Interviste ad Alberto Conterio

giovedì 18 giugno 2026

Ucraina: un diverso punto di vista

Ucraina: un diverso punto di vista

Una voce fuori dal coro dall’unione del pensiero unico Europeo

Dall’Unione Europea, all’Euro, dai vaccini alla guerra contro la Russia, non c'è tema ormai, o questione, su cui non sia “pericoloso” esprimere una opinione, un dubbio, una critica o anche solo un pensiero, non dico divergente ma anche solo parallelo. Opinioni dubbi e critiche, provocano immediate reazioni, palesemente esagerate. Reazioni anche violente. Vere e proprie accuse, processi sommari, inquisizioni. Si passa in un attimo dall’appartenere alla “società” ad esserne emarginati, o peggio, si può finire in una delle numerose liste di proscrizione, che compaiono come funghi sui principali quotidiani italiani senza mai essere commissionate da qualcuno che se ne accolli la responsabilità: compaiono insomma, e tanto basta!

Quando il 24 febbraio 2022, la Federazione Russa, rispondendo alle sue necessità di sicurezza e ad una richiesta delle Repubbliche popolari indipendenti di Donetsk e Lughansk, ha varcato il confine Ucraino, iniziando l’operazione militare speciale, erano pochi quelli che potevano immaginare gli sviluppi che, a distanza di due anni ormai, si stanno manifestando all’orizzonte.

Il racconto “occidentale” che vuole una Russia isolata internazionalmente, in difficoltà economiche, tormentata da rivolte interne contro un regime oppressivo, con forze armate allo sbando e contrastate sul campo da un esercito ucraino eroico e vincitore, resta un racconto appunto. La realtà, è tutt’altra cosa. 

Aleksander Pushkin, nel 1831 scriveva: "L'Europa nei confronti della Russia è sempre stata tanto ignorante quanto ingrata. Un'Europa ostile sta attaccando la Russia per il momento non con le armi, ma con calunnie frenetiche quotidiane ... Siamo rimasti stupiti nel vedere la democrazia nel suo disgustoso cinismo, nei suoi crudeli pregiudizi, nella sua intollerabile tirannia. Tutto ciò che è nobile, disinteressato, tutto ciò che eleva l'animo umano - è soppresso dall'egoismo inesorabile e dalla passione per la soddisfazione personale"

Sono passati quasi 200 anni, ma sembra non essere cambiato nulla. Sono parole di assoluta attualità...

Lo scontro tra l'Occidente da una parte, Russia e Cina dall'altra, falsamente descritto come una lotta tra democrazia e autoritarismo, viene definito in Russia uno scontro di civiltà, dove Russia e la Cina offrono un'alternativa al progetto occidentale di globalizzazione. E questa alternativa risulta anche più attraente in termini di visione del mondo per molte civiltà, paesi e popoli. È significativo che ciò si sia manifestato chiaramente nelle azioni dei paesi dell'America Latina. Brasile, Bolivia, Venezuela, Guatemala, Messico, Nicaragua e altri abbiano cominciato a rifiutare le “regole” imposte dagli Stati Uniti d’America, anche sotto minaccia militare… e il Venezuela, ancor oggi, non è stato domato, nonostante il rapimento del suo legittimo Presidente!

Si oppongono a questo mondo di violenza e sopraffazione i Paesi che guardano con speranza alla Russia e alla Cina. Il loro progetto di un ordine multipolare come comunità viva di soggetti pensanti, che mantengono la propria specificità culturale, religiosa, spirituale e politica in paesi sovrani appare chiaramente preferibile all'appiattimento delle differenze imposto dall'egemonia culturale, economica e politica anglosassone. Una egemonia che con le buone o le cattive, produce una massa amorfa, digitalizzata e schiavizzata da gruppi di potere transnazionali che si muovono nell’ombra attraverso ricatti finanziari.

La vittoria ideologica di Cina e Russia si delinea inevitabile in quanto fuori dalla zona anglosassone il progetto distopico degli ultra-globalisti si è inceppato, incontrando giorno dopo giorno una resistenza sempre maggiore.

Quando l'Ucraina sarà trasformata in un deserto di rovine, smembrato tra Russia e Polonia, con milioni di profughi, mentre la recessione distruggerà quel che resta del welfare europeo e la nuova cortina di ferro sul mar Baltico ci costringerà a tempo indefinito a spendere le ultime risorse in armamenti, quel giorno e in tutti gli anni a venire, dobbiamo ricordarci il nome di tutti quei politici, opinionisti e giornalisti che dal febbraio 2022, ci hanno spiegato come fosse un affronto inaccettabile per l'Ucraina sovrana rinunciare all'adesione alla Nato e accettare gli accordi di Minsk, che aveva sottoscritto solo pochi anni prima e che non aveva mai rispettato.

E dobbiamo ricordare tutti coloro che hanno lavorato ogni giorno per rendere ogni trattativa impossibile, che hanno nutrito ad arte la russofobia, che ci hanno descritto con tinte lugubri la pazzia di Putin, che ci hanno spiegato come l'Europa ne sarebbe uscita più forte di prima, che ci hanno raccontato che la via della pace passava attraverso la consegna di tutte le armi disponibili, che hanno incensato un attore cocainomane, come uno statista e un prode condottiero del suo popolo.

Se non avessero avuto la meglio queste voci miserabili e vergognose, e l'Ucraina non fosse stata incoraggiata in ogni modo a "tenere il punto" fregandosene cinicamente delle tragedie che colpivano la popolazione, l'Ucraina oggi sarebbe un paese cuscinetto, neutrale, tra Nato e Russia - con tutti i vantaggi dei paesi neutrali che sono contesi commercialmente in tutte le direzioni - un paese pacifico senza la necessità di piangere centinaia di migliaia di morti!

Personalmente non pretendo che leggendo questa riflessione possiate reagire in modo autonomo e cambiare la vostra opinione sull’argomento, ma spero almeno d’avervi fornito un diverso punto di vista, per individuare e mettere in fila una serie di puntini perché possiate seguirne il corso, unendoli magari…

Alberto Conterio - 10.06.2026

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