustizia in Italia sia da riformare non sfugge a nessuno, ma quasi nessuno degli italiani è stato in grado di capire se le riforme proposte avrebbero potuto effettivamente migliorare la situazione e servire alla gente comune.

Il fatto stesso che, prima del voto, in ogni occasione si potesse palpare un certo grado di “nervosismo” a discutere la riforma stessa, preferendo deviare l’attenzione sui significati politici di una scelta rispetto ad un’altra mi ha portato ad essere cauto e a decidere poi per un voto di “pancia”.

Mi sono infatti basato sull’esperienza del risultato di precedenti riforme che hanno interessato altri importanti argomenti, quali ad esempio la riforma elettorale in salsa maggioritaria o la riforma del titolo V della Costituzione sui rapporti e le competenze di Regioni, Provincie e Comuni!

E occorre essere onesti… ogni qual volta se messo mano agli articoli della costituzione, non lo si è fatto per risolvere un problema (supposto che il problema fosse reale) ma solo e sempre per cercare di trarre un vantaggio sul breve e brevissimo periodo, per questa o quella forza politica al governo!

La maggior parte della gente ha capito o a creduto di capire che i partiti di governo avevano un desiderio quasi sfrenato, di vincere. A tutti i costi anche. E questo ha fatto aumentare i sospetti nella gente in generale ed anche a me che avrei visto con buon auspicio qualsiasi cambiamento.

A questi sospetti si aggiungano le uscite maldestre di Nordio “Prima o poi anche la sinistra trarrà vantaggio dalla riforma”, della sua vice Bartolozzi "Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura”, di Tajani “L'ordinamento giudiziario è quello voluto dal fascismo dove l'imputato è colpevole”, per non parlare della ciliegina finale della Meloni “Se passa il no avremo per le strade spacciatori e pedofili”.

Di fronte ad uscite del genere, anche la maldestra dichiarazione del Procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, “Voteranno per il sì indagati, imputati, massoneria deviata e centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”, seppur gravi, anzi gravissime, passano in second’ordine.

l’italiano medio non ha più avuto bisogno di capire i tecnicismi della riforma (peraltro incomprensibili).

La gente ha capito che da parte del governo c’era, nella migliore delle ipotesi, impreparazione, e nella peggiore, interesse.

Quindi il voto di questo referendum non è stato dato per cambiare o meno la giustizia, ma pro e contro la chi lo proponeva, e di conseguenza, ragionando, il mio rifiuto ad esprimere una scelta non è maturato per insufficienza di fiducia nel governo o sul Merito della riforma, ma sull’esperienza che il Metodo utilizzato per elaborare questa riforma fosse sbagliato!

Essendo la Magistratura un potere dello Stato come lo sono il Governo e il Parlamento, può uno Stato serio fare una riforma senza mettere tutti questi poteri insieme intorno ad un tavolo?

Queste riforme si possono fare solo concordando tra le parti, non contro le parti, a prescindere dal momento storico, dall’argomento e dai personaggi che occupano (a mia opinione immeritatamente) i posti di comando di questo povero Paese che è diventata l’Italia.

Vergognoso poi a mio avviso, il tentativo di legittimare l’operazione del governo, passando per un referendum popolare, quando l’argomento, molto tecnico e di difficile comprensione per la gente comune, poteva benissimo passare con una legge ordinaria votata in Parlamento!

Quindi il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha poco da apparire sconsolata dichiarando che ha vinto il popolo italiano che si è espresso democraticamente rammaricandosi che la loro riforma, promessa nel programma di governo non sia stata compresa e avallata dal popolo stesso… quasi a dire che: “noi abbiamo mantenuto le nostra promessa, ma siete stati VOI a bocciarla”!

E ci mancherebbe verrebbe da chiosare!

Cara Giorgia, “A scatola chiusa, compro solo Arrigoni” …come si diceva in una famosa pubblicità di Carosello negli anni ’70!

Alberto Conterio - 27.03.2026

Iran: Vie d’Uscita?

Iran: Vie d’Uscita?

