venerdì 20 giugno 2008

Gli obiettivi Monarchici

Periodicamente, il mondo Monarchico italiano si mette in fibrillazione parlando di traslazione in Italia delle salme dei Sovrani ormai scomparsi e tumulati all’estero.
Ci sono momenti in cui tutto sembra volgere al meglio, altri in cui si fa presto a farsi prendere dalla depressione più cupa.
Facendo un discorso crudo e dal più ampio orizzonte, possiamo dire che questo argomento fa parte dello storico programma socio-politico dell’Associazionismo Monarchico italiano come fa e faceva parte dei programmi di tutti i movimenti e partiti politici dichiaratamente Monarchici di oggi e di ieri :

Rientro dei Principi in esilio
Abrogazione e/o modifica costituzionale al riguardo dell’Articolo 139.
Traslazione delle Salme in Italia dei Sovrani tumulati all’estero

Sappiamo bene che la strada fatta è stata difficile (o inconcludente) ed è oggi più faticosa ed in salita che mai. Vediamo i punti…

I Principi in esilio sono rientrati da tempo, ma sbagliano coloro che attribuiscono meriti a questo o quel politico e/o esecutivo di Governo. I Principi non potevano più essere tenuti in esilio, perché il tribunale Europeo sui diritti dell’uomo, avrebbe di li a poco sentenziato quanto anacronistica e draconiana fosse la pretesa di questa repubblica “della democrazia e delle libertà” di non osservare i Diritti Umani sanciti dalla Convenzione Europea firmata dalla stessa repubblica Italiana in Roma il 4 Novembre 1950.
La repubblica ha proceduto quindi facendo la minor brutta figura possibile di fronte al mondo, concedendo una deroga alla XIIIa disposizione “transitoria”.
I Principi infatti risultano essere ancora dei cittadini di serie B, preclusi nei diritti più elementari, quali la proprietà privata. Sappiamo bene inoltre, come le Istituzioni ed i media abbiamo lavorato all’unisono alcuni anni dopo questo evento nel ridurre la crescente popolarità degli eredi di Umberto II, screditandoli ingiustamente agli occhi dell’opinione pubblica a colpi di macete !

Altra storia riguarda l’Articolo 139 della costituzione repubblicana. Esso recita testualmente “La forma repubblicana dello stato non può essere oggetto di revisione”.
Le speranze nostre, di vederlo abrogato sono pari a quelle di riportare in vita i dinosauri estinti da 180 milioni di anni, e non illudiamoci che… l’eventuale rivisitazione del documento costituzionale del 1948 in versione pseudo federalista possa portare a noi Monarchici uno spiraglio sufficiente a poter ripetere il Referendum del giugno 1946.
E poi, anche se fosse, quale potrebbe mai essere il risultato ?
Ricordiamoci che contro la Monarchia Sabauda è in atto da oltre 60 anni un infame processo extra-giudiziario pilotato, con metodi stalinisti, da una coalizione di nemici di Casa Savoia che abbraccia tutto l’arco politico nazionale, dall’estrema sinistra all’estrema destra. Così come è in atto nel nostro Paese una criminalizzazione della Monarchia in generale. Avendo la possibilità costituzionale di riportare gli italiani al voto referendario sul quesito Istituzionale, occorrerebbero da oggi, almeno 10 anni di riabilitazione sociale e culturale di un popolo vessato e pilotato, per rimettere le carte in pari e giocare la partita “referendum” con le stesse possibilità. Per fare ciò, non basta la nostra buona volontà, …ci vuole una volontà Istituzionale sopra alle parti, che abbia a cuore la giustizia, l’onestà, la democrazia, il rispetto della sovranità popolare ed il rispetto della storia del nostro Paese.
Mera illusione di qualche sprovveduto !

Resta quindi per ora, di concentrarsi sulla traslazione in Italia delle Salme dei Sovrani deceduti in esilio e tumulati all’estero. Obiettivo ristretto al quale occorre puntare nel medio periodo per appianare un torto e per restare “visibili”.

Su questo argomento, sono convinto che mi farò dei nemici per quanto scriverò di seguito : dissento nel modo più assoluto da tutti coloro che sarebbero propensi a rinunciare al Pantheon pur di poter pregare in Italia sulla tomba dei nostri Sovrani.
Occorre essere onesti in proposito, e così dichiaro anche che sono propenso a credere che quasi certamente queste persone si dividono in due correnti.
La prima, in coloro che mossi da estrema innocenza e bontà “credono” giusta e vantaggiosa questa soluzione di accomodamento, la seconda, da coloro che mossi da freddo calcolo politico “sperano” di colpirci definitivamente al cuore nascondendo alla maggioranza del popolo italiano una parte della nostra gloriosa Storia impersonata dagli Augusti Sovrani in esilio e discriminati ancora oltre la morte.

Secondo costoro, sarebbe opportuno in segno di distensione e per poter affermare d’aver portato a casa un risultato, dover accettare una traslazione a Superga sulla collina di Torino delle spoglie mortali di quattro Sovrani d’Italia (due Re e due Regine) lontani dai riflettori e senza troppo disturbare il cammino incespicante di questa repubblica di corrotti e disonesti. Questo quando, perfino per le spoglie mortali del Faraone Ramsete II trasportato in Francia dall’Egitto per “cure” al suo corpo mummificato, la repubblica francese decretò al suo arrivo all’aeroporto internazionale Charles de Gaulle gli onori di Stato, con picchetti militare e rombi di cannone dovuti al suo rango di Capo di Stato.
No signori, e in questo chiedo perdono per l’insolenza che posso rappresentare invitando Casa Savoia a tenere ben alta la testa su questo argomento senza cedere alle false lusinghe di nessuno
Re Vittorio Emanuele III e Re Umberto II così come le loro consorti Regine non sono stati condannati da nessun tribunale. Essi non hanno colpe da espiare venendo nascosti di soppiatto sulla collina torinese, magari con un auto finanziamento dell’Associazionismo Monarchico .
A loro spetta di diritto il Pantheon di Roma capitale ed il Pantheon soltanto, con una cerimonia pubblica e di rango sufficiente a ricordare ed onorare il loro glorioso passato ed il loro status di Capi di Stato. Niente di meno può essere accettato da noi Monarchici restando fedeli alla Corona, così come niente di meno possiamo accettare da semplici cittadini italiani se abbiamo a cuore la nostra Storia, il nostro Paese ed il nostro futuro.

20.06.2008 - Alberto Conterio


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