Interviste ad Alberto Conterio

venerdì 14 maggio 2010

Il Risorgimento di Comodo

12 mesi fa denunciavamo l’immobilismo delle Istituzioni tutte, sull’argomento “150° Anniversario dell’Unità d’Italia”. Una vergogna notata da tutti. Illustri firme del nostro “libero” giornalismo si stracciarono le vesti, tra luglio e dicembre del 2009 per evidenziare l’anomalia. Articoli, lettere, servizi televisivi, anche baruffe tra Governo e Regioni, tra Capo dello Stato e Governo, …tutto scritto ed organizzato ad arte. Ne abbiamo certezza !

La repubblica infatti il programmino già l’aveva stilato, si trattava di solfeggiare fino al momento propizio per “attaccare” la sinfonia. Ed il momento propizio è giunto il 5 maggio, anniversario della partenza dei “mille” dallo scoglio di Quarto. Poi, l’11 maggio, a 150 anni dallo sbarco degli stessi garibaldini a Marsala, seconda puntata. Lo “storico” di turno, al soldo del Quirinale, ha sproloquiato il giusto e il necessario.

Garibaldi ha asserito costui, “…assunse la dittatura della Sicilia in nome dell’Unità d’Italia”. Vedere Discorso del Presidente Napolitano

1 a zero per questa repubblica, senza possibilità alcuna per la “Storia” di poter pareggiare la partita. Ad essa infatti, il rigore per il fallo subito da questo “fuoriclasse”, non verrà concesso.

Per quello che vale la nostra opinione, diremo soltanto che i fatti non si sono svolti in questo modo quell’11 maggio del 1860. Garibaldi infatti, assunse la Dittatura della Sicilia in nome di SM il Re, Vittorio Emanuele II di Savoia. Ma Savoia, resta per questa repubblica del malaffare e della malafede, una parola che, al pari delle bestemmie non s’ha da pronunciare.

E non è un caso, che i festeggiamenti per questo importantissimo anniversario nazionale, si siano avviati il 5 maggio 2010, invece che, ad esempio il 17 marzo 2009, o il 24 giugno dello stesso anno o in altra data ancora. Il 5 maggio perché ? Perché il 5 maggio 1860, è la prima data disponibile a queste Istituzioni, per fingere una commemorazione, senza dover citare per errore o per assoluta necessità di non poter fare diversamente, Casa Savoia.

Ma li vedete i lacchè di questo “circo equestre” dover ricordare i Cacciatori delle Alpi dello stesso Garibaldi senza citare il Re e Casa Savoia che li istituirono. Ma avrebbero potuto raccontarci la giornata memorabile di Solforino e San Martino, senza citare l’Armata Sarda ed il Re nella polvere del combattimento ? Certo che no ! Ed allora volutamente è stato fatto passare tutto il 2009 in sterili battibecchi da pianerottolo.

Ed infine, vogliamo citare anche i “confettini” (avvelenati) che mamma Rai ci regala da qualche settimana a puntate ogni sera, per raccontarci di sconosciutissimi fatti e personaggi risorgimentali, tacendo totalmente di altri (fino ad ora). Massimo d’Azeglio o Camillo Benso di Cavour ad esempio, del quale per altro ricorre quest’anno addirittura il 200° anniversario della sua nascita resteranno in ombra ?

Si vuole raccontare così la storia in questa Italia nostra, operando tagli e falsificate ricostruzioni.

I responsabili di tanto scempio infatti, sanno bene che sono rimaste poche le persone che possono accorgersi del trucco… il resto dei cittadini, ormai da tempo senza le necessarie basi scolastiche sono duttili al loro scopo. Queste vecchie ed interessate volpi, non corrono certo il rischio d’essere sonoramente fischiate.

Concludendo… che la fortuna ci assista, e buona Italia a tutti.

13.05.2010 - Alberto Conterio
Pubblicato su : Politicamentecorretto.com

domenica 2 maggio 2010

Spicciola situazione di una politica malata

Se la campagna elettorale delle “regionali” si era trascinata stanca, appena ravvivata dagli scandali sulle liste in Lombardia e Lazio, il dopo elezioni si rivela invece elettrizzante.

Certo gli elettori della compagine di “centrodestra” appaiono i più confusi.

Fini Gianfranco e Berlusconi Silvio si son dati da fare per calamitare l’attenzione. Che fossero gelosi della Lega Nord ? Abbiamo visto in diretta la baruffa di vertice al consiglio direttivo del Pdl. Uno spettacolo poco edificante, soprattutto se si pensa al calibro politico di Fini. Non pare vero, che si sia ridotto a tanto, ma quando un uomo, per restare in sella, da anni svende i suoi valori di origine, attaccarsi alle briciole per litigare con il Presidente del Consiglio appare davvero stupido. Questa e la politica espressa dalla “nostra” repubblica evidentemente !

Tra gli oppositori, Di Pietro, detto anche “discorotto” …non ha cambiato il suo brano musicale. Il PD invece… pure ! I suoi uomini “migliori” infatti, neppure sui problemi interni del Pdl, riescono a dire due parole due in accordo tra loro. Non resta che ridere ? …al contrario invece, occorre piangere, perché gli unici che traggono ancora profitto da ciò, sono gli uomini della Lega Nord.

