Interviste ad Alberto Conterio

venerdì 13 maggio 2011

Cultura, educazione e comportamento

Cultura, educazione e comportamento
Studenti al pascolo

Desidero affrontare quello che oggi è considerato ormai un tabù, come poteva esserlo il sesso ad inizio novecento. Si tratta dell’educazione e del comportamento dei nostri figli, dei ragazzini di questa Italia insomma, di coloro che domani dovranno perpetuare l’italianità nel mondo.
Costretto a fare un lungo tragitto in auto per recarmi e tornare dal lavoro, ho spesso la possibilità di osservare frotte di ragazzini che ogni mattina si recano a scuola mentre transito davanti ad un istituto oppure mentre attendo semplicemente il mio turno ad un semaforo.
Mi spiace dover scrivere che al posto di ragazzini, pare di assistere ad una claudicante mandria di animali che si recano al pascolo nella più assoluta maleducazione e disordine.


Visto che la nostra Patria è da sempre considerata la terra della cultura, dell’arte e della poesia, viene da chiedersi come ciò sia possibile di fronte a tanto scempio nella “materia prima”. Cultura, arte e poesia infatti, non possono trovare terreno fertile in una società dove le regole quotidiane della convivenza civile (come stare a tavola, come parlare a una persona sconosciuta, camminare per la strada, come vestire per le diverse occasioni della vita e della giornata, quale contegno tenere nei luoghi pubblici o come manifestare il proprio dissenso nel corso di una conversazione) sono disattese, dove comportamenti scorretti e volgari - insulti, parole forti e bestemmie - e atteggiamenti chiassosi, sono ormai considerate “normalità” e regole di vita.
Non facciamo fatica ad individuare i responsabili di tanta decadenza nella classe dirigente espressa dalla repubblica degli ultimi trent’anni, nella scuola post sessantotto che non insegna nulla per “favorire” la creatività individuale, nelle famiglie con genitori abbruttiti dalla fretta, da anni di conflittualità permanente sul lavoro, da innumerevoli casi di ingiustizia, corruzione politica e molti altri “esempi” proposti a tamburo battente dalla televisione.

Scandalizzarsi quindi, per i tagli di oggi alla cultura in un Paese come il nostro è curioso, ed il rimedio della tassa sulla benzina per finanziarla non mi ha sorpreso affatto, in quanto non si può pretendere di risolvere un problema se il problema non lo si conosce ...partendo dalle radici. E come pretendere insomma, che i maiali in presenza di perle preziosissime, non le ingoino al posto delle ghiande. Maiali sono !
Torniamo ai ragazzini di oggi; domani potrebbero diventare ministri. Sarebbe forse opportuno, educarli meglio.

Un tempo venivano osservate le regole dettate dal manuale di buon comportamento, “Galateo” si chiamava. Esso stabiliva una linea di condotta esemplare, mutuata sull’esempio dato dal corpo dirigenziale del Paese stesso, aristocratico o dell’alta borghesia che fosse. E’ chiaro che con gli esempi che abbiamo oggi a disposizione, non vi sia nulla da imparare, ma ritengo che molto si potrebbe fare e con poco sacrificio per ridare dignità alla nostra società, invertendo la tendenza che nella massima libertà di espressione, identificava il nuovo cittadino standard, con i risultati che possiamo ammirare !

Facciamo alcuni esempi di comportamenti ritenuti “normali”oggi, con i dovuti suggerimenti :

1)      Quando si attraversa la strada (sulle strisce pedonali) perché un auto ci ha ceduto il “passo”, cerchiamo di farlo in modo sollecito e ricordiamoci di accennare un ringraziamento. Non è dovuto, ma è educato, e contribuisce alla qualità della vita di tutti. Domani potremmo essere noi alla guida dell’auto.
2)      Sui mezzi pubblici, nelle sale di attesa ed in qualsiasi altro luogo, sforziamoci di cedere il posto, o la precedenza alle donne, alle persone più anziane, ai malati. Nessuno di noi, può ritenersi sufficientemente stanco da ritenersi esentato da ciò, anche dopo 10 ore di lavoro. È un’azione cortese, che prima o poi ci verrà ricambiata.
3)      Insegniamo ai nostri ragazzini che quando si saluta una persona adulta, a maggior ragione se non la si conosce, si dice “buongiorno” e non “ciao”. Non toglie nulla alla spontaneità del minore, ma lo presenta meglio e lo prepara in futuro a ragionare autonomamente.
4)      Non si urla per strada. Ciò, non solo perché impedisce la libertà altrui di riposare ma anche perché è estremamente volgare.
5)      In prossimità di una fermata del tram, del bus o del metrò, non ci si siede per terra nell’attesa. Intanto perché non è igienico - con gli stessi vestiti potremmo sederci alcuni minuti dopo su una poltrona o una sedia di casa nostra - e poi perché evidenzia indolenza, e incapacità della persona di pazientare pochi minuti. Assenza di autocontrollo insomma.
6)      Quando si cammina sarebbe il caso di guardare avanti, senza ciondolare la testa e le spalle come vacche al pascolo. Sforziamoci inoltre di camminare eretti, …è una capacità acquisita dall’uomo in tempi primordiali e che lo distingue dagli animali. Curiamo inoltre l’apertura della punta dei piedi rispetto ai talloni, …il servizio di rimozione della neve sui marciapiedi è un servizio fornito dal Comune. Per l’andatura, che dovrebbe tener conto di svariate variabili, è sufficiente evitare la baldanza del cow boy appena sceso dal cavallo.
7)      Se indossiamo un berretto, che sia calzato nel verso giusto, altrimenti non serve a nulla, e fornisce di noi un immagine disordinata.
8)      Gli occhiali da sole - utilissimi per carità - vanno immediatamente tolti quando si entra in un luogo chiuso o si accenna a chiedere informazioni o a dialogare con qualcuno. I nostri occhi sono uno specchio, e noi abbiamo il dovere di dimostrare che non nascondiamo nulla. È veramente odioso dialogare con una persona o rispondere ad una informazione per strada senza poter vedere gli occhi del nostro interlocutore.
9)      In mancanza di un cestino dell’immondizia, ciò che abbiamo tra le mani da buttare, va conservato con cura fino a quanto non si trova ciò che serve… cioè un cestino dell’immondizia !

Potrei continuare con altri 10, 100 o 1000 esempi ma sarebbe noioso.
Qualcuno ora potrebbe obiettare che il mio desiderio è di militarizzare il comportamento dei nostri “poveri ragazzini” limitando il loro modo di essere, la spontaneità e la loro creatività.
A costoro non ho problema a rispondere che si sbagliano, e che al contrario sono proprio loro (i ragazzini) con un comportamento “di gruppo” standardizzato al peggio, volgare, maleducato e indolente a limitare la loro creatività e spontaneità.
È pur vero, che una laurea a pieni voti, apre molte porte e possibilità nella vita, e che per studiare non è necessario essere educati, ma è pur vero che, a questi laureati, capiterà prima o poi di dover partecipare ad un pranzo di lavoro, ad un convegno all’estero, ad un viaggio di rappresentanza, a dover supervisionare un gruppo di collaboratori. Bene… in quel momento, il valore della laurea andrà di pari passo con la capacità di comportarsi con autocontrollo, in modo civile ed educato !

In mancanza di una scuola pubblica adeguata, che il Ministro Gelmini Mariastella non ha saputo riformare (l’ennesimo fiasco) spetta a noi genitori fare la differenza.
È un dovere nei confronti dei nostri figli e nostra Patria. L’Italia !

