I fantasmi del passato in Europa
Come stiamo scivolando verso la guerra
Lo spettro tedesco ha ripreso ultimamente ad agitare l’Europa. Se si possiede una memoria storica, I fantasmi del passato non si possono nascondere nell’armadio o sotto ad un tappeto.
Sentire parlare di riarmo tedesco infatti, dovrebbe far
tremare i polsi a chiunque, e così è tra la gente comune, per questo vorrei formulare
un’analisi su questo argomento.
Credo occorra fare un passo indietro, citando Giulio Andreotti,
quando incalzato da un giornalista sulla riunificazione tedesca, dichiarò: “…amo così tanto la Germania che ne
preferivo due!”. Ecco, quello fu il primo di una serie di errori che nel
prossimo futuro, potrebbero aprire le porte ad una nuova guerra in Europa. Mai
infatti si sarebbe dovuto permettere ai tedeschi di ritrovarsi uniti e in
merito, furono in molti a dichiarare che il processo non avrebbe portato a
nulla di buono!
Sono passati meno di quarant’anni e i nodi cominciano a venire al pettine. Secondo il mio parere però, l’accelerazione prende l’avvio nel settembre del 2022, quando il Nord Stream, il doppio gasdotto sottomarino di oltre 1.200 km che collegava direttamente la Russia alla Germania attraverso il Mar Baltico, viene fatto saltare.
Per la Germania questo ha significato non solo una
sciagura, ma la certezza della sua recessione economica, che ad oggi, passati
quattro anni appare catastrofica. Chi fu a compire questo atto terroristico? Il
responsabile chiaramente non è ufficiale, ma chiunque sapesse della contrarietà
americana a questa opera ha tratto le sue conclusioni. Del resto, il Presidente
americano Joe Biden, aveva promesso ai tedeschi che il gasdotto non avrebbe operato
prima ancora che questa importante infrastruttura fosse completata.
Quando le tubazioni vennero fatte saltare in aria, i
tedeschi non hanno potuto dire nulla, anzi hanno dovuto addirittura operare per
mescolare bene le carte svolgendo indagini fittizie che non accertarono nulla!
In quella fase storica, non erano nella condizione di poterlo fare. Ricordo che
i tedeschi e la Germania sono dal 1945 controllati in casa dagli Americani dopo
una guerra persa rovinosamente. Gli Americani del resto si sono fatti carico
della ricostruzione della zona occidentale di questo Paese (…la Repubblica
Federale di Germania) e della sua protezione militare fino al 1989. Dopo la sua
riunificazione, hanno poi esteso la loro protezione all’intero territorio
tedesco. Una Germania ridotta quindi ad essere una colonia americana. Nulla di
più, ed in base a questa situazione hanno potuto dire nulla! Da buoni tedeschi
però, devono aver fatto un nodo al fazzoletto. Del resto se non sei nella
condizione di poterti confrontare “fisicamente” con un avversario, rischi solo
di prenderle…
Oltre a questo fatto determinante poi entrano in gioco
altri fattori secondari, come una certa sorpresa. Per decine d’anni i tedeschi
hanno vissuto nel confort della protezione Americana, e la minaccia di Biden,
non venne presa alla lettera. Quando il Nord Stream saltò, fu per loro una vera
sorpresa. Una pugnalata alla schiena!
Programmare una risposta alle volte richiede tempo e
l’occasione giusta, per questo credo che il riarmo tedesco sia da interpretarsi
in funzione anti-americana e non anti-russa!
L’isteria russofobica che ha invaso l’Europa dopo il
febbraio 2022 è una scusa! Grazie ad una Unione Europea e ad un Regno Unito
accecati dall’odio storico nei confronti dei Russi e del mondo slavo in
generale, la Germania (che ha sempre avuto ottimi rapporti commerciali con la
Russia con la sola esclusione del periodo Hitleriano 1940-45) ha programmato un
investimento di riarmo faraonico con l’intento di ottenere le forze armate più
potenti d’Europa. Non occorre essere degli storici per comprendere quanto ciò sia
pericoloso!
Gli unici ad aver drizzato le antenne per ora sembrano
essere proprio i russi, che devono aver già maledetto più volte il giorno in
cui ritirarono le loro truppe dalla Repubblica Democratica di Germania e da
Berlino Est, rendendo materialmente possibile la riunificazione tedesca!
Per nostra fortuna, in questo scenario non certo
positivo, entra a piè giunti AfD, il partito di Alternativa per la Germania.
