Interviste ad Alberto Conterio

mercoledì 25 marzo 2026

Cosa non abbiamo compreso?

L’arte della guerra

Cosa non abbiamo compreso?

Anche se la recente campagna di guerra in Iran, tuttora in corso, abbia di parecchio abbassato le ali di chi a prescindere crede religiosamente nella superiorità militare dell’occidente, può essere interessante dare a questi “Generali” da tastiera qualche spunto in più affinché comprendano quanto l’arte della guerra sia recentemente cambiata a partire dal febbraio del 2022.

È fin troppo comune infatti, sentire commenti e affermazioni irriguardose nei confronti delle forze armate russe impegnate nell’Operazione Militare Speciale in Ucraina per evidenziare - a loro dire - l’inefficienza o l’incompetenza delle stesse, che a distanza di quattro anni, ancora non sono riuscite a piegare la resistenza di un nemico “inferiore”.


Intanto, parlando militarmente e non ideologicamente occorre essere almeno onesti da ammettere che la Russia non sta combattendo contro l’Ucraina, ma contro la Nato sul territorio dell’Ucraina. E se è vero, che l’aeronauti della Nato, che è sicuramente il punto forte dell’Occidente, non può entrare in azione al 100% nei cieli d’Ucraina, e pur vero che sul terreno della stessa, sono stati schierati logistica, mezzi, sistemi d’arma e munizioni appartenenti agli arsenali di non meno di 35 diversi Paesi. Nonostante ciò i russi, quelli che avevano finito i missili nel marzo del 2022, i calzini ed i colpi per i fucili, tanto che erano costretti a combattere con le pale del 1850, e che vanno a caccia spasmodica delle lavatrici ucraine per poterne recuperare i micro cip, continuano la loro lenta ma inesorabile avanzata su tutto il fronte.

Chiarito questo “piccolo” dettaglio, scendiamo dalla nostra nuvola per immergerci sul campo di battaglia moderno. La guerra che si combatte oggi sulle pianure ucraine assomiglia molto più alle operazioni che si conducevano sul fronte occidentale durante la Prima Guerra Mondiale, che alle operazioni tipo che si svolgevano durante la Seconda Guerra mondiale, seppur queste risultino ben più vicine cronologicamente.

Idealmente, il periodo che va dal settembre 1939 al febbraio 2022 infatti, ha visto un continuo sviluppo dell’appoggio aereo ravvicinato per favorire le operazioni terrestri. Ciò, era considerato indispensabile per assicurarsi il successo di una manovra offensiva, come il buon risultato di una manovra difensiva.

Dopo il febbraio 2022, questo teorema salta. Diversi i motivi, tra i principali possiamo annoverare i seguenti:

Diventa praticamente impossibile radunare in posizione d’assalto, grandi quantitativi di uomini e mezzi a causa del controllo pressoché totale del terreno, sia di giorno sia di notte, per mezzo di satelliti e droni

In conseguenza del punto 1, e considerati i progressi compiuti dalla difesa aerea di punto, diventa praticamente inutile e/o controproducente l’utilizzo dell’appoggio aereo ravvicinato. Per intenderci, l’utilizzo di aerei o elicotteri d’attacco al suolo quali i vari A.10, Apache e Cobra occidentali o gli Su.25, Mil.28 e Ka.52 Russi

L’impiego di droni FPV, rende inefficiente anche l’impiego dell’artiglieria classica o del LRM pluritubo, in quanto, in mancanza di grossi concentramenti da battere, esporre all’osservazione e all’offesa nemica questi mezzi per il tempo necessario far fuoco, diventa estremamente rischioso e poco utile, quindi inefficiente

Scritto ciò, diventa necessario fare alcune riflessioni sulle più recenti dichiarazioni del Comando Operazioni russo in Ucraina. Commentando il cambiamento di contesto generale che ha portato alla perdita di un elicottero dell’Esercito di un Ka-52 con equipaggio nella direzione di Pokrovsk, questo ha dichiarato:

"non ci sono più bersagli nella zona dell'OMS che possono essere colpiti da un pacchetto di razzi non guidati” …pertanto vale la pena “visualizzare” cosa è diventata la linea del fronte oggi.

Si tratta ormai di una linea molto labile, quasi irrintracciabile sul terreno, praticamente disabitata, posta a metà circa dello spazio interposto idealmente tra i due schieramenti arretrati sufficientemente da stare fuori dalla portata dei droni aerei avversari più piccoli. Questa zona detta “grigia”, può estendersi anche per 30 o 40 km secondo l’orografia del terreno e i grandi ostacoli naturali.

In questo contesto, le operazioni d'assalto sono ormai condotte da gruppi di due, tre massimo cinque uomini, mentre i punti forti di resistenza sono diventati scantinati e altri rifugi improvvisati con presidi minimi, riforniti per lo più di notte da droni, grandi e piccoli, aerei soprattutto, ma anche terrestri.

Pertanto, una situazione in cui un villaggio "resiste" per mesi con l’impegno di poche decine di uomini è ormai comune. Spesso accade che in uno scantinato vicino ad un unto di resistenza ucraino possano già trovarsi combattenti russi che sono riusciti a infiltrarsi segretamente uno ad uno per "non tradire la loro posizione".

In questo contesto, di quale utilità può essere il lancio di razzi non guidati da un elicottero, un grappolo di bombe non guidate da un caccia bombardiere o il lancio di una salva di razzi d’artiglieria pluritubo? Compreso ciò e testimoni di una statistica che ci informa che anche il fuoco della normale artiglieria è in costante diminuzione (da parte russa, siamo passati dallo sparare 50-60.000 proiettili al giorno a meno di 20.000) possiamo farci un’idea della difficoltà che si incontra sul terreno ad avanzare in modo vistoso (50 o 60 km al giorno) come poteva succedere durante le grandi offensive della Seconda Guerra mondiale. Le avanzate odierne infatti, anche quando si registrano forti successi non superano i pochi km giornalieri, due, tre, quattro Km al massimo, come succedeva durante la guerra di posizione della Prima Guerra Mondiale.

Il vantaggio odierno sta nel fatto che questi risultati si ottengono con un dispendio di vite umane relativamente basso al confronto di quanto poteva succedere negli anni 1914-1918.

Altra cosa invece sono i costi economici di questo “modello” di guerra.

Da questa breve disamina si dovrebbe comprendere perché la guerra in Ucraina non è ancora finita trionfalmente per la Federazione Russa, come vorrebbero i più fanatici sostenitori dell’Alleanza Atlantica, nonostante la stessa mantenga ormai l’iniziativa completa su tutto il fronte dall’ottobre 2023!

Si tratta quindi di rivedere le nostre aspettative in funzione delle nuove tattiche di impiego dello strumento militare e di adattare lo stesso per evitare che in futuro si debba fare amare esperienze.

Esperienze (tutte negative) che stanno cominciando a maturare nella nuova Guerra del Golfo contro l’Iran, dove la campagna di bombardamenti “irresistibili” doveva durare quattro o cinque giorni, ed invece a distanza di tre settimane molto impegnative, ancora non hanno maturato i risultati auspicati.

Fino a quando la nostra supponenza di superiorità e gli interessi del sistema militare industriale non saranno ridimensionati e tarati sulla nuova realtà bellica, l’arte della guerra odierna ci sarà ben poco favorevole. Prima lo comprendiamo in Occidente e prima potremmo arrestare l’ormai palese perdita di credibilità globale.

Alberto Conterio - 26.03.2026 

Nessun commento: