Interviste ad Alberto Conterio

martedì 3 settembre 2013

Primavere arabe e autunno occidentale



Primavere arabe e autunno occidentale

Non sono stato tra quelli che accolsero con entusiasmo e speranza (e superficialità aggiungo) le cosiddette “primavere arabe” e oggi mi spiace dover constatare che avevo purtroppo ragione.
Mi resi immediatamente conto che si stava per aprire un vero vaso di pandora, allorché, in nome della democrazia, si abbattevano alcuni dittatori. Il posto di costoro però, non fu occupato da uno stato di diritto con regole certe e democratiche come speravano alcuni sprovveduti sognatori, ma dal caos.
È doveroso denunciare a questo punto, che la maggior parte degli intellettuali occidentali di area “liberal” silenziati dai loro stessi errori di valutazione ed entusiasmi falliti, sono stati vergognosamente appoggiati dalla maggior parte dei media che, al cambio del vento, hanno cominciato a disinteressarsi a queste aree mano a mano che le premesse e promesse cadevano nel baratro del fondamentalismo religioso.

Gran parte della colpa di questo triste epilogo, è attribuibile a mio giudizio, ancora una volta (come è già successo in Afghanista ed in Irak) alla complicità franco-statunitense, che in nome della repubblica ad ogni costo, hanno voluto scartare a priori, l’opzione pacificante di restaurare le legittime monarchie in questi Paesi sull’onda anche di una corposa volontà popolare (soprattutto in Libia), facilitando l’islamismo con la rinascita della fratellanza mussulmana, che dal caos ha saputo trarre tutti i vantaggi possibili.
Gli scontri tra etnie e tribù locali, che solo le monarchie locali, erano riuscite in passato a evitare senza l’uso di brutalità sulla base della convivenza garantita al di sopra di tutti gli interessi, sono stati abilmente manipolati dai “fratelli”, per alimentare dubbi e preconcetti nei confronti dell’occidente, giungendo in Egitto, per mezzo di elezioni (definite “libere” per le garanzie fornite dagli stessi osservatori occidentali) alla conquista del potere di costoro.
A distanza di pochi mesi però, l’intellighenzia occidentale favorevole all’insediamento del Presidente Morsi, con acrobatica metamorfosi del suo pensiero, ha rinnegato la sua storia di civiltà, giungendo ad applaudire un colpo di stato militare, che deponendo un Presidente democraticamente eletto (contestato quanto si vuole ma legittimo) ha riconsegnato questa Nazione a nuovo caos.

E così, mentre i fatti gravissimi che si registrano in Egitto vengono messi sotto silenzio o giustificati, gli stessi fatti registrati in Siria vengono classificati “male assoluto” andando ad alimentare ancora e sempre più il rancore verso il doppiopesismo accidentale, basato non su sani principi universali - come ci viene fatto credere a scuola quando si glorifica il pogrom sanguinario della Rivoluzione Francese - ma sempre più dagli umori e interessi della finanza e della strategia geopolitica.   


A farne le spesse, come al solito, il popolo e in generale il cristianesimo locale, visto come l’avanguardia stabile dell’occidente in terra islamica. La furia primordiale, cieca e fanatica dei seguaci di Maometto, soprattutto in Egitto, si è infatti riversata sulle chiese e sulle case religiose. E non c’è giorno che non vengano registrati nuovi attacchi e nuove violenze dei confronti dei Cristiani Copti la residenti.
Oltre al danno comunque anche la beffa. Importanti firme del nostro giornalismo più impegnato, come Maurizio Belpietro, direttore del quotidiano “Libero”, è giunto a giustificare questi abomini, quali ripercussioni alla passata connivenza tra i Cristiani Copti e il deposto regime dittatoriale di Mubarak.

Siamo insomma alla follia del disordine ideologico e mentale, che vede nei carnefici, non già dei criminali responsabili di atti disdicevoli ma i “buoni” impegnati in azioni di “riparazione” contro il male, rappresentato dalla comunità religiosa dei Cristiani Copti.
Questa che denuncio, è la mentalità dell’autodistruzione, senza più una regola, una logica una verità.
A queste logica illogica e a queste false verità, continuerò ad oppormi…

Alberto Conterio - 03.09.2103

venerdì 2 agosto 2013

Decreto del di-sfare



Decreto del di-sfare

Sul finire di maggio, scrivendo una memoria sul “lavoro in Italia” avevo tentato di sintetizzare l’attuale sistema, che prevede la cannibalizzazione delle aziende nostrane a favore di quelle che migrato all’estero e soprattutto a beneficio di quelle estere, ubicate in Paesi in via di sviluppo. Il premio per coloro che partecipano a questa neo colonizzazione è l’arricchimento frenato sistematico. Sembrerebbe un buon affare, ma non è così, o almeno non è così per la quasi totalità della popolazione italiana, del suo tessuto sociale e delle sue capacità economiche, ma ciò è un dettaglio.


