Interviste ad Alberto Conterio

lunedì 13 aprile 2026

Ma di quale “momento storico” parliamo?

Missione Artemis II

Ma di quale “momento storico” parliamo?

Nella notte tra il 10 e l’11 aprile 2026, la capsula Orion del programma Artemis ha concluso con successo la missione con un ammaraggio nell’Oceano Pacifico. La missione era cominciata il primo di aprile con mille dubbi e domande per via dei test e delle prove effettuate, non tutte proprio completate con pieni successi negli anni precedenti, tra rinvii e ritardi.

La missione in sé comunque, è stata chiaramente un successo, ma non esagererei nel dichiarare trionfalmente che ha segnando un momento storico per l’esplorazione spaziale umana.

Intanto gli americani dovrebbero smettere di fingere di essere gli unici sulla terra a segnare momenti storici dell’esplorazione spaziale e poi a ben vedere, questa missione non ha nemmeno pareggiato in importanza le missioni lunari del programma Apollo, che dal 1969 al 1972 hanno portato - quelle si - l’uomo a camminare e a scorrazzare con un mezzo ruotato sulla superfice lunare!

Le cose sono due, o le missioni Apollo, non hanno avuto il successo dichiarato al tempo dalla Nasa, oppure l’attuale missione Artemis II non è il “momento storico” che vogliono farci credere!

Delle due l’una, ma non è questo l’argomento di questa mia riflessione…

Quando sui diversi canali informativi online ho potuto vedere e vivere le ultime fasi del rientro della capsula Orion, non ho provato le stesse emozioni che avevo avuto da piccino quando venivano riproposte le immagini delle varie missioni Apollo allora appena concluse. Non ho provato neppure l’emozione improvvisa al disastro del 28 gennaio 1986 quando lo Space Shuttle Challenger esplose durante le fasi iniziali della sua salita poco dopo il lancio.

Devo dire insomma, di essere rimasto abbastanza deluso. Dall’ultimo volo di uno Space Shuttle avvenuto nell’agosto 2011 in avanti, il progresso nell’esplorazione spaziale non solo sembra essersi fermato, ma addirittura di essere tornato indietro nel tempo. Mi spiego: con gli Shuttle, ci eravamo abituati all’idea che l’equipaggio, “rientrava a casa da solo” con un mezzo che assomigliava ad una nave spaziale, che di li a qualche tempo, poteva riprendere il volo per un’altra missione come il Capitano James T. Kirk dell’astronave Enterprise insomma!

Vedendo invece dondolare l’Orion appeso a tre paracaduti fino allo splash in acqua ho avuto l’impressione di essere tornati ai primi anni ’70 del secolo scorso. Quando gli astronauti a stelle e strisce, venivano caricati come pacchi postali in una capsula, che cadeva in acqua a missione compiuta senza controllo… Poi la squadra di sommozzatori, arpionava ciò che restava della capsula ed estraeva l’equipaggio in una operazione che era più simile ad un salvataggio in mare di profughi.

Questa immagine, mi ha fatto immediatamente pensare a una infinità di altri argomenti, in cui lo sviluppo dell’umanità al pari dell’esplorazione spaziale, segna il passo, nonostante ci trastulliamo pensando di essere progrediti perché abbiamo in tasca uno smartphone oppure perché possiamo conferire i nostri rifiuti in un cassonetto messo sotto chiave!

La verità è che siamo fermi, …siamo al palo da oltre 50 anni su ogni argomento degno di nota per la vita su questo pianeta:

-          Le principali malattie che minavano la vita delle persone ad inizio del ventesimo secolo sono ancora tutte presenti in misura più o meno grave, alla quale si sono aggiunte però patologie che prima erano solo marginali e che oggi invece imperversano… pensiamo alla piaga dell’autismo o a particolari forme di tumore, oppure ancora alle malattie cardiovascolari.

-          L’anzianità media di donne e uomini e si aumentata, ma pare che serva solo a farci lavorare precariamente 15 o vent’anni di più... a beneficio di chi?

-          La fame nel mondo miete ancora la vita ogni giorno di oltre 24.000 persone, la metà sotto i 5 anni di età, nonostante si produca cibo per oltre 12 miliardi di persone.

-          L’accesso all’acqua, non solo non è stato esteso alla totalità della popolazione come un diritto inalienabile, ma è diventato in molte parti del pianeta un bene a pagamento.

-          L’istruzione superiore di qualità continua ad essere un privilegio di alcune classi sociali.

-          La qualità del lavoro, invece di nobilitare le persone, continua a degradarsi rendendo i lavoratori sempre più simili a bestie da soma

Insomma, solo per non dilungarmi in questo elenco dell’orrore, tengo ancora ascrivere che il tenore di vita medio della popolazione mondiale è peggiorato con evidenti passi indietro proprio tra i paesi che 50 anni fa rappresentavano l’avanguardia di un progresso che doveva diventare un diritto “per tutti”, e che invece è tornato ad essere solo privilegio “per pochi”.

Questo è il quadro desolante che ho visto mentre l’Orion spenzolava sotto ai paracadute, prima di fare splash in acqua.

Voi direte che sono il solito pessimista, ma quando ero ragazzino, pensavo al futuro come all’Eden, oggi invece guardo al futuro e provo un brivido, sperando di non cadere all’inferno.

L’inferno della guerra, della fame, della carenza di energia, della riduzione delle libertà personali in nome di una sicurezza globale che diventa invece ogni giorno più vaga, della carenza di lavoro ormai demandato ai robot, e della fine delle culture e delle civiltà, sostituite dall’opera ammorbante ed uniformante dell’intelligenza artificiale.

Questo purtroppo, è il “progresso” che ho intravisto con il rientro in atmosfera dell’Orion, altro che “momento storico” dell’esplorazione del cosmo!

Alberto Conterio - 13.04.2026 

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