Missione Artemis II
Ma di quale “momento storico” parliamo?
Nella notte tra il 10 e l’11 aprile 2026, la capsula Orion del programma Artemis ha concluso con successo la missione con un ammaraggio nell’Oceano Pacifico. La missione era cominciata il primo di aprile con mille dubbi e domande per via dei test e delle prove effettuate, non tutte proprio completate con pieni successi negli anni precedenti, tra rinvii e ritardi.
La missione in sé comunque, è stata
chiaramente un successo, ma non esagererei nel dichiarare trionfalmente che ha
segnando un momento storico per l’esplorazione spaziale umana.
Intanto gli americani dovrebbero smettere di fingere di
essere gli unici sulla terra a segnare momenti storici dell’esplorazione
spaziale e poi a ben vedere, questa missione non ha nemmeno pareggiato in
importanza le missioni lunari del programma Apollo, che dal 1969 al 1972 hanno
portato - quelle si - l’uomo a camminare e a scorrazzare con un mezzo ruotato
sulla superfice lunare!
Le cose sono due, o le missioni Apollo, non hanno avuto
il successo dichiarato al tempo dalla Nasa, oppure l’attuale missione Artemis
II non è il “momento storico” che vogliono farci credere!
Delle due l’una, ma non è questo l’argomento di questa
mia riflessione…
Quando sui diversi canali informativi online ho potuto
vedere e vivere le ultime fasi del rientro della capsula Orion, non ho provato
le stesse emozioni che avevo avuto da piccino quando venivano riproposte le
immagini delle varie missioni Apollo allora appena concluse. Non ho provato
neppure l’emozione improvvisa al disastro del 28 gennaio 1986 quando lo Space
Shuttle Challenger esplose
durante le fasi iniziali della sua salita poco dopo il lancio.
Devo dire insomma, di essere rimasto abbastanza deluso.
Dall’ultimo volo di uno Space Shuttle avvenuto nell’agosto 2011 in avanti, il
progresso nell’esplorazione spaziale non solo sembra essersi fermato, ma
addirittura di essere tornato indietro nel tempo. Mi spiego: con gli Shuttle,
ci eravamo abituati all’idea che l’equipaggio, “rientrava a casa da solo” con
un mezzo che assomigliava ad una nave spaziale, che di li a qualche tempo,
poteva riprendere il volo per un’altra missione come il Capitano James T. Kirk
dell’astronave Enterprise insomma!
Vedendo invece dondolare l’Orion appeso a tre paracaduti
fino allo splash in acqua ho avuto l’impressione di essere tornati ai primi
anni ’70 del secolo scorso. Quando gli astronauti a stelle e strisce, venivano
caricati come pacchi postali in una capsula, che cadeva in acqua a missione
compiuta senza controllo… Poi la squadra di sommozzatori, arpionava ciò che
restava della capsula ed estraeva l’equipaggio in una operazione che era più
simile ad un salvataggio in mare di profughi.
Questa immagine, mi ha fatto immediatamente pensare a una
infinità di altri argomenti, in cui lo sviluppo dell’umanità al pari
dell’esplorazione spaziale, segna il passo, nonostante ci trastulliamo pensando
di essere progrediti perché abbiamo in tasca uno smartphone oppure perché possiamo
conferire i nostri rifiuti in un cassonetto messo sotto chiave!
La verità è che siamo fermi, …siamo al palo da oltre 50
anni su ogni argomento degno di nota per la vita su questo pianeta:
-
Le principali malattie che minavano la vita
delle persone ad inizio del ventesimo secolo sono ancora tutte presenti in
misura più o meno grave, alla quale si sono aggiunte però patologie che prima
erano solo marginali e che oggi invece imperversano… pensiamo alla piaga
dell’autismo o a particolari forme di tumore, oppure ancora alle malattie
cardiovascolari.
-
L’anzianità media di donne e uomini e si
aumentata, ma pare che serva solo a farci lavorare precariamente 15 o vent’anni
di più... a beneficio di chi?
-
La fame nel mondo miete ancora la vita ogni
giorno di oltre 24.000 persone, la metà sotto i 5 anni di età, nonostante si
produca cibo per oltre 12 miliardi di persone.
-
L’accesso all’acqua, non solo non è stato esteso
alla totalità della popolazione come un diritto inalienabile, ma è diventato in
molte parti del pianeta un bene a pagamento.
-
L’istruzione superiore di qualità continua ad
essere un privilegio di alcune classi sociali.
- La qualità del lavoro, invece di nobilitare le persone, continua a degradarsi rendendo i lavoratori sempre più simili a bestie da soma
Insomma, solo per non dilungarmi in questo elenco dell’orrore, tengo ancora ascrivere che il tenore di vita medio della popolazione mondiale è peggiorato con evidenti passi indietro proprio tra i paesi che 50 anni fa rappresentavano l’avanguardia di un progresso che doveva diventare un diritto “per tutti”, e che invece è tornato ad essere solo privilegio “per pochi”.
Questo è il quadro desolante che ho visto mentre l’Orion spenzolava
sotto ai paracadute, prima di fare splash in acqua.
Voi direte che sono il solito pessimista, ma quando ero
ragazzino, pensavo al futuro come all’Eden, oggi invece guardo al futuro e provo
un brivido, sperando di non cadere all’inferno.
L’inferno della guerra, della fame, della carenza di
energia, della riduzione delle libertà personali in nome di una sicurezza
globale che diventa invece ogni giorno più vaga, della carenza di lavoro ormai
demandato ai robot, e della fine delle culture e delle civiltà, sostituite dall’opera
ammorbante ed uniformante dell’intelligenza artificiale.
Questo purtroppo, è il “progresso” che ho intravisto con
il rientro in atmosfera dell’Orion, altro che “momento storico” dell’esplorazione
del cosmo!
Alberto Conterio - 13.04.2026


