Interviste ad Alberto Conterio

martedì 22 settembre 2026

La Germania sta affondando

La Germania sta affondando

Le rinnovabili pure...

Le difficoltà economiche tedesche, pur procurandomi un certo piacere, mi interessano meno di nulla e passerei oltre dovendo scrivere un articolo di attualità. In questo caso però, spenderò qualche minuto per rendere noto un vero paradosso, anzi una barzelletta, che sbugiarda decenni di mala informazione e propaganda al riguardo. Parliamo di rinnovabili…

L'operatore di parchi solari Enerparc AG è in liquidazione. L'azienda (fino ad oggi) risultava essere uno dei più grandi operatori indipendenti di impianti fotovoltaici in Europa e gestisce circa 500 parchi solari in Germania e in tutto il mondo, con una potenza nominale totale di circa 5,5 gigawatt!!!

Circa sei mesi fa, Enerparc AG aveva ottenuto un finanziamento statale di un miliardo di euro. Ciò però, non ha impedito che ora l'azienda sia in liquidazione.

Sorgono spontanee alcune domande… la prima è una semplice curiosità: perché un finanziamento statale di un miliardo di euro a Enerparc AG si può fare, mentre un finanziamento di Stato ad una azienda italiana in crisi diventa “concorrenza sleale”?

La risposta potrebbe già essere illuminante circa il sistema mafioso che regola le politiche europee, ma passerei oltre!

Quanto succede ad Enerparc AG è incredibile, in quanto il settore del fotovoltaico, in un momento di profonda crisi degli approvigionamenti energetici, dovrebbe avere la strada spianta verso un futuro più che roseo no?

La fonte di questa notizia, (articolo qui) curiosamente, non rende pubblica la causa esatta della crisi dell'azienda. Ci si chiede il perché...

Forse che le cause vadano a collidere con la propaganda che spacciava questa tecnologia come redditizia e naturalmente ecologica?

Non sono decine di anni che ci propinano come un dogma religioso che il Sole è gratis e l’energia prodotta con esso è pulita?

Sfatiamo il mito: l’energia prodotta con i pannelli fotovoltaici non è per nulla pulita. Tralasciando il disastro ecologico che si ha per estrarre e lavorare le materie prime necessarie, lo smaltimento dei vecchi pannelli ormai esausti diventa un incubo è il suo costo non è indifferente. Basta dare un’occhiata su Google, digitando “smaltimento pannelli fotovoltaici” per ritrovarsi davanti ad un ginepraio intraducibile, dove i costi possono arrivare a cifre considerevoli per singolo pezzo. Provare per credere!

Naturalmente non si fa menzioni al processo di smaltimento che adottano queste aziende specializzatissime, ma sono pronto a scommettere che non è “pulito” e non è privo di rischi per la nostra salute!

Detto questo, la reddittività di questi parchi fotovoltaici, deve essere sufficiente a ripagare gli investimenti fatti (non grazie al Sole ma grazie ai contributi in bolletta che pagano tutti gli utenti) finché non si tratta di dover affrontare le spese di smaltimento dei pannelli esausti. Sarà forse per questo che Enerpac AG, dopo aver incassato ciò che c’era da incassare, ora che si tratta spendere si ritrova al mal partito! Ed i tempi, sembrerebbero confermare questa ipotesi, in quanto la vita di questi apparecchi è di circa 20 - 25 anni, e guarda caso, l’installazione intensiva di essi, soprattutto in Germania è cominciata nei primi anni 2000!

Quando sentiremo parlare di questi aggeggi in futuro, cerchiamo di ricordarci quanto succede in Germania, anche se la propaganda continuerà a strombettare le sue fantasie!

Alberto Conterio - 17.09.2026 

mercoledì 9 settembre 2026

Una società allo sbando verso l’estinzione

Veneto: approvata la legge sul fine vita

Una società allo sbando verso l’estinzione

La notizia nuda e cruda e che il Consiglio Regionale del Veneto ha approvato la legge di iniziativa popolare sul fine vita, segnando una prima assoluta per una Regione guidata dal centrodestra. Il provvedimento ha ottenuto il sostegno di Lega e Forza Italia, insieme ai consiglieri del centrosinistra, mentre Fratelli d’Italia ha votato contro.

La legge è stata approvata con 32 voti favorevoli, 14 contrari e 5 astensioni. A sostenerla anche l’attuale presidente Alberto Stefani e Luca Zaia, presidente del Consiglio Regionale.

Il Veneto diventa così la quarta regione italiana a dotarsi di una normativa sul suicidio medicalmente assistito, dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna. Stop!

Personalmente non ho un’opinione precisa e definita sull’argomento così come non ne ho su altri argomenti di carattere etico e morale, perché ritengo che tanto dipenda da una cornice di contesto, e da variabili e fattori quasi infiniti, …però qualche domanda me la pongo e in fondo a pensarci, sono domande che guidano in ultima analisi la mia stessa opinione.

