Interviste ad Alberto Conterio

lunedì 30 marzo 2026

Torniamo alla politica

Torniamo alla politica

Bipolarismo malato e carte da giocare

Da mani pulite in avanti siamo stati bombardati da informazioni e slogan che veicolavano e tutt’ora veicolano una linea di pensiero che vede nella politica il male assoluto. Passati più di 35 anni, possiamo scrivere senza ombra di dubbio che il risultato di tale propaganda si vede…

L’esito del recentissimo referendum sulla giustizia, al netto di ciò personalmente posso pensare, ha rappresentato l’apice di questo “andazzo” definito da molti “situazione Derby”, dove il bipolarismo, spadroneggia come unica chance politica. Un bipolarismo ideologico in veste minimalista in funzione di “riduzione del danno”: Meno partiti, meno politica, meno sprechi e altre amenità simili!


Il risultato referendario è quindi figlio di questa mentalità malata, da tifosi ultrà, dove destra e sinistra, rappresentano le due facce della stessa medaglia (o proposta politica).

E parlando di proposta politica, il centro destra, alle elezioni politiche del 2022, vinse grazie al voto di persone che non sapendo leggere un programma votò contro il centro sinistra a prescindere, così come oggi, al referendum, il centro sinistra vince grazie al voto di persone che non hanno letto e compreso una riforma votando contro il centro destra a prescindere anch’esse!

Per quanto riguarda quest’ultimo appuntamento, vede una differenza tra pro e contro (se vogliamo anche irrisoria) pagata dal centro destra da una pessima campagna elettorale sicuramente, ma anche e soprattutto (a mio modesto parere) da una politica estera e governativa nel suo complesso, contradditoria e contraria alle necessita e alle aspettative della gente.

Dall’adesione al Mercosur, alla fornitura di armi e finanziamenti all’Ucraina, dalla rottura dei buoni rapporti con la Russia, all’appoggio incondizionato di Israele, dalla poca lungimiranza sulla guerra all’Iran, ad una mancata riforma delle pensioni. Vogliamo parlare dell’adesione ideologica tout court alle politiche UE e della NATO? …oppure considerare una mancata politica di interesse popolare nei confronti di banche, assicurazioni, multinazionali e colossi dell’energia?

Il merito della riforma poteva essere corretto (mettere un freno al potere delle correnti all’interno della magistratura) ma il metodo, improntato allo scontro, ha portato gli elettori a sentirsi parte di un tifo da curva calcistica!

Per uscire da questa en pass che ormai ci attanaglia da decenni, bloccando ogni tentativo di progresso e sviluppo del nostro Paese, occorre proporre con urgenza, una diversa qualità e una proposta politica generale senza riguardo alla tenuta del sistema bipolare. Anzi, se questo sistema dovesse crollare, dando maggior spazio ai particolarismi che la politica italiana ha sempre saputo rappresentare durante la prima repubblica, ben venga! Favorirà sicuramente una maggior partecipazione della gente alla politica (sana) e un ritorno dell’elettorato al voto.

Ad oggi, cercando di capire se l’incapacità di intercettare l’attenzione del cosiddetto non voto è genuina diventa prioritaria una riflessione puntigliosa di quanto successo: ad esempio, si tenta di occultare l’analisi del voto. Maggiormente favorevoli alla riforma sono state le regioni più produttive del paese (Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia) ed anche, sociologicamente, nel lavoro autonomo rispetto a quello privato e pubblico. La percezione di necessità al cambiamento che si può avere dalle classi medie e dal lavoro autonomo non può essere ignorata da chi avrà l’ardire di offrire una proposta elettorale alternativa rispetto al bipolarismo presente oggi. Ripensiamo una politica estera, che sappia essere autonoma ed intelligente, legata a quella economica ed energetica interna, che sulla base delle guerre in corso, sia in grado di destreggiarsi con intelligenza per raggiungere obiettivi “sentiti” dalla gente, necessari ai loro interessi e di conseguenza agli interessi dell’Italia stessa, tornado così a coltivare il nostro prestigio internazionale, da troppo tempo trascurato!