Poche le vie d’uscita e tutte poco praticabili. Vediamo il perché!

La guerra di aggressione in Medio Oriente, contro l’Iran, ha creato una situazione surreale evidente a chi non si lascia “guidare” dalla propaganda mediatica che in Tivvù spacciano per informazione. Parliamo delle dichiarazioni contrastanti tra loro, riguardo alle operazioni militari che stanno evolvendo giorno dopo giorno.


In breve, risulta chiaro che gli Stati uniti d’America non stanno vincendo nulla, anzi si trovano in grande difficoltà, militare. politica ed economica.

L’Iran rispondendo colpo su colto all’aggressione è riuscito nell’intento di:

-          allontanare le portaerei e la flotta Usa a oltre 1000 km dalle sue coste,

-          rendere chiaro che sorvolare il cielo iraniano può essere pericolo. Vedere il caccia F.35 di ultima generazione e una dozzina di Droni MQ.9 Reaper da ricognizione abbattuti. Tutti velivoli dal valore di decine e decine di milioni di euro l’uno, all’apice della tecnologia oggi esistente, per citare i risultati più eclatanti,

-          distruggere un numero ormai imprecisato di radar di controllo e radar di allarme precoce americani della regione, accecando di fatto la possibilità di tracciare i missili balistici in partenza verso i bersagli,

-          colpire e sloggiare ogni base americana nell’area con grande costernazione delle monarchie del golfo, che su di esse basavano la loro sicurezza, pagando profumatamente,

-          colpire importanti infrastrutture di produzione trasformazione e stoccaggio di prodotti energetici GNL, GPL e Petrolio, Benzina e Gasolio dei vari vassalli degli Americani nel golfo e nel mar Rosso,

-          chiudere lo stretto di Hormuz al transito di ogni nave che trasporti prodotti da e per i nemici dell’Iran o abbiano concluso i contratti in Dollari,

-          ottenere senza chiederlo, l’annullamento delle restrizioni sul commercio del proprio petrolio, tentativo disperato degli Americani per cercare di calmierare l’aumento del prezzo del greggio al barile (una cosa umiliante per chi dice di aver “obliterato” il nemico),

-          annullare le difese aere di Israele con il risultato di poterlo colpire ormai indisturbatamente a piacere.

Tutto questo, ha chiaramente traumatizzato non solo gli Americani, che come al solito, non hanno saputo valutare l’avversario per la sua forza reale, ma anche gli alleati nel golfo che cominciano a chiedersi se sia stato un affare spendere miliardi di dollari in questi anni, per essere abbandonati a se stessi alle prime difficoltà in favore di Israele. L’Unione Europea in generale, scopre ora che l’avventurismo di Trump rischia di trascinare i Paesi membri nel baratro della penuria energetica, dopo aver tagliato volontariamente i contratti con la Federazione Russa negli anni passati.

Sorge quindi spontanea una domanda: Che si fa ora?

Le possibilità per Trump e gli Stati Uniti d’America sono davvero poche e tutte irte di grandi punti interrogativi. Certo il Presidente Americano, può andare in televisione (potendo contare su media pagati per diffondere fantasie) e dichiarare solennemente che la guerra è vinta e che tutti gli obiettivi sono stati raggiunti. Chi può smentirlo tra i camerieri che gli stanno intorno?

In fondo hanno immagini di distruzioni immani, Ali khamenei ed alti ministri e funzionari iraniani sono stati assassinati come cani, il programma nucleare iraniano è stato annullato (un’altra volta… dicono), le forze armate iraniane hanno subito rovesci immani e sono state ridotte al silenzio no?

Peccato che per dichiarare vittoria, o per ottenere almeno una tregua sia necessario che il tuo avversario sia d’accordo con te, di fermare le operazioni militari, ma ciò non sembra tanto realistico, in quanto l’Iran per bocca dei suoi leader, ha dichiarato solennemente che nessun accordo sarà possibile se non dopo aver certezza che queste aggressioni non si ripeteranno in futuro, e che saranno loro a decidere quando sarà il momento di fermarsi.

