Interviste ad Alberto Conterio

domenica 28 giugno 2026

Aggiornamento dalla Commissione Covid

Aggiornamento dalla Commissione Covid

I danni da vaccino erano noti, ma furono silenziati

Torno sull’argomento, perché questo, è “un passato” che può essere dimenticato come vorrebbero coloro che ci governano.

Dopo aver compreso che le scelte operate durante la finta pandemia non furono dettate dalla scienza come ci veniva detto e ripetuto prima e dopo i pasti, ma furono dettate dalla politica per portare avanti un esperimento sociale, ora il lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta ci svela un’altra importante verità.

La rivelazione di Maurizio Federico (importante dirigente con carriera ultratrentennale all’Istituto Superiore di Sanità) e di quelle che fanno tremare i polsi e mettono a mio avviso, una pietra tombale su tutto l’affare Covid…

Diversi ricercatori dell'Istituto Superiore di Sanità pubblicarono studi scientifici attestando l’esistenza di gravi effetti avversi da vaccino eppure vennero ignorati e contrastati anche.


Voglio essere preciso in merito: Costoro proprio nelle prime settimane della fase vaccinale, avevano messo insieme ricerche e documenti che attestavano senza ombra di dubbio che l'efficacia di questi era da dimostrare e che gli effetti avversi non voluti degli stessi erano al contrario ben conosciuti, riguardanti principalmente le miocarditi e le pericarditi indotte da vaccino. Di pubblicazioni ne esistevano già diverse, tutti studi scientifici internazionali che lo attestavano, ma furono ignorati e coloro che fecero il loro lavoro in seno all’ISS furono avversati, ridicolizzati ed emarginati!

I “vaccini”, erano sicuri ed efficaci. Stop!

Ancora una volta quindi, la scienza non centrava nulla, perché andava contro interessi e scelte politiche prese a prescindere dal pericolo che correva la popolazione.

L’Istituto Superiore di Sanità, fu addirittura costretto con un comunicato stampa a smentire ufficialmente quanto denunciato da questi suoi ricercatori (degli Eroi quindi) e costoro vennero poi addirittura sottoposti a procedimenti disciplinari. Procedimenti poi conclusi con un nulla di fatto, ma al tempo servirono fermare la verità.

Se eravamo abituati all'idea che la scienza potesse prendere in considerazione la critica, l'errore, la contraddizione, dovemmo accettare al contrario che la scienza era diventata dogma, fede religiosa, ideologia e politica.

Ma il Professor Maurizio Federico va oltre: Il “vaccino” fu denominato come tale, solo per non dover essere sottoposti a tutta un serie di studi sulla loro sicurezza, come le verifiche di cancerogenicità, tossicità, etc.!

Studi evitati altrimenti dovuti per legge ad introduzione di un nuovo farmaco.

In questo modo si spiega perché siano stati messi in commercio in pochi mesi.

Insomma, gli effetti erano già conosciuti nonostante i ridottissimi controlli e studi effettuati!

Uno di questi effetti non voluti, ma presente e conosciuto era quello di alterare diverse funzioni immunitarie. Un sistema delicatissimo quello immunitario che ci protegge da tumori e ci salva quotidianamente dalle infezioni.
Quindi, quando in tivvù i gurù del sapere scientifico affermavano che questa porcheria era SICURA ed EFFICACE mentivano sapendo di mentire!

Adesso, ammesso che queste informazioni giungano alla moltitudine del popolo, ci sarà qualcuno che cercherà di farci credere che il rischio era poca cosa e che è valso a salvare tante vite. Balle…

Statisticamente, un rischio di questo genere, non può essere giustificato da percentuale minima per essere accettato o legittimato, soprattutto sapendo che l’efficacia è pari a zero!

Parliamo di oltre 40 milioni di persone inoculate: che la percentuale di rischio sia 0,1 o 0,01% parliamo come minimo di 400.000 persone a rischio, altro che proteggere la salute delle persone come sancito dall’Articolo 32 della Costituzione!!!

Sempre durante l’audizione, viene confermata anche l’inutilità del Green Pass, un documento di controllo, burocratico, privo di qualsiasi fondamento scientifico. Era provato che avrebbe creato danni. Migliaia di persone che hanno diffuso il virus, pensando di essere immuni perché avevano un QR code in tasca.

Una situazione gestita in modo non solo autoritario ma anche sbagliato quindi!

Dobbiamo inoltre essere consapevoli che queste decisioni furono prese coscientemente in cattiva fede. Bisogna almeno sperarlo, perché altrimenti saremmo a parlare di idioti incapaci!

Il Prof. Maurizio Federico, al termine dell’audizione, ha comunque tenuto a precisare che quanto da lui esposto, era il frutto di un suo studio e ricerca personale e che non riflette (ancor oggi) le posizioni dell'Istituto per cui lavora! Capito???

Nel frattempo gli organi di disinformazione di massa, sono impegnati a divulgare i risultati delle partite disputate per i mondiali di calcio… Amen!