A fronte di questa situazione, che ormai vede centinaia di aziende italiane a dover chiudere ogni giorno con decine di suicidi, che per ragioni di “decoro” sono raramente pubblicizzati, il governo delle larghe intese presieduto da Letta, continua imperterrito ad approvare provvedimenti definiti di rilancio dell’economia, che tutti assieme dovrebbero comporre il “Decreto del Fare” tanto pubblicizzato quanto inutile.
Come ho già avuto modo di scrivere più volte infatti, se il lavoro non c’è, varare provvedimenti che teorizzano sgravi fiscali per le aziende che assumono lavoratoti o giovani lavoratori o ancora donne lavoratrici, è come sperare nella caduta dal cielo della manna di biblica memoria, oppure serve a far passare del tempo, a scaldare poltrone, poltroncine e scranni. Il disegno infatti pare già scritto, e al nostro governo, legato mani e piedi dall’Europa dei burocrati e dei finanzieri d’assalto, indottrinato dalla Bce e guidato da tutta una pletora di fosche figure che si muovono nell’ombra, non resta che gestire senza idea alcuna un declino che vedo ormai irreversibile. Una toppa qua, un rappezzo la, con il solo obiettivo di mantenere fino a quando sarà possibile, l’ordine sociale nazionale. 
Una vergogna, che umilia l’intelligenza di un popolo che può vantare almeno 25 secoli di storia e civiltà ininterrotti. Una vergogna che in altri Paesi, porterebbe questa classe politica senza onore al suicidio di massa, altro che assistere da ipocriti al suicidio di lavoratori e titolari di aziende per la disperazione.
Il Decreto del Fare così, invece di portare a un effettivo beneficio, non fa che aggravare la situazione generale, cadendo inoltre nella discriminazione…
Un Decreto composto di sussidi, agevolazioni, sgravi fiscali mirati, favori e favoritismi, che sembrano una brutta copia del sistema economico del Regno delle Due Sicilie, dove aziende e industrie non vivevano del loro lavoro e della loro capacità manageriale, ma sopravvivevano grazie alla beneficenza del Re Borbone!
Un sistema questo che disabitua gli industriali (sempre gli stessi di un elenco di favoriti ) a fare meglio, perché può contare sulla “paghetta settimanale” di Stato. Un sistema che discrimina un lavoratore di 40 anni da uno di 25, un sistema che costringe per convenienza non già a scegliere un lavoratore tra i capaci con esperienza o elevata scolarità, ma a scegliere un lavoratore tra coloro che si portano in dote una prebenda statale, una regalia, un pizzo da riscuotere sicuro!
Uno Stato sovrano, non dovrebbe abbassarsi a distribuire aiuti e sussidi a qualcuno, ma ad operare perché tutti abbiano in partenza le stesse opportunità. Uno Stato che intende avere il rispetto dei cittadini, non deve distribuire pasti gratis, ma fare in modo che tutti possano lavorare per potersi permettere una vita dignitosa e indipendente. Questo quindi, non è il Decreto del Fare, ma il Decreto del DI-sfare, perché oltre a non far nulla per consentire alle nostre aziende di poter lavorare almeno sul mercato nazionale, protette da regole che escludano coloro che queste regole non rispettano, distribuisce danari non suoi, drenati al popolo italiano con una tassazione inverosimile, e che in parte non è già più in grado di sopportare.
Non avessimo avuto delle precedenti esperienze, Il Presidente del Consiglio Letta, potrebbe essere accusato soltanto di incompetenza, ma sono 20 anni che una parte dell’industria italiana sopravvive di bonus e sussidi… cosa è cambiato? Nulla!
Gli incentivi alla rottamazione delle auto, hanno portato in dote una Fiat nuova, lontana dalla crisi dell’auto? No di certo, e allora l’attuale Presidente del consiglio come tutti i suoi predecessori non è un incompetente è un criminale, che sa perfettamente di sbagliare, ma continua a condurre verso il fondo del baratro questo Paese.
Che Dio ci aiuti!

Alberto Conterio - 02.08.2013

martedì 28 maggio 2013

La presenza di Italia Reale - Stella e Corona nella competizione ha lasciato il segno



Elezioni Amministrative a Roma
La presenza di Italia Reale - Stella e Corona nella competizione ha lasciato il segno