Un primo comunicato del Presidente Americano in tal senso parlava di un accordo su 15 punti che l’Iran era in procinto di accettare, ma è stato prontamente smentito dal tenente colonnello Ebrahim Zolfaghari, portavoce del quartier generale centrale dell'esercito iraniano. Nel frattempo, per non smentirsi, mentre si parla di accordi, le navi assalto anfibio Tripoli e Wasp si stanno avvicinando all’Iran con il compito, pare, di sbarcare dei Marines sull’isola di Kharg per aprire la strada dello stretto.

Viene da chiedersi se al Pentagono sono degli incompetenti o solo impazziti. L’isola di Kharg non ha ripari naturali. Sbarcare una forza terrestre su uno spiazzo aperto davanti alle difese iraniane e come mettere un topo in un barile e giocare al tiro a segno con una carabina. I Marines faranno la fine dei soldati Neozelandesi sbarcati a Gallipoli nel 1915! Un disastro annunciato… Auguri

Inoltre c’è il problema “Israele”, e non è un problema da poco. Mentre il Presidente Trump, tra un annuncio e l’altro tenta di togliere le castagne dal fuoco, Israele cerca di rilanciare con False Flag e attacchi a infrastrutture critiche al solo scopo di coinvolgere più partecipanti ancora.

E se questo giochino dovesse rilevarsi insufficiente per raggiungere i suoi scopi, siamo ceri che non ricorrerà all’arma nucleare?

Con la follia che hanno dimostrato, il loro cinismo, il loro senso di superiorità, il loro mandato divino e la criminale violenza di cui sono capaci, se messi alle strette, costoro sarebbero capaci di lanciare qualsiasi cosa, anche le segretissime bombe nucleari di qui dispongono (che non hanno mai dichiarato di possedere ufficialmente) non solo sull’Iran ma su chiunque cerchi di ostacolarli nelle loro intenzioni. La stessa Turchia è in pericolo, ed Erdogan ha preso giustamente posizioni contro Israele.

Per fortuna, a scongiurare questa possibilità, si sono schierati attori come la Russia, la Cina, la Corea del Nord e il Pakistan, tutte potenze nucleari, che hanno fatto sapere attraverso i loro canali diplomatici, che non riterrebbero accettabile ciò, e che provvederebbero a rispondere adeguatamente ad un simile attacco.

La mia analisi termina qui, …non credo che vi siano altre possibilità per gli Americani, di limitare i danni, se non accettare di aver perso il controllo della regione e di sbaraccare le basi in medio oriente, tenendo sotto stretto controllo gli estremisti sionisti d’Israele. In questo modo, potrebbero sperare di poter ottenere delle condizioni che possano ritardare la crisi economica interna, i problemi sociali consequenziali e la de-dollarizzazione in atto, vero incubo per il bilancio federale americano.

Entrare in guerra contro l’Iran, contro ogni previsione che lo sconsigliava, non è stata una buona idea!

 Alberto Conterio - 27.03.2026

giovedì 26 marzo 2026

Cosa non abbiamo compreso?

L’arte della guerra

Cosa non abbiamo compreso?

Anche se la recente campagna di guerra in Iran, tuttora in corso, abbia di parecchio abbassato le ali di chi a prescindere crede religiosamente nella superiorità militare dell’occidente, può essere interessante dare a questi “Generali” da tastiera qualche spunto in più affinché comprendano quanto l’arte della guerra sia recentemente cambiata a partire dal febbraio del 2022.

È fin troppo comune infatti, sentire commenti e affermazioni irriguardose nei confronti delle forze armate russe impegnate nell’Operazione Militare Speciale in Ucraina per evidenziare - a loro dire - l’inefficienza o l’incompetenza delle stesse, che a distanza di quattro anni, ancora non sono riuscite a piegare la resistenza di un nemico “inferiore”.