La prima domanda che mi pongo è la seguente: gli elettori di centro destra - o quella cosa lì - avevano eletto questo Consiglio Regionale, votando per Zaia ed i suoi accoliti perché avevano letto e approvato un programma politico che prevedeva la necessità di un tale provvedimento?

No, vero? Infatti questo provvedimento non faceva parte del programma politico della Lega e della coalizione che hanno portato al potere Zaia in Veneto, …e allora, con quale diritto è stata approvata? È questo il livello di democrazia che desideriamo per il nostro Paese?

Poi mi chiedo: com’è possibile che un provvedimento di questo genere possa essere deciso autonomamente da una regione? Siamo forse un Paese federalista? Ciò vuol dire che se io vengo ricovero in Veneto posso ottenere qualche cosa che non posso ottenere in un’altra regione? Non è discriminazione questa?

Infine mi vengono alla mente alcune considerazioni di diverso carattere…

Si comincia con i malati terminali per pietà - poi come in Canada - ad un anziano all’ospedale, visto l’alto costo, gli offriremo di farla finita …per risparmiare? Ma lo sappiamo che dopo 7 anni dall’approvazione di quella legge in Canada, l’anno passato si sono registrate più di 16.000 morti assistite? …la quarta causa di morte del Paese!!! Erano tutte persone malate terminali che avevano il solo desiderio di morire o a maggioranza erano persone alla quale lo Stato e la Società risultante da questo Stato, non hanno dato loro altre possibilità che farla finita?

Questa legge dunque, subito dipinta come una conquista di libertà, è a mio avviso la porta alla schiavitù!

Perché si comincia così, con il sorriso sulle labbra… basta esserne consapevoli!

Vi faccio un altro esempio terra terra e più o meno sullo stesso argomento: la moda della cremazione dopo la morte, è forse da ritenersi una consapevole presa di posizione della popolazione, o il risultato di anni di propaganda subdola mirante a liberare spazio nei cimiteri?

Provate a pensarci… è una nostra consapevole necessità impellente e ragionata quella di richiedere la cremazione una volta defunti? Ne siete sicuri? Dov’è finito il rispetto sacro del corpo di un defunto che fa parte della nostra millenaria cultura?

E avanti di questo passo!

Con la dovuta “preparazione” dell’opinione pubblica potremmo presto ritrovarci alla presentazione di Leggi che prevedano la morte assistita per “vita completata”, come succede in Olanda ad opera del partito D66, il partito dei democratici liberali olandesi. Costoro hanno presentato in Parlamento una nuova versione della legge per il suicidio assistito per “vita completata”, già tentata e bocciata in passato. Se approvata, consentirà l’aiuto di stato alla morte a persone di almeno 75 anni che non hanno i requisiti per accedervi - non sono malate - ma mostrano un desiderio “attentamente considerato” di morire perché ritengono che la loro vita sia conclusa e che vivere non abbia più alcun senso. Nel maggio del 2022, il Consiglio di Stato aveva dato un parere negativo al testo di legge, chiedendo più tutele per chi chiedesse di morire, perché si disse, era necessario dare più tempo per la riflessione e accertare che il suicidio fosse davvero l’unica soluzione alla sofferenza di vivere.

Chiaro il concetto? Il Consiglio di Stato di questo modernissimo e sviluppatissimo e “democratico” Paese occidentale non ha stabilito che la proposta di Legge non era compatibile con una società sana, come sarebbe naturale pensare, no, ha semplicemente chiosato sul tempo di riflessione! 

Così la nuova proposta, presentata dalla deputata Anne-Marijke Podt (che a mia umile e modesta opinione deve essere una persona disturbata fin dalla più giovane età) aumenta da due a sei mesi il periodo di riflessione, e prevede anche il coinvolgimento nella procedura di “consulente di fine vita”, che dovrà accertare che la richiesta di morte sia “ponderata, volontaria e sostenibile”!

Anche in questo caso, desidero essere più chiaro possibile: Lo Stato, nato per difendere i cittadini - soprattutto i più deboli - invece di creare eventualmente figure professionali che aiutino le persone anziane che hanno dei problemi (di qualunque genere essi siano) preferisce pagare qualcuno che “accerti” che la richiesta di morte sia “ponderata, volontaria e sostenibile”! Ok? Tutto chiaro?

Di fronte a questa deriva, che considero inumana, anti-storica, illogica e in prospettiva contro la sopravvivenza stessa del genere umano, possiamo apprendere dell’approvazione della Legge sul fine vita in Veneto, considerando il fatto come una notizia positiva?

Considerando lo stato delle casse dell’INPS e la riduzione costante dei fondi per la Sanità pubblica, potremmo presto dare ai pensionati meno fortunati due opzioni: la prima prevede l’indigenza in solitudine, la seconda, prevede una bella iniezione gratis, per mettere fine alle sofferenze di una vita di merda, passata a lavorare 50 anni come precari per una ciotola di riso!

Dopotutto a cosa serve il progresso?

E in tutto questo, il Papa e il Vaticano hanno intenzione di dire qualche cosa oppure va bene così?

04.09.2026 - Alberto Conterio