A due settimane dalla vittoria storica in Sassonia-Anhat,
AfD vince anche in Meclemburgo-Pomerania. Il loro programma politico ha un
fulcro sui buoni rapporti con la Russia. Bruxelles e Londra sono terrorizzate
di quanto può succedere. Troppi i lori interessi in gioco. Naturalmente ad AfD
è stata immediatamente appiccicata l’etichetta dell’Estrema destra neo nazista,
ma è chiaro a tutti - non solo in Germania - che AfD non ha nulla a che vedere
con questa identità e che il consenso gli viene dagli elettori in senso più che
trasversale. Un esempio per tutti… la partecipazione elettorale è cresciuta in
tutte le elezioni in maniera significativa: di 20 punti in Sassonia-Anhalt; di
circa 11 punti a Berlino; di 7 punti in Meclemburgo; di 6 punti in Bassa
Sassonia. Ciò significa che il rilievo assunto dall’elezione ha riportato alle
urne elettori insoddisfatti che non si riconoscono più nei partiti
tradizionali, che hanno tutti perso elettori e voti negli ultimi anni. Un dato
di per sé positivo, che allontana le illazioni strumentali di cui sopra.
Le elezioni federali in Germania si dovrebbero tenere a
febbraio 2029, ma è chiaro che qualche cosa deve cambiare necessariamente
prima, anche solo per cercare di limitare il trionfo che AfD potrebbe avere a
quella data, se le politiche tedesche dovessero trascinarsi immutate.
Gli analisti però prefigurano tutti altre opzioni:
La prima è il cambio di cancelliere, un’operazione che ha
avuto dei precedenti, come quando Willy Brandt fu sostituito da Helmut Schmidt.
Purtroppo l’attuale classe dirigente al governo del Paese non ha tra le sue
fila un valido candidato alternativo. Come possibile sostituto circola il nome
di Hendrik Wüst, il ministro presidente della Renania Vestfalia che però
dovrebbe lasciare il suo Land un anno prima delle elezioni, con tutte le
incognite che tale scelta porterebbe con sé. Forse qualche speranza la nutre
anche Markus Söder, il leader della Baviera. All’indomani delle elezioni in
Sassonia-Anhalt, Söder ha tenuto un discorso in cui si è presentato come
baluardo contro l’AfD. Parlava alla Baviera certamente, ma forse non solo a
essa. Tuttavia è difficile che un leader della Csu possa sostituire un
cancelliere della Cdu, senza contare che il conservatorismo del leader bavarese
potrebbe complicare i rapporti con la SpD nel governo.
La seconda opzione vede ancora Merz protagonista che non
abbandona ma ricorre magari a un voto di fiducia per rafforzare la sua
posizione e continua a governare puntando alla prosecuzione delle riforme
avviate. La fiducia potrebbe trovarla al Bundestag, ma sarebbe poi in grado di dare
una diversa impronta alla sua azione di governo per bloccare l’emorragia di
consensi in vista delle elezioni federali?
La terza opzione invece consisterebbe in una crisi di
governo (sembra la più probabile viste le proteste e il calo continuo di
gradimento del Cancelliere) con la possibilità di elezioni anticipate. Si
tratta di un’opzione che non conviene a nessuno dei partiti di governo ma che
fatte ora, subito, potrebbero limitare la vittoria di AfD ad un risultato
parziale che non gli consenta di raggiungere la maggioranza assoluta e quindi
di dover scendere a compromessi per poter accedere al governo.
L’arroganza e la supponenza dell’attuale classe dirigente
sembrano prendere in considerazione questa opzione solo dopo aver visto
naufragare le prime due, o tentare ancora la via giudiziaria per bloccare la
strada ad AfD. Attenzione però, le tensioni interne nel governo e le tensioni
sociali nel Paese a quel punto sfocerebbero certamente in qualche cosa che
potrebbe sfuggire di mano.
La pace in Europa e nel mondo resta quindi appesa ad un filo. Come italiano vorrei che il mio Paese si tirasse fuori da queste logiche con un ragionato calcolo, ma purtroppo dovrò sperare soltanto che questo filo non venga reciso volontariamente o involontariamente senza l’apporto della nostra politica e della nostra diplomazia.
La Meloni, Crosetto, Tajani, Salvini, la Schlein, Renzi, o
forse Conte e Calenda dovrebbero essere le persone su cui riporre la mia
fiducia?
Come sempre ci troveremo in mano dei cocci da pagare!
Alberto Conterio - 16.10.2026

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