Intanto, parlando militarmente e non ideologicamente occorre essere almeno onesti da ammettere che la Russia non sta combattendo contro l’Ucraina, ma contro la Nato sul territorio dell’Ucraina. E se è vero, che l’aeronauti della Nato, che è sicuramente il punto forte dell’Occidente, non può entrare in azione al 100% nei cieli d’Ucraina, e pur vero che sul terreno della stessa, sono stati schierati logistica, mezzi, sistemi d’arma e munizioni appartenenti agli arsenali di non meno di 35 diversi Paesi. Nonostante ciò i russi, quelli che avevano finito i missili nel marzo del 2022, i calzini ed i colpi per i fucili, tanto che erano costretti a combattere con le pale del 1850, e che vanno a caccia spasmodica delle lavatrici ucraine per poterne recuperare i micro cip, continuano la loro lenta ma inesorabile avanzata su tutto il fronte.

Chiarito questo “piccolo” dettaglio, scendiamo dalla nostra nuvola per immergerci sul campo di battaglia moderno. La guerra che si combatte oggi sulle pianure ucraine assomiglia molto più alle operazioni che si conducevano sul fronte occidentale durante la Prima Guerra Mondiale, che alle operazioni tipo che si svolgevano durante la Seconda Guerra mondiale, seppur queste risultino ben più vicine cronologicamente.

Idealmente, il periodo che va dal settembre 1939 al febbraio 2022 infatti, ha visto un continuo sviluppo dell’appoggio aereo ravvicinato per favorire le operazioni terrestri. Ciò, era considerato indispensabile per assicurarsi il successo di una manovra offensiva, come il buon risultato di una manovra difensiva.

Dopo il febbraio 2022, questo teorema salta. Diversi i motivi, tra i principali possiamo annoverare i seguenti:

Diventa praticamente impossibile radunare in posizione d’assalto, grandi quantitativi di uomini e mezzi a causa del controllo pressoché totale del terreno, sia di giorno sia di notte, per mezzo di satelliti e droni

In conseguenza del punto 1, e considerati i progressi compiuti dalla difesa aerea di punto, diventa praticamente inutile e/o controproducente l’utilizzo dell’appoggio aereo ravvicinato. Per intenderci, l’utilizzo di aerei o elicotteri d’attacco al suolo quali i vari A.10, Apache e Cobra occidentali o gli Su.25, Mil.28 e Ka.52 Russi

L’impiego di droni FPV, rende inefficiente anche l’impiego dell’artiglieria classica o del LRM pluritubo, in quanto, in mancanza di grossi concentramenti da battere, esporre all’osservazione e all’offesa nemica questi mezzi per il tempo necessario far fuoco, diventa estremamente rischioso e poco utile, quindi inefficiente

Scritto ciò, diventa necessario fare alcune riflessioni sulle più recenti dichiarazioni del Comando Operazioni russo in Ucraina. Commentando il cambiamento di contesto generale che ha portato alla perdita di un elicottero dell’Esercito di un Ka-52 con equipaggio nella direzione di Pokrovsk, questo ha dichiarato:

"non ci sono più bersagli nella zona dell'OMS che possono essere colpiti da un pacchetto di razzi non guidati” …pertanto vale la pena “visualizzare” cosa è diventata la linea del fronte oggi.

Si tratta ormai di una linea molto labile, quasi irrintracciabile sul terreno, praticamente disabitata, posta a metà circa dello spazio interposto idealmente tra i due schieramenti arretrati sufficientemente da stare fuori dalla portata dei droni aerei avversari più piccoli. Questa zona detta “grigia”, può estendersi anche per 30 o 40 km secondo l’orografia del terreno e i grandi ostacoli naturali.

In questo contesto, le operazioni d'assalto sono ormai condotte da gruppi di due, tre massimo cinque uomini, mentre i punti forti di resistenza sono diventati scantinati e altri rifugi improvvisati con presidi minimi, riforniti per lo più di notte da droni, grandi e piccoli, aerei soprattutto, ma anche terrestri.

Pertanto, una situazione in cui un villaggio "resiste" per mesi con l’impegno di poche decine di uomini è ormai comune. Spesso accade che in uno scantinato vicino ad un unto di resistenza ucraino possano già trovarsi combattenti russi che sono riusciti a infiltrarsi segretamente uno ad uno per "non tradire la loro posizione".