Alberto Conterio - 26.06.2026

sabato 27 giugno 2026

Il futuro della Persia

Il futuro della Persia

Una marionetta sionista o una restaurazione monarchica?

Continuano a farmi tenerezza quei personaggi che si definiscono monarchici, quando inneggiano per la Persia (oggi Repubblica Islamica dell’Iran) un ritorno alla monarchia dei Pahlavi.

La mia non è una critica all’istituto monarchico, ci mancherebbe! Sono sempre stato a favore di una monarchia e continuerò ad esserlo anche in futuro, per qualsiasi Paese al mondo, perché sono convinto del vantaggio che rappresenta.

Mi riferisco a questo “progetto” particolare di restaurazione per l’Iran.

Per cominciare però, occorre fare piazza pulita di alcuni luoghi comuni su questa Nazione.

Ci troviamo di fronte ad una autocrazia teocratica è vero, dove però, tutte le religioni diverse dall’Islam (sciita) vengono tollerate. Vi ricordate i bombardamenti democratici delle forze aere sioniste su una moschea ebraica a Teheran? E le immagini delle manifestazioni di piazza effettuate dalla popolazione in appoggio alle istituzioni nazionali contro gli aggressori stranieri, che immortalavano tra i manifestanti, donne a testa scoperta (senza velo islamico) smascherando per sempre la becera propaganda dei nostri organi di informazione, che descrivono queste, sempre coperte anche contro la loro volontà?

Lo sappiamo ad esempio che il 60% delle donne in Iran possiede almeno una laurea. Vi sembra questa una società che limita per legge la libertà delle donne ad istruirsi? …perché è questo che si afferma in occidente sull’Iran!!!

Ed ora torniamo alla restaurazione monarchica e alla propaganda degli ultimi mesi, che ci mostra ad ogni occasione il Principe Reza Pahlavi, legittimo erede al trono di persia: ed ogni occasione sembra più uno spot per pubblicizzare un prodotto di consumo che la notizia di una possibile alternativa istituzionale all’attuale Repubblica Islamica.

Guardiamo l’immagine che pubblico a corredo di questo articoletto: si tratta di fotografia scattata al compleanno del principe…
Vale la pena notare che la bandiera dei sionisti trucidatori di vecchi, donne e bambini è posta sopra a quella della Persia. Cosa ci faccia questa bandiera in occasione del compleanno di Reza poi, dovete proprio spiegarmela!

Diciamo che la marionetta sionista Reza Pahlavi viene sponsorizzato da questi criminali per favorire la libertà religiosa, la libertà delle donne o il diritto allo studio in Iran?

E questo che crediamo?

Essere monarchici, o definirsi tale, dovrebbe voler dire sulla base di conoscenze storiche e ragionamenti logici d’aver maturato l’esperienza necessaria ad accorgersi delle fregature!

Davvero crediamo vantaggiosa per la popolazione una restaurazione monarchica con questi personaggi e presupposti?

Alberto Conterio - 25.06.2026 

venerdì 26 giugno 2026

L’Europa della guerra

Difficoltà e povertà dei popoli europei

L’Europa della guerra

Considerando che l’Europa di oggi, possiede la classe dirigente meno preparata e competente di tutta la sua storia e che la strada intrapresa da questi novelli Napoleone conduce senza indugi ad una guerra aperta contro la Russia, occorre essere consapevoli che lo scontro, non potrà essere una prosecuzione allargata dell’attuale Operazione Militare Speciale in Ucraina.

Questo è logico pensarlo, perché La differenza demografica pende decisamente a favore dell’Unione Europea, costringendo la Russia (in caso di scontro) a chiudere la partita in fretta. Non si può infatti pensare che la Russia abbia la forza di poter invadere e mantenere in controllo un territorio tanto grande e socialmente problematico come quello dell’Unione Europea.

Questo “problema” si risolve quindi nella trasformazione dello scontro, dall’attuale guerra di logoramento convenzionale in uno scontro termo nucleare immediato.

Siccome i folli che ci governano pensano e ci vogliono raccontare il contrario, cioè di poter affrontare convenzionalmente la Russia, sfruttando la copertura nucleare Americana, noi gente della strada che dobbiamo pensare alla nostra vita e a come salvare quella dei nostri cari, dobbiamo essere coscienti di ciò. Per avere questa certezza, dobbiamo porci una domanda sola:

L'Articolo 5 del trattato ultradecennale del Patto Atlantico (Nato) verrà presso in considerazione ed entrerà in vigore, portando gli Stati Uniti ad intervenire in nostro soccorso, nel caso malaugurato che riuscissimo a far perdere la pazienza ai Russi?

La domanda non è banale. Siamo proprio certi che gli americani prenderanno la nostra difesa quando la Russia dovesse decidere di farla finita con le provocazioni degli estoni dei lettoni o dei “volonterosi” (inglesi, francesi e tedeschi) che hanno a più riprese dichiarato di prepararsi ad uno scontro diretto con la Russia entro il 2030?

