Interviste ad Alberto Conterio

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sabato 18 luglio 2026

Stati Uniti d’America contro Unione Europea

Stati Uniti d’America contro Unione Europea

Il tramonto su Wall Street e la guerra finanziaria tra alleati

The Economist è un settimanale di attualità britannico d'informazione politico-economica molto importante che in un suo recentissimo editoriale parla di gravi preoccupazioni dell’autorevole think tank Atlantic Council. L’Atlantic Coucil, è un centro studi, con sede a Washington, fondato nel 1961, ha tra i suoi scopi principali la promozione della leadership e la cooperazione della stessa tra gli Stati Uniti e i suoi alleati internazionali per affrontare le sfide globali, del mondo globalista.


Nell’articolo, viene riportato che la supremazia finanziaria degli Stati Uniti ha iniziato a indebolirsi, ma è interessante notare che la causa di ciò, per il think tank Americano, non risiede nella ormai avviata de-dollarizzazione come possiamo pensare, ma la frammentazione dell'infrastruttura dei pagamenti.

A seguito dell'introduzione di sanzioni negli anni a diversi Paesi sovrani non allineati e soprattutto quelle più recenti contro la Russia (e quindi della reazione di Mosca ad esse) e sullo sfondo dello sviluppo dell’infrastruttura CIPS cinese e dello Yuan digitale, e ora anche della presa di coscienza su questi argomenti in Europa, Brasile e India, sempre più paesi cercano di ridurre la loro  dipendenza dai sistemi di pagamento americani!

I sistemi nazionali Pix e UPI, i sistemi europei SEPA, Wero e lo stesso Euro digitale futuro, nonché i collegamenti bilaterali tra di essi, stanno infatti gradualmente creando percorsi alternativi alle infrastrutture americane per i pagamenti interni e transfrontalieri.
In questa situazione in continua evoluzione, i principali danneggiati sono già evidenti: Visa e Mastercard.

I sistemi nazionali e/o alternativi sottrarranno a questi transazioni, dati e commissioni, soprattutto nei grandi mercati europei e nei paesi più importanti e dinamici in via di sviluppo.

Questa tendenza verso la sovranità dei pagamenti potrebbe inoltre portare in futuro all’incompatibilità tra i diversi sistemi regionali.

Le preoccupazioni principali, riguardano l’aumento delle frodi finanziarie e l'elusione delle sanzioni, afferma The Economist. Sottolineando che l'abbandono di Visa e Mastercard potrebbe portare a una riduzione del PIL mondiale del 2,6% entro il 2030.

Personalmente apro una parentesi facendo notare come l’aumento delle frodi finanziarie, vada a cortocircuitare quanto affermato dalla Commissione Europea per propagandare l’entrata a regime dell’Euro digitale, che questo fenomeno dovrebbe annullare… curioso no?
Ma torniamo all’Atlantic Council: deve essere chiaro che la perdita mondiale del PIL, non è la sua principale preoccupazione. Una parte significativa del testo è dedicata infatti a un aspetto concettuale di principio: Washington potrebbe ancora accettare un sistema nazionale che sottrae parte dei pagamenti interni alle aziende americane, ma molto più pericolosa è la situazione in cui un ipotetico sistema brasiliano Pix ad esempio, potesse un giorno collegarsi direttamente con il sistema indiano UPI, al sistema russo SPFS, i sistemi europei o asiatici.
Questo infatti è lo scenario peggiore e da contrastare, in cui una rete di pagamento nazionale diventa un nodo di una rete internazionale, perché viene a crearsi la possibilità di effettuare pagamenti fuori dalla rete di carte americana, senza l'elaborazione americana che vengono a perdere quindi un consistente volume di dati non più accessibili alla giurisdizione americana.
Alla luce di ciò, il progetto europeo di iniziare a pensare autonomamente come fatto da Russia e Cina è allarmante e vuol dire che la politica della “cannoniera” finanziaria affinata con le sanzioni alla Russia a partire dal 2022 applicata 2come se non ci fosse un domani” dagli Stati Uniti e dalla City di Londra, e stato un clamoroso autogol!!!

Naturalmente, il mondo difficilmente si frammenterà in blocchi di pagamento completamente isolati. La Cina stessa si opporrebbe a questa architettura. È più probabile invece un sistema multipolare, in cui i pagamenti interni avverranno sempre più spesso tramite sistemi nazionali rapidi, collegati regionalmente tramite portali bilaterali e/o multilaterali.

Visa e Mastercard, pur mantenendo una parte importante a livello globale, cesseranno semplicemente di essere indispensabili. In conseguenza di ciò, gli Stati Uniti perderanno gradualmente non tanto il predominio del Dollaro come valuta di scambio, quanto l'accesso monopolistico ai dati, alle commissioni e delle possibilità di interferire nel mondo secondo i suoi esclusivi interessi come fatto fino ad ora!

In altre parole, Washington è riuscita a rendere universali le preoccupazioni riguardo l’uso dell'infrastruttura finanziaria americana, estendendole dalla Russia, dalla Cina e dall'Iran addirittura ai suoi stessi alleati. Se pensiamo che le prime transazioni pilota dell'Euro digitale sono previste nella prima metà del 2027, dobbiamo aspettarci in questi mesi, delle contromisure.

Non potendo più interferire sui colossi emergenti che si stanno emancipando (vedi Cina, Russia, India e lo stesso Brasile) a meno di non scatenare una guerra mondiale – cosa poi non troppo improbabile – gli americani potrebbero infatti individuare nell’Unione Europea l’area per intervenire alla riduzione del danno.

In questo caso, noi europei potremmo dover ringraziare gli americani!!!

