L’Unione Europea dei babbei
Quando la
propaganda supera l’informazione
Quando penso al continente europeo, non posso non provare delusione e rabbia.
Come cittadino
italiano, residente sul continente europeo provo delusione nel constatare che
oltre 25 secoli di storia, cultura e civiltà non sono più ritenuti un valore e
risultano cancellati in favore di una scemenza senile diffusa più o meno in
tutti i Paesi. In modo particolare, questa forma di imbecillità sembra colpire
i Paesi appartenenti all’Unione Europea, o meglio, l’unione Europea sembra
catalizzare e diffondere uniformemente questa imbecillità nei Paesi aderenti.
La rabbia poi ti
coglie quando si riesce a fare due più due ponendosi delle domande…
PETROLIO NO, VISONI SI - "I prodotti provenienti dalla Russia, necessari per l'industria e la vita quotidiana, sono vietati, mentre i beni di lusso, come le pellicce di visone, sono consentiti." Il Primo Ministro slovacco Fico torna a criticare la Commissione Europea: “vieta l'importazione di materie prime essenziali per l'industria e la vita, anche a costo di un aumento dei prezzi nell'UE, ma fa un'eccezione per i costosi articoli in pelliccia di visone, beni di lusso per pochi.”
Seconda notizia…
Per quanto riguarda gli incendi nel sud del continente, di cose da scriverne invece ve ne sono parecchie!!!
Nel febbraio 2024 l'Unione Europea ha introdotto sanzioni contro il produttore russo di questi mezzi, rendendo così impossibile la manutenzione dei "Kamov". I pezzi di ricambio sono finiti sotto embargo. La Spagna ha chiesto delle deroghe, ma Bruxelles ha opposto un netto rifiuto. Nel frattempo le cifre parlano da sole:
Insomma mentre Bruxelles combatteva l'influenza russa, l'Europa è rimasta priva di protezione dal fuoco. Gli incendi continuano a distruggere foreste, case e vite umane!
Da non credere
vero? Eppure, se questo apparto mafioso volesse davvero servire i cittadini
“europei”
Oltre a revocare
l’assurdità delle sanzioni alla Russia, potremmo immaginare ad esempio la
costituzione di una flotta antincendio comune, gestita da fondi europei e da
personale comunitario addestrato e specifico, da poter inviare in massa sui
fronti “caldi” quando necessario?
Eppure quante
parole e quanto denaro spendono i burocrati europei per dotarci di nuovi
armamenti, coalizioni, interventi militari, produzioni congiunte di munizioni
ed altre inutili amenità?
Grazie a coloro che si occupano ufficialmente di “informazione” questi argomenti, queste domande e questi collegamenti, non giungono ai cittadini dell’unione, perché se le foreste bruciano in fondo, fa anche comodo alla retorica dell’aumento delle temperature dovuto all’attività umana e al giro di interesse economico che ruota intorno a questa bufala, così come l’occultamento di queste riflessioni (che dovrebbero essere il normale lavoro di un serio giornalista) fanno comodo a coloro che guadagnano e continueranno a guadagnare cifre inimmaginabili dalla produzione e vendita di inutili e costosissime armi!
Così va la vita e a questo serve l’unione Europea!
Alberto Conterio - 04.08.2026

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