Alla Lega Nord infatti, il vantaggio è dato dalla semplicità primordiale della loro sub-cultura locale e localistica, che vede nel litigio interno dei due ultimi e più grossi movimenti politici a respiro nazionali, l’occasione di strappare altri voti, per poterli in futuro raggiungere se non superare.

Sciolti questi, al popolo italiano non restano che gli urlatori di paese, pronti a sbranarsi ognuno per il proprio campanile o per il proprio miserevole cortiletto.

Cantano felici “uber ales” i cugini tedeschi, che divisi per anni, si sono volentieri riuniti - mica imbecilli loro - per poter pappare il resto della finta Europa pezzo a pezzo, anzi pezzettino a pezzettino. Dopo la Grecia strangolata, hanno già inquadrato bene nel mirino la loro prossima vittima. Tolto l’ingombro dell’Unità Nazionale, alla nostra penisola non resterà che ricominciare a servire come un tempo, il padrone straniero.

Ma agli elettori italiani sembra importare nulla. La disaffezione provocata nella gente da queste istituzioni repubblicane li ha resi ormai insensibili e privi di idee. Auguri, ne abbiamo tanto bisogno.

02.05.2010 - Alberto Conterio

venerdì 16 aprile 2010

Unità d’Italia secondo la repubblica delle censure !

Abbiamo passato tutto l’anno 2009 innervosendoci …noi che ci sentiamo italiani, perché questo Paese sembrava non voler ricordare l’anniversario della sua raggiunta unità. Tutta la seconda guerra di indipendenza, saltata senza nulla trapelare, se non qualche polemica, qualche asinata legaiola, promesse …tante e programmi prossimi a venire compilati senza convinzione.

Ora però la musica sta cambiando. “Finalmente” il Quirinale ci ha messo una pezza, …e che cavolo ! L’Unità d’Italia è pur sempre un valore da ricordare no ?

E così, in data 15 aprile, il Sig. Presidente nostro, scavalcando la Lega Nord vittoriosa, i magri finanziamenti concessi dal Governo e sfidando tutta una serie di gufi neri anti-italiani, ha aperto le commemorazioni al 150° anniversario dell’Unità. L’occasione era ghiotta. Poste Italiane Spa infatti, hanno emesso in questi giorni una magnifico foglietto filatelico. Quattro valori postali inneggianti a Garibaldi, e all’impresa dei Mille. Ciò ha chiaramente ringalluzzito il nostro attento Giorgio nazionale.

Su Rai Uno, durante il “Tiggì” delle 20, con un servizio dal Quirinale infatti, gli italiani tutti, sono stati informati che Garibaldi, partito da Quarto, nel 1860 e sbarcato a Marsala, risalì la penisola verso nord, portando l’Italia all’Unità nel giro di qualche mese.

Nel discorso agli invitati, Napolitano ha spiegato - ci riferisce il servizio - con “sapiente dovizia di particolari”, che l’Unità d’Italia così ottenuta è stata il motore dello sviluppo successivo della penisola, poi fortificata dalla resistenza al fascismo, che attraverso il 25 aprile del 1945, ci avrebbe portato in dono l’attuale repubblica, simbolo del lavoro e dei sogni di generazioni, di progresso, di libertà …ed altre amenità simili. Il tutto in meno di 60 secondi… tanto infatti vale l’Unità del nostro Paese per l’accoppiata istituzioni/media nell’attuale repubblica degli scandali, della corruzione e delle polemiche.

Insomma, sessanta secondi scarsi per saltare a piè pari, più 80 anni di Monarchia vergognosamente occultati. Naturalmente nessun accenno anche distratto o ironico, a quei fessi di Casa Savoia, che rischiando il proprio Regno, le proprie ricchezze ed il proprio onore, tra il 1848 ed il 1859, avevano tessuto metri e metri di quella tela che favorì il processo di Unità della Patria. Evento epocale reso possibile grazie a loro soltanto, dopo secoli di sogni e decenni di utopiche macchinazioni Mazziniane. Ciò per questa repubblica naturalmente, è un “dettaglio” da far passare sotto silenzio.

È evidente il disagio che questa prova fin dalla nascita, nel timore del confronto con il passato monarchico tanto, da nascondere la verità al popolo. Un popolo poverino, che ormai narcotizzato da 60 anni di menzogne, non si accorge più d’ essere preso regolarmente in giro contro il suo interesse.

È facile comprendere che, parlare della nostra storia in questi termini, è come parlare al sindacato - in questo stato di profonda depressione economica - della fiaba del Pifferaio Magico quale panacea alla crisi occupazionale.

Certo nessuno ci vieta di credere a Babbo Natale …ci mancherebbe !

Personalmente però, sento soltanto crescere in me la rabbia dell’impotenza. L’orchestra suona infatti, mentre la nave vaga alla ricerca di un iceberg, tra le nebbie della censura.

15.04.2010 - Alberto Conterio