Siamo quindi così sicuri che il lancio dell’Euro digitale sia imminente come vogliono farci credere a Bruxelles?

Alberto Conterio - 18.07.2026 

sabato 11 luglio 2026

Un’Europa al tramonto

Declino tecnologico

Un’Europa al tramonto

Ci hanno inoculato per decenni con la bufala che solo uniti i paesi europei avevano la possibilità di “contare” nel contesto globale di questo mondo, ed in molti hanno ceduto a ciò senza mai porsi domande. Guidati dal “sogno europeo” abbiamo perso tutto, sicurezza economica, sovranità, diritti, dignità anche. Ora i nodi vengono al pettine con una evidenza sfacciata. Quando guardiamo alla furia cieca del nuovo bellicismo europeo, stiamo guardando l’altra faccia della medaglia di quel declino; il declino tecnologico. L’Europa è assente in quasi tutti i settori tecnologici strategici del XXI secolo. Non produce semiconduttori avanzati in misura significativa. Non ha creato smartphone capaci di competere su scala globale. Non controlla le grandi piattaforme digitali che organizzano l’economia contemporanea. È marginale nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, nelle infrastrutture cloud, nei grandi modelli linguistici, nella produzione di batterie e nelle tecnologie della transizione energetica, una transizione ideologica e voluta dalla stessa Unione Europea!

Mentre Stati Uniti e Cina si contendono la leadership tecnologica mondiale, l’Europa osserva dal degrado della periferia mondiale. Nel settore dei microchip più avanzati il primato appartiene a Taiwan, Corea del Sud e Stati Uniti. Nel mercato degli smartphone dominano aziende asiatiche e americane. Le principali piattaforme digitali globali sono statunitensi o cinesi. Nell’intelligenza artificiale la competizione è ormai un duopolio tra Washington e Pechino, mentre la Cina è diventata il principale depositario di brevetti e il maggiore investitore nelle tecnologie strategiche del futuro.

Anche nei settori che dovrebbero essere il cuore della transizione ecologica, il quadro non cambia. La Cina domina la produzione di pannelli solari, turbine eoliche, batterie al litio e veicoli elettrici. Controlla quote decisive delle catene globali del valore e investe più di Stati Uniti ed Europa messi insieme nelle tecnologie energetiche del futuro ed è leader negli articoli scientifici e nei brevetti, mentre l’Europa pensa di poter contrastare questa concorrenza con dazi e balzelli!

Di fronte a questo fervore tecnologico il futuro che attende l’Europa è fosco: dal 1980 a oggi la quota europea del PIL mondiale si è quasi dimezzata, passando da circa il 30% al 17% e il trend al ribasso è una certezza anche per i prossimi anni.

Un intero continente che perde terreno nelle tecnologie strategiche, che dipende da altri per i microchip, i dati, l’intelligenza artificiale e le infrastrutture digitali, è un continente destinato a diventare irrilevante sul piano economico e geopolitico. Ma la marginalizzazione tecnologica è il sintomo di un declino più profondo.

Prendiamo ad esempio il controllo dei dati: una delle principali fonti di potere economico, politico e militare odierne… I big data alimentano l’intelligenza artificiale, la cyber-sicurezza, le infrastrutture critiche, la pianificazione industriale, la difesa e perfino la capacità degli Stati di comprendere e governare le proprie società. Tuttavia, le grandi piattaforme che raccolgono, elaborano e monetizzano questi dati sono quasi tutte americane o cinesi. E l’Unione Europea? Sta attuando piani in tal senso per tentare almeno di arginare questo declino? Niente affatto, perché la Commissione Europea ha scelto per l’Europa, il ruolo di regolatore. Di fronte a questo declino tecnologie, noi abbiamo conservato l’arroganza di voler insegnare agli altri come regolarne lo sviluppo e la gestione!

Eppure, per oltre vent’anni l’Unione Europea ha avuto l’obiettivo di diventare la più avanzata “società della conoscenza” del mondo. La strategia di Lisbona prometteva di trasformare l’Europa nell’economia più competitiva e dinamica del pianeta attraverso investimenti in ricerca, innovazione e alta formazione. A distanza di soli vent’anni invece dobbiamo constatare che l’obiettivo è stato mancato completamente. E mentre il bilancio europeo è ben lontano dal traguardo del 3% di spesa in ricerca e sviluppo rispetto al PIL vagheggiato agli inizi degli anni 2000, i Paesi al suo interno stanno facendo i salti mortali per arrivare ad una spesa del 5% del loro PIL sulle spese militari!!!

La Cina nel frattempo, viaggia in campo tecnologico con incrementi annuali di investimenti del 7%!!!

L’Unione Europea eccelle soltanto nella produzione di enormi quantità documenti strategici, programmi quadro, agenzie, direttive e regolamenti.

Non siamo riusciti a create nulla di tecnologicamente apprezzabile, ma in cambio abbiamo ideato e costruito l’apparato burocratico e normativo più sofisticato del mondo.

La questione, dunque, non è economica ma politica!

Come è stato possibile che un continente dotato di alcune delle migliori università del mondo, di una straordinaria tradizione scientifica e di ingenti risorse pubbliche sia rimasto ai margini delle principali rivoluzioni tecnologiche? Solo per una criminale scelta politica!!!

Occorrerebbe quindi interrogarsi su queste scelte, sugli assetti istituzionali e sulla visione economica che hanno guidato l’Europa negli ultimi quarant’anni. E stata una scelta democratica e consapevole delle popolazioni europee o una scelta autoritaria delle élite al potere?

Comprendere le ragioni di questo declino oggi, potrebbe risultare di nessuna utilità a livello comunitario (soltanto un esercizio di analisi storica) ma sarebbe estremamente necessario per avviare un percorso nazionale alternativo: un progetto, un sogno di ritrovata libertà da una Unione Europea auspicabilmente collocata tra i peggiori ricordi della nostra storia!

