Interviste ad Alberto Conterio

mercoledì 18 marzo 2026

La società del controllo avanza?

La società del controllo avanza

C’è ancora speranza?

Ieri in data 17 marzo, presso l’azienda in cui lavoro, una collega ed io, rappresentanti l’Rsu di Stabilimento abbiamo organizzato un’assemblea dei lavoratori per illustrare l’ipotesi proposta dalla Direzione di variare le modalità di erogazione del premio di produzione che l’azienda ci corrisponde a luglio di ogni anno, passando da un versamento regolato in busta paga, ad un buono riconosciuto su una delle diverse piattaforme che forniscono un servizio di Welfare aziendale.

In pratica, ai lavoratori, invece di percepire in busta paga una cifra netta, viene riconosciuta una cifra quasi doppia, comprendente il valore lordo di quanto elargito più una parte dei contributi che l’azienda avrebbe dovuto normalmente versare all’Inps.

Detto così, il vantaggio per il lavoratore, appare evidente e così, la collega ed io abbiamo illustrato ciò ai colleghi lavoratori che hanno partecipato all’Assemblea.

Durante questa illustrazione però, non ci siamo limitati ai vantaggi, ma abbiamo anche cercato di rendere evidente un fatto palese: Quello che ci si vuole elargire, pur con un considerevole incremento di quanto dovuto ricade nella definizione di moneta digitale. Ciò vuol dire che, il “denaro” o ciò che si identifica in denaro con questi buoni, non è di nostra proprietà, ma solo da noi utilizzabile secondo criteri e tempi di utilizzo concessi dalla piattaforma stessa.

In poco tempo, ho spiegato che quel denaro in più che ci veniva concesso, lo era in cambio di un pezzetto della nostra libertà. La libertà di poter spendere secondo la nostra volontà o di poter accantonare (risparmiare) quel denaro. La particolarità di questi buoni infatti prevede che questo denaro si possa spendere solo per determinati prodotti, e la loro scadenza a tempo, impedisce l’accantonamento o risparmio.

A seguito di quanto illustrato abbiamo invitato i colleghi presenti a esprimere il loro parere compilando una sceda che prevedeva due opzioni. Favorevole a questo diverso modello di erogazione del premio oppure NON Favorevole allo stesso.

Inutile scrivere che le mie aspettative di bocciare l’iniziativa erano ridotte a zero, e pensavo di essere il solo ad aver espresso sulla scheda un parere sfavorevole all’iniziativa.

Troppa infatti la sete di denaro che i lavoratori italiani hanno accumulato negli ultimi anni, a causa degli aumenti dei prezzi che hanno eroso il potere di acquisto di salari e stipendi. A titolo informativo, ricordo qualche dato sugli stipendi italiani, che sono fermi da decenni, con aumenti solo nominali che non coprono l'inflazione:

Dal 1990, i salari reali sono diminuiti dell'1,8% - 2,9%, in netto contrasto con la crescita del +29,5% o +33% registrata nell'area OCSE nello stesso periodo.

Solo negli ultimi anni, tra il 2019 e il 2022, i salari medi annui in Italia sono diminuiti del 3,4%. Internazionalmente parlando, l'Italia è l'unico paese europeo a presentare una situazione così grave, con stipendi che non crescono da oltre 20 anni.

La mia sorpresa, è stata quindi grande quando in sede di conteggio delle schede, su 112 partecipanti al sondaggio, i non favorevoli sono stati 6.

Chiaramente la proposta è stata approva per carità, e in base a ciò, tutti noi avremmo la possibilità di spendere questo denaro in più, ma molto importante, il concetto di cessione di libertà è stato recepito e valutato negativamente da un numero di persone che assolutamente non mi aspettavo.

Ciò vuol dire che in Italia ci sono ancora persone che in testa hanno un pensiero autonomo.

Per queste persone la libertà ha ancora un valore non negoziabile.

Per concludere, credo che la speranza di poterci opporre alla società del controllo non sia finita!

Alberto Conterio - 18.03.2026

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