Interviste ad Alberto Conterio

domenica 18 ottobre 2026

Come stiamo scivolando verso la guerra

I fantasmi del passato in Europa

Come stiamo scivolando verso la guerra

Lo spettro tedesco ha ripreso ultimamente ad agitare l’Europa. Se si possiede una memoria storica, I fantasmi del passato non si possono nascondere nell’armadio o sotto ad un tappeto.

Sentire parlare di riarmo tedesco infatti, dovrebbe far tremare i polsi a chiunque, e così è tra la gente comune, per questo vorrei formulare un’analisi su questo argomento.

Credo occorra fare un passo indietro, citando Giulio Andreotti, quando incalzato da un giornalista sulla riunificazione tedesca, dichiarò: “…amo così tanto la Germania che ne preferivo due!”. Ecco, quello fu il primo di una serie di errori che nel prossimo futuro, potrebbero aprire le porte ad una nuova guerra in Europa. Mai infatti si sarebbe dovuto permettere ai tedeschi di ritrovarsi uniti e in merito, furono in molti a dichiarare che il processo non avrebbe portato a nulla di buono!

Sono passati meno di quarant’anni e i nodi cominciano a venire al pettine. Secondo il mio parere però, l’accelerazione prende l’avvio nel settembre del 2022, quando il Nord Stream, il doppio gasdotto sottomarino di oltre 1.200 km che collegava direttamente la Russia alla Germania attraverso il Mar Baltico, viene fatto saltare.

Per la Germania questo ha significato non solo una sciagura, ma la certezza della sua recessione economica, che ad oggi, passati quattro anni appare catastrofica. Chi fu a compire questo atto terroristico? Il responsabile chiaramente non è ufficiale, ma chiunque sapesse della contrarietà americana a questa opera ha tratto le sue conclusioni. Del resto, il Presidente americano Joe Biden, aveva promesso ai tedeschi che il gasdotto non avrebbe operato prima ancora che questa importante infrastruttura fosse completata.

Quando le tubazioni vennero fatte saltare in aria, i tedeschi non hanno potuto dire nulla, anzi hanno dovuto addirittura operare per mescolare bene le carte svolgendo indagini fittizie che non accertarono nulla! In quella fase storica, non erano nella condizione di poterlo fare. Ricordo che i tedeschi e la Germania sono dal 1945 controllati in casa dagli Americani dopo una guerra persa rovinosamente. Gli Americani del resto si sono fatti carico della ricostruzione della zona occidentale di questo Paese (…la Repubblica Federale di Germania) e della sua protezione militare fino al 1989. Dopo la sua riunificazione, hanno poi esteso la loro protezione all’intero territorio tedesco. Una Germania ridotta quindi ad essere una colonia americana. Nulla di più, ed in base a questa situazione hanno potuto dire nulla! Da buoni tedeschi però, devono aver fatto un nodo al fazzoletto. Del resto se non sei nella condizione di poterti confrontare “fisicamente” con un avversario, rischi solo di prenderle…

Oltre a questo fatto determinante poi entrano in gioco altri fattori secondari, come una certa sorpresa. Per decine d’anni i tedeschi hanno vissuto nel confort della protezione Americana, e la minaccia di Biden, non venne presa alla lettera. Quando il Nord Stream saltò, fu per loro una vera sorpresa. Una pugnalata alla schiena!  

Programmare una risposta alle volte richiede tempo e l’occasione giusta, per questo credo che il riarmo tedesco sia da interpretarsi in funzione anti-americana e non anti-russa!

L’isteria russofobica che ha invaso l’Europa dopo il febbraio 2022 è una scusa! Grazie ad una Unione Europea e ad un Regno Unito accecati dall’odio storico nei confronti dei Russi e del mondo slavo in generale, la Germania (che ha sempre avuto ottimi rapporti commerciali con la Russia con la sola esclusione del periodo Hitleriano 1940-45) ha programmato un investimento di riarmo faraonico con l’intento di ottenere le forze armate più potenti d’Europa. Non occorre essere degli storici per comprendere quanto ciò sia pericoloso!

Gli unici ad aver drizzato le antenne per ora sembrano essere proprio i russi, che devono aver già maledetto più volte il giorno in cui ritirarono le loro truppe dalla Repubblica Democratica di Germania e da Berlino Est, rendendo materialmente possibile la riunificazione tedesca!

Per nostra fortuna, in questo scenario non certo positivo, entra a piè giunti AfD, il partito di Alternativa per la Germania.

