Interviste ad Alberto Conterio

giovedì 6 agosto 2026

Quando la propaganda supera l’informazione

L’Unione Europea dei babbei

Quando la propaganda supera l’informazione

Quando penso al continente europeo, non posso non provare delusione e rabbia.

Come cittadino italiano, residente sul continente europeo provo delusione nel constatare che oltre 25 secoli di storia, cultura e civiltà non sono più ritenuti un valore e risultano cancellati in favore di una scemenza senile diffusa più o meno in tutti i Paesi. In modo particolare, questa forma di imbecillità sembra colpire i Paesi appartenenti all’Unione Europea, o meglio, l’unione Europea sembra catalizzare e diffondere uniformemente questa imbecillità nei Paesi aderenti.

La rabbia poi ti coglie quando si riesce a fare due più due ponendosi delle domande…


Leggo dalla rete, due notizie tra le ultime riguardanti i vari Paesi europei/ l’Unione Europea che dovrebbero servire a fare girare le rotelline che abbiamo in testa, a pensare insomma:

PETROLIO NO, VISONI SI - "I prodotti provenienti dalla Russia, necessari per l'industria e la vita quotidiana, sono vietati, mentre i beni di lusso, come le pellicce di visone, sono consentiti." Il Primo Ministro slovacco Fico torna a criticare la Commissione Europea: “vieta l'importazione di materie prime essenziali per l'industria e la vita, anche a costo di un aumento dei prezzi nell'UE, ma fa un'eccezione per i costosi articoli in pelliccia di visone, beni di lusso per pochi.”

Seconda notizia…

L'EUROPA BRUCIA. MA NON C'È NIENTE CON CUI SPEGNERE LE FIAMME
L'Europa brucia. Letteralmente. Gli incendi boschivi hanno travolto il sud del continente: Spagna, Portogallo, Grecia, Bulgaria, Cipro. Centinaia di migliaia di ettari sono stati distrutti dal fuoco, interi centri urbani vengono evacuati e le autorità avvertono dell'arrivo di nuove ondate di calore, vento e siccità. La situazione diventa ogni giorno sempre più critica.
E proprio nel bel mezzo della stagione emerge la verità: il continente è rimasto privo dell'arma più efficace contro il fuoco. Si tratta degli elicotteri Kamov Ka-32 che hanno però il difetto di essere russi!!!

Pesanti, potenti, capaci di trasportare fino al 30% di acqua in più rispetto a qualsiasi analogo europeo, sono stati proprio i Ka-32 a spegnere per anni gli incendi più complessi in Spagna, Grecia, Portogallo, Bulgaria e a Cipro. Ora però rimangono a terra. Non possono volare.

Sulla prima notizia, credo non vi sia nulla da scrivere. L’Unione Europea non è una istituzione per difendere i cittadini o promuoverne il benessere, ma un apparato utile a promuovere e difendere i privilegi della classe abbiente, quella parassitaria che non produce nulla, che da sempre vive sulle spalle della gente comune: Imprenditori, commercianti, contadini, operai, studenti, famiglie, pensionati ecc. ecc.

Per quanto riguarda gli incendi nel sud del continente, di cose da scriverne invece ve ne sono parecchie!!!

Nel febbraio 2024 l'Unione Europea ha introdotto sanzioni contro il produttore russo di questi mezzi, rendendo così impossibile la manutenzione dei "Kamov". I pezzi di ricambio sono finiti sotto embargo. La Spagna ha chiesto delle deroghe, ma Bruxelles ha opposto un netto rifiuto. Nel frattempo le cifre parlano da sole:

La Spagna ha perso un terzo delle sue capacità antincendio.
Il Ka-32 trasportava in ogni singolo volo, dal 25 al 30% di acqua in più rispetto a tutto ciò che si sta cercando di utilizzare ora.
Dall'inizio dell'anno, nella sola Spagna sono andati a fuoco 173 mila ettari, quasi 6 volte in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
Intanto gli elicotteri rimangono bloccati a terra per il secondo anno consecutivo.
E il Portogallo non è messo meglio… i suoi Ka-32 infatti, li ha semplicemente trasferiti all'Ucraina!