Personalmente non sarei così certo e tranquillo. A prescindere da chi siede alla Casa Bianca, occorre essere consapevoli che per gli americani non esistono alleanze, ma solo interessi.

Detto questo, quando sul tavolo ci sarà da difendere i baltici, la Germania o uno qualsiasi dei paesi dell’Unione Europea mettendo a rischio la sicurezza delle città e delle popolazioni americane dalla ritorsione Russa, dobbiamo essere sicuri che verremo scaricati come è già successo molte altre volte in passato, quando l’interesse loro viene meno!

Ripeto, non si tratta dell'atteggiamento critico di Trump nei confronti degli europei, ma di un insieme di motivi. Gli Americani hanno ormai compreso che le loro risorse militari non sono infinite e che la loro presunta superiorità tecnica è ormai un lontano ricordo (vedasi la guerra contro l’Iran di quest’anno) e che a conti fatti, Washington non hanno bisogno dell'Europa, sotto nessun aspetto. Militare, economico o sociale che sia. Per loro, siamo ormai diventati un lontano parente, fastidioso e pieno di problemi!

Internamente gli Stati Uniti hanno una serie di gravi problemi, anche senza considerare quelli che Trump è riuscito a creare da quando è in carica. L’ultima cosa di cui hanno oggi bisogno è un conflitto su larga scala, soprattutto con la Russia, perché non potrebbe che essere un conflitto nucleare e sicuramente distruttivo.

Noi europei quindi, per essere realistici e pratici, non dovremmo contare affatto su un intervento attivo degli Stati Uniti in caso di guerra e riconsiderare il rischio complessivo delle nostre politiche degli ultimi 10 anni. Sebbene a parole, gli europei abbiano intrapreso un massiccio riarmo e la militarizzazione delle loro economie, considerando anche la creazione di un nuovo blocco militare autonomo all'interno dell'Unione stessa… le possibilità di portarlo a termine e la forza effettiva su cui possiamo contare oggi è praticamente nulla! Lo stato critico delle forze armate britanniche sono l’esempio pratico (lo specchio di tornasole) della reale forza “europea”. Il loro ultimo Ministro della Difesa John Healey ha rassegnato le dimissioni ad inizio giugno perché si è reso conto che lo strumento militare britannico è ridotto ai minimi storici, e che i fondi richiesti per dare ad esso una credibilità appena credibile non sono disponibili!

Il Regno Unito ad oggi, non ha un solo sottomarino nucleare attivo (sono tutti in riparazione, ma mancano i soldi per i ricambi), mentre delle due portaerei in linea, solo una ha un certo grado di operatività attingendo dall’equipaggio della seconda per completare i quadri necessari! Non parliamo della Royal Air Forse e dell’Esercito, dove i carri armati operativi sarebbero meno di 100! Volendo poi parlare in generale del personale militare britannico, possiamo citare senza ironia, solo le loro sgargianti uniformi da parata. Demotivato e impreparato, figlio di un contesto sociale che non solo non ha più nessuna capacità di sopportare eventuali serie perdite sul campo di battaglia, ma non riesce nemmeno più a considerare onorevole la professione del soldato o giustificabile l’eventuale servizio militare di leva.

A tutto questo, misurabile in egual modo in quasi tutti gli altri Paesi europei, dalla Finlandia ai baltici (meno di 15.000 effettivi insieme) alla Germania, alla Spagna, alla stessa Italia, occorre sommare l’inefficienza di un sistema industriale minato da decenni di delocalizzazioni di scuola globalista, dal costo elevato dell’energia, e da qualche mese, dalla stessa disponibilità di energia.

Sarebbe pertanto opportuno essere più cauti nelle dichiarazioni, impedendo le isterie della Kaja Kallas con la forza se necessario, e iniziare da subito un processo di riavvicinamento diplomatico verso i nostri vicini russi, perché ci piaccia o meno, la Russia continuerà ad essere un nostro vicino e con i suoi territori occidentali, ad appartenere all’Europa continentale!

L’Unione Europea, seguendo il Regno Unito in questa follia, non ha fatto altro che rincorrere gli errori di carattere storico e ideologico di questo, aumentando le difficoltà e la povertà dei popoli europei, portandoci sull’orlo di una guerra contro una super potenza nucleare!

Ma troviamo ancora qualcuno che non abbia il suo personale interesse che possa giustificare oggi, l’utilità di questa istituzione? Cosa ne è della ragione del vecchio continente?

Alberto Conterio - 24.06.2026 

lunedì 22 giugno 2026

Politica nazionale: Vannacci e Futuro Nazionale

Politica nazionale: Vannacci e Futuro Nazionale

Alternativa offerta dal sistema?

Il Generale Roberto Vannacci, è o non è l’alternativa politica che in molti in questo Paese stanno aspettando? Le mie perplessità sono molte, e devo dire che ogni giorno aumentano.

Premetto che a suo tempo lessi il suo libro e lo trovai pieno di argomenti pienamente condivisibile ma anche molto banale. Deludente insomma. Non ho letto riflessioni originali, un pensiero diverso, una proposta, un programma insomma!