Alberto Conterio - 13.05.2011

lunedì 2 maggio 2011

Opinioni preconcette e libertà

Opinioni preconcette e libertà

Al giorno d’oggi, nel nostro Paese, definirsi pubblicamente “monarchici”, vuol dire sfidare l’opinione preconcetta della quasi totalità dei nostri connazionali. Come dichiararsi pro-nucleare dopo il fattaccio di Fukushima insomma. Un sorrisetto isterico, è il minimo che occorre saper sopportare dagli interlocutori più educati e tolleranti, …qualche battuta, quando non un insulto invece, debbono essere considerate reazioni “normali” !


Eppure la monarchia, così ben rappresentata nella nostra vecchia Europa, gode di fondato rispetto in quasi tutte le nazioni civili, siano esse istituzioni monarchiche o repubblicane.
Che la monarchia ereditaria e costituzionale sia da preferire sempre ad un sistema elettivo è un dato di fatto, comprovato dal maggior grado di tolleranza e democrazia espresso dai Paesi così organizzati istituzionalmente, e non solo in Europa.

Dall’inizio di questo 2011 poi, stiamo assistendo ad una serie quasi ininterrotta di sommovimenti popolari che interessano tutti i Paesi che si affacciano sul mediterraneo dal nord africa al medio oriente, contro i loro rispettivi “presidenti”. No, non ho scritto contro i loro dittatori, perché pur avendo già dimostrato che la stessa figura del Dictator, fu inventata nella Roma repubblicana per necessità di comando e potere, in questi casi, è corretto parlare di normali presidenti, legittimati, onorati e rispettati dalla comunità internazionale, al pari del Re di Svezia o del Presidente Napolitano !
Le nazioni civili e democratiche dell’occidente, non dialogano con i Dittatori, …giusto ?
Assistiamo quindi al fallimento in serie di tutte le repubbliche sorte dopo la seconda guerra mondiale in queste terre. Niente progresso, niente giustizia sociale, pochi diritti - specie per le donne - poca uguaglianza e libertà per il popolo.
Tutte bandiere sventolate con energia, ipocrisia e tanta demagogia da coloro che, ad ogni passaggio da una monarchia ad un repubblica, salutano “il progresso raggiunto” !

Da tanto scempio, sono escluse le uniche nazioni rette da Sovrani; Re Mohammed VI del Marocco e Abdallah II di Giordania.
Sovrani che non ho fatica a definire illuminati, come furono illuminati i Sovrani Europei all’alba del processo di democratizzazione che prese avvio quando le follie rivoluzionarie francesi e Napoleoniche ebbero termine, di cui Carlo Alberto di Savoia fu uno degli artefici maggiori.

Il compito di queste monarchie non è facile ed si svolge su un duplice campo, interno contro l’estremismo radicale religioso e contro le più contorte tradizioni tribali, ed esterno, contro gli interessi internazionale delle nazioni più progredite e sviluppate, che in questi Sovrani vedono un ostacolo “naturale”al loro appetito. Non è un caso, che in Libia, Mohammed al-Senoussi, principe ereditario del deposto Re Idriss, pur essendosi proposto dall’esilio, per fare di tutto in favore della creazione di uno Stato democratico, ed essere pronto a servire il popolo libico almeno per un periodo di transizione, non è stato neppure preso in considerazione dai Paesi interessati alle risorse energetiche la presenti… Francia Gran Bretagna, Stati Uniti ed Italia. Molto meglio dare l’appoggio ad un gruppo di sconosciuti interlocutori, che domani, spartendosi il potere tra loro, saranno certamente meglio disposti a concedere favori allo straniero che maggiormente li ha appoggiati !
È la storia di sempre insomma, quando si parla di denaro e potere, “una” repubblica appare in vantaggio sulla stabilità, la giustizia, e le maggiori garanzie di liberta e democrazia offerte dalla monarchia.

Romania, Bulgaria ed Albania in Europa, così come in Afganistan, dove la restaurazione monarchica sembrava possibile, al bene del popolo abbiamo anteposto gli interessi internazionali. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, ecco perchè continuerò a sfidare i sorrisi di sufficienza e le battute saccenti dei miei acculturati interlocutori senza problemi.
È giusto però che queste popolazioni debbano soffrire per la loro supponenza e ignoranza ?