Insomma mentre Bruxelles combatteva l'influenza russa, l'Europa è rimasta priva di protezione dal fuoco. Gli incendi continuano a distruggere foreste, case e vite umane!

Da non credere vero? Eppure, se questo apparto mafioso volesse davvero servire i cittadini “europei”

Oltre a revocare l’assurdità delle sanzioni alla Russia, potremmo immaginare ad esempio la costituzione di una flotta antincendio comune, gestita da fondi europei e da personale comunitario addestrato e specifico, da poter inviare in massa sui fronti “caldi” quando necessario?

Eppure quante parole e quanto denaro spendono i burocrati europei per dotarci di nuovi armamenti, coalizioni, interventi militari, produzioni congiunte di munizioni ed altre inutili amenità?

Grazie a coloro che si occupano ufficialmente di “informazione” questi argomenti, queste domande e questi collegamenti, non giungono ai cittadini dell’unione, perché se le foreste bruciano in fondo, fa anche comodo alla retorica dell’aumento delle temperature dovuto all’attività umana e al giro di interesse economico che ruota intorno a questa bufala, così come l’occultamento di queste riflessioni (che dovrebbero essere il normale lavoro di un serio giornalista) fanno comodo a coloro che guadagnano e continueranno a guadagnare cifre inimmaginabili dalla produzione e vendita di inutili  e costosissime armi!

Così va la vita e a questo serve l’unione Europea!

Alberto Conterio - 04.08.2026 

martedì 4 agosto 2026

IRAN, nuova potenza mondiale!

IRAN, nuova potenza mondiale!

Quando la Storia bussa alla porta…

Pare che l’Iran abbia allungato il passo, interrompendo la politica utilizzata fino ad ora di risposta calibrata agli attacchi della coalizione Epstein, per colpire le basi USA in Giordania, e meno di 48 ore dopo, di attaccare addirittura una nave gasiera statunitense nel porto di Damietta, in Egitto.

Scrivo che su questo attacco, ancora non vi è certezza assoluta dei responsabili, ma obiettivamente possiamo pensare a qualche altro attore? …forse gli israeliani per esacerbare ancor più la tensione dell’area mediorientale? Personalmente lo escluderei, perché anche le forze di “autodifesa” israeliane sembrano aver ormai raggiunto il limite delle loro capacità operative. Queste infatti, da quasi 4 anni sono dispiegate intensivamente su più fronti, senza peraltro essere riuscite a chiuderne uno con risultati anche solo vagamente positivi! L’Iran inoltre ha dimostrato che la difesa aerea sionista è tutto fuorché impenetrabile come veniva propagandato prima della guerra dei 12 giorni del giugno 2025!

L’ipotesi che si tratti di una risposta agli attacchi saudito-statunitensi contro alcune basi delle Popular Mobilization Forces irachene, che hanno provocato una 15ina di morti, tra cui 5 membri dell’IRGC, benché non si possa escludere appare comunque poco plausibile, perché raramente Teheran ha risponde direttamente ad un attacco subito dei suoi alleati dell’Asse della Resistenza, e poi perché l’Iran si muove secondo una linea logica strategica, mai per vendetta pura e semplice.

Occorre quindi tornare alla casella di partenza e chiedersi quale può essere la ragione di questa escalation…
Sono un idealista, lo riconosco, e desidero credere che la risposta più probabile sia che a Teheran ritengano che gli americani vivano un momento di particolare difficoltà, e che quindi non debba dare loro l’opportunità di continuare il gioco dello stop-and-go, con gli attacchi militari. Una alternanza tra azioni militari e pause falsamente negoziali per prendere fiato!

La narrazione di Trump oscilla tra minacce apocalittiche e fantasiose immagini di iraniani che implorano pietà per fermare gli attacchi aerei, ma la realtà è diametralmente diversa!
L’attacco contro la base aerea americana di Muwaffaq Salti in Giordania, ha cancellato in un attimo le fantasie del Presidente americano. Gli iraniani non stanno affatto cercando di tornare al negoziato. Per loro il negoziato è superato, ora esigono il rispetto degli impegni presi dagli americani con la firma del Memorandum su 14 punti del 18 giugno scorso!

E costringere gli Stati Uniti a continuare gli scontri cinetici, senza sosta serve a questo scopo!!!

