Interviste ad Alberto Conterio

giovedì 26 marzo 2026

Iran: Vie d’Uscita?

Iran: Vie d’Uscita?

Poche le vie d’uscita e tutte poco praticabili. Vediamo il perché!

La guerra di aggressione in Medio Oriente, contro l’Iran, ha creato una situazione surreale evidente a chi non si lascia “guidare” dalla propaganda mediatica che in Tivvù spacciano per informazione. Parliamo delle dichiarazioni contrastanti tra loro, riguardo alle operazioni militari che stanno evolvendo giorno dopo giorno.


In breve, risulta chiaro che gli Stati uniti d’America non stanno vincendo nulla, anzi si trovano in grande difficoltà, militare. politica ed economica.

L’Iran rispondendo colpo su colto all’aggressione è riuscito nell’intento di:

-          allontanare le portaerei e la flotta Usa a oltre 1000 km dalle sue coste,

-          rendere chiaro che sorvolare il cielo iraniano può essere pericolo. Vedere il caccia F.35 di ultima generazione e una dozzina di Droni MQ.9 Reaper da ricognizione abbattuti. Tutti velivoli dal valore di decine e decine di milioni di euro l’uno, all’apice della tecnologia oggi esistente, per citare i risultati più eclatanti,

-          distruggere un numero ormai imprecisato di radar di controllo e radar di allarme precoce americani della regione, accecando di fatto la possibilità di tracciare i missili balistici in partenza verso i bersagli,

-          colpire e sloggiare ogni base americana nell’area con grande costernazione delle monarchie del golfo, che su di esse basavano la loro sicurezza, pagando profumatamente,

-          colpire importanti infrastrutture di produzione trasformazione e stoccaggio di prodotti energetici GNL, GPL e Petrolio, Benzina e Gasolio dei vari vassalli degli Americani nel golfo e nel mar Rosso,

-          chiudere lo stretto di Hormuz al transito di ogni nave che trasporti prodotti da e per i nemici dell’Iran o abbiano concluso i contratti in Dollari,

-          ottenere senza chiederlo, l’annullamento delle restrizioni sul commercio del proprio petrolio, tentativo disperato degli Americani per cercare di calmierare l’aumento del prezzo del greggio al barile (una cosa umiliante per chi dice di aver “obliterato” il nemico),

-          annullare le difese aere di Israele con il risultato di poterlo colpire ormai indisturbatamente a piacere.

Tutto questo, ha chiaramente traumatizzato non solo gli Americani, che come al solito, non hanno saputo valutare l’avversario per la sua forza reale, ma anche gli alleati nel golfo che cominciano a chiedersi se sia stato un affare spendere miliardi di dollari in questi anni, per essere abbandonati a se stessi alle prime difficoltà in favore di Israele. L’Unione Europea in generale, scopre ora che l’avventurismo di Trump rischia di trascinare i Paesi membri nel baratro della penuria energetica, dopo aver tagliato volontariamente i contratti con la Federazione Russa negli anni passati.

Sorge quindi spontanea una domanda: Che si fa ora?

Le possibilità per Trump e gli Stati Uniti d’America sono davvero poche e tutte irte di grandi punti interrogativi. Certo il Presidente Americano, può andare in televisione (potendo contare su media pagati per diffondere fantasie) e dichiarare solennemente che la guerra è vinta e che tutti gli obiettivi sono stati raggiunti. Chi può smentirlo tra i camerieri che gli stanno intorno?

In fondo hanno immagini di distruzioni immani, Ali khamenei ed alti ministri e funzionari iraniani sono stati assassinati come cani, il programma nucleare iraniano è stato annullato (un’altra volta… dicono), le forze armate iraniane hanno subito rovesci immani e sono state ridotte al silenzio no?

Peccato che per dichiarare vittoria, o per ottenere almeno una tregua sia necessario che il tuo avversario sia d’accordo con te, di fermare le operazioni militari, ma ciò non sembra tanto realistico, in quanto l’Iran per bocca dei suoi leader, ha dichiarato solennemente che nessun accordo sarà possibile se non dopo aver certezza che queste aggressioni non si ripeteranno in futuro, e che saranno loro a decidere quando sarà il momento di fermarsi.

Un primo comunicato del Presidente Americano in tal senso parlava di un accordo su 15 punti che l’Iran era in procinto di accettare, ma è stato prontamente smentito dal tenente colonnello Ebrahim Zolfaghari, portavoce del quartier generale centrale dell'esercito iraniano. Nel frattempo, per non smentirsi, mentre si parla di accordi, le navi assalto anfibio Tripoli e Wasp si stanno avvicinando all’Iran con il compito, pare, di sbarcare dei Marines sull’isola di Kharg per aprire la strada dello stretto.

Viene da chiedersi se al Pentagono sono degli incompetenti o solo impazziti. L’isola di Kharg non ha ripari naturali. Sbarcare una forza terrestre su uno spiazzo aperto davanti alle difese iraniane e come mettere un topo in un barile e giocare al tiro a segno con una carabina. I Marines faranno la fine dei soldati Neozelandesi sbarcati a Gallipoli nel 1915! Un disastro annunciato… Auguri

Inoltre c’è il problema “Israele”, e non è un problema da poco. Mentre il Presidente Trump, tra un annuncio e l’altro tenta di togliere le castagne dal fuoco, Israele cerca di rilanciare con False Flag e attacchi a infrastrutture critiche al solo scopo di coinvolgere più partecipanti ancora.

E se questo giochino dovesse rilevarsi insufficiente per raggiungere i suoi scopi, siamo ceri che non ricorrerà all’arma nucleare?

Con la follia che hanno dimostrato, il loro cinismo, il loro senso di superiorità, il loro mandato divino e la criminale violenza di cui sono capaci, se messi alle strette, costoro sarebbero capaci di lanciare qualsiasi cosa, anche le segretissime bombe nucleari di qui dispongono (che non hanno mai dichiarato di possedere ufficialmente) non solo sull’Iran ma su chiunque cerchi di ostacolarli nelle loro intenzioni. La stessa Turchia è in pericolo, ed Erdogan ha preso giustamente posizioni contro Israele.

Per fortuna, a scongiurare questa possibilità, si sono schierati attori come la Russia, la Cina, la Corea del Nord e il Pakistan, tutte potenze nucleari, che hanno fatto sapere attraverso i loro canali diplomatici, che non riterrebbero accettabile ciò, e che provvederebbero a rispondere adeguatamente ad un simile attacco.

La mia analisi termina qui, …non credo che vi siano altre possibilità per gli Americani, di limitare i danni, se non accettare di aver perso il controllo della regione e di sbaraccare le basi in medio oriente, tenendo sotto stretto controllo gli estremisti sionisti d’Israele. In questo modo, potrebbero sperare di poter ottenere delle condizioni che possano ritardare la crisi economica interna, i problemi sociali consequenziali e la de-dollarizzazione in atto, vero incubo per il bilancio federale americano.

Entrare in guerra contro l’Iran, contro ogni previsione che lo sconsigliava, non è stata una buona idea!

 Alberto Conterio - 27.03.2026

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