Di carte da giocare, l’Italia ne avrebbe molte, si tratta di trovare giocatori coraggiosi disposti a giocare fuori dagli schemi prestabiliti di Bruxellese e Washington!

Alberto Conterio - 30.03.2026 

venerdì 27 marzo 2026

Referendum sulla Giustizia

Referendum sulla Giustizia

Cara Giorgia, “A scatola chiusa, compro solo Arrigoni”

A distanza di qualche giorno dall’esito del Referendum sulla giustizia, desideravo dire la mia sull’argomento.

La cosa più paradossale di questo “incontro” tra la politica ed il popolo, è che quasi nessuno ha votato sulla giustizia in se. Pochissimi coloro che hanno letto cosa proponeva la riforma del Governo e quali erano le motivazioni pratiche di coloro che parteggiavano per la bocciatura della stessa.

Nella pratica, il voto è stato chiesto per avallare o meno le buone e sincere intenzioni del governo di riformare la giustizia in Italia.


Che la giustizia in Italia sia da riformare non sfugge a nessuno, ma quasi nessuno degli italiani è stato in grado di capire se le riforme proposte avrebbero potuto effettivamente migliorare la situazione e servire alla gente comune.

Il fatto stesso che, prima del voto, in ogni occasione si potesse palpare un certo grado di “nervosismo” a discutere la riforma stessa, preferendo deviare l’attenzione sui significati politici di una scelta rispetto ad un’altra mi ha portato ad essere cauto e a decidere poi per un voto di “pancia”.

Mi sono infatti basato sull’esperienza del risultato di precedenti riforme che hanno interessato altri importanti argomenti, quali ad esempio la riforma elettorale in salsa maggioritaria o la riforma del titolo V della Costituzione sui rapporti e le competenze di Regioni, Provincie e Comuni!

E occorre essere onesti… ogni qual volta se messo mano agli articoli della costituzione, non lo si è fatto per risolvere un problema (supposto che il problema fosse reale) ma solo e sempre per cercare di trarre un vantaggio sul breve e brevissimo periodo, per questa o quella forza politica al governo!

La maggior parte della gente ha capito o a creduto di capire che i partiti di governo avevano un desiderio quasi sfrenato, di vincere. A tutti i costi anche. E questo ha fatto aumentare i sospetti nella gente in generale ed anche a me che avrei visto con buon auspicio qualsiasi cambiamento.

A questi sospetti si aggiungano le uscite maldestre di Nordio “Prima o poi anche la sinistra trarrà vantaggio dalla riforma”, della sua vice Bartolozzi "Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura”, di Tajani “L'ordinamento giudiziario è quello voluto dal fascismo dove l'imputato è colpevole”, per non parlare della ciliegina finale della Meloni “Se passa il no avremo per le strade spacciatori e pedofili”.

Di fronte ad uscite del genere, anche la maldestra dichiarazione del Procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, “Voteranno per il sì indagati, imputati, massoneria deviata e centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”, seppur gravi, anzi gravissime, passano in second’ordine.

l’italiano medio non ha più avuto bisogno di capire i tecnicismi della riforma (peraltro incomprensibili).

La gente ha capito che da parte del governo c’era, nella migliore delle ipotesi, impreparazione, e nella peggiore, interesse.

Quindi il voto di questo referendum non è stato dato per cambiare o meno la giustizia, ma pro e contro la chi lo proponeva, e di conseguenza, ragionando, il mio rifiuto ad esprimere una scelta non è maturato per insufficienza di fiducia nel governo o sul Merito della riforma, ma sull’esperienza che il Metodo utilizzato per elaborare questa riforma fosse sbagliato!

Essendo la Magistratura un potere dello Stato come lo sono il Governo e il Parlamento, può uno Stato serio fare una riforma senza mettere tutti questi poteri insieme intorno ad un tavolo?

Queste riforme si possono fare solo concordando tra le parti, non contro le parti, a prescindere dal momento storico, dall’argomento e dai personaggi che occupano (a mia opinione immeritatamente) i posti di comando di questo povero Paese che è diventata l’Italia.