È pur vero che questo comporta un costo per l’Iran (gravoso anche, sia in termini di vite umane che in termini di danni alle infrastrutture civili) ma lo svantaggio strategico che ne deriva per gli Stati Uniti d’America è incalcolabile: Mercoledì 22 luglio, l'ammiraglio Brad Cooper, comandante del CENTCOM, ha raccomandato la cessazione degli attacchi, sostenendo che hanno ormai “raggiunto la loro massima efficacia". Lunedì, il prezzo del petrolio Brent - che venerdì scorso, in piena fase cinetica, aveva raggiunto i 101 $ - è sceso a 90,00 dollari al barile. Il Center for Strategic and International Studies conferma che gli USA hanno impiegato così tante munizioni durante la guerra che le scorte di missili intercettori Patriot sono ormai al lumicino (inferiori a 1.000 unità) mentre quelle dei missili Thaad sono ormai praticamente a zero (intorno alle 250 unità).

Siccome le capacità industriali produttive di queste armi sono di poche centinaia di pezzi all’anno per i primi e alcune decine di esemplari per i secondi (a costi proibitivi tra i 4 ed i 14 milioni di dollari ad esemplare) per rifornire gli arsenali e riportarli ai livelli prebellici saranno necessari più di 3 anni.

Il risultato pratico di questa “situazione” sul teatro operativo vede così costretti i comandanti delle batterie anti aeree a dover selezionare le minacce, cercando l’intercettazione delle sole minacce che rappresentano un rischio per le forze statunitensi; tutto il resto, viene semplicemente ignorato, con grande scorno degli alleati storici del golfo persico.

Il canale NBC ci informa che il Presidente Trump ha perso la calma durante una riunione, urlando e inveendo per la frustrazione causata dall’andamento delle opzioni militari, e dalla mancanza di progressi!
In pratica, lo stop agli attacchi consente agli Stati Uniti di fermare, almeno temporaneamente, il vertiginoso consumo di munizionamento, di far riabbassare il prezzo del petrolio, e di guadagnare tempo per cercare di trovare una soluzione.

Le azioni di Teheran mirano quindi a trattenere gli americani all’interno della spirale degli attacchi reciproci per mantenere alto il prezzo del petrolio (alta pressione dell’opinione pubblica americana sulla presidenza) e alto e inutile consumo di munizioni, e impegnato il Pentagono, impedendogli di elaborare con la dovuta calma alternative.

Di fronte al mondo, questa è la dimostrazione plastica dell’incapacità americana di risolvere militarmente una situazione nella quale, loro stessi si sono cacciati con la solita arroganza e supponenza. Una sconfitta epocale insomma, ben più grave della sconfitta in Vietnam e della sconfitta già grave dell’Afghanistan, che segna la fine dell’unipolarismo americano, la fine della superpotenza unica che si atteggiava a gendarme del mondo!

È vero che i segnali c’erano tutti da anni, ma ora viene certificato, viene messo nero su bianco, viene reso disponibile alla comprensione di chiunque sappia “leggere”!!!

Tutto ciò avrà ripercussioni sugli equilibri di forza tra superpotenze che a mio giudizio non sono tre (Cina, Russia e Stati Uniti d’America) ma secondo le diverse aree del mondo possono essere anche l’India, il Pakistan sicuramente l’Iran, il Brasile, le due Coree e molte altre ancora, …Paesi che stanno emergendo poco a poco economicamente o possessori di materie prime preziose, che non possono più semplicemente essere depredati, ma trattati con il rispetto che meritano!

Tutto sommato, stiamo attraversando un periodo pericolosissimo per l’esistenza stessa del pianeta Terra, ma esiste la possibilità, l’occasione forse irripetibile, di transitare verso una nuova consapevolezza del genere umano, dove non esiste più una gerarchia di Paesi, ma un insieme di Paesi con la stessa dignità!

In tutto questo stravolgimento, l’unico soggetto non pervenuto, risulta essere l’Unione Europea!

Nata a parole per dare forza ai Paesi associati, si dimostra sempre più per quello che è: un fallimento storico, anzi contro la storia, perché la storia aveva sempre attraversato l’Europa nel suo dipanarsi! Oggi invece, la strada della storia passa ben lontano noi!

Alberto Conterio - 31.07.2026