Alberto Conterio - 02.05.2011
anche su : Politicamentecorretto

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mercoledì 27 aprile 2011

L’Italia degli italiani


L’Italia degli italiani

Molto s’è scritto e detto negli ultimi 12 mesi pro e contro l’unità d’Italia, tanto che l’argomento sembra aver perso nelle ultime settimane parte del suo interesse, almeno tra coloro che sono pagati per scrivere o per pubblicare quanto scritto. Questo mi porta a tentare una considerazione prima che questo evento giunga “all’apoteosi del 2 giugno” dove alla presenza dei Capi di Stato di tutte le Nazioni che hanno particolari interessi comuni con la nostra Patria, verrà festeggiato il 150° anniversario “della repubblica” come scritto qualche mese fa su “La Stampa” di Torino - mica un giornaletto di provincia - da uno zelante scribacchino leccapiedi delle attuali istituzioni. Auguriamo a costui, che il suo errore fosse voluto, in omaggio al regime. In caso contrario sarebbe il caso di parlare di ignoranza, …incresciosa ignoranza di chi, ha il compito di informarci, non di  tediarci con barzellette di pessimo gusto ! 


Quale conclusioni insomma abbiamo tratto in occasione della giornata del 17 marzo scorso ?
E’ innegabile che, anche se distratti da informazioni storiche incomplete, talvolta mistificate per questioni d’opportunismi istituzionale, gli italiani - la stragrande maggioranza degli italiani - hanno risposto magnificamente al “compleanno d’Italia, relegando i suoi nemici a pure comparse folcloristiche di nessun peso !
Chi ama ripetere ad ogni occasione che gli italiani sarebbero da fare, o che gli italiani non son popolo, hanno ricevuto un sonoro manrovescio in pieno viso, venendo smentiti clamorosamente dalla foltissima e assai sentita dimostrazione di appartenenza e di affetto degli italiani verso il loro Paese natio !
Leghisti al nord e Neoborbonici al sud, sono rimasti travolti da un’onda di marea che, montata per il 17 di marzo, non si è ancora ritirata completamente, lasciandosi alle spalle dopo oltre 40 giorni, ancora migliaia di tricolori esposti in ogni dove. Segno evidente che gli italiani sono fatti eccome, al contrario dell’ultimissima classe dirigente di questa repubblica, che, dedita soltanto all’interesse suo personale, trova nell’Italia un ostacolo fastidioso ai propri affari !

Dopo anni passati ad ascoltare calunnie e barzellette, il buon popolo italiano, dalle Alpi a Lampedusa, ha drizzato la schiena per questo giubileo, ritrovando l’orgoglio di appartenere ad una grande Nazione dove la civiltà e il diritto, non sono invenzioni moderne, ma un cammino ininterrotto di oltre 25 secoli di storia comune.
Ed ecco spiegata questa ritrovata coscienza nazionale, annebbiata forse, ma non scomparsa, come fosse tramandata geneticamente dai nostri più lontani antenati, …come un istinto, che prevale le ragioni e le soggettività inquinate degli ultimi anni.

A noi monarchici, che pensavamo di avere a che fare ormai con gente priva di questi “interessi”, il compito negli anni a venire di ricreare la memoria storica sottrattaci, per dare un maggiore senso a questa coscienza nazionale. Casa Savoia ritroverà allora in modo naturale il suo ruolo guida, di sprono allo sviluppo sociale ed economico che manca da troppo tempo in questo Paese.

Mentre in questi giorni, osservo tanti tricolori appesi alle balconate, provo una profonda emozione pensando a quanti hanno dato la loro vita per l’Italia, tanto in pace come in guerra.
Di lassù, voglio credere che tutti questi Eroi, più o meno conosciuti, possano sorridere soddisfatti. Da parte mia un sentito grazie ! 

Alberto Conterio - 27.04.2011