Ucraina: La guerra al
giro di boa…
Il Collasso della Nato e la verità sul fronte ucraino
Probabilmente per i russi è stato superato un punto di non ritorno, alimentato o provocato dai più recenti attacchi ucraini nella profondità del loro territorio. Colpite raffinerie di petrolio e civili inermi. Intendiamoci, al netto delle momentanee difficoltà, questi sono attacchi che non producono alcun effetto pratico sull’economia delle operazioni militari, pur avendo però un peso sulla pazienza generale del popolo russo e il prestigio della presidenza. Gli attacchi hanno chiaramente un aspetto “propagandistico”: servono in sostanza a tenere alta l’attenzione dei “soci” europei alla vigilia dell’incontro Nato di Ankara. Hanno lo scopo di rendere plausibile il racconto che: “siamo all’offensiva, mettiamo in difficoltà i russi, ci manca poco e vinciamo noi”. Tutte balle naturalmente, ma serve allo scopo di poter fare i giusti titoli di giornale per giustificare alle opinioni pubbliche europee, spese aggiunte per la guerra e riduzione di servizi e diritti sociali ai cittadini.
Nel frattempo la narrazione
mainstream continua per ora a recitare il copione del sostegno a oltranza.
La realtà operativa e
diplomatica però ci raccontano un altro “film”: dalla normalizzazione delle
relazioni internazionali con la Russia all'esaurimento strutturale
dell'Ucraina.
Ma vediamo in breve
cosa è scaturito dal vertice Nato di Ankara: ulteriori 70 miliardi promessi a
Kiev, ma l’alleanza è attraversata da tensioni profonde, le frizioni
Trump-Meloni sono folklore che servono a mascherare il programmato spostamento
del baricentro USA verso l'Indo-Pacifico.
Molto meno
folkloristiche le affermazioni Trump sulla Spagna: “non voglio avere a che fare
con loro” mentre torna a mettere nel mirino la Groenlandia attaccando la
Danimarka.
Ma se parliamo di
tensioni vere, all’interno dell’alleanza occorre guardare alla Turchia. Trump
ha promesso ad Erdogan i caccia F.35, tra le proteste dei Greci e di Netanyahu…
insomma più che una alleanza, sembra di trovarsi di fronte ad un cesto di serpi.
Se parliamo del denaro
promesso, si tratta di trovarlo prima e di trasferirlo poi… come scritto sopra
l’importante resta l’annuncio no? Perché a livello pratico, il fronte di coloro
che dichiarano di non avere più nulla da dare si allarga all’Olanda, e la
Polonia ormai in rotta di collisione con Kiev sulla base della storia passata è
lacerata al suo interno per via di forniture all’Ucraina avvenute in modo non
proprio trasparenti! Dulcis in fundo, dalla Bulgaria il no alla fornitura di
ulteriori armi all’Ucraina è stato seccamente confermato!
Nel frattempo (e non è
un caso) il Comitato Olimpico Internazionale CIO, riapre le porte agli atleti
russi verso Los Angeles 2028 sancendo di fatto il fallimento di ogni tentativo
di isolare diplomaticamente la Russia.
Nella telefonata del 5
luglio di circa 90 minuti i leader di Stati Uniti e Russia hanno forse ritrovato
un punto di interesse reciproco?
E per avere un quadro
completo, guardiamo al fronte cercando di individuare le novità più salienti per
i vari settori. Tutte informazioni chiaramente occultate in tutta Europa dai
soliti professionisti dell’informazione: I russi sono ormai a meno di 12 km da
Sumy e le popolazioni della zona vengono invitate da Kiev a sfollare altrove.
Sul fronte di Kupyansk, Petro-Ivanovka è stata espugnata dai russi mentre i
mercenari stranieri (spagnoli) hanno rifiutato di intervenire quando è stato
ordinato loro di recarsi in città per resistere ulteriormente. Nel Donbass
intanto è caduta Kostiantynovka e Chasiv Yar. Una perdita gravissima perché ora
la difesa fortificata passa su Kromators’k e Slavian’k, dove i russi si
attestano ormai a meno di tre chilometri. Dietro di esse, parlando difensivamente,
resta “il nulla”!
Per quanto riguarda la
guerra aerea, si evidenziano i dati del Centro Rubicon: oltre 9.000 droni
ucraini abbattuti nelle ultime settimane per mettere a segno qualche colpo per
pura necessità di immagine, mentre i russi, lanciano i loro missili a poche
decine per volta, sapendo che andranno tutti a segno in quanto la difesa aerea
ucraina è orami senza missili intercettori! Parlando di bombe guidate FAB,
l’incremento del loro utilizzo, sta provocando l'interdizione logistica capillare
delle retrovie ucraine, con la distruzione sistematica della rete di
distribuzione dei carburanti civili e militari, rendendo matematico
l'esaurimento operativo ucraino nel breve-medio periodo.
E parlando di numeri
nudi e crudi, gli ucraini stanno perdendo una media di 1.000, 1.200 uomini al
giorno, che sommati alle difficoltà di nuovi reclutamenti, portano ad un
risultato catastrofico su medio-lungo periodo.
La verità è ancor più
grave… Mosca, per calmare un’opinione pubblica che comincia a manifestare
insofferenza per il perdurare di una guerra che vorrebbero vinta da tempo
usando le maniere forti, stanno cambiando gli equilibri interni, che vedeva le
colombe come Putin prevalere sui falchi come Karaganov, e con essi l'approccio alle operazioni belliche in
corso. Non a caso, la scorsa settimana, il portavoce presidenziale Dmitrij
Peskov Ha dichiarato che “È in corso una
vera guerra... tutto è iniziato come un'operazione militare speciale. Continua
come una guerra perché alle spalle di Kiev ci sono Berlino, Parigi, L'Aia, Oslo
e, purtroppo, Washington”. Ma mentre in America questo “cambiamento” è
stato in qualche modo recepito, in Europa si pensa ancora possibile una
sconfitta strategica della Russia, tanto da far dichiarare al Presidente finlandese
Alexander Stubb al Financial Times che tutti i leader della Nato approvano i
raid aerei ucraini in profondità nel territorio russo e “tutti ritengono che sia necessario continuare ad aumentare la
pressione”.
L’Europa in fondo non nasconde di prepararsi ad uno scontro militare aperto
con Mosca intorno al 2030! Conscio di ciò, il Ministro degli esteri russo Serghej
Lavròv (notoriamente molto pacato e riflessivo nelle sue affermazioni) ha
osservato che l'Europa cerca di guadagnare tempo per raggiungere la propria
"efficienza bellica" entro il 2030; chi ha voluto intendere ha avuto
la possibilità di farlo, la strada è stata imboccata!
Sta a noi evitare di provocare la reazione russa, perché ormai non è più
questione se ci sarà una reazione, ma quando ci sarà!
Concludendo, che Dio abbia pietà di noi!
Alberto Conterio - 09.07.2026

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