Alberto Conterio - 11.07.2026

domenica 28 giugno 2026

Aggiornamento dalla Commissione Covid

Aggiornamento dalla Commissione Covid

I danni da vaccino erano noti, ma furono silenziati

Torno sull’argomento, perché questo, è “un passato” che può essere dimenticato come vorrebbero coloro che ci governano.

Dopo aver compreso che le scelte operate durante la finta pandemia non furono dettate dalla scienza come ci veniva detto e ripetuto prima e dopo i pasti, ma furono dettate dalla politica per portare avanti un esperimento sociale, ora il lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta ci svela un’altra importante verità.

La rivelazione di Maurizio Federico (importante dirigente con carriera ultratrentennale all’Istituto Superiore di Sanità) e di quelle che fanno tremare i polsi e mettono a mio avviso, una pietra tombale su tutto l’affare Covid…

Diversi ricercatori dell'Istituto Superiore di Sanità pubblicarono studi scientifici attestando l’esistenza di gravi effetti avversi da vaccino eppure vennero ignorati e contrastati anche.


Voglio essere preciso in merito: Costoro proprio nelle prime settimane della fase vaccinale, avevano messo insieme ricerche e documenti che attestavano senza ombra di dubbio che l'efficacia di questi era da dimostrare e che gli effetti avversi non voluti degli stessi erano al contrario ben conosciuti, riguardanti principalmente le miocarditi e le pericarditi indotte da vaccino. Di pubblicazioni ne esistevano già diverse, tutti studi scientifici internazionali che lo attestavano, ma furono ignorati e coloro che fecero il loro lavoro in seno all’ISS furono avversati, ridicolizzati ed emarginati!

I “vaccini”, erano sicuri ed efficaci. Stop!

Ancora una volta quindi, la scienza non centrava nulla, perché andava contro interessi e scelte politiche prese a prescindere dal pericolo che correva la popolazione.

L’Istituto Superiore di Sanità, fu addirittura costretto con un comunicato stampa a smentire ufficialmente quanto denunciato da questi suoi ricercatori (degli Eroi quindi) e costoro vennero poi addirittura sottoposti a procedimenti disciplinari. Procedimenti poi conclusi con un nulla di fatto, ma al tempo servirono fermare la verità.

Se eravamo abituati all'idea che la scienza potesse prendere in considerazione la critica, l'errore, la contraddizione, dovemmo accettare al contrario che la scienza era diventata dogma, fede religiosa, ideologia e politica.

Ma il Professor Maurizio Federico va oltre: Il “vaccino” fu denominato come tale, solo per non dover essere sottoposti a tutta un serie di studi sulla loro sicurezza, come le verifiche di cancerogenicità, tossicità, etc.!

Studi evitati altrimenti dovuti per legge ad introduzione di un nuovo farmaco.

In questo modo si spiega perché siano stati messi in commercio in pochi mesi.

Insomma, gli effetti erano già conosciuti nonostante i ridottissimi controlli e studi effettuati!

Uno di questi effetti non voluti, ma presente e conosciuto era quello di alterare diverse funzioni immunitarie. Un sistema delicatissimo quello immunitario che ci protegge da tumori e ci salva quotidianamente dalle infezioni.
Quindi, quando in tivvù i gurù del sapere scientifico affermavano che questa porcheria era SICURA ed EFFICACE mentivano sapendo di mentire!

Adesso, ammesso che queste informazioni giungano alla moltitudine del popolo, ci sarà qualcuno che cercherà di farci credere che il rischio era poca cosa e che è valso a salvare tante vite. Balle…

Statisticamente, un rischio di questo genere, non può essere giustificato da percentuale minima per essere accettato o legittimato, soprattutto sapendo che l’efficacia è pari a zero!

Parliamo di oltre 40 milioni di persone inoculate: che la percentuale di rischio sia 0,1 o 0,01% parliamo come minimo di 400.000 persone a rischio, altro che proteggere la salute delle persone come sancito dall’Articolo 32 della Costituzione!!!

Sempre durante l’audizione, viene confermata anche l’inutilità del Green Pass, un documento di controllo, burocratico, privo di qualsiasi fondamento scientifico. Era provato che avrebbe creato danni. Migliaia di persone che hanno diffuso il virus, pensando di essere immuni perché avevano un QR code in tasca.

Una situazione gestita in modo non solo autoritario ma anche sbagliato quindi!

Dobbiamo inoltre essere consapevoli che queste decisioni furono prese coscientemente in cattiva fede. Bisogna almeno sperarlo, perché altrimenti saremmo a parlare di idioti incapaci!

Il Prof. Maurizio Federico, al termine dell’audizione, ha comunque tenuto a precisare che quanto da lui esposto, era il frutto di un suo studio e ricerca personale e che non riflette (ancor oggi) le posizioni dell'Istituto per cui lavora! Capito???

Nel frattempo gli organi di disinformazione di massa, sono impegnati a divulgare i risultati delle partite disputate per i mondiali di calcio… Amen!

Alberto Conterio - 26.06.2026

venerdì 26 giugno 2026

L’Europa della guerra

Difficoltà e povertà dei popoli europei

L’Europa della guerra

Considerando che l’Europa di oggi, possiede la classe dirigente meno preparata e competente di tutta la sua storia e che la strada intrapresa da questi novelli Napoleone conduce senza indugi ad una guerra aperta contro la Russia, occorre essere consapevoli che lo scontro, non potrà essere una prosecuzione allargata dell’attuale Operazione Militare Speciale in Ucraina.