In questo contesto, di quale utilità può essere il lancio di razzi non guidati da un elicottero, un grappolo di bombe non guidate da un caccia bombardiere o il lancio di una salva di razzi d’artiglieria pluritubo? Compreso ciò e testimoni di una statistica che ci informa che anche il fuoco della normale artiglieria è in costante diminuzione (da parte russa, siamo passati dallo sparare 50-60.000 proiettili al giorno a meno di 20.000) possiamo farci un’idea della difficoltà che si incontra sul terreno ad avanzare in modo vistoso (50 o 60 km al giorno) come poteva succedere durante le grandi offensive della Seconda Guerra mondiale. Le avanzate odierne infatti, anche quando si registrano forti successi non superano i pochi km giornalieri, due, tre, quattro Km al massimo, come succedeva durante la guerra di posizione della Prima Guerra Mondiale.

Il vantaggio odierno sta nel fatto che questi risultati si ottengono con un dispendio di vite umane relativamente basso al confronto di quanto poteva succedere negli anni 1914-1918.

Altra cosa invece sono i costi economici di questo “modello” di guerra.

Da questa breve disamina si dovrebbe comprendere perché la guerra in Ucraina non è ancora finita trionfalmente per la Federazione Russa, come vorrebbero i più fanatici sostenitori dell’Alleanza Atlantica, nonostante la stessa mantenga ormai l’iniziativa completa su tutto il fronte dall’ottobre 2023!

Si tratta quindi di rivedere le nostre aspettative in funzione delle nuove tattiche di impiego dello strumento militare e di adattare lo stesso per evitare che in futuro si debba fare amare esperienze.

Esperienze (tutte negative) che stanno cominciando a maturare nella nuova Guerra del Golfo contro l’Iran, dove la campagna di bombardamenti “irresistibili” doveva durare quattro o cinque giorni, ed invece a distanza di tre settimane molto impegnative, ancora non hanno maturato i risultati auspicati.

Fino a quando la nostra supponenza di superiorità e gli interessi del sistema militare industriale non saranno ridimensionati e tarati sulla nuova realtà bellica, l’arte della guerra odierna ci sarà ben poco favorevole. Prima lo comprendiamo in Occidente e prima potremmo arrestare l’ormai palese perdita di credibilità globale.

Alberto Conterio - 26.03.2026 

giovedì 19 marzo 2026

La guerra di aggressione all’Iran prosegue… ma va tutto bene?

La guerra di aggressione all’Iran prosegue… ma va tutto bene?

Al netto delle roboanti dichiarazioni del Presidente Trump e del Segretario alla Guerra Pete Hegseth dove l’Iran sembrerebbe sull’orlo della capitolazione, avendo perso il 90% delle sue capacità militari e di risposta… l’Iran continua a rispondere al fuoco bombardando pesantemente Israele, ciò che rimane delle basi americane nell’area e ad impedire il libero transito delle petroliere allo stretto di Hormuz.

Nel frattempo giunge la notizia che Joe Kent, direttore del National Counterterrorism Center, si è dimesso denunciando la guerra degli Stati Uniti contro l’Iran. In una lettera pubblicata su X, Kent ha dichiarato di non poter “in coscienza sostenere la guerra in corso”, sostenendo che Teheran non rappresentasse una minaccia imminente per gli Stati Uniti.

“È chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana.” Ha dichiarato Kent, ex ufficiale militare e veterano di 11 missioni di combattimento soprattutto in Iraq.

Era stato nominato alla guida del centro antiterrorismo dal presidente Donald Trump nel febbraio 2025.

Nel suo messaggio ha accusato Israele di aver promosso una campagna di disinformazione che avrebbe convinto Washington della necessità di attaccare l’Iran, paragonando la situazione attuale alle false informazioni che nel 2003 portarono gli Stati Uniti alla guerra in Iraq.

