Ambiente e Intelligenza artificiale
Un
cortocircuito ideologico
Ci sono argomenti che all’interno della nostra società sono diventati negli anni dei tabù ormai; dei dogmi religiosi. Come esempi, posso citare la moneta unica Euro, l’Unione Europea stessa, il libero mercato, i “valori” democratici dell’occidente, la nostra onnipresente repubblica oppure il multiculturalismo, l’utilità dell’immigrazione, fino ad arrivare alla salvaguardia dell’ambiente, con le sue ramificazioni o sotto argomenti: la riduzione della CO2, il cambiamento climatico, il surriscaldamento globale, la mobilità elettrica, le energie rinnovabili o altre patetiche cazzate simili.
Tutti argomenti su cui, un normale cittadino pensante non può avere
opinioni. Al cittadino infatti è richiesto in modo più o meno esplicito di
credere… L’esempio più significativo di questo “sistema” l’abbiamo visto
all’opera durante il periodo Covid, con le conseguenze che ormai conosciamo o
abbiamo cominciato a comprendere dopo anni di violenza, bugie, propaganda. Tutto
insomma fuorché la verità!
L’argomento su cui desidero fare una riflessione, è uno di questi. Si
tratta dell’intelligenza artificiale. Oggi però non mi interessa parlare dei rischi
di disoccupazione dovuti all'automazione, la diffusione di informazioni errate
(le cosiddette "allucinazioni"), la dipendenza tecnologica dei Paesi
meno avanzati, la violazione della privacy cittadini o i pregiudizi algoritmici
nei dati di addestramento. Oggi vorrei poter parlare di rispetto dell’ambiente!
E non è tutto… Il consumo di energia elettrica di Meta ha superato i 18
TWh, mentre quello di acqua ha oltrepassato i 72 miliardi di litri, un valore
quattro volte superiore alla media del settore.
Insomma, ci sono intere zone geografiche americane, a rischio blackout
elettrico o a rischio carenza idrica, per permettere a questi carrozzoni di
continuare a inquinare e consumare risorse preziose per fare utili: guadagni,
profitti!!!
Le fondazioni di beneficenza dei miliardari, dalle iniziative di Jeff
Bezos fino agli investimenti di Mark Zuckerberg nelle tecnologie per la cattura
della CO2, sono passate in secondo piano davanti alla sete di profitto,
evidenziando come queste “compagnie di ventura” siano solo degli specchietti
per le allodole da dare in pasto alla gente comune per narcotizzarla mente
questi “filantropi” si arricchiscono a spese della comunità! Se ci pensate, si
tratta di un macroscopico cortocircuito ideologico, reso possibile solamente
dalla poca propensione della gente a mettere in correlazione tra loro le varie
informazioni che ogni giorno ci vengono riversate addosso disordinatamente! Pensateci
anche la prossima volta che utilizzerete questi “prodotti” per scrivere una
banalissima mail al lavoro o conoscere la migliore ricetta della torta
margherita da mettere in forno!
Alberto Conterio - 15.07/2026

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