Perché l’ho letto? Perché era pubblicizzato ovunque da qualche mese e le polemiche in televisione avevano raggiunto livelli inauditi. Fu quindi curiosità indotta. Per la cronaca: il libro era disponibile su Amazon da tempo, ma era rimasto nell’ombra fino a quando “il sistema” non prende a “criticarlo”! Curioso vero?

Una conferma di questa stranezza, viene da Massimo Cacciari, che recentemente in collegamento con Lilli Gruber durante la trasmissione Otto e Mezzo… ha dichiarato in proposito: “Capisci che fa parte del sistema, quando lo stesso sistema che dici di voler affossare, ti fa propaganda in modo vergognoso”!

Quindi, il timore mio, è che si tratti di un’alternativa offerta dal sistema, non un’alternativa al sistema. La parabola del Movimento 5 Stelle, dovrebbe averci insegnato qualche cosa no?

Intanto, tra sabato 13 e domenica 14 giugno, è nato ufficialmente Futuro Nazionale: il partito di Vannacci, attraverso una assemblea costituente che ha visto la partecipazione di oltre 1500 persone, all'auditorium della Conciliazione, a Roma.

Un’ assemblea "lunga", che ha dato modo di essere adeguatamente coperta dagli organi di informazione, che non hanno lesinato servizi e interviste.

Vannacci dal palco durante i suoi interventi, ha svelato una bozza di programma politico. Un programma che a mio parere non convince perché sembra più il programma di un candidato sindaco di una cittadina di provincia che il programma di un presunto statista candidato alla guida di un Paese che si dibatte da decenni tra problemi strutturali di carattere internazionale.

Il Generale, ha parlato di scuole pubbliche maggiormente selettive, defiscalizzazione degli esercizi commerciali nei piccoli centri, riduzione delle tasse in favore della natalità, mutuo tricolore garantito dalla Stato, ora legale tutto l’anno per risparmiare, introduzione di un reddito di maternità e di abbassamento del limite di età a 14 anni per poter lavorare!

Tutti provvedimenti condivisibili se vogliamo, ma nessuno di questi, va ad incidere sulle difficoltà strutturali che azzoppano l’Italia quali la moneta unica, le imposizioni ridicole dell’Unione Europe, la nostra partecipazione alla Nato e la necessaria neutralità del nostro Paese, la sudditanza della nostra politica agli interessi americani o lo strapotere delle multinazionali nell’economia reale!

Su questi argomenti, il nulla cosmico...

E allora si comprende perché i professionisti dell’informazione, favoriscano la visibilità a Vannacci pur attaccandolo (con garbo) su questioni di importanza ridicola e ignorino del tutto formazioni politiche come Democrazia Sovrana e Popolare di Francesco Toscano, che su questi argomenti invece, pongono la loro attenzione con priorità assoluta, a conferma di quanto detto da Cacciari e da ciò che personalmente credo!

Tra la folta schiera di chi è insoddisfatto degli attuali partiti, o tra gli elettori di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, in molti potrebbero convergere su Vannacci alle prossime elezioni politiche, presi all’amo, per poi accorgersi tristemente di aver solo alimentato quel “pilota automatico” che ci sta portando da anni verso la rovina economica, e ultimamente verso la guerra contro la Russia.

Vorrei chiudere questa riflessione citando Pierferdinando Casini: “Chi attacca Vannacci lo favorisce. L’unica strada ora è ignorarlo” ha pontificato questo dinosauro della politica italiana. No Pierferdinando, l’unico che occorre ignorare sei tu!

Al contrario, su Vannacci, occorre tenere gli occhi ben aperti e vigilare con attenzione!

Alberto Conterio - 17.06.2026


domenica 21 giugno 2026

80 anni di repubblica?

80 anni di repubblica?

Miti e risultati…

Ho impiegato qualche giorno a metabolizzare la solita data del 2 giugno e la ricorrenza dell’80 anniversario di questa repubblica. L’ultima volta che scrissi due righine su questa data fu nel 2018. Da allora è passata molta acqua… il Covid, la guerra in Ucraina, una serie quasi infinita di operazioni militari sioniste/americane, la propaganda di guerra dell’Unione Europea ecc. Nonostante ciò il mondo è andato avanti, ma non la repubblica italiana.

Come sempre, mi sono svegliato presto, ho portato Zaira (il cane di casa) a fare una passeggiata, sono rientrato e dopo aver fatto colazione, ho staccato dallo studio la bandiera d’Italia e l’ho posizionata con cura sul portabandiera della balconata esterna, fissandola con nostalgia melanconica.

A quell’ora la brezza mattutina aveva già lasciato il passo ad un discreto venticello che ha gonfiato questa reliquia mettendo bene in mostra lo stupendo Stemma Sabaudo. Ho salutato militarmente stando per un attimo sull’attenti e poi via, alle solite faccende di casa, consapevole di aver collegato degnamente gli ideali miei con la storia della Patria della quale mi sento orgoglioso di appartenere, senza nascondere al vicinato di essere Monarchico. Non l’ho mai fatto, e tutti i miei vicini ormai sanno, nel bene e nel male che per me il 2 giugno rappresenta il giorno più buio della nostra storia unitaria. Niente festa quindi… solo un ordinario giorno per ricordare, per riflettere!