Queste dimissioni per un verso clamorose, arrivano mentre la Casa Bianca valuta nuove opzioni militari nel Golfo Persico. In arrivo la Nave Assalto anfibio Tripoli dall’estremo oriente. Secondo recenti indiscrezioni, Trump starebbe considerando la possibile occupazione dell’isola petrolifera iraniana di Kharg, per garantire il passaggio libero ad Hormuz. Questo il sogno. In pratica, dovrebbero sbarcare e poi rifornire unità a terra a tiro di schioppo di droni VFP e razzi iraniani? Auguri!!!

Nel frattempo, gli americani hanno perso i grandi radar basati a terra, tra i quali due super radar di allerta precoce Thaad. Ciò garantisce all’Iran di poter colpire Israele e ogni luogo dell’area del golfo impiegando un numero decisamente inferiore di missili, in quanto gli americani, non essendo più in grado di rilevare questi al lancio, si trovano a dover reagire con tempi di rilevamento decisamente inferiori e quindi senza la possibilità di organizzare nel migliore dei modi una difesa efficace. Parlando di difesa inoltre, viene certificato dall’evidenza, che lo scudo difensivo di Israele e dell’intero dispositivo della coalizione Epstein, ha un’efficacia molto parziale, se non imbarazzante. I missili Patriot, già ridicolizzati in Ucraina, hanno una qualche validità solo nelle loro versioni più recenti, ma sono ormai in via di esaurimento.

Sarà per questo che la marina statunitense si tiene a debita distanza dall’Iran (oltre i 1000 km)? Sarà per questo che la Portaerei G. Ford sta dirigendosi verso Creta per indagare sulle cucine che hanno preso fuoco in un incidente (definito non di guerra in un comunicato ufficiale)?

L’Iran inoltre, ha sicuramente ancora in mare tre sottomarini classe Kilo (Russi) armati di siluri ultraveloci a cavitazione di cui nessuno ha evidenza che siano stati distrutti, e tutta una serie di droni marini e sottomarini ancora non utilizzati.

Pare insomma che gli Americani, con la loro arroganza e supponenza, non abbiano brillato nella valutazione delle forze avversarie prima di lanciarsi in questa nuova “avventura”. Neanche questa volta.

Del resto, lo spirito dell’Iran, con la sua millenaria cultura, non è quello di un Venezuela qualunque…

Il Presidente Donald Trump, si trova quindi con le spalle al muro?

I Paesi del golfo oltre a non aver nessuna intenzione di aiutare in questa campagna, hanno anche cominciato a lamentarsi della mancata protezione pei i quali pagano profumatamente da decenni, e i Paesi Europei si sono sfilati anch’essi, come Giappone, Corea del Sud e Australia.

Anche il Regno Unito ha declinato l’invito a “pattugliare” Hormuz!

Ma allora, questa guerra va benissimo come dichiarato oppure non troppo?

Di certo sappiamo che lo Stretto di Hormuz non è bloccato. Il transito indenne delle petroliere è garantito dall’Iran per tutti i navigli che non rispondono ad interessi di Paesi nemici. Sembra una barzelletta!

E il tempo gioca a favore dell’Iran…

La Cina sta a guardare? Non proprio, continua infatti la sua pubblicazione “libera” di ogni movimento di mezzi militari nell’area, a tutto beneficio dell’Iran chiaramente, e la Russia, che ha dichiarato fin da subito di non sentirsi neutrale in questa disputa, è stata interpellata dagli Stati del golfo per fare da mediatrice è non solo: Anche il Presidente Trump ha già telefonicamente due volte a Putin, con grande scorno dell’Unione Europea.

Le ultime notizie poi, parlano di un rinvio a data da definirsi della pubblicizzatissima visita che il Presidente Americano avrebbe dovuto compiere in Cina dal 31 marzo al 2 aprile. Si riferisce che il Presidente Trump è troppo impegnato nel seguire le operazioni militari in medio oriente per poter recarsi in visita da Xi Jinping!!!

Dal momento che raramente la verità esce dalla bocca del Presidente Donald Trump, sarà vero ciò, oppure possiamo più verosimilmente pensare che Xi Jinping non lo voglia incontrare?

Tirando le fila, gli americani volevano isolare la Russia dal resto del mondo, ma pare che a distanza di 4 anni, sono loro ad essere isolati, e ad aver perso la credibilità e il prestigio di cui godevano!