A due settimane dalla vittoria storica in Sassonia-Anhat, AfD vince anche in Meclemburgo-Pomerania. Il loro programma politico ha un fulcro sui buoni rapporti con la Russia. Bruxelles e Londra sono terrorizzate di quanto può succedere. Troppi i lori interessi in gioco. Naturalmente ad AfD è stata immediatamente appiccicata l’etichetta dell’Estrema destra neo nazista, ma è chiaro a tutti - non solo in Germania - che AfD non ha nulla a che vedere con questa identità e che il consenso gli viene dagli elettori in senso più che trasversale. Un esempio per tutti… la partecipazione elettorale è cresciuta in tutte le elezioni in maniera significativa: di 20 punti in Sassonia-Anhalt; di circa 11 punti a Berlino; di 7 punti in Meclemburgo; di 6 punti in Bassa Sassonia. Ciò significa che il rilievo assunto dall’elezione ha riportato alle urne elettori insoddisfatti che non si riconoscono più nei partiti tradizionali, che hanno tutti perso elettori e voti negli ultimi anni. Un dato di per sé positivo, che allontana le illazioni strumentali di cui sopra.  

Le elezioni federali in Germania si dovrebbero tenere a febbraio 2029, ma è chiaro che qualche cosa deve cambiare necessariamente prima, anche solo per cercare di limitare il trionfo che AfD potrebbe avere a quella data, se le politiche tedesche dovessero trascinarsi immutate.

Gli analisti però prefigurano tutti altre opzioni:

La prima è il cambio di cancelliere, un’operazione che ha avuto dei precedenti, come quando Willy Brandt fu sostituito da Helmut Schmidt. Purtroppo l’attuale classe dirigente al governo del Paese non ha tra le sue fila un valido candidato alternativo. Come possibile sostituto circola il nome di Hendrik Wüst, il ministro presidente della Renania Vestfalia che però dovrebbe lasciare il suo Land un anno prima delle elezioni, con tutte le incognite che tale scelta porterebbe con sé. Forse qualche speranza la nutre anche Markus Söder, il leader della Baviera. All’indomani delle elezioni in Sassonia-Anhalt, Söder ha tenuto un discorso in cui si è presentato come baluardo contro l’AfD. Parlava alla Baviera certamente, ma forse non solo a essa. Tuttavia è difficile che un leader della Csu possa sostituire un cancelliere della Cdu, senza contare che il conservatorismo del leader bavarese potrebbe complicare i rapporti con la SpD nel governo.

La seconda opzione vede ancora Merz protagonista che non abbandona ma ricorre magari a un voto di fiducia per rafforzare la sua posizione e continua a governare puntando alla prosecuzione delle riforme avviate. La fiducia potrebbe trovarla al Bundestag, ma sarebbe poi in grado di dare una diversa impronta alla sua azione di governo per bloccare l’emorragia di consensi in vista delle elezioni federali?

La terza opzione invece consisterebbe in una crisi di governo (sembra la più probabile viste le proteste e il calo continuo di gradimento del Cancelliere) con la possibilità di elezioni anticipate. Si tratta di un’opzione che non conviene a nessuno dei partiti di governo ma che fatte ora, subito, potrebbero limitare la vittoria di AfD ad un risultato parziale che non gli consenta di raggiungere la maggioranza assoluta e quindi di dover scendere a compromessi per poter accedere al governo.

L’arroganza e la supponenza dell’attuale classe dirigente sembrano prendere in considerazione questa opzione solo dopo aver visto naufragare le prime due, o tentare ancora la via giudiziaria per bloccare la strada ad AfD. Attenzione però, le tensioni interne nel governo e le tensioni sociali nel Paese a quel punto sfocerebbero certamente in qualche cosa che potrebbe sfuggire di mano.

La pace in Europa e nel mondo resta quindi appesa ad un filo. Come italiano vorrei che il mio Paese si tirasse fuori da queste logiche con un ragionato calcolo, ma purtroppo dovrò sperare soltanto che questo filo non venga reciso volontariamente o involontariamente senza l’apporto della nostra politica e della nostra diplomazia. 

La Meloni, Crosetto, Tajani, Salvini, la Schlein, Renzi, o forse Conte e Calenda dovrebbero essere le persone su cui riporre la mia fiducia?

Come sempre ci troveremo in mano dei cocci da pagare! 

Alberto Conterio - 16.10.2026 

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