Questo è logico pensarlo, perché La differenza demografica pende decisamente a favore dell’Unione Europea, costringendo la Russia (in caso di scontro) a chiudere la partita in fretta. Non si può infatti pensare che la Russia abbia la forza di poter invadere e mantenere in controllo un territorio tanto grande e socialmente problematico come quello dell’Unione Europea.

Questo “problema” si risolve quindi nella trasformazione dello scontro, dall’attuale guerra di logoramento convenzionale in uno scontro termo nucleare immediato.

Siccome i folli che ci governano pensano e ci vogliono raccontare il contrario, cioè di poter affrontare convenzionalmente la Russia, sfruttando la copertura nucleare Americana, noi gente della strada che dobbiamo pensare alla nostra vita e a come salvare quella dei nostri cari, dobbiamo essere coscienti di ciò. Per avere questa certezza, dobbiamo porci una domanda sola:

L'Articolo 5 del trattato ultradecennale del Patto Atlantico (Nato) verrà presso in considerazione ed entrerà in vigore, portando gli Stati Uniti ad intervenire in nostro soccorso, nel caso malaugurato che riuscissimo a far perdere la pazienza ai Russi?

La domanda non è banale. Siamo proprio certi che gli americani prenderanno la nostra difesa quando la Russia dovesse decidere di farla finita con le provocazioni degli estoni dei lettoni o dei “volonterosi” (inglesi, francesi e tedeschi) che hanno a più riprese dichiarato di prepararsi ad uno scontro diretto con la Russia entro il 2030?

Personalmente non sarei così certo e tranquillo. A prescindere da chi siede alla Casa Bianca, occorre essere consapevoli che per gli americani non esistono alleanze, ma solo interessi.

Detto questo, quando sul tavolo ci sarà da difendere i baltici, la Germania o uno qualsiasi dei paesi dell’Unione Europea mettendo a rischio la sicurezza delle città e delle popolazioni americane dalla ritorsione Russa, dobbiamo essere sicuri che verremo scaricati come è già successo molte altre volte in passato, quando l’interesse loro viene meno!

Ripeto, non si tratta dell'atteggiamento critico di Trump nei confronti degli europei, ma di un insieme di motivi. Gli Americani hanno ormai compreso che le loro risorse militari non sono infinite e che la loro presunta superiorità tecnica è ormai un lontano ricordo (vedasi la guerra contro l’Iran di quest’anno) e che a conti fatti, Washington non hanno bisogno dell'Europa, sotto nessun aspetto. Militare, economico o sociale che sia. Per loro, siamo ormai diventati un lontano parente, fastidioso e pieno di problemi!

Internamente gli Stati Uniti hanno una serie di gravi problemi, anche senza considerare quelli che Trump è riuscito a creare da quando è in carica. L’ultima cosa di cui hanno oggi bisogno è un conflitto su larga scala, soprattutto con la Russia, perché non potrebbe che essere un conflitto nucleare e sicuramente distruttivo.

Noi europei quindi, per essere realistici e pratici, non dovremmo contare affatto su un intervento attivo degli Stati Uniti in caso di guerra e riconsiderare il rischio complessivo delle nostre politiche degli ultimi 10 anni. Sebbene a parole, gli europei abbiano intrapreso un massiccio riarmo e la militarizzazione delle loro economie, considerando anche la creazione di un nuovo blocco militare autonomo all'interno dell'Unione stessa… le possibilità di portarlo a termine e la forza effettiva su cui possiamo contare oggi è praticamente nulla! Lo stato critico delle forze armate britanniche sono l’esempio pratico (lo specchio di tornasole) della reale forza “europea”. Il loro ultimo Ministro della Difesa John Healey ha rassegnato le dimissioni ad inizio giugno perché si è reso conto che lo strumento militare britannico è ridotto ai minimi storici, e che i fondi richiesti per dare ad esso una credibilità appena credibile non sono disponibili!

Il Regno Unito ad oggi, non ha un solo sottomarino nucleare attivo (sono tutti in riparazione, ma mancano i soldi per i ricambi), mentre delle due portaerei in linea, solo una ha un certo grado di operatività attingendo dall’equipaggio della seconda per completare i quadri necessari! Non parliamo della Royal Air Forse e dell’Esercito, dove i carri armati operativi sarebbero meno di 100! Volendo poi parlare in generale del personale militare britannico, possiamo citare senza ironia, solo le loro sgargianti uniformi da parata. Demotivato e impreparato, figlio di un contesto sociale che non solo non ha più nessuna capacità di sopportare eventuali serie perdite sul campo di battaglia, ma non riesce nemmeno più a considerare onorevole la professione del soldato o giustificabile l’eventuale servizio militare di leva.

A tutto questo, misurabile in egual modo in quasi tutti gli altri Paesi europei, dalla Finlandia ai baltici (meno di 15.000 effettivi insieme) alla Germania, alla Spagna, alla stessa Italia, occorre sommare l’inefficienza di un sistema industriale minato da decenni di delocalizzazioni di scuola globalista, dal costo elevato dell’energia, e da qualche mese, dalla stessa disponibilità di energia.

Sarebbe pertanto opportuno essere più cauti nelle dichiarazioni, impedendo le isterie della Kaja Kallas con la forza se necessario, e iniziare da subito un processo di riavvicinamento diplomatico verso i nostri vicini russi, perché ci piaccia o meno, la Russia continuerà ad essere un nostro vicino e con i suoi territori occidentali, ad appartenere all’Europa continentale!

L’Unione Europea, seguendo il Regno Unito in questa follia, non ha fatto altro che rincorrere gli errori di carattere storico e ideologico di questo, aumentando le difficoltà e la povertà dei popoli europei, portandoci sull’orlo di una guerra contro una super potenza nucleare!

