Interviste ad Alberto Conterio

giovedì 19 marzo 2026

La guerra di aggressione all’Iran prosegue… ma va tutto bene?

La guerra di aggressione all’Iran prosegue… ma va tutto bene?

Al netto delle roboanti dichiarazioni del Presidente Trump e del Segretario alla Guerra Pete Hegseth dove l’Iran sembrerebbe sull’orlo della capitolazione, avendo perso il 90% delle sue capacità militari e di risposta… l’Iran continua a rispondere al fuoco bombardando pesantemente Israele, ciò che rimane delle basi americane nell’area e ad impedire il libero transito delle petroliere allo stretto di Hormuz.

Nel frattempo giunge la notizia che Joe Kent, direttore del National Counterterrorism Center, si è dimesso denunciando la guerra degli Stati Uniti contro l’Iran. In una lettera pubblicata su X, Kent ha dichiarato di non poter “in coscienza sostenere la guerra in corso”, sostenendo che Teheran non rappresentasse una minaccia imminente per gli Stati Uniti.

“È chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana.” Ha dichiarato Kent, ex ufficiale militare e veterano di 11 missioni di combattimento soprattutto in Iraq.

Era stato nominato alla guida del centro antiterrorismo dal presidente Donald Trump nel febbraio 2025.

Nel suo messaggio ha accusato Israele di aver promosso una campagna di disinformazione che avrebbe convinto Washington della necessità di attaccare l’Iran, paragonando la situazione attuale alle false informazioni che nel 2003 portarono gli Stati Uniti alla guerra in Iraq.

Queste dimissioni per un verso clamorose, arrivano mentre la Casa Bianca valuta nuove opzioni militari nel Golfo Persico. In arrivo la Nave Assalto anfibio Tripoli dall’estremo oriente. Secondo recenti indiscrezioni, Trump starebbe considerando la possibile occupazione dell’isola petrolifera iraniana di Kharg, per garantire il passaggio libero ad Hormuz. Questo il sogno. In pratica, dovrebbero sbarcare e poi rifornire unità a terra a tiro di schioppo di droni VFP e razzi iraniani? Auguri!!!

Nel frattempo, gli americani hanno perso i grandi radar basati a terra, tra i quali due super radar di allerta precoce Thaad. Ciò garantisce all’Iran di poter colpire Israele e ogni luogo dell’area del golfo impiegando un numero decisamente inferiore di missili, in quanto gli americani, non essendo più in grado di rilevare questi al lancio, si trovano a dover reagire con tempi di rilevamento decisamente inferiori e quindi senza la possibilità di organizzare nel migliore dei modi una difesa efficace. Parlando di difesa inoltre, viene certificato dall’evidenza, che lo scudo difensivo di Israele e dell’intero dispositivo della coalizione Epstein, ha un’efficacia molto parziale, se non imbarazzante. I missili Patriot, già ridicolizzati in Ucraina, hanno una qualche validità solo nelle loro versioni più recenti, ma sono ormai in via di esaurimento.

Sarà per questo che la marina statunitense si tiene a debita distanza dall’Iran (oltre i 1000 km)? Sarà per questo che la Portaerei G. Ford sta dirigendosi verso Creta per indagare sulle cucine che hanno preso fuoco in un incidente (definito non di guerra in un comunicato ufficiale)?

L’Iran inoltre, ha sicuramente ancora in mare tre sottomarini classe Kilo (Russi) armati di siluri ultraveloci a cavitazione di cui nessuno ha evidenza che siano stati distrutti, e tutta una serie di droni marini e sottomarini ancora non utilizzati.

Pare insomma che gli Americani, con la loro arroganza e supponenza, non abbiano brillato nella valutazione delle forze avversarie prima di lanciarsi in questa nuova “avventura”. Neanche questa volta.

Del resto, lo spirito dell’Iran, con la sua millenaria cultura, non è quello di un Venezuela qualunque…

Il Presidente Donald Trump, si trova quindi con le spalle al muro?

I Paesi del golfo oltre a non aver nessuna intenzione di aiutare in questa campagna, hanno anche cominciato a lamentarsi della mancata protezione pei i quali pagano profumatamente da decenni, e i Paesi Europei si sono sfilati anch’essi, come Giappone, Corea del Sud e Australia.

Anche il Regno Unito ha declinato l’invito a “pattugliare” Hormuz!

Ma allora, questa guerra va benissimo come dichiarato oppure non troppo?

Di certo sappiamo che lo Stretto di Hormuz non è bloccato. Il transito indenne delle petroliere è garantito dall’Iran per tutti i navigli che non rispondono ad interessi di Paesi nemici. Sembra una barzelletta!

E il tempo gioca a favore dell’Iran…

La Cina sta a guardare? Non proprio, continua infatti la sua pubblicazione “libera” di ogni movimento di mezzi militari nell’area, a tutto beneficio dell’Iran chiaramente, e la Russia, che ha dichiarato fin da subito di non sentirsi neutrale in questa disputa, è stata interpellata dagli Stati del golfo per fare da mediatrice è non solo: Anche il Presidente Trump ha già telefonicamente due volte a Putin, con grande scorno dell’Unione Europea.

Le ultime notizie poi, parlano di un rinvio a data da definirsi della pubblicizzatissima visita che il Presidente Americano avrebbe dovuto compiere in Cina dal 31 marzo al 2 aprile. Si riferisce che il Presidente Trump è troppo impegnato nel seguire le operazioni militari in medio oriente per poter recarsi in visita da Xi Jinping!!!

Dal momento che raramente la verità esce dalla bocca del Presidente Donald Trump, sarà vero ciò, oppure possiamo più verosimilmente pensare che Xi Jinping non lo voglia incontrare?

Tirando le fila, gli americani volevano isolare la Russia dal resto del mondo, ma pare che a distanza di 4 anni, sono loro ad essere isolati, e ad aver perso la credibilità e il prestigio di cui godevano!

Alberto Conterio - 19.03.2026 

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