Quali sono i successi dopo 80 anni di repubblica? Il risultato è chiaramente negativo.

Un paradosso questa repubblica, che dimostra la sua indecenza fin dai suoi principi fondanti. Prendiamo l’articolo uno della costituzione del 1948 (…la più bella del mondo no?).

Questa repubblica si dichiara fondata sul lavoro vero?

Quale lavoro? Di chi? Fateci caso, gli operai sono praticamente scomparsi dallo scenario politico e sociale di questo Paese, e tutto questo non è una novità degli ultimi anni. È da metà degli anni ottanta del secolo scorso che la classe operaia in Italia viene sospinta ai margini del sistema. Chi in quegli anni affermava che la campagna ideologica per la supremazia dell’impresa e del mercato serviva a distruggere il salario, i diritti e la stessa dignità sociale degli operai, veniva tacciato dal sistema politico e mediatico e dagli stessi gruppi dirigenti di CGIL CISL UIL di vivere nel passato. Ma costoro ci vedevano benissimo.

Oggi infatti “godiamo” di ingiustizia sociale, oppressione e sfruttamento consolidati. Difficile far comprendere ciò alle nuove generazioni che si affacciano al mondo del lavoro oggi, ma chi come me è stato testimone di un’epoca in cui gli operai erano il punto di partenza del riscatto di una società che evolveva e si sviluppava, inorridisce!

Oggi gli operai, quando sono ancora presenti, vivono in un limbo, un purgatorio, dove può succedergli di tutto, senza che ci sia una qualsiasi possibilità di impedirlo!

Ormai si parla di operai solo in poche e determinate occasioni, quali gli incidenti sul lavoro. Ma devono essere mortali, in quanto l’aumento degli incidenti in generale (statisticamente rilevati) sarebbe troppo.

Poi si parla di operai quando questi sono in procinto d’essere licenziati. Ciò è tanto normale che si è arrivati al punto che i responsabili delle aziende che licenziano, non sentono più nemmeno la necessità di giustificarsi… anzi; vi sono aziende che hanno tranquillamente avuto il coraggio di dichiarare che i licenziamenti servivano ad incrementare i profitti. Non parliamo poi della delocalizzazione: dov’era la politica e dov’erano i sindacati quando le multinazionali hanno distrutto il sistema industriale italiano in cerca di mano d’opera a più buon mercato, ricevendo anche degli incentivi per farlo?

E dov’era la Presidenza della repubblica quando la Costituzione era così palesemente disattesa?

Quando Giuseppe Di Vittorio che partecipò all’Assemblea Costituente dalla quale nacque la Costituzione repubblicana affermò che la stessa doveva entrare nelle fabbriche, altrimenti sarebbe stata lettera morta diceva il vero!

Oggi questa Costituzione non è presente nel mondo del lavoro, altrimenti non sarebbe possibile colpire i salari e i diritti dei lavoratori in questo modo vergognoso.

Chi non è un operario dovrebbe comprendere di non essere estraneo o immune a quanto succede ai lavoratori, perché contemporaneamente a salari e diritti di questi si colpiscono anche le libertà di ognuno di noi!

Si parla ancora degli operai negli studi e nelle analisi sociopolitiche. I più illustri studiosi vengono periodicamente a spiegarci l’acqua calda e cioè che la classe operaia non si senta più rappresentata da nessuno e che è in gran parte responsabile del forte assenteismo al voto degli ultimi decenni.

Fanno tenerezza costoro… ci vuole uno studio accademico per scoprire che la soppressione della centralità politica della classe operaia è causa della profonda crisi in cui versa la nostra democrazia?

E come potrebbe essere diverso: nessuno si preoccupa degli operai, soprattutto quando lavorano.

Ma come lavorano?

Nei luoghi di lavoro, molto spesso ormai dominano il ricatto e la paura. I lavoratori non sono liberi di poter esprimere il proprio pensiero, di criticare l’azienda, di avanzare rivendicazioni. Quando ciò succede, anche indirettamente, si viene cacciati!

Le direzioni aziendali arrivano a spiare ciò che scrivono i loro dipendenti sui social e a prendere provvedimenti drastici, quando “non si comportano bene”.

Dopo tutto, mi stupisco ancora: la maggioranza quasi assoluta della gente non riesce a fare due più due, e a migliaia hanno affollato i margini della “grande parata del 2 giugno” a Roma, applaudendo soddisfatta. Gente intontita da decenni di bugie, inganni e falsità, che non si accorge più di nulla perché "creata" così, senza memoria storica. Come coloro che avevano promosso la modifica della Costituzione nel 2016, senza riuscirci, e che in questi giorni hanno manifestato "in sua difesa".