Ma troviamo ancora qualcuno che non abbia il suo personale interesse che possa giustificare oggi, l’utilità di questa istituzione? Cosa ne è della ragione del vecchio continente?

Alberto Conterio - 24.06.2026 

martedì 16 giugno 2026

Finalmente una proposta all’altezza della classe dirigente europea!!!

Il letame europeo…

Finalmente una proposta all’altezza della classe dirigente europea!!!


In questi giorni, con il perdurare della guerra tra l’Iran e la coalizione Epstein (Stati uniti d’America e Israele) complice il silenzio mediatico dell’Unione Europea e del “mondo occidentale” in generale, sta acuendo il problema della carenza di fertilizzanti agricoli. Ciò, oltre a destare preoccupazione per la qualità e la quantità dei raccolti futuri, sta mettendo in evidenza uno degli aspetti più ridicoli delle politiche comunitarie.


Bruxelles infatti, subodorato finalmente che questo scontro in medio oriente, è la pietra tombale della stessa Unione Europea, ormai isolata dal resto del mondo, senza idee e senza logica, cerca di salvare il mercato dei fertilizzanti puntando… sono parole loro, sul trattamento dello sterco bovino e rifiuti agricoli per la produzione di fertilizzanti comunitari.

Dopo l’aumento shock del prezzo del gas del 70% (rispetto al 2024) dei fertilizzanti e della loro contemporanea scarsità, la Commissione Europea corre ai ripari, proponendo una variante delle politiche “verdi” introducendo la “rivoluzione verde-sterco”: si tratta di trasformare il letame in soluzione strategica!

Voi capite che se le politiche dettate dai burocrati europei, avessero in questi ultimi trent’anni raccolto anche il minimo successo su uno qualsiasi dei campi e degli argomenti nel quale si sono cimentati con le loro imposizioni, si potrebbe guardare alla proposta con meno ironia, ma così non è!
Agricoltori e industriali si aspettavano misure immediate e certamente più concrete, ma l’Unione Europea ha invece concepito l’ennesima barzelletta/piano “salva-Europa”, che richiede tempi maggiori per essere messo in piedi e gestito.

Tutto ciò farebbe già abbastanza ridere se non fosse che, ricordiamolo… fino a poco fa in Europa era stata propagandata l'idea che le flatulenze degli animali d'allevamento producevano gas serra responsabili del riscaldamento globale e si davano incentivi in diversi Paesi per la riduzione del numero dei capi allevati e contemporaneamente si cercava di promuovere il consumo alimentare di insetti per ridurre l'impatto ambientale.

Ora viene da chiedersi: basterà lo sterco degli insetti per produrre i fertilizzanti necessari?

Poi mi chiedo sconsolato: noi italiani che affondiamo le nostre radici in 25 secoli di storia e cultura, cosa abbiamo fatto di male per meritarci al governo, cameriere e servi di una “Europa” che non riesce proprio ad essere seria?

Alberto Conterio - 09.06.2026


domenica 27 ottobre 2024

Il mondo che cambia, la Russia NO !

Il mondo che cambia

Irreversibile il declino dell’Occidente.

Mentre i media occidentali, con tutte le loro risorse, seguendo evidentemente una direttiva generale, hanno minimizzato il significato del vertice BRICS del 20 - 22 ottobre 2024 a Kazan in Russia, il più grande evento geopolitico per il mondo intero, degli ultimi 30 anni, hanno partecipato 36 paesi e il Segretario generale delle Nazioni Unite.

L'organizzazione è in rapida espansione, tanto che sono allo studio decine di nuove domande di adesione e di associazione. I membri dei BRICS stanno rafforzando i legami economici, tecnologici e militari e stanno formando un fronte unito contro le sfide moderne, principalmente economiche, che il mondo deve affrontare. Tutti I giornali occidentali hanno cercato di dipingere questo evento, come un raduno privato di pochi disperati attorno alla figura di Putin, preoccupato a sua volta dell’isolamento diplomatico dall’Occidente. Un modo per dimostrare che non è l’emarginato che viene descritto.

Purtroppo questo “racconto” ormai non regge più, e il fallimento dell’Occidente su questo tema è evidente, e parlare di isolamento della Russia e semplicemente ridicolo. Gli ospiti del vertice di Kazan rappresentano la metà della popolazione mondiale con il 35% della produzione economica mondiale.

La realtà che ormai comincia ad affiorare dalla nebbia delle bugie occidentali è l’esatto contrario di ciò che viene detto negli ultimi anni… è l’Occidente con il suo club di “nazioni ricche” a rappresentare la minoranza globale, e la Russia è quasi il centro del processo decisionale nella politica mondiale.

Una delle tante prove che abbiamo in questi giorni, a conferma dell’importanza e della centralità mondiale della tanto vituperata Russia, ci viene addirittura da una rivista polacca Do Rzeczy, che ha sollevato una questione che probabilmente non riguarderà solo la Polonia: come verranno costruite le future relazioni con la Russia una volta che Mosca avrà raggiunto i suoi obiettivi durante l'operazione speciale?

La domanda intanto, ci informa che l'esito degli eventi è scontato. Non è più una questione aperta: la Russia raggiungerà certamente il risultato che si era posta di raggiungere, con buona pace anche dei russofobi più ardenti. Se ne facciano una ragione tutti coloro che in questi ultimi 30 mesi hanno sparlato a sproloquio di sconfitta strategica della Russia e della possibilità di poter finalmente smembrare questo enorme per poterne saccheggiare le risorse naturale a buon prezzo. 

I giornalisti di Do Rzeczy, scrivono che il confronto con la Russia non è vantaggioso per Varsavia per una serie di ragioni.