Vergognoso poi a mio avviso, il tentativo di legittimare l’operazione del governo, passando per un referendum popolare, quando l’argomento, molto tecnico e di difficile comprensione per la gente comune, poteva benissimo passare con una legge ordinaria votata in Parlamento!

Quindi il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha poco da apparire sconsolata dichiarando che ha vinto il popolo italiano che si è espresso democraticamente rammaricandosi che la loro riforma, promessa nel programma di governo non sia stata compresa e avallata dal popolo stesso… quasi a dire che: “noi abbiamo mantenuto le nostra promessa, ma siete stati VOI a bocciarla”!

E ci mancherebbe verrebbe da chiosare!

Cara Giorgia, “A scatola chiusa, compro solo Arrigoni” …come si diceva in una famosa pubblicità di Carosello negli anni ’70!

Alberto Conterio - 27.03.2026

Iran: Vie d’Uscita?

Iran: Vie d’Uscita?

Poche le vie d’uscita e tutte poco praticabili. Vediamo il perché!

La guerra di aggressione in Medio Oriente, contro l’Iran, ha creato una situazione surreale evidente a chi non si lascia “guidare” dalla propaganda mediatica che in Tivvù spacciano per informazione. Parliamo delle dichiarazioni contrastanti tra loro, riguardo alle operazioni militari che stanno evolvendo giorno dopo giorno.


In breve, risulta chiaro che gli Stati uniti d’America non stanno vincendo nulla, anzi si trovano in grande difficoltà, militare. politica ed economica.

L’Iran rispondendo colpo su colto all’aggressione è riuscito nell’intento di:

-          allontanare le portaerei e la flotta Usa a oltre 1000 km dalle sue coste,

-          rendere chiaro che sorvolare il cielo iraniano può essere pericolo. Vedere il caccia F.35 di ultima generazione e una dozzina di Droni MQ.9 Reaper da ricognizione abbattuti. Tutti velivoli dal valore di decine e decine di milioni di euro l’uno, all’apice della tecnologia oggi esistente, per citare i risultati più eclatanti,

-          distruggere un numero ormai imprecisato di radar di controllo e radar di allarme precoce americani della regione, accecando di fatto la possibilità di tracciare i missili balistici in partenza verso i bersagli,

-          colpire e sloggiare ogni base americana nell’area con grande costernazione delle monarchie del golfo, che su di esse basavano la loro sicurezza, pagando profumatamente,

-          colpire importanti infrastrutture di produzione trasformazione e stoccaggio di prodotti energetici GNL, GPL e Petrolio, Benzina e Gasolio dei vari vassalli degli Americani nel golfo e nel mar Rosso,

-          chiudere lo stretto di Hormuz al transito di ogni nave che trasporti prodotti da e per i nemici dell’Iran o abbiano concluso i contratti in Dollari,

-          ottenere senza chiederlo, l’annullamento delle restrizioni sul commercio del proprio petrolio, tentativo disperato degli Americani per cercare di calmierare l’aumento del prezzo del greggio al barile (una cosa umiliante per chi dice di aver “obliterato” il nemico),

-          annullare le difese aere di Israele con il risultato di poterlo colpire ormai indisturbatamente a piacere.

Tutto questo, ha chiaramente traumatizzato non solo gli Americani, che come al solito, non hanno saputo valutare l’avversario per la sua forza reale, ma anche gli alleati nel golfo che cominciano a chiedersi se sia stato un affare spendere miliardi di dollari in questi anni, per essere abbandonati a se stessi alle prime difficoltà in favore di Israele. L’Unione Europea in generale, scopre ora che l’avventurismo di Trump rischia di trascinare i Paesi membri nel baratro della penuria energetica, dopo aver tagliato volontariamente i contratti con la Federazione Russa negli anni passati.

Sorge quindi spontanea una domanda: Che si fa ora?

