Interviste ad Alberto Conterio

venerdì 30 ottobre 2026

L’Europa del degrado

L’Europa del degrado

Siamo diventati una società incomprensibile

Leggo con poco stupore e sorpresa ormai che in questi giorni, il governo irlandese ha lanciato una campagna pubblicitaria che sensibilizza e sconsiglia ai nonni di abbracciare i propri nipoti senza il loro consenso.

Si, avete capito bene, ora ai nonni irlandesi viene chiesto di preoccuparsi d’avere il consenso (informato?) dei propri nipoti e nipotini prima di manifestare la volontà di abbracciarli!

Il loro “programma è sempre lo stesso e cercano di metterlo in pratica seguendo più vie contemporaneamente: distruggere le famiglie minando i rapporti umani ed i sentimenti di parentela dei componenti, per giungere ad una società di singoli. Singole persone che non si identificano più in nulla e che possano provare solo solitudine ed un senso di abbandono, tale per cui la loro volontà risulti permeabile e/o succube dei loro loschi progetti, quale la sostituzione etnica delle popolazioni e in ultima analisi la stessa riduzione involontaria della popolazione.

Vi invito a guardare lo spot che viene trasmesso sugli organi informativi irlandesi, che ho allegato a queste righe…


Come potete notare, oltre all’oscenità del messaggio “pulito” che si vuol veicolare, la scelta dei personaggi non è casuale, e serve a promuovere un secondo messaggio, più subdolo ancora, cioè quello di una difficile convivenza tra le diverse etnie, instillando nei “bianchi” la colpa di esserlo.

In ogni caso lo scopo principale è quello di creare dubbi e timori nei nonni che vedono questi spot in tv così da porsi delle domande che prima non ci sarebbero mai state in quanto sovrastate dall’affetto verso i nipoti, e viceversa nei nipoti, che si interrogano su domande che non gli sarebbero mai venute in mente e che da oggi, possono trovare scuse per evitare i parenti.

Un modo per mettere in crisi i rapporti umani appunto, permettendo l’attecchimento - passo a passo - di una propaganda continua sulla politica affermativa dei minori, già proposta per altri argomenti, come ad esempio la possibilità il cambiamento di sesso!

Io giovane, posso… posso fare e decidere su diversi argomenti, …tutti messi sullo stesso piano, fuori da un contesto di maggior età e responsabilità. Condizionare le giovani menti, ecco a cosa servono queste “politiche” incomprensibili!

Quindi avremo giovani che possono non dare il consenso per essere abbracciati, e contemporaneamente giovani a cui non dobbiamo chiedere il consenso - neppure ai loro legittimi genitori - per essere vaccinati però.

La nostra, sarà una società comprensibile?

Alberto Conterio - 27.10.2026 

martedì 27 ottobre 2026

L’indifferenza e le manganellate

L’indifferenza e le manganellate

Il promettente futuro dei giovani italiani

Le ultime dichiarazioni di Draghi e di Mattarella sulle proteste giovanili in Italia, sono quanto di più inconcludente ridicolo e allo stesso modo vergognoso si possa ascoltare sull’argomento. Draghi ad esempio è riuscito a dichiarare che “In Europa comandano gli anziani, i giovani non si sentono ascoltati” e poi ancora ha spiegato che i ragazzi hanno “la sensazione che nessuno li ascolti”… No “caro” Mario i giovani non hanno la sensazione, i giovani hanno la certezza che nessuno li stia ad ascoltare, perché negli ultimi vent’anni almeno, tutti i loro problemi non sono statti risolti, anzi si sono aggravati ulteriormente, inoltre in Europa, quella costruita da te e dai burocrati come te , non comandano “solo gli anziani”, ma solo coloro che non hanno intenzione di cambiare rotta, perché quella esistente è la solo rotta che interessa loro, altro che giovani…

L’unica cosa giusta che questo squallido personaggio è riuscito a dire e che le proteste nei vari Paesi hanno diverse cause ma che il problema di fondo è comune: “all’Europa manca la crescita” …ma bravo Mario, bravo, questa è l’Europa che tu e gli altri pupazzi come te hanno costruito in questi anni, mentre tutto il resto del mondo è andato avanti sulla strada dello sviluppo e del progresso.

