mercoledì 10 ottobre 2007

E la chiamano Democrazia

Ancora brogli, sempre brogli ! Si resta increduli alle dichiarazioni (ben documentate) di Marco Rizzo dei Comunisti italiani, circa la truffa delle votazioni multiple anche in occasione del referendum tra i lavoratori ed i pensionati relativo alla bontà del protocollo sul welfare firmato tra governo e sindacati nei giorni scorsi.

Questa infatti è la repubblica delle truffe, che fin dall’alba dei suoi giorni, non ha saputo far altro che rimestare nel torbido, usando tutto, destra e sinistra, onesti (all’insaputa) e meno onesti per i suoi scopi. Il ciclico ritorno di fiamma dei “Qualunquisti” figli di Guglielmo Giannini oggi identificati in Beppe Grillo, saranno presto riassorbiti dal regime, dal sistema, dalla repubblica. Questo è il sistema che trae forza non dai suoi pregi, ma dai suoi difetti, e così anche la parola Democrazia, che in Europa viene abbinata a paesi che risultano tra i più avanzati e progrediti socialmente (quasi tutti Monarchici), in Italia, per bocca di una delle più alte cariche dello Stato, viene abbinata ad una pseudo consultazione elettorale truccata. Fausto Bertinotti infatti ha definito quest’occasione " (…) un esercizio di democrazia straordinario.”

Ritengo invece che la Democrazia, essendo un principio, fondato soprattutto sull’autodisciplina dei singoli e su garanzie istituzionali, non possa essere abbinata ad un “qualcosa” che sia anche solo lontanamente sospettabile d’essere poco corretto. Pena il valore stesso del principio che rappresenta.
E se è vero che la Democrazia (dal termine di derivazione greca demos, cioè “popolo”, e kratein, ovvero “potere”) indica un sistema politico basato sulla sovranità dei cittadini, nella repubblica Italiana, indica da oltre 60 anni un sistema finto, che induce la gente a credere d’essere protagonista delle proprie scelte, legittimando di fatto una Classe di arroganti arrivisti a governarci per loro esclusivo interesse. Ciò è noto, ma non essendoci altro garante per i cittadini che il Presidente della repubblica, ulteriore politico, eletto dai politici stessi, il cerchio si chiude, e il sistema (grazie all’articolo 139 della costituzione) diventa immutabile, …eterno !

A poco serve quindi la mobilitazione di qualche comico, soprattutto quando le proposte, invece d’essere interessanti, fanno ridere assai. Che importa quanto tempo stanno al parlamento i politici, ciò che conta è la loro capacità. Perché mai sostituirli dopo due mandati con altri meno bravi se sono validi ? Inoltre, se un politico ha un orizzonte di due solo legislature, non sarà portato a far “cassetta” nel più breve tempo possibile ?
Per quel che riguarda i politici condannati in via definitiva potrei essere d'accordo, certo, ma solo se avessimo una Giustizia che funziona, ma purtroppo sappiamo che così non è.
In Italia la Giustizia è profondamente malata. Questo è il paese in qui la Giustizia è un'arma per eliminare l' avversario, per conquistare il potere, per fare carriera, per comparire in tv o giornali...
Condivido di sicuro invece il punto che vuole che i parlamentari debbano essere scelti dai cittadini con la preferenza diretta. Ma per capire ciò, serve un comico ?


Il qualunquismo rappresentato da queste proposte insomma, hanno una dignità solo in una paese come il nostro, allo sbando, dove la debolezza delle Istituzioni e la crisi della politica raggiungono valori limite.
La politica diventata spettacolo, …è alla fine messa in crisi da un comico. Divertente no ?
L'aspetto più inquietante per noi tutti, e che Democrazia in Italia oggi, è più che altro evocata, ma non più garantita. Questo vuol dire alla resa dei conti, mancare di libertà, e come ebbe a dire SM il Re Umberto II di Savoia, “Con la libertà, tutto e possibile, senza libertà tutto e perduto…”

Alberto Conterio - 10.10.2007

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