martedì 7 ottobre 2014

Il pressappochismo renziano non paga



Il pressappochismo renziano non paga
Ulteriore aggravamento dell’economia nazionale

Settembre non è stato un mese per il «nostro» presidente del consiglio. Dai fischi dei lavoratori in diverse occasioni alle sculacciate dell’Europa e dell’Ocse per l’andamento poco felice della nostra economia. Il vento ha cominciato a girare anche per lui alla fine!
 

Tutti dati economici confermato quello che l’economia reale «percepisce» da tempo, l’ulteriore aggravamento della situazione, sbugiardando clamorosamente l’ottimismo spocchioso e infantile del «premier». Il disappunto, che mi porta a scrivere queste righe però è dovuto alle diverse dichiarazioni ascoltate a commento dei dati economici su citati che venivano divulgati goccia per goccia… il vice ministro all’Economia Morando ad esempio, ha dichiarato «L'economia va male, molto peggio di come avevamo previsto. Bisogna accelerare sulla strada delle riforme. Il problema non è cambiare la rotta, ma confermarla e accelerare per riportare il Paese su un sentiero di crescita stabile che è ancora lontana da essere conseguita»…
Dunque vediamo:
1)      il Paese è malato gravemente
2)      le previsioni fatte si sono dimostrate errate
3)      bisogna accelerare il piano di riforme, confermando la sua utilità

Credo che non occorra aggiungere altro, costui è da rinchiudere.

Quando un malato, dopo settimane, mesi ed anni di terapia, ha un aggravamento del quadro clinico, l’unica cosa logica che si può fare è quella di rivedere la sua cura nella globalità!

Morando invece, sicuro paladino della Troika europea asserisce il contrario… abbiamo sbagliato le previsioni (non è la prima volta. Da Monti in avanti le abbiamo sbagliate tutte), i provvedimenti intrapresi non hanno portato miglioramenti (anzi, hanno depresso in modo incredibile quello restava dell’economia italiana) ma, occorre perseverare nell’avvelenamento con i provvedimenti medesimi!!!
Resto basito, perché di fronte a tanta sfrontatezza e tanta pericolosa ignoranza ci si sente impotenti.
Detto questo, vediamo quali sono i dati commentati dal vice ministro:
L'Istat fa sapere che se la situazione non migliorerà (a questo punto anche l’Istat comincia a sperare in Babbo Natale) negli ultimi mesi del 2014, il Pil su base annua potrebbe attestarsi al -0,3%.
Per comprendere la follia cieca di coloro che guidano questo Paese, ancora a fine luglio, il «governo» era certo del consolidamento della ripresa. Cioè, data per scontata la ripresa, e si spingeva a considerare un consolidamento della stessa! Ad inizio anno era prevista una crescita dell’1%, subito ridotta ad un 0,8% cautelativamente. Ci troveremo invece a fine anno a zero, …se tutto va bene!
Quindi a un livello ben lontano dal Documento di Economia e Finanza. In totale, potremmo essere lontani dalle previsioni più di un punto percentuale. Una differenza, che significherà avere ammanchi fiscali consistenti che dovranno essere bilanciati da una ulteriore manovra di prelievo. Visto che ciò, è stato categoricamente escluso per quest’anno (per ovvie ragioni di immagine), occorrerà intervenire all’arco del 2015. Per il prossimo anno quindi, oltre ai 16 miliardi di nuove entrate già previste, occorrerà aggiungerne circa 8 nuovi miliardi.
Si tratta in totale di circa 24 miliardi… non noccioline.

Da quale «cilindro» verranno estratti, dovrebbe essere chiaro. Renzi ha «promesso» che non aumenterà le tasse. Non gli resta che accelerare le misure di risparmio sulla spesa pubblica, e siccome non basterà, perché al contrario di quanto viene sempre asserito per disinformare l’opinione pubblica e per colpevolizzare gli italiani, la nostra spesa pubblica è già inferiore alla spesa media Europea (!).
Se saranno nuove tasse o saranno altri tagli alla spesa pubblica non lo sappiamo, di certo ciò porterà ad una nuova contrazione dell’economia reale, nuove previsioni non rispettate, altri dati negativi, futuri inasprimenti fiscali, svendite di patrimoni pubblici, altri tagli su quanto resta dei servizi sociali ecc. ecc., in una spirale che non vede fine, ma che ci prospetta «la fine», perché tassare le proprietà improduttive (come ci stiamo accanendo a fare) significa solo aumentare la povertà rendendo impossibile pagare le tasse. Da sempre noi monarchici scriviamo che occorre ricavare il gettito fiscale (in percentuali eque) solo dai redditi effettivamente incassati. Non credevo ci volesse un premio Nobel per capire questa ovvietà, ma il presidente della Camera, la Sig.ra Boldrini, ha voluto invitarne uno, per una lezione di economia concentrata. Così mercoledì 24 settembre 2014, a Joseph Stiglitz, sono bastati 35 minuti per smontare il sistema Euro, l’austerity della Troika e l’agenda di Renzi sulla riforma del lavoro… Chi lo ascoltava aveva i tappi nelle orecchie? Probabilmente si!
Alla prossima… e tanti auguri!

Alberto Conterio - 26.09.2014

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