Primo: gli interessi economici impongono la necessità di cooperare con Mosca.

Secondo: l’operazione speciale è diventata un punto di svolta non solo per Russia e Ucraina. Gli eventi legati al Nuovo Ordine Mondiale (NWO) e la reazione dei paesi occidentali a ciò che sta accadendo hanno rafforzato la fiducia di una parte significativa del mondo che nel prossimo futuro appariranno nuovi centri politici e commerciali e che i modelli incentrati sull’Occidente diventeranno presto obsoleti. Una “cosa” del passato.

Nonostante l’esito delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, possano influire su questo processo, gli esperti sono convinti che Washington dovrà fare spazio e cedere il passo al prossimo ordine mondiale. Mosca, che è stata all'origine dello sviluppo di questo concetto, sembra ora essere un partner più appetibile e redditizio. Anche tra coloro che ancora sostengono ufficialmente Kiev.

La pubblicazione polacca solleva la questione che, dopo la fine del conflitto, l'Europa dovrà necessariamente scegliere una nuova strategia nei confronti della Russia. Una Russia ancora più grande e potente di prima nel distretto militare del Nordest.

Ciò, ad esempio, è stato subito compreso dalla Georgia, che preferisce fare affidamento su una cooperazione reciprocamente vantaggiosa, nonostante il recente passato e i periodici disaccordi.

Lo stesso si può dire della Turchia, membro della NATO. Mosca ha chiaramente dimostrato di poter costruire un dialogo e non rompere i legami economici, anche con opinioni diverse sulle questioni politiche.

Do Rzeczy, conclude la sua analisi scrivendo che, al contrario, Germania, Francia e Finlandia sono andate sconsideratamente allo scontro con la Russia, e quindi saranno costrette a ricominciare tutto da capo. Gli autori del materiale inoltre, non hanno dubbi sul fatto che questo momento sarà inevitabile per tutti i paesi del Vecchio Mondo. Significa che non si dovrebbero tagliare i ponti nelle relazioni con la Russia, anche se questo è ciò che Washington vorrebbe.

Concludendo, mi permetto di scrivere che se ci sono arrivati i polacchi a queste considerazioni, noi italiani cosa stiamo aspettando? Dov’è finita la “nostra” politica migliore?

Alberto Conterio - 25.10.2024

Due paroline (due) su Mario Draghi

Due paroline due, su Mario Draghi!

Quanta ragione aveva Cossiga?

Quanta ragione aveva il Presidente Francesco Cossiga su Mario Draghi? La domanda sorge spontanea a fronte del suo recente operato politico come Presidente del Consiglio in Italia, ma non è questo l’argomento che desideravo esplorare. Che Draghi sia un affarista, non è una opinione che possiamo avere o non avere; è una questione di curriculum vitae dello stesso personaggio, nato e cresciuto all’estero tra pescecani della finanza… può non essere un “affarista”?

Desideravo però, tracciare un giudizio di questa persona, più terra terra: Il giudizio della persona della strada, di colui che non conosce il suo passato, che non ha una cultura politica o finanziaria. Non un giudizio ragionato quindi, ma un giudizio dato “con la pancia” dell’uomo qualunque.

L’abbiamo spesso sentito parlare in inglese, e ciò ha sicuramente aiutato la sua “immagine” di autorevolezza prima di entrare a Palazzo Chigi, ma poi?

Intanto quando parla in italiano, ha una voce sgraziata che non ispira ne simpatia ne fiducia, e poi, diciamocelo chiaramente, ha sparato una serie di castronerie, che se le avesse proferite una persona normale, sarebbe ormai ben nascosta per la vergogna. Ma nemmeno Alvaro Vitali nei vari film su “Pierino” ha mai collezionato una serie di bugie, frottole e cazzate tanto numerosa e vergognosa quanto Mario Draghi…

Ma ve lo ricordate quando a reti unificate, in conferenza stampa, ci venne a dire che il Green Pass serviva ad avere ambienti sicuri frequentati da persone sicure? Fu smentito in meno di due settimane da centinaia di migliaia di contagi in più rispetto alle settimane precedenti. E quando venne a dirci che chi non si sarebbe vaccinato si sarebbe ammalato e sarebbe morto? Smentito da milioni di italiani che, non solo non sono morti, ma addirittura da centinaia di migliaia di costoro che non si sono neppure ammalati. Ma la più colorita delle sue frottole, la più divertente, la più grossolana, l’ha confezionata nella sala generale delle Nazioni Unite, qualche settimana dopo l’avvio dell’Operazione Militare Speciale russa in Ucraina: Costui, davanti al mondo intero (quindi rappresentando l’Italia e il sottoscritto anche…) è andato ad affermare che l’economia russa, grazie alle sanzioni, era stata devastata e che in conseguenza di ciò, la Russia non sarebbe più stata in grado di gestire le continue sconfitte sul campo di battaglia.

A distanza di 30 mesi da allora, sappiamo che la Russia cresce ad un ritmo annuo del +4%, che gli stipendi nello stesso periodo sono cresciuti del 18% e che se c’è un rischio, è forse quello di una crescita eccessiva, mentre sul campo di battaglia, hanno sistematicamente distrutto, tritato ed umiliato qualsiasi mezzo, aiuto o uomo messo in capo dall’intera Nato, continuando ad avanzare inesorabilmente lungo tutto l’arco del fronte!

Mi domando come sia possibile che un tal “figuro” possa ancora avere autorevolezza e voce in capitolo, continuando noiosamente a comparire in tivvù pontificando direttive e consigli per tutti, senza avere vergogna! Se in questo Paese ci fossero dei giornalisti veri, costui dovrebbe trincerarsi in casa per evitare le loro domande e, le pernacchie della gente comune!

