IRAN, nuova potenza
mondiale!
Quando la Storia bussa alla porta…
Pare che l’Iran
abbia allungato il passo, interrompendo la politica utilizzata fino ad ora di risposta
calibrata agli attacchi della coalizione Epstein, per colpire le basi USA in
Giordania, e meno di 48 ore dopo, di attaccare addirittura una nave gasiera
statunitense nel porto di Damietta, in Egitto.
Scrivo che su
questo attacco, ancora non vi è certezza assoluta dei responsabili, ma
obiettivamente possiamo pensare a qualche altro attore? …forse gli israeliani
per esacerbare ancor più la tensione dell’area mediorientale? Personalmente lo
escluderei, perché anche le forze di “autodifesa” israeliane sembrano aver ormai
raggiunto il limite delle loro capacità operative. Queste infatti, da quasi 4
anni sono dispiegate intensivamente su più fronti, senza peraltro essere
riuscite a chiuderne uno con risultati anche solo vagamente positivi! L’Iran inoltre
ha dimostrato che la difesa aerea sionista è tutto fuorché impenetrabile come
veniva propagandato prima della guerra dei 12 giorni del giugno 2025!

L’ipotesi che si
tratti di una risposta agli attacchi saudito-statunitensi contro alcune basi
delle Popular Mobilization Forces irachene, che hanno provocato una
15ina di morti, tra cui 5 membri dell’IRGC, benché non si possa escludere
appare comunque poco plausibile, perché raramente Teheran ha risponde
direttamente ad un attacco subito dei suoi alleati dell’Asse della Resistenza,
e poi perché l’Iran si muove secondo una linea logica strategica, mai per vendetta
pura e semplice.
Occorre quindi
tornare alla casella di partenza e chiedersi quale può essere la ragione di
questa escalation…
Sono un idealista, lo riconosco, e desidero credere che la risposta più
probabile sia che a Teheran ritengano che gli americani vivano un momento di
particolare difficoltà, e che quindi non debba dare loro l’opportunità di
continuare il gioco dello stop-and-go, con gli attacchi militari. Una
alternanza tra azioni militari e pause falsamente negoziali per prendere fiato!
La narrazione di
Trump oscilla tra minacce apocalittiche e fantasiose immagini di iraniani che
implorano pietà per fermare gli attacchi aerei, ma la realtà è diametralmente
diversa!
L’attacco contro la base aerea americana di Muwaffaq Salti in Giordania, ha
cancellato in un attimo le fantasie del Presidente americano. Gli iraniani non
stanno affatto cercando di tornare al negoziato. Per loro il negoziato è
superato, ora esigono il rispetto degli impegni presi dagli americani con la
firma del Memorandum su 14 punti del 18 giugno scorso!
E costringere gli Stati
Uniti a continuare gli scontri cinetici, senza sosta serve a questo scopo!!!
È pur vero che
questo comporta un costo per l’Iran (gravoso anche, sia in termini di vite
umane che in termini di danni alle infrastrutture civili) ma lo svantaggio
strategico che ne deriva per gli Stati Uniti d’America è incalcolabile: Mercoledì
22 luglio, l'ammiraglio Brad Cooper, comandante del CENTCOM, ha raccomandato la
cessazione degli attacchi, sostenendo che hanno ormai “raggiunto la loro
massima efficacia". Lunedì, il prezzo del petrolio Brent - che venerdì
scorso, in piena fase cinetica, aveva raggiunto i 101 $ - è sceso a 90,00
dollari al barile. Il Center for Strategic and International Studies
conferma che gli USA hanno impiegato così tante munizioni durante la guerra che
le scorte di missili intercettori Patriot sono ormai al lumicino (inferiori a
1.000 unità) mentre quelle dei missili Thaad sono ormai praticamente a zero (intorno
alle 250 unità).
Siccome le capacità
industriali produttive di queste armi sono di poche centinaia di pezzi all’anno
per i primi e alcune decine di esemplari per i secondi (a costi proibitivi tra
i 4 ed i 14 milioni di dollari ad esemplare) per rifornire gli arsenali e riportarli
ai livelli prebellici saranno necessari più di 3 anni.
Il risultato
pratico di questa “situazione” sul teatro operativo vede così costretti i
comandanti delle batterie anti aeree a dover selezionare le minacce, cercando
l’intercettazione delle sole minacce che rappresentano un rischio per le forze statunitensi;
tutto il resto, viene semplicemente ignorato, con grande scorno degli alleati
storici del golfo persico.
Il canale NBC ci informa
che il Presidente Trump ha perso la calma durante una riunione, urlando e
inveendo per la frustrazione causata dall’andamento delle opzioni militari, e
dalla mancanza di progressi!
In pratica, lo stop agli attacchi consente agli Stati Uniti di fermare, almeno
temporaneamente, il vertiginoso consumo di munizionamento, di far riabbassare
il prezzo del petrolio, e di guadagnare tempo per cercare di trovare una
soluzione.
Le azioni di
Teheran mirano quindi a trattenere gli americani all’interno della spirale degli
attacchi reciproci per mantenere alto il prezzo del petrolio (alta pressione
dell’opinione pubblica americana sulla presidenza) e alto e inutile consumo di
munizioni, e impegnato il Pentagono, impedendogli di elaborare con la dovuta
calma alternative.
Di fronte al mondo,
questa è la dimostrazione plastica dell’incapacità americana di risolvere
militarmente una situazione nella quale, loro stessi si sono cacciati con la
solita arroganza e supponenza. Una sconfitta epocale insomma, ben più grave
della sconfitta in Vietnam e della sconfitta già grave dell’Afghanistan, che
segna la fine dell’unipolarismo americano, la fine della superpotenza unica che
si atteggiava a gendarme del mondo!
È vero che i
segnali c’erano tutti da anni, ma ora viene certificato, viene messo nero su
bianco, viene reso disponibile alla comprensione di chiunque sappia
“leggere”!!!
Tutto ciò avrà
ripercussioni sugli equilibri di forza tra superpotenze che a mio giudizio non
sono tre (Cina, Russia e Stati Uniti d’America) ma secondo le diverse aree del
mondo possono essere anche l’India, il Pakistan sicuramente l’Iran, il Brasile,
le due Coree e molte altre ancora, …Paesi che stanno emergendo poco a poco
economicamente o possessori di materie prime preziose, che non possono più
semplicemente essere depredati, ma trattati con il rispetto che meritano!
Tutto sommato,
stiamo attraversando un periodo pericolosissimo per l’esistenza stessa del
pianeta Terra, ma esiste la possibilità, l’occasione forse irripetibile, di
transitare verso una nuova consapevolezza del genere umano, dove non esiste più
una gerarchia di Paesi, ma un insieme di Paesi con la stessa dignità!
In tutto questo
stravolgimento, l’unico soggetto non pervenuto, risulta essere l’Unione Europea!
Nata a parole per
dare forza ai Paesi associati, si dimostra sempre più per quello che è: un
fallimento storico, anzi contro la storia, perché la storia aveva sempre
attraversato l’Europa nel suo dipanarsi! Oggi invece, la strada della storia
passa ben lontano noi!
Alberto Conterio - 31.07.2026