Ma veniamo a Mattarella…  il presidente della Repubblica ha richiamato istituzioni e imprese alle proprie responsabilità verso le nuove generazioni. Ma non è lui il massimo rappresentante delle istituzioni? Non è lui ad impicciarsi in ogni argomento, fintanto sulla scelta dei ministri che formano il governo della Nazione ed ora ci viene a parlare di responsabilità?

Alla recente cerimonia al Quirinale per la consegna delle insegne ai Cavalieri del Lavoro (viene quasi da ridere a scrivere ciò), il capo dello Stato ha denunciato le difficoltà dei giovani nel costruire il futuro e il fenomeno dell’emigrazione di chi cerca opportunità all’estero affermando: “Molti giovani rientrerebbero volentieri” se avessero un percorso di lavoro e di vita in cui realizzarsi, ha osservato, aggiungendo che la società non può guardarli con indifferenza o “meschina sottovalutazione”. No “caro” Sergio, non è la società che guarda con indifferenza i giovani, e la politica malata della tua Europa e degli europeisti come te che trascurano di guardare ai giovani perché hanno da guardare con più interesse al mantenimento dello status quo per proteggere banche ed istituzioni sovranazionali, favorire l’immigrazione incontrollata e proseguire con le follie ambientaliste che causano la deindustrializzazione delle economie degli Stati membri.

Mattarella è poi riuscito a “ricordarci” che le imprese “non fanno tutto da sole” e hanno bisogno di un terreno fertile, in cui il capitale umano sia messo in condizione di esprimersi. E ci voleva “lui” a scoprire l’acqua calda, facendoci intendere che dovrebbe essere una politica responsabile a farsi carico di queste cose, con interventi su lavoro, formazione e migliori condizioni di vita in generale… tutte cose che si sarebbero potute mettere in cantiere da anni se non avessimo dovuto buttare nel cesso decine di migliaia di miliardi di lire in privatizzazioni truccate e contributi all’Unione Europea utili solo ad ingrassare infinite masse di burocrati comunitari capaci solo di produrre regolamenti e limitazioni.

Draghi e Mattarella, sono apparsi sorpresi, indignati anche… Poverini! E cosa dovrebbero dire gli studenti ed i ragazzi in generale che sono stati insultati, derisi, infiltrati, manganellati e bersagliati da lacrimogeni e idranti?

Quando non possono studiare per affitti di camere e materiale scolastico dai costi proibitivi siamo di fronte all’indifferenza o all’interesse? Quali alternative hanno se non essere sotto pagati e sfruttati su qualunque lavoro (se lo trovano) perché non laureati o senza esperienza? È ancora indifferenza questa o un preciso disegno di interesse?

I giovani chiedono lavoro e dignità, e gli vengono date manganellate e la “promettente!” possibilità di una coscrizione per andare in guerra!

Alberto Conterio - 23.10.2026

Dal politicante al manganello

 Dal politicante al manganello

Le due facce del partito unico europeo

Desidero fare un punto sull’ormai infinito elenco delle rivolte, manifestazioni e proteste che interessano l’Europa in queste ultime settimane. La mia analisi parte dall’osservare nella gente un certo stupore per quanto sta succedendo. Quasi tutti non hanno compreso lo stato vero della situazione. Non che io abbia la verità in tasca per carità, ma un’idea di quanto sta succedendo me la sono fatta, e non coincide - guarda caso - con quanto viene divulgato sui media (non solo italiani) e con quanto ha compreso la popolazione in generale o con quanto crede di sapere sui fatti che si stanno verificando in questi giorni.

Facciamo una premessa per inquadrare più correttamente possibile la situazione odierna:

In vent'anni l'Unione europea ha perso circa un terzo del suo peso nell'economia mondiale. Ciò non è l’opinione di un euro-contrario come me, questi sono i fatti… sulle 74 tecnologie critiche che modellano già oggi lo sviluppo dell’attività umana su questo pianeta e lo modelleranno ancor più in futuro, censite dal Critical Technology Tracker dell'ASPI, la Cina ne guida 66 e gli Stati Uniti le altre 8: nessun Paese europeo è primo in una sola di esse. Si arriva a malapena sul podio di 3 o 4 di esse solo sommando le conoscenze e le capacità tecnologiche di tutti i Paesi dell’Unione (+ regno Unito) assieme!!!

Nel frattempo, invece di lavorare augurandoci di riuscire a recuperare il terreno perduto, come stanno facendo tutti i Paesi del mondo - dal più insignificante ai più avanzati - l’Unione Europea continua la sua politica di deindustrializzazione “felice”, grazie alla classe dirigente più inetta e inconcludente di ogni tempo.

Badate bene, io non credo assolutamente che costoro siano degli imbecilli, credo al contrario che queste persone stiano portando avanti un preciso disegno o programma politico. Non si spiega altrimenti!

Se prendiamo degli ubriachi fuori dalle osterie italiane, dalle birrerie tedesche, dai pub inglesi, o da qualsiasi altro simile locale di Francia, Spagna ecc. e ne facciamo uno gruppo, a decidere del nostro destino, su qualsiasi argomento, sarebbero in grado di fare meglio! Statisticamente parlando infatti, è provato che scegliere tra due opzioni (una corretta ed una sbagliata) a caso, ci si azzecca nel 50% dei casi circa. L’Unione Europea invece, con “ammirevole” costanza, in trent’anni di decisioni, non ne ha azzeccata una che sia una. Ogni singola decisione presa in seno a questa “organizzazione” non ha fatto altro che accelerare il declino di questa porzione di continente, di subordinare la nostra politica e la nostra dignità nei confronti di Israele, di sottometterci alle volontà americane!

In nome di questo squallore ideologico da lecca piedi, siamo diventati irrilevanti sotto ogni punto di vista, e la “trovata” di continuare sulla strada di un atteggiamento più che ostile nei confronti del nostro vicino russo, getta enormi masse di cittadini nella povertà. Di fronte a questo disastro epocale, non si ha di meglio che puntare quanto ci rimane nel riarmo, rinunciando a prescindere alla diplomazia, come chi getta i suoi ultimi denari sul banco truccato di una roulette clandestina! …ma vogliamo forse credere di poter andare alla guerra e di vincerla senza energia, senza materie prime, senza industrie e senza denari?

Ora chi è stato in passato corresponsabile o è corresponsabile oggi di questa catastrofe economica, energetica, sociale e geopolitica si divide in due gruppi. C’è chi ancora certo della sua presunta superiorità si indigna o finge di indignarsi che in Europa si accendano focolai di ribellione ogni giorno più caldi, e c’è chi invece ha ben compreso le cause, ma ritiene che anche la rabbia popolare si possa mettere a frutto.

Costoro sono i più pericolosi, e si suddividono a loro volta in chi lavora per infiltrare i movimenti e trascinarli nei vicoli ciechi delle derive violente, così da inaugurare cicli di repressione e risvegliare in larghi settori dell'opinione pubblica quei riflessi d'ordine che portano ad accettare modelli di gestione autoritaria permanenti, e chi dopo aver fatto carriera nel neoliberismo più sfrenato, prova a rifarsi una verginità presentandosi come paladino di coloro che si sono impoveriti, guidandoli lontano da quei movimenti certamente meno organizzati ma più “veri” che si oppongono davvero al sistema imperante.

Insomma, anche la rabbia di questi giorni contro il potere diventa il pretesto per rafforzarlo.

Due strade parallele, oppure due diverse strategie solo in apparenza. Da una parte la repressione bruta in favore dell’ordine pubblico, dall'altra il politicante riciclato che rispolvera argomentazioni disattese da sempre come una panacea. 

Gli uni vogliono criminalizzare la protesta, gli altri addomesticarla... per interesse, prima hanno prodotto il malcontento, ora sempre per il loro interesse, il malcontento lo vogliono amministrare!

Per costoro, la rivolta rumorosa e violenta è un’opportunità. Il vero incubo, quello che vogliono assolutamente evitare è quello di un popolo lucido e organizzato, che riconosce i responsabili del disastro e smette di affidare proprio a loro il compito di essere salvato.

A noi spetta di non farci abbagliare dai Generali che diventano Politici, e soprattutto di non farci abbagliare dai Politici che vogliono fare i Generali. Dobbiamo fare attenzione a non porgere loro occasioni per essere ingabbiati più di quanto non lo siamo già oggi, e allo stesso tempo, dovremmo avere l’apertura mentale sufficiente a capire che per risolvere i nostri problemi e tornare a prosperare in pace occorrerà uscire dal sistema per trovare un’alternativa!

Non sarà facile…

Alberto Conterio - 22.10.2026