28 maggio 2013

Avrei desiderato poter scrivere oggi, che il nostro caro amico Angelo Novellino era stato eletto Sindaco di Roma, ma sarebbe stata troppa grazia. Sorretti da questo sogno, tutti noi in fondo al nostro cuore, sapevamo che ci sarebbe voluto un “miracolo”, e non un miracolo normale, uno di quelli veri, che ti fanno sentire piccolo e impotente di fronte alla grandezza di Dio.
Detto questo, Angelo dovrà “accontentarsi” del titolo di Re di Roma. Se l’è meritato tutto, nonostante il risultato finale. Non desidero dimenticare o mancare di rispetto a tutto il gruppo (magnifico) che assieme ad Angelo, ci hanno tenuti con il fiato sospeso, e inorgogliti al raggiungimento della quota di firme necessarie alla presentazione della lista, e che si sono prodotti in manifesti, comizi in piazza, interviste filmate, passaggi televisivi, articoli e conferenze stampa. Un carosello entusiasmante, sicuramente impegnativo sotto ogni aspetto, che da oggi fornisce a tutti noi la legittimazione che ci mancava, un valore nuovo, in cui identificarsi e con cui essere identificati. 


Con questa presenza autonoma, fiera e orgogliosa, Italia Reale - Stella e Corona ha dimostrato con i fatti che l’ideale monarchico non ci sta ad essere collocato tra gli scaffali di un museo o di una biblioteca, ma si sente ben vivo e presente nella società. La Monarchia quindi grazie ad Italia Reale - Stella e Corona, non è solo storia, ma anche futuro, un futuro che possiamo ancora scrivere !
L’ideale monarchico - grazie a persone pulite, oneste e competenti che ci hanno messo la faccia senza nascondere il loro credo - è tornato a parlare alla gente, proponendosi quale alternativa “reale” al sistema fossilizzato della politica repubblicana, che dal 1946 avvelena la nostra Patria.
Italia Reale - Stella e Corona, si erge così, quale unica forza politica di contrasto al sistema, in opzione alle innumerevoli facce della stessa moneta, ormai logora in cui si identificano tutte le altre forze politiche, vecchie e nuove, nazionali e locali.
Questa non è retorica di circostanza: Italia Reale - Stella e Corona, ha proposto per Roma un programma essenziale fatto di logica e buon senso comune, in cui il risparmio si individua nel superfluo del sistema politico stesso, senza rinunce o limitazioni  della democrazia e non nel taglio dei servizi necessari ai cittadini, e in proposte valide e originali sui principali argomenti e problemi presenti in città. Proposte e idee che, siamone certi, non tarderanno d’essere riprese più avanti da altri gruppi politici. Occorrerà restare vigili in proposito e notificare alla stampa queste “appropriazioni”, perché l’azione politica intrapresa a Roma non deve e non può esaurirsi oggi.


Sul lato interno poi, questa partecipazione, è stata l’occasione per comprendere finalmente, che non esistono monarchici di seria A e monarchici di serie B come si voleva far credere fino a ieri e su cui si era soliti ricamare patenti e patentini di legittimità, titoli e quant’altro..
I monarchici in Italia, si identificheranno da oggi, in coloro che hanno appoggiato o non ostacolato l’avventura di Italia Reale - Stella e Corona alle elezioni Amministrative di Roma in nome dell’ideale che ci unisce tutti, al di la delle nostre simpatie personali e al di la delle nostre attività in favore della causa stessa, facendo fronte comune agli avversari di sempre, i repubblicani.
Di conseguenza, i repubblicani, si identificano senza ombra di dubbio, in tutti coloro che con le parole o i fatti, hanno contrastato la partecipazione di Italia Reale - Stella e Corona a questo appuntamento elettorale, preferendo accordare il loro voto ad un degli innumerevoli imbonitori dei soliti partiti al solo fine di favorire e perpetuare la repubblica ed il suo sistema di potere oligarchico.
Non si possono e non si dovranno più fare in futuro altri distinguo!

Per concludere, farò quindi soltanto un appunto, un breve post scriptum per coloro, che nella foga di volermi informare di questo magro risultato, hanno provveduto a telefonare presso la mia abitazione alle ore 03.25 di oggi, in piena notte sproloquiando volgarità verso la mia persona, o scrivendomi nel pomeriggio di oggi, delle mail piene di rancorose soddisfazioni, in cui si rimprovera ad Angelo Novellino e a Italia Reale, di aver fatto fare loro, brutta figura.
Ma loro chi… chi li conosce. Chi sono costoro che pretendono di portare avanti l’ideale monarchico con le minacce telefoniche, l’hakeraggio informatico, l’invio minatorio di volgarità postali o la presentazione (legittima per carità) a parenti e amici di batteria da cucina, e che negli ultimi venti o trent’anni hanno trasformato il nostro ideale in una figurina Liebig, da appendere sopra al comò o da scambiarsi tra collezionisti nelle fiere specializzate?

Meglio fermarsi qui senza eccedere o farsi prendere dalla foga. Grazie Angelo, non sono ancora riuscito a regolarizzare la mia iscrizione al neo partito, ma resta un mio ambito obiettivo: appartenere a ITALIA REALE!!!

Alberto Conterio
Italia Reale - Stella e Corona