lunedì 29 ottobre 2007

Parliamo del 4 novembre...

(Lettera inviata alla Stampa locale della regione Piemonte)

Gentile Sig. Direttore, mi appello a Lei per ricordare degnamente sulle pagine del suo giornale la data Eroica del 4 novembre 1918.
Potrebbe infatti essere l’ultima volta che ne avremo motivo pratico. Scrivo infatti, spinto dalla volontà di rendere noto un provvedimento che presto diventerà operativo in Trentino Alto Adige, ma ancora sconosciuto ai più.
Servirà un poco di tempo, e forse servirà anche un buon logopedista per sciogliere i nodi della lingua e rendere agile la dizione, ma alla fine tutti quanti riusciremo chi più, chi meno, a chiamare la Vetta d’Italia col suo “vero” nome : Glockenkaarkofl.
Così sarà sulle cartine geografiche, sui cartelli stradali, sui libri di scuola, sui documenti ufficiali. Dovremo farci solo l’abitudine e l’orecchio. Presto infatti, una legge dell’Alto Adige eliminerà per sempre la versione italiana dei nomi dalle località in quella regione. Assieme alla Vetta d’Italia, saranno abbattuti altri ottomila nomi in lingua tricolore. Ottomila sui novemila esistenti circa
Siamo alle ultime fasi del progetto, che, nell’indifferenza babbea e indolente delle attuali Istituzioni repubblicane, ricostruirà il Italia una piccola Austria.
È il trionfo del bricolage dell’autodeterminazione, che ormai va avanti da 50 anni.
I nipoti di coloro che fecero carte false per appartenere all’Italia quando erano Sudditi Austriaci, stanno realizzando il loro vergognoso sogno : ripristinare l’Austria, là dove una guerra l’aveva sfrattata, e grazie pure ai quattrini Italiani… “isole comprese”, diceva la nota pubblicità di Aiazzone.
Inutile ripercorrere la storia dai dopoguerra ad oggi, fatta di trattati per salvare i tralicci, o di tralicci per favorire i trattati. Resta comunque una storia che ha portato in questi luoghi tanti privilegi e tanto benessere a spese di altre regioni italiane molto meno fortunate.
Alla repubblica la totale responsabilità di questa cancrena, e l’ardimentoso Durnwalder, leader della Svp, Partito Popolare Sudtirolese, cresciuto d’opportunismo e di bassezze si accinge a raccogliere tutti i frutti sperati. Il suo partito infatti ha pronto un disegno di legge, e non dubitiamo che abbia a passare. Passerà, in quanto il suo gruppo di tre Senatori (da osteria) valgono quanto un premio Nobel per la Medicina a tenere in vita il carrozzone di Prodi e possono chiedere qualunque cosa, nel silenzio assenso del Presidente della repubblica, che non può deludere (neppure lui) i suoi elettori. E allora al diavolo la toponomastica, al diavolo la perdita di sovranità e l’integrità nazionale, ed al diavolo pure i 650 mila morti che la Grande Guerra ha comportato per rendere completa e orgogliosa la nostra Patria e la nostra italianità… Il bilinguismo si riteneva sufficiente a garantire gli interessi di tutti, ma questo provvedimento lo salta a piè pari, ed ha un solo scopo : sradicare in quei luoghi ogni riferimento all’unità italiana o all’Italia in generale. È facile prevedere, che se Durnwalder non fa marcia indietro, presto l’Italia si fermerà a Trento. Oltre a questa città, l’impronta nazionale resterà riconoscibile soltanto nei fondi pubblici che le indefesse Istituzioni di questa repubblica allo sbando continueranno ad elargire da Roma capitale, per autoalimentare se stesse e questa follia, nella disgregazione di ogni valore storico e morale.
Per concludere, propongo in futuro l’abolizione di ogni festeggiamento in questa data, non sarebbe altro che un costoso esercizio di ipocrisia collettiva !

Alberto Conterio - 29.11.2007

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