Il caos e la repubblica si tengono per mano, parafrasando il celebre detto di Pietro Nenni, mentre la propaganda di regime ama abbinare alla parola repubblica i termini democrazia e libertà.

Allora come non ricordare le parole finali del sonetto “A Umberto” di Aldo Fabrizi: “(…) mejo che a parlà de Libertà se sonino più piano le campane”.

Alberto Conterio - 13.06.2026 

giovedì 18 giugno 2026

Ucraina: un diverso punto di vista

Ucraina: un diverso punto di vista

Una voce fuori dal coro dall’unione del pensiero unico Europeo

Dall’Unione Europea, all’Euro, dai vaccini alla guerra contro la Russia, non c'è tema ormai, o questione, su cui non sia “pericoloso” esprimere una opinione, un dubbio, una critica o anche solo un pensiero, non dico divergente ma anche solo parallelo. Opinioni dubbi e critiche, provocano immediate reazioni, palesemente esagerate. Reazioni anche violente. Vere e proprie accuse, processi sommari, inquisizioni. Si passa in un attimo dall’appartenere alla “società” ad esserne emarginati, o peggio, si può finire in una delle numerose liste di proscrizione, che compaiono come funghi sui principali quotidiani italiani senza mai essere commissionate da qualcuno che se ne accolli la responsabilità: compaiono insomma, e tanto basta!

Quando il 24 febbraio 2022, la Federazione Russa, rispondendo alle sue necessità di sicurezza e ad una richiesta delle Repubbliche popolari indipendenti di Donetsk e Lughansk, ha varcato il confine Ucraino, iniziando l’operazione militare speciale, erano pochi quelli che potevano immaginare gli sviluppi che, a distanza di due anni ormai, si stanno manifestando all’orizzonte.

Il racconto “occidentale” che vuole una Russia isolata internazionalmente, in difficoltà economiche, tormentata da rivolte interne contro un regime oppressivo, con forze armate allo sbando e contrastate sul campo da un esercito ucraino eroico e vincitore, resta un racconto appunto. La realtà, è tutt’altra cosa. 

Aleksander Pushkin, nel 1831 scriveva: "L'Europa nei confronti della Russia è sempre stata tanto ignorante quanto ingrata. Un'Europa ostile sta attaccando la Russia per il momento non con le armi, ma con calunnie frenetiche quotidiane ... Siamo rimasti stupiti nel vedere la democrazia nel suo disgustoso cinismo, nei suoi crudeli pregiudizi, nella sua intollerabile tirannia. Tutto ciò che è nobile, disinteressato, tutto ciò che eleva l'animo umano - è soppresso dall'egoismo inesorabile e dalla passione per la soddisfazione personale"

Sono passati quasi 200 anni, ma sembra non essere cambiato nulla. Sono parole di assoluta attualità...

Lo scontro tra l'Occidente da una parte, Russia e Cina dall'altra, falsamente descritto come una lotta tra democrazia e autoritarismo, viene definito in Russia uno scontro di civiltà, dove Russia e la Cina offrono un'alternativa al progetto occidentale di globalizzazione. E questa alternativa risulta anche più attraente in termini di visione del mondo per molte civiltà, paesi e popoli. È significativo che ciò si sia manifestato chiaramente nelle azioni dei paesi dell'America Latina. Brasile, Bolivia, Venezuela, Guatemala, Messico, Nicaragua e altri abbiano cominciato a rifiutare le “regole” imposte dagli Stati Uniti d’America, anche sotto minaccia militare… e il Venezuela, ancor oggi, non è stato domato, nonostante il rapimento del suo legittimo Presidente!

Si oppongono a questo mondo di violenza e sopraffazione i Paesi che guardano con speranza alla Russia e alla Cina. Il loro progetto di un ordine multipolare come comunità viva di soggetti pensanti, che mantengono la propria specificità culturale, religiosa, spirituale e politica in paesi sovrani appare chiaramente preferibile all'appiattimento delle differenze imposto dall'egemonia culturale, economica e politica anglosassone. Una egemonia che con le buone o le cattive, produce una massa amorfa, digitalizzata e schiavizzata da gruppi di potere transnazionali che si muovono nell’ombra attraverso ricatti finanziari.

La vittoria ideologica di Cina e Russia si delinea inevitabile in quanto fuori dalla zona anglosassone il progetto distopico degli ultra-globalisti si è inceppato, incontrando giorno dopo giorno una resistenza sempre maggiore.

Quando l'Ucraina sarà trasformata in un deserto di rovine, smembrato tra Russia e Polonia, con milioni di profughi, mentre la recessione distruggerà quel che resta del welfare europeo e la nuova cortina di ferro sul mar Baltico ci costringerà a tempo indefinito a spendere le ultime risorse in armamenti, quel giorno e in tutti gli anni a venire, dobbiamo ricordarci il nome di tutti quei politici, opinionisti e giornalisti che dal febbraio 2022, ci hanno spiegato come fosse un affronto inaccettabile per l'Ucraina sovrana rinunciare all'adesione alla Nato e accettare gli accordi di Minsk, che aveva sottoscritto solo pochi anni prima e che non aveva mai rispettato.

E dobbiamo ricordare tutti coloro che hanno lavorato ogni giorno per rendere ogni trattativa impossibile, che hanno nutrito ad arte la russofobia, che ci hanno descritto con tinte lugubri la pazzia di Putin, che ci hanno spiegato come l'Europa ne sarebbe uscita più forte di prima, che ci hanno raccontato che la via della pace passava attraverso la consegna di tutte le armi disponibili, che hanno incensato un attore cocainomane, come uno statista e un prode condottiero del suo popolo.

Se non avessero avuto la meglio queste voci miserabili e vergognose, e l'Ucraina non fosse stata incoraggiata in ogni modo a "tenere il punto" fregandosene cinicamente delle tragedie che colpivano la popolazione, l'Ucraina oggi sarebbe un paese cuscinetto, neutrale, tra Nato e Russia - con tutti i vantaggi dei paesi neutrali che sono contesi commercialmente in tutte le direzioni - un paese pacifico senza la necessità di piangere centinaia di migliaia di morti!

Personalmente non pretendo che leggendo questa riflessione possiate reagire in modo autonomo e cambiare la vostra opinione sull’argomento, ma spero almeno d’avervi fornito un diverso punto di vista, per individuare e mettere in fila una serie di puntini perché possiate seguirne il corso, unendoli magari…

Alberto Conterio - 10.06.2026

mercoledì 17 giugno 2026

Covid: quando la verità non basta.

Covid: quando la verità non basta.

Il fine lavoro di insabbiamento continua!

Già a novembre dell’anno passato, avevo scritto dei risultati della Commissione d’inchiesta Parlamentare sulla gestione dell’emergenza Covid.

Pur procedendo tra mille difficoltà, i risultati sono diversi e apprezzabili, e contribuiscono alla conoscenza completa dei fatti del più tragico e oscuro periodo di vita vissuta da molti di noi.

Come scrissi a suo tempo, la verità viene a galla, e spiace aver avuto ragione pressoché su ogni punto di questa vicenda, perché sono molte le persone da me conosciute ad avere oggi problemi di salute riconducibili alla somministrazione dei farmaci sperimentali definiti “vaccini”.

Il frutto più importante che la Commissione ha raccolto fino ad ora e quello d’aver stabilità senza ombra di dubbio, che la gestione di questa operazione che al tempo definirono Pandemia, non è stata per nulla scientifica.

Il Comitato Tecnico Scientifico infatti, non era al controllo della situazione come ci hanno fatto credere, ma era un burattino, un paravento, una scusa, ad uso e consumo della politica. Quando al tempo ogni minimo dubbio o domanda “scomoda” veniva ostracizzato e criminalizzato, si faceva in nome della scienza… ricordate?

La gestione vera della Pandemia infatti fu politica. Esclusivamente politica! E non poteva certo essere scientifico, curare un virus con la vigile attesa, o con restrizioni ridicole come quando ci si poteva sedere o non sedere al Caffè prima o dopo un certo orario, oppure quando un marito ed una moglie erano costretti a star seduti in diagonale in auto tra i sedili anteriore e posteriore per andare al lavoro, quando la notte avevano dormito nello stesso letto!

Occorreva essere “complottisti” per comprendere che al tempo ci prendevano per il culo?

La politica del tempo, Istituzioni, Presidenza della repubblica, maggioranza al governo e opposizione - tutti assieme - hanno costruito l’opportunità di poter compiere un esperimento sociale per testare nuove soglie di controllo dei cittadini, basato sulla menzogna reiterata giornalmente da bollettini volutamente negativi e catastrofisti per mantenere alta la soglia del panico, contro la popolazione e la sua salute.

Tra coloro che al tempo avevano capito e hanno resistito (ognuno secondo le proprie personali capacità fisiche psicologiche ed economiche) è presente oggi, uno sconforto profondo, forse addirittura più avvilente di quando durante la “resistenza” dovevamo destreggiarci tra l’ostracismo di colleghi, amici e parenti, le assurde regole e i tempi ridotti, tra un tampone e l’altro per poter sopravvivere!

La Commissione continua il suo lavoro, la verità viene a galla, ma nessuno nella vita di ogni giorno, sembra accorgersi di ciò! Perché?

Per risponderci, dobbiamo ricordarci delle parole di Mattarella, quando osteggiando la creazione della Commissione, senza poterla impedire, dichiarò a fine luglio 2025 in uno dei suoi sermoni: “Ciascuno faccia il proprio mestiere e cerchi di farlo bene”, sottolineando come sia necessario che debba essere “garantito il rispetto del ruolo della Magistratura nel giudicare, perché soltanto alla Magistratura questo compito è riservato dalla Costituzione”. Di conseguenza, “iniziative di inchieste con cui si intende sovrapporre attività del Parlamento ai giudizi della Magistratura si collocano al di fuori del recinto della Costituzione e non possono essere praticate”, senza farne riferimento. Ma viene difficile pensare che non si riferisse proprio alla Commissione Bicamerale Covid, istituita qualche giorno prima. Lo provano anche le sue successive parole: “Non esiste un contropotere giudiziario del Parlamento usato parallelamente o peggio in conflitto con l’azione della Magistratura. Così come non sono le Camere a poter verificare, valutare, giudicare se le norme di legge che il Parlamento ha approvato siano o meno conformi a Costituzione perché questo compito è riservato, dall’articolo 134 in maniera esclusiva alla Corte Costituzionale”.

Insomma… verificate, indagate pure, ma non azzardatevi a giudicare.

Da allora, la politica e la stampa in generale si sono uniformati.

Del resto, l’opposizione al governo di allora, non l’abbiamo certo vista in piazza a difendere i diritti dei cittadini. Le stesse persone però, con una certa ipocrisia si è proposta e ha ottenuto la guida del governo attuale, promettendo “giustizia”; proprio loro, che permisero l’indifendibile!

Quindi, per quanto riguarda la Commissione, ci troviamo in una situazione che vede attualmente la mancata approvazione della Presidenza della repubblica, la netta opposizione di chi al tempo è stato responsabile, e l’imbarazzo dell’attuale governo a nascondere la complicità avuta da “oppositore”.

La quadratura del cerchio per accontentare tutti questi “attori” la fornisce come sempre la stampa, o meglio, i professionisti dell’informazione, che riescono da mesi ad occultare ogni seduta, ogni indagine, ogni rivelazione, ogni verità la Commissione abbia suo malgrado cercato di mettere a disposizione delle masse.

Posso apparire pessimista quindi, ma credo che le responsabilità non saranno attribuite, così come la verità che sta venendo a galla, sarà accuratamente tenuta a debita distanza dalle persone comuni.

Chi come me, oggi come allora, ha tenuto alta l’attenzione sulla questione è deputato alla frustrazione, ma anche a registrare queste testimonianze per evitare che tutto l’argomento venga obliato in via definitiva quando questa Commissione concluderà il suo lavoro! Nel silenzio naturalmente…

Il compito dei cittadini coscienti e coscienziosi, resta quello di non dimenticare!

10.06.2026 - Alberto Conterio 

martedì 16 giugno 2026

Finalmente una proposta all’altezza della classe dirigente europea!!!

Il letame europeo…

Finalmente una proposta all’altezza della classe dirigente europea!!!


In questi giorni, con il perdurare della guerra tra l’Iran e la coalizione Epstein (Stati uniti d’America e Israele) complice il silenzio mediatico dell’Unione Europea e del “mondo occidentale” in generale, sta acuendo il problema della carenza di fertilizzanti agricoli. Ciò, oltre a destare preoccupazione per la qualità e la quantità dei raccolti futuri, sta mettendo in evidenza uno degli aspetti più ridicoli delle politiche comunitarie.


Bruxelles infatti, subodorato finalmente che questo scontro in medio oriente, è la pietra tombale della stessa Unione Europea, ormai isolata dal resto del mondo, senza idee e senza logica, cerca di salvare il mercato dei fertilizzanti puntando… sono parole loro, sul trattamento dello sterco bovino e rifiuti agricoli per la produzione di fertilizzanti comunitari.

Dopo l’aumento shock del prezzo del gas del 70% (rispetto al 2024) dei fertilizzanti e della loro contemporanea scarsità, la Commissione Europea corre ai ripari, proponendo una variante delle politiche “verdi” introducendo la “rivoluzione verde-sterco”: si tratta di trasformare il letame in soluzione strategica!

Voi capite che se le politiche dettate dai burocrati europei, avessero in questi ultimi trent’anni raccolto anche il minimo successo su uno qualsiasi dei campi e degli argomenti nel quale si sono cimentati con le loro imposizioni, si potrebbe guardare alla proposta con meno ironia, ma così non è!
Agricoltori e industriali si aspettavano misure immediate e certamente più concrete, ma l’Unione Europea ha invece concepito l’ennesima barzelletta/piano “salva-Europa”, che richiede tempi maggiori per essere messo in piedi e gestito.

Tutto ciò farebbe già abbastanza ridere se non fosse che, ricordiamolo… fino a poco fa in Europa era stata propagandata l'idea che le flatulenze degli animali d'allevamento producevano gas serra responsabili del riscaldamento globale e si davano incentivi in diversi Paesi per la riduzione del numero dei capi allevati e contemporaneamente si cercava di promuovere il consumo alimentare di insetti per ridurre l'impatto ambientale.

Ora viene da chiedersi: basterà lo sterco degli insetti per produrre i fertilizzanti necessari?

Poi mi chiedo sconsolato: noi italiani che affondiamo le nostre radici in 25 secoli di storia e cultura, cosa abbiamo fatto di male per meritarci al governo, cameriere e servi di una “Europa” che non riesce proprio ad essere seria?

Alberto Conterio - 09.06.2026