Alberto Conterio - 19.03.2026 

mercoledì 18 marzo 2026

La società del controllo avanza?

La società del controllo avanza

C’è ancora speranza?

Ieri in data 17 marzo, presso l’azienda in cui lavoro, una collega ed io, rappresentanti l’Rsu di Stabilimento abbiamo organizzato un’assemblea dei lavoratori per illustrare l’ipotesi proposta dalla Direzione di variare le modalità di erogazione del premio di produzione che l’azienda ci corrisponde a luglio di ogni anno, passando da un versamento regolato in busta paga, ad un buono riconosciuto su una delle diverse piattaforme che forniscono un servizio di Welfare aziendale.

In pratica, ai lavoratori, invece di percepire in busta paga una cifra netta, viene riconosciuta una cifra quasi doppia, comprendente il valore lordo di quanto elargito più una parte dei contributi che l’azienda avrebbe dovuto normalmente versare all’Inps.

Detto così, il vantaggio per il lavoratore, appare evidente e così, la collega ed io abbiamo illustrato ciò ai colleghi lavoratori che hanno partecipato all’Assemblea.

Durante questa illustrazione però, non ci siamo limitati ai vantaggi, ma abbiamo anche cercato di rendere evidente un fatto palese: Quello che ci si vuole elargire, pur con un considerevole incremento di quanto dovuto ricade nella definizione di moneta digitale. Ciò vuol dire che, il “denaro” o ciò che si identifica in denaro con questi buoni, non è di nostra proprietà, ma solo da noi utilizzabile secondo criteri e tempi di utilizzo concessi dalla piattaforma stessa.

In poco tempo, ho spiegato che quel denaro in più che ci veniva concesso, lo era in cambio di un pezzetto della nostra libertà. La libertà di poter spendere secondo la nostra volontà o di poter accantonare (risparmiare) quel denaro. La particolarità di questi buoni infatti prevede che questo denaro si possa spendere solo per determinati prodotti, e la loro scadenza a tempo, impedisce l’accantonamento o risparmio.

A seguito di quanto illustrato abbiamo invitato i colleghi presenti a esprimere il loro parere compilando una sceda che prevedeva due opzioni. Favorevole a questo diverso modello di erogazione del premio oppure NON Favorevole allo stesso.

Inutile scrivere che le mie aspettative di bocciare l’iniziativa erano ridotte a zero, e pensavo di essere il solo ad aver espresso sulla scheda un parere sfavorevole all’iniziativa.

Troppa infatti la sete di denaro che i lavoratori italiani hanno accumulato negli ultimi anni, a causa degli aumenti dei prezzi che hanno eroso il potere di acquisto di salari e stipendi. A titolo informativo, ricordo qualche dato sugli stipendi italiani, che sono fermi da decenni, con aumenti solo nominali che non coprono l'inflazione:

Dal 1990, i salari reali sono diminuiti dell'1,8% - 2,9%, in netto contrasto con la crescita del +29,5% o +33% registrata nell'area OCSE nello stesso periodo.

Solo negli ultimi anni, tra il 2019 e il 2022, i salari medi annui in Italia sono diminuiti del 3,4%. Internazionalmente parlando, l'Italia è l'unico paese europeo a presentare una situazione così grave, con stipendi che non crescono da oltre 20 anni.

La mia sorpresa, è stata quindi grande quando in sede di conteggio delle schede, su 112 partecipanti al sondaggio, i non favorevoli sono stati 6.

Chiaramente la proposta è stata approva per carità, e in base a ciò, tutti noi avremmo la possibilità di spendere questo denaro in più, ma molto importante, il concetto di cessione di libertà è stato recepito e valutato negativamente da un numero di persone che assolutamente non mi aspettavo.

Ciò vuol dire che in Italia ci sono ancora persone che in testa hanno un pensiero autonomo.

Per queste persone la libertà ha ancora un valore non negoziabile.

Per concludere, credo che la speranza di poterci opporre alla società del controllo non sia finita!

Alberto Conterio - 18.03.2026