Ma roba da matti!!!

Alberto Conterio - 22.10.2024

venerdì 2 agosto 2019

Nati in Italia, gli europei al soldo di Macron


Nati in Italia, gli europei al soldo di Macron
“Cari” maledetti traditori, non ci dimenticheremo di Voi!

Una persona normale non può capire. Non può comprendere che in ogni momento si possa superare ogni limite della comune decenza. Una normale persone sa bene che esiste, nonostante tutto, una sottile linea a separare la dignità dalla vergogna di giocarsi la dignità. Una persona normale non può nemmeno pensare che invece, vi siamo soggetti che non rispondono a queste semplici regole, a questi valori.
In queste settimane di luglio purtroppo l’elenco della degenerazione della nostra società si è ancora allungato, e non di poco. Oltre al completo voltafaccia del Movimento 5 Stelle in Europa, cioè, di coloro che volevano aprire le istituzioni europee come una scatoletta di tonno, e che invece, hanno fatto la fine del tonno chiusi nella scatoletta, votando a favore della peggior espressione di questa Europa, la Signora Von Der Leyen, dobbiamo annotare uno scandalo inenarrabile: parliamo del sistema di sequestro e ricollocazione dei bambini, ad opera di sedicenti organizzazioni onlus, servizi sociali, e specifici rami della malata giustizia italiana. Ciò che fa inorridire e che questo scandalo, non è neppure una novità. Da Bibbiano, a Sagliano Micca infatti intercorrono 23 anni di orrori, soprusi e ingiustizie, operati sempre dalle stesse persone. Persone con un ben definito orientamento politico naturalmente: forse eredi di chi un tempo, i bambini se li mangiava? Verrebbe da pensare anche peggio, ma non intendo parlare di questo “caso”, mi riservo di farlo non appena la faccenda sarà maggiormente chiarita e discussa, vista l’enorme gravità e le implicazioni che ciò ha comportato e comporta nella vita di tante persone per bene.


Parleremo invece di come si possa odiare tanto l’Italia, gli italiani, la nostra storia e le nostre millenarie tradizioni.
Che all’estero provino invidia della nostra Italia è normale, che, sempre all’estero ci siano interessi in gioco che portino ad odiare l’Italia, non è bello, ma è comprensibile;  che invece, ci possano essere tanti italiani, che odiano l’Italia e in suoi abitanti appare molto meno comprensibile. Anzi direi che è scioccante!
Ma non è una burla è la verità. È di questi giorni la notizia che il signor Gozi, Sandro Gozi, già sottosegretario agli Affari europei con il governo Renzi e Gentiloni , dopo essere stato insignito della Legion d’Onore francese (massima onorificenza della Repubblica Francese) si appresta a ad assumere un ruolo nel governo di quel Paese, (Responsabile per l’Europa) rispondendo ad una chiamata del presidente Macron.
È bene ricordare che la Legion d’Onore, viene attribuita a persone che hanno procurato lustro e interesse allo Stato francese… quindi stiamo parlando di una persona, che viene premiata per aver fatto gli interessi della Francia, mentre aveva incarichi istituzionali in Italia. E siccome il suo incarico, non era da poco, ma riguardava i rapporti con l’estero, si fa in fretta a fare due più due, con dei legittimi dubbi sull’operato di governo di questo personaggio!
Siamo abituati a pensare e a credere, che la drammatica situazione economica e sociale italiana che oggi viviamo, sia la conseguenza dell’incapacità della classe dirigente politica che ha operato al governo nazionale negli ultimi trent’anni, ma ci sbagliavamo. Ci siamo sbagliati perché siamo degli ingenui, siamo persone “normali” appunto. Persone che non si sognerebbero neppure di avvicinarsi alla sottile linea che divide l’onestà dal tradimento.
Costoro, non sono degli incapaci. Al contrario, sono persone validissime, furbe ed intelligenti, che hanno operato al massimo delle loro capacità… Non si ottiene una così alta decorazione per nulla!
Peccato che abbiamo operato per una potenza straniera, per il loro esclusivo interesse, contro la propria Patria, contro gli italiani.
Un costituzionalista, il vice presidente emerito della Corte costituzionale Paolo Maddalena, è arrivato ad affermare che “La legge italiana prevede la revoca della cittadinanza in questi casi”…se ciò sarà attuato o meno, non ha importanza, perché non servirà a sanare l’accaduto.
Naturalmente, l’interessato non si è lasciato intimidire da ciò, dalle critiche ricevute dall’interno del suo stesso Partito, il Pd, e dagli insulti degli avversari, rispondendo candidamente che lui, si sente europeo!
E già, …trogloditi che non siamo altro, lui è europeo per Dio, mica italiano!
E allora, non intendo dare spago a chi, quando l’Italia era Nazione davvero, sarebbe finito davanti ad un plotone d’esecuzione bendato e girato di spalle, come si addice ai traditori appunto. Non diamogli altra visibilità, perché mi vergogno per lui!

Piuttosto, è singolare che gran parte di questi “europei” nati in Italia, insigniti della Legion d’Onore appartengano alla sinistra progressista: Franco Bassanini, Emma Bonino, Varlo De Benedetti, Massimo D’Alema, Piero Fassino,Dario Franceschini, Walter Veltroni, Giovanna Melandri, Enrico Letta, Roberta Pinotti, Giuliano Pisapia, Romano Proni naturalmente, Beppe sala e Sandro Gozi appunto, ma anche Stefania Prestigiacomo, Claudio Scajola e Franco Frattini appartenenti a Forza Italia… Forza Italia post patto del Nazzareno. Insomma, al Pd 2.0!
Pensando a costoro poi, viene da ricordare alcune “coincidenze” curiose. Ad esempio quando, nel silenzio mediatico (di parte) dei giornalai italiani, il governo Gentiloni, stava per svendere un tratto di mare - tra i più pescosi del mediterraneo - guarda caso proprio ai francesi; o quando Fincantieri (durante il governo Renzi) stava per acquisire la maggioranza delle azioni dei cantieri navali di Saint-Nazaire in Francia, ma dovette piegarsi ad un inciucio con il governo francese, acquisendo poi solo debiti.
Viene inoltre da chiedersi come sia possibile che l’Italia (grazie all’operato della Bonino) sia divenuta la latrina del mediterraneo obbligata - solo lei - ad “accogliere” chiunque, o come mai, sempre i nostri “amici” francesi si sono spesso sentiti autorizzati a scaricare nei nostri boschi di confine i clandestini che non gli facevano comodo, come fosse immondizia. Siamo sicuri che non agivano sulla base di regolari accordi, stipulati con questi “meritevoli” decorati?
Sono tutte domande che probabilmente non avranno mai una risposta ufficiale, ma che in cuor nostro la risposta l’hanno trovata eccome!
E se è vero, che gli italiani hanno la memoria corta, spetta a noi che diamo vita a questi blog, tenere vivi questi ricordi: “cari” maledetti traditori, non ci dimenticheremo di Voi!

Alberto Conterio - 02.08.2019

mercoledì 17 luglio 2019

I Traditori dell’Italia e degli italiani


I Traditori dell’Italia e degli italiani
Parabola di un movimento che, nato per abbattere i potenti, si riduce a fare la stampella degli stessi

Su questo Blog, avevamo già trattato circa 12 mesi fa, l’argomento “tradimento” in un articolo dal titolo “Cos’è diventata la sinistra?”. In esso veniva tracciato a grandi linee il voltafaccia della sinistra italiana ai valori del popolo, dopo aver imboccato la strada della finanza per diventare l’esclusiva serva o cameriera delle grandi lobby di potere internazionale.
Non tornerò a parlare di costoro quindi, che hanno fatto una scelta, e che orgogliosamente la rivendicano nonostante tutto e nonostante tutti. Neppure perderò più tempo a scrivere di Berlusconi, che dal 2011, ridicola maschera di se stesso,  ha abdicato al suo conflitto di interesse e perfino al suo orgoglio di imprenditore accodandosi alle politiche europee e allo stesso Partito Democratico. Sono due capitoli di storia italiana superati dal tempo: chiusi appunto!


La novità del giorno, o meglio questa nuova puntata del più tragico dei tradimenti verso il popolo italiano, che viene perpetrato da oltre 25 anni, la svendita all’estero dei valori nazionali, siano essi materiale che immateriali, si arricchisce infatti di un nuovo episodio: Parliamo dell’elezione del nuovo presidente della Commissione europea, la Signora Ursula Van Der Leyen. Tedesca, braccio destro della più conosciuta Angela Merkel , è la persona nella quale è possibile sintetizzare ogni più radicale estremizzazione delle politiche di austerity, contro le democrazie e contro i popoli. La Grecia ne è sicura testimone.
Occorre premettere che, questa arcigna sessant’enne, sulla carta non aveva certo sicurezza dei numeri a suo favore. Le servivano almeno 374 voti per essere eletta, e nulla era scontato, anzi, c’era il fondato dubbio che venisse silurata dalle forze euro scettiche e euro contrarie presenti ormai in buon numero in Parlamento dopo le ultime elezioni del 26 maggio scorso.
Sorpresa quindi (sorpresa negativa) quando invece ha ottenuto ben 383 voti, cioè 9 più del necessario!
Pensare che costei, ancor prima di essere eletta, nel suo discorso quale candidata designata in parlamento, si era subito scagliata contro l’Italia, ricordandoci le solite lezioncine, quali “riforme” da completare, e facendo il bis al vergognoso neo eletto presidente del Parlamento europeo David Sassoli, sull’argomento clandestini e Ong, sbeffeggiando le politiche del nostro Ministro dell’Interno al riguardo.
Ma la sorpresa più grossa, ancor più negativa, quella che fa male, quella che ti costringe a svegliarti dal torpore nel quale ci tengono artificialmente per impedirci di capire, e stata quella di apprendere che a permettere l’elezione di questo campione di liberismo frenato, colpevole di ogni possibile nefandezza verificatasi in Italia negli ultimi 25 anni, sono stati i 14 euro deputarti del Movimento 5 Stelle, che hanno votato compatti assieme a Pd e a Forza Italia a favore della sua elezione…
Come nel gioco dell’Oca, siamo tornati alla casella di partenza… dopo aver seguito una parabola, iniziata per abbattere i poteri forti e terminata a fare da stampella agli stessi!!!
Nello squallore di questa situazione e nel vergognoso imbarazzo suscitato da questo tradimento verso il popolo e verso gli stessi ideali che dicevano d’avere, non possiamo non citare il comportamento coerente e corretto della Lega di Salvini e dei non più tanto piccoli Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, che al contrario, unici tra gli italiani (ancora degni di questo nome) hanno votato contro l’eroina dei poteri forti europei.
Io che, in passato, ho criticato e ho avversato le idee e le politiche messe in atto dalla Lega Nord, devo oggi rendere onore a questa forza politica, che ha saputo rivedere i suoi orizzonti, schierandosi sulla fronte a difesa della nostra italianità, della nostra sovranità e della nostra dignità di popolo libero.
Nella speranza che presto la bufera passi, mi chiedo quanto ancora dovremmo sopportare l’inutile e dannosa diarchia dell’attuale governo nazionale.

Alberto Conterio - 17.07.2019