Stati Uniti d’America contro Unione Europea
Il tramonto
su Wall Street e la guerra finanziaria tra alleati
The Economist è un settimanale di attualità britannico d'informazione politico-economica molto importante che in un suo recentissimo editoriale parla di gravi preoccupazioni dell’autorevole think tank Atlantic Council. L’Atlantic Coucil, è un centro studi, con sede a Washington, fondato nel 1961, ha tra i suoi scopi principali la promozione della leadership e la cooperazione della stessa tra gli Stati Uniti e i suoi alleati internazionali per affrontare le sfide globali, del mondo globalista.
Nell’articolo, viene riportato che la supremazia finanziaria degli Stati Uniti ha iniziato a indebolirsi, ma è interessante notare che la causa di ciò, per il think tank Americano, non risiede nella ormai avviata de-dollarizzazione come possiamo pensare, ma la frammentazione dell'infrastruttura dei pagamenti.
A seguito dell'introduzione di sanzioni negli anni a diversi Paesi sovrani non
allineati e soprattutto quelle più recenti contro la Russia (e quindi della
reazione di Mosca ad esse) e sullo sfondo dello sviluppo dell’infrastruttura CIPS
cinese e dello Yuan digitale, e ora anche della presa di coscienza su questi
argomenti in Europa, Brasile e India, sempre più paesi cercano di ridurre la
loro dipendenza dai sistemi di pagamento
americani!
I sistemi
nazionali e/o alternativi sottrarranno a questi transazioni, dati e
commissioni, soprattutto nei grandi mercati europei e nei paesi più importanti
e dinamici in via di sviluppo.
Questa
tendenza verso la sovranità dei pagamenti potrebbe inoltre portare in futuro
all’incompatibilità tra i diversi sistemi regionali.
Le
preoccupazioni principali, riguardano l’aumento delle frodi finanziarie e l'elusione
delle sanzioni, afferma The Economist. Sottolineando che l'abbandono di Visa e
Mastercard potrebbe portare a una riduzione del PIL mondiale del 2,6% entro il
2030.
Naturalmente,
il mondo difficilmente si frammenterà in blocchi di pagamento completamente
isolati. La Cina stessa si opporrebbe a questa architettura. È più probabile invece
un sistema multipolare, in cui i pagamenti interni avverranno sempre più spesso
tramite sistemi nazionali rapidi, collegati regionalmente tramite portali bilaterali
e/o multilaterali.
Visa e
Mastercard, pur mantenendo una parte importante a livello globale, cesseranno semplicemente
di essere indispensabili. In conseguenza di ciò, gli Stati Uniti perderanno
gradualmente non tanto il predominio del Dollaro come valuta di scambio, quanto
l'accesso monopolistico ai dati, alle commissioni e delle possibilità di
interferire nel mondo secondo i suoi esclusivi interessi come fatto fino ad
ora!
In altre parole, Washington è riuscita a rendere universali le
preoccupazioni riguardo l’uso dell'infrastruttura finanziaria americana,
estendendole dalla Russia, dalla Cina e dall'Iran addirittura ai
suoi stessi alleati. Se pensiamo che le prime transazioni pilota dell'Euro
digitale sono previste nella prima metà del 2027, dobbiamo aspettarci in
questi mesi, delle contromisure.
Non potendo
più interferire sui colossi emergenti che si stanno emancipando (vedi Cina,
Russia, India e lo stesso Brasile) a meno di non scatenare una guerra mondiale
– cosa poi non troppo improbabile – gli americani potrebbero infatti
individuare nell’Unione Europea l’area per intervenire alla riduzione del
danno.
In questo
caso, noi europei potremmo dover ringraziare gli americani!!!
Siamo quindi così
sicuri che il lancio dell’Euro digitale sia imminente come vogliono farci
credere a Bruxelles?
Alberto Conterio - 18.07.2026
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