Interviste ad Alberto Conterio

mercoledì 27 maggio 2020

La politica è una cosa seria


La politica è una cosa seria
Craxi come Cavour e Vittorio Emanuele II

Il pressapochismo di questi giorni in campo politico, evidente e non occultabile neppure dai media di regime, deve essere riconsiderato dall’elettorato, che nelle ultime stagioni, allo slogan di “rinnoviamo la politica di mestiere”, aveva creduto di poter elevare a senatori e deputati dei normali cittadini.
Con questa mia riflessione, che sicuramente attirerà le ire dei soliti puri, quanto ingenui difensori della democrazia, desidero argomentare la mia opinione sull’operato e l’opportunità d’avere dei dilettanti in Parlamento e peggio, d’averli pure al governo della Nazione.


Credo che sia evidente a tutti il clamoroso fallimento politico del Movimento 5 Stelle. Non scrivo questo in funzione degli innumerevoli voltafaccia che abbracciano ogni sorta di argomento, effettuati da quando questo “partito” è al governo, ma, in funzione proprio delle personali capacità dimostrate dai singoli personaggi, che in questi anni, abbiamo avuto la particolare sfortuna di vedere all’opera. Qualche avvisaglia della catastrofe imminente l’avevamo avuta in anticipo sull’esperienza di governo nazionale guardando all’operato dei sindaci Raggia a Roma e Appendino a Torino, dove mai, sono entrati nel merito dei problemi della città e dove ogni loro singolo provvedimento è risultato non solo non risolutivo o migliorativo di una situazione esistente, ma quasi sempre, sono anche risultati lontani dalle sentite esigenze della popolazione. Ora, soprattutto da quando la Lega ha detto basta, ritirando la sua partecipazione al governo nazionale, cioè da quando queste persone si sono ritrovate libere di poter agire secondo capacità proprie o peggio ancora di sommare le proprie a quelle dei colleghi del Partito Democratico, ci siamo finalmente resi conto, che la figura del politico, tanto bistrattato e criticato, è al contrario una figura importantissima. Una figura che dovrebbe essere ricoperta da persone istruite e soprattutto “addestrate” a fare i politici, con tanto passato ed esperienza alle spalle.
Insomma di quei politici che le segreterie dei partiti principali (fino all’avvento di mani pulite) crescevano fin da ragazzi attraverso le sezioni cittadine, via via ad incarichi sempre maggiori, fino a far approdare in parlamento, certo anche dei raccomandati, ma comunque delle persone che avevano almeno un’idea di ciò che li aspettava.
Guardando ad oggi, ti prende invece lo sconforto; Di Maio, Boccia, Toninelli, Razzi, Zingaretti, per non parlare delle donne, Boschi, Azzolina, Boldrini, Taverna, solo per citare i primi nomi che mi vengono in mente. Pensando a Clemente Mastella Ministro della Giustizia, pur essendo già il prodotto di una “seconda repubblica” fatta di sbruffoni e approfittatori, pare ancora un gigante se paragonato al presente Alfonso Bonafede.
Insomma, non ho mai creduto a queste nuove leve, e abbiamo conferma che non mi sbagliavo. Ho avuto ragione anche quando mi sono attirato le ire di molti affermando che al governo di una nazione non ci devono andare persone oneste (o ritenute tali), ma persone capaci anche se possono non essere onestissime. In questo si vede la totale differenza tra i politici della prima e della seconda repubblica e tra questi, e l’ultima schiera di politici cittadini, che, giunti a Montecitorio per moralizzare la politica, sono finiti per incarnarne in fretta solo il lato peggiore della politica che volevano abbattere, altro che “onestà… onestà…”
“Grazie” a costoro, molto probabilmente saremo costretti alla povertà, pur avendo lavorato onestamente una vita intera, come i nostri figli saranno costretti a mendicare un piatto di minestra al giorno prostrandosi ad una multinazionale straniera. Se si potesse tornare indietro nella storia, invece di farlo scappare in Tunisia, in esilio volontario, Craxi meriterebbe un monumento in ogni città di questo Paese, al pari del Conte di Cavour e al Re Vittorio Emanuele II !

Alberto Conterio - 27.05.2020

martedì 26 maggio 2020

Una realtà che supera ogni immaginazione


Virus e pericoli correlati
Una realtà che supera ogni immaginazione

La realtà supera ogni immaginazione, tanto che Orwell ormai sembra un dilettante: in data 25 maggio scorso, si poteva leggere su Repubblica (che può definirsi tranquillamente un fotoromanzo di regime senza immagini) un titolo barzelletta che recitava: “Calano i contagi: vaccino a rischio” poi nel sottotitolo “Se l’epidemia svanisce, non riusciremo a testarlo…” 


Intanto, prima di entrare in merito, ci tengo a sottolineare che, involontariamente Repubblica, in queste due righe ci conferma che i contagi calano e che l’epidemia è finita. Cioè contraddice la vulgata generale e gli urlatori di regime dal quale Repubblica dipende, che in ciò, vedono minacciati i loro affari e la loro sete di potere, e che minacciano di riportare l’Italia in fase uno, per colpa dell’incoscienza della gente normale che, a loro dire, non rispettano le draconiane misure di contenimento governative, mettendo a rischio le libertà che con magnanimità ci sono “state concesse”. Ma, ora entriamo in argomento:
“Se l’epidemia svanisce, non riusciremo a testarlo…” queste le parole di uno pseudo “scienziato” della Oxford University, Adrian Hill, impegnato in uno studio per trovare un vaccino al Covid-19. Costui insomma ci informa che, visto che ci vorranno probabilmente ancora dei mesi per ottenere un vaccino, con l’attuale andamento della malattia, rischiamo di non poterlo più testare. Sarebbe un peccato, verrebbe da dire no? Se solo durasse ancora un pochino, quella si sarebbe fortuna!!!
Siamo cioè alla paradossale situazione di sperare che il virus non venga debellato prima di poter avere un vaccino. Da produrre e vendere naturalmente…
Avevamo ormai compreso da tempo che il problema da risolvere non è il pericolo rappresentato dal virus, ma come poter fruttare al meglio le possibilità offerte dallo stesso.
È chiaro che, se questo scompare da solo (come aveva detto che sarebbe successo, il Professore Luc Montagnier, Premio Nobel per la medicina 2008), diventa un problema serio!
Sul tavolo restano un sacco di progettini  che potrebbero andare in fumo… intanto occorrerà chiudere lo stato di emergenza e riportare il potere in alveo costituzionale con gran scorno delle sinistre, poi come potremo mai giustificare la App Immuni, per il tracciamento e il controllo dei cittadini? E come si farà a convincere tutti al vaccino (inutile a questo punto) se mancherà la possibilità di terrorizzare la popolazione? E i grassi affari su mascherine, e prodotti igienizzanti ecc. ecc.? E che dovremmo dire a Bill Gates che guardava all’Italia con sinistro interesse per imporre il microchip sottopelle o altre sue diavolerie quantiche…
Alcuni degli interrogativi questi, che stanno scaldando il sangue dei nostri governanti, degli scienziati da salotto, degli avventurieri dell’occasione.
E naturalmente, complimenti a Repubblica, che non si smentisce mai, e che traina assolutamente in testa alla speciale classifica del peggior quotidiano nazionale, un’Italia declassata al 78° posto mondiale come libertà di stampa! E allora, fintanto che ci è concessa, facciamoci una risata!

Alberto Conterio - 26.05.2020