Le possibilità per Trump e gli Stati Uniti d’America sono davvero poche e tutte irte di grandi punti interrogativi. Certo il Presidente Americano, può andare in televisione (potendo contare su media pagati per diffondere fantasie) e dichiarare solennemente che la guerra è vinta e che tutti gli obiettivi sono stati raggiunti. Chi può smentirlo tra i camerieri che gli stanno intorno?

In fondo hanno immagini di distruzioni immani, Ali khamenei ed alti ministri e funzionari iraniani sono stati assassinati come cani, il programma nucleare iraniano è stato annullato (un’altra volta… dicono), le forze armate iraniane hanno subito rovesci immani e sono state ridotte al silenzio no?

Peccato che per dichiarare vittoria, o per ottenere almeno una tregua sia necessario che il tuo avversario sia d’accordo con te, di fermare le operazioni militari, ma ciò non sembra tanto realistico, in quanto l’Iran per bocca dei suoi leader, ha dichiarato solennemente che nessun accordo sarà possibile se non dopo aver certezza che queste aggressioni non si ripeteranno in futuro, e che saranno loro a decidere quando sarà il momento di fermarsi.

Un primo comunicato del Presidente Americano in tal senso parlava di un accordo su 15 punti che l’Iran era in procinto di accettare, ma è stato prontamente smentito dal tenente colonnello Ebrahim Zolfaghari, portavoce del quartier generale centrale dell'esercito iraniano. Nel frattempo, per non smentirsi, mentre si parla di accordi, le navi assalto anfibio Tripoli e Wasp si stanno avvicinando all’Iran con il compito, pare, di sbarcare dei Marines sull’isola di Kharg per aprire la strada dello stretto.

Viene da chiedersi se al Pentagono sono degli incompetenti o solo impazziti. L’isola di Kharg non ha ripari naturali. Sbarcare una forza terrestre su uno spiazzo aperto davanti alle difese iraniane e come mettere un topo in un barile e giocare al tiro a segno con una carabina. I Marines faranno la fine dei soldati Neozelandesi sbarcati a Gallipoli nel 1915! Un disastro annunciato… Auguri

Inoltre c’è il problema “Israele”, e non è un problema da poco. Mentre il Presidente Trump, tra un annuncio e l’altro tenta di togliere le castagne dal fuoco, Israele cerca di rilanciare con False Flag e attacchi a infrastrutture critiche al solo scopo di coinvolgere più partecipanti ancora.

E se questo giochino dovesse rilevarsi insufficiente per raggiungere i suoi scopi, siamo ceri che non ricorrerà all’arma nucleare?

Con la follia che hanno dimostrato, il loro cinismo, il loro senso di superiorità, il loro mandato divino e la criminale violenza di cui sono capaci, se messi alle strette, costoro sarebbero capaci di lanciare qualsiasi cosa, anche le segretissime bombe nucleari di qui dispongono (che non hanno mai dichiarato di possedere ufficialmente) non solo sull’Iran ma su chiunque cerchi di ostacolarli nelle loro intenzioni. La stessa Turchia è in pericolo, ed Erdogan ha preso giustamente posizioni contro Israele.

Per fortuna, a scongiurare questa possibilità, si sono schierati attori come la Russia, la Cina, la Corea del Nord e il Pakistan, tutte potenze nucleari, che hanno fatto sapere attraverso i loro canali diplomatici, che non riterrebbero accettabile ciò, e che provvederebbero a rispondere adeguatamente ad un simile attacco.

La mia analisi termina qui, …non credo che vi siano altre possibilità per gli Americani, di limitare i danni, se non accettare di aver perso il controllo della regione e di sbaraccare le basi in medio oriente, tenendo sotto stretto controllo gli estremisti sionisti d’Israele. In questo modo, potrebbero sperare di poter ottenere delle condizioni che possano ritardare la crisi economica interna, i problemi sociali consequenziali e la de-dollarizzazione in atto, vero incubo per il bilancio federale americano.

Entrare in guerra contro l’Iran, contro ogni previsione che lo sconsigliava, non è stata una buona idea!

